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Ci sono due modi di alzare un'imposta: alzare l'aliquota, o alzare il valore su cui si applica. Gli Emirati hanno usato ...
27/08/2026

Ci sono due modi di alzare un'imposta: alzare l'aliquota, o alzare il valore su cui si applica. Gli Emirati hanno usato il secondo.

Due aggiornamenti nuovi oggi. Il briefing ne portava sette, ma cinque erano già uscite nei giorni scorsi: non le ripubblico.

01 · Accisa sui liquidi per si*****te elettroniche. Dal 1° settembre 2026 l'accisa si calcola su un valore minimo di 1 dirham per millilitro, circa 26 centesimi di euro: se il prezzo di vendita al dettaglio sta sotto quel valore, l'imposta si calcola comunque sul minimo. L'annuncio è del 6 agosto, della Federal Tax Authority.

L'aliquota resta al 100%: cambia soltanto la base. Il conto su una bottiglia sola: 60 millilitri venduti a 40 dirham oggi sono tassati su 40; dal 1° settembre su 60. Venti dirham di imposta in più. Sopra 1 dirham al millilitro il calcolo non cambia.

02 · Imposta minima globale. La decisione ministeriale n. 133 del 2026 individua chi deve presentare il Pillar Two Information Return, la dichiarazione informativa del regime di imposizione minima al 15% recepito negli Emirati nel 2024. Non nasce nessuna imposta nuova: viene scritto chi, dentro il gruppo, firma la dichiarazione.

Sono obbligate le entità del gruppo situate negli Emirati, le joint venture emiratine e le loro controllate; restano fuori le società di investimento. Vale dagli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2025 e per i gruppi sopra 750 milioni di euro di ricavi consolidati — quindi non l'imprenditore medio. Ma se la società emiratina sta dentro un gruppo di quelle dimensioni, l'obbligo può ricadere su di lei anche con la capogruppo altrove.

I controlli di oggi. Se tratti liquidi da svapo: estrai le referenze sotto 1 dirham al millilitro, ricalcola l'accisa prima del 1° settembre e aggiorna il gestionale. Se la società emiratina ha una controllante estera: recupera i ricavi consolidati degli ultimi quattro esercizi.

Se hai una licenza di trading su questa categoria e non sai se il listino regge il ricalcolo, scrivimi in DM: dimmi il formato delle bottiglie e il prezzo medio.

Le schede per esteso, con le fonti, su robertomanzi.it → Aggiornamenti normativi UAE.

«A Dubai non controlla nessuno.» È la frase che sento più spesso, e i numeri pubblicati dall'autorità fiscale emiratina ...
25/08/2026

«A Dubai non controlla nessuno.» È la frase che sento più spesso, e i numeri pubblicati dall'autorità fiscale emiratina dicono un'altra cosa.

Due aggiornamenti nuovi oggi. Il briefing ne portava otto, ma sei erano già uscite nei giorni scorsi: non le ripubblico.

01 · Federal Tax Authority. Nei primi sei mesi del 2026 l'autorità fiscale federale degli Emirati ha condotto circa 103.680 visite ispettive sui mercati locali, contro le circa 86.000 dello stesso semestre del 2025: il 21% in più, poco più di un quinto in un anno. Le campagne con la Polizia di Dubai hanno portato al sequestro di 3.587.315 confezioni di beni soggetti ad accisa non conformi e a 59 verbali.

Va detto con precisione, perché qui è facile esagerare. Queste ispezioni riguardano in larga parte i beni ad accisa — tabacco, bevande zuccherate, energy drink — e i punti vendita fisici. Non sono verifiche Corporate Tax fatte porta a porta, e non è nata nessuna regola nuova: è un comunicato che conta un'attività già svolta. Quello che dice è un'altra cosa, e vale in generale: la capacità di controllo sul territorio cresce di un quinto all'anno, viene contata e viene pubblicata.

02 · Certificato penale per i visti di lavoro. Dal 15 agosto 2026 è in vigore la Fase 2 dell'obbligo di Police Clearance Certificate — l'attestazione con cui la polizia del paese d'origine dichiara che non ci sono precedenti penali a carico della persona. La Fase 2 ha aggiunto undici nazionalità, fra cui Bangladesh, Filippine e Nigeria, a un elenco che arriva a 45 paesi.

L'Italia non è nell'elenco: chi si trasferisce da imprenditore non deve produrre nulla di nuovo. Cambia per chi assume. Il documento va richiesto nel paese d'origine, con tempi che non dipendono dagli uffici emiratini, e deve essere già in mano quando parte la domanda di visto. Il problema non è la sanzione: è la data di inizio, e una persona che non può iniziare a lavorare.

Il controllo di oggi: prendi l'elenco delle assunzioni programmate nei prossimi tre mesi e confronta la nazionalità di ogni candidato con l'elenco pubblicato dall'ICP, prima di firmare la lettera di offerta.

Se hai personale in arrivo da uno di quei paesi e non sai se la pratica regge i tempi, scrivimi in DM: dimmi nazionalità e data di inizio prevista.

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Fra trentasette giorni scade la dichiarazione Corporate Tax degli esercizi chiusi il 31 dicembre 2025. Il punto meno pre...
24/08/2026

Fra trentasette giorni scade la dichiarazione Corporate Tax degli esercizi chiusi il 31 dicembre 2025. Il punto meno presidiato non è la dichiarazione: è il modulo che deve accompagnarla.

Due aggiornamenti nuovi oggi. Il briefing ne portava undici, ma nove erano già uscite nei giorni scorsi: non le ripubblico.

01 · Modulo transfer pricing. Insieme alla dichiarazione va depositato il prospetto delle operazioni fatte con le società del tuo gruppo, quando si supera una di due soglie: 40 milioni di dirham, circa 10,4 milioni di euro, di operazioni complessive nell'esercizio, oppure 4 milioni di dirham, circa 1 milione di euro, in una sola categoria fra beni, servizi, finanziamenti e proprietà intellettuale. Le due soglie sono alternative: basta superarne una.

È la seconda a cogliere di sorpresa le strutture fra Italia ed Emirati. Un finanziamento infragruppo dalla società emiratina a quella italiana, o una royalty su un marchio del gruppo, arriva a 4 milioni di dirham senza che nessuno abbia pensato di stare fissando il prezzo di un'operazione fra parti che non sono indipendenti.

Il modulo non è una regola nuova: esiste dal primo ciclo dichiarativo. Il deposito tardivo costa 500 dirham al mese, circa 130 euro, e il pagamento tardivo il 14% annuo sull'imposta non versata, senza tetto massimo. Ma il costo vero è un altro: la rettifica del reddito in verifica, che può essere contestata anche in Italia sull'altro lato dell'operazione.

02 · Dubai Land Department. La stampa immobiliare riferisce di un Decreto n. 42 del 2026 su condivisione dei dati fra RERA e Land Department, registrazione dei veicoli d'investimento e title deed digitali su blockchain. Il testo non risulta fra le legislazioni pubblicate dal Dubai Land Department: oggi nessun obbligo nasce da quell'articolo.

Il controllo di oggi: estrai dalla contabilità 2025 le operazioni con le società del tuo gruppo, sommale per categoria e guarda quale supera 4 milioni di dirham.

Se hai un finanziamento infragruppo o una royalty fra Italia ed Emirati e non sai se rientri, scrivimi in DM: dimmi la categoria e l'importo.

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Se hai comprato un appartamento a Dubai e lo affitti a stanze, da mercoledì 26 agosto quel contratto non basta più: serv...
24/08/2026

Se hai comprato un appartamento a Dubai e lo affitti a stanze, da mercoledì 26 agosto quel contratto non basta più: serve un permesso della Dubai Municipality.

Due novità emiratine oggi. Il briefing ne portava quattro, ma due erano già uscite: non le ripubblico.

01 · Affitto a stanze a Dubai. La Legge dell'Emirato n. 4 del 2026, pubblicata in Gazzetta il 27 febbraio, entra in vigore centottanta giorni dopo: il 26 agosto 2026. Da quel giorno ogni unità residenziale a uso condiviso deve avere un permesso della Dubai Municipality, rilasciato con il Dubai Land Department e valido un anno. Il subaffitto di una stanza, di una partizione o di un posto letto da un inquilino a un altro è vietato.

Le sanzioni per la prima violazione vanno da 500 dirham, circa 130 euro, a 500.000 dirham, circa 130.000 euro, e raddoppiano fino a 1 milione di dirham, circa 260.000 euro, se la violazione si ripete entro un anno. Ma la parte che pesa non è la multa: sono il distacco delle utenze fino alla rimozione della violazione, l'ordine di sgombero e la revoca della licenza commerciale se l'attività è svolta da una società.

Chi già opera ha tempo fino al 26 agosto 2027. Davanti alla Municipality risponde il proprietario, anche quando la gestione è delegata a un property manager.

02 · IVA nel Golfo. Gli emendamenti all'Accordo IVA unificato del GCC spostano la riscossione dell'IVA all'importazione al primo porto d'ingresso nell'area: senza la prova di quel pagamento, il paese di destinazione può chiederla di nuovo. E il 5% diventa una soglia minima, non più l'aliquota unica. L'Arabia Saudita li ha approvati il 19 maggio 2026, ma gli Emirati non li hanno ancora recepiti: qui nessun obbligo è cambiato.

Il controllo di oggi: chiedi al property manager se l'unità che hai a Dubai è occupata da più nuclei distinti o ha partizioni interne, e rileggi il mandato di gestione per capire chi risponde della conformità.

Se hai un immobile a reddito a Dubai e non sai se rientri nel perimetro, scrivimi in DM: quante unità hai e come sono occupate.

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Dal 1° ottobre 2026 una fattura fiscale valida non basta più a farti recuperare l'IVA. Serve anche la prova di aver veri...
22/08/2026

Dal 1° ottobre 2026 una fattura fiscale valida non basta più a farti recuperare l'IVA. Serve anche la prova di aver verificato chi te l'ha emessa.

Due novità emiratine oggi. Il briefing ne portava otto, ma sei erano già uscite: non le ripubblico.

01 · Recupero dell'IVA. La Federal Tax Authority ha emesso la Decisione n. 13 del 2026, attuativa dell'articolo 54 bis della legge IVA, inserito dal Decreto-Legge Federale n. 16 del 2025. Quell'articolo permette alla FTA di negare il recupero dell'IVA a monte quando l'operazione fa parte di una catena collegata a un'evasione: se lo sapevi il diniego è obbligatorio, se avresti dovuto saperlo è discrezionale. E avresti dovuto saperlo quando non hai fatto le verifiche prescritte.

Le verifiche sono su due livelli. Sul fornitore: documenti controllati contro le banche dati ufficiali, potere di rappresentanza, sede reale coerente con l'attività dichiarata. Da rifare ogni dodici mesi, anche su chi ti fornisce da anni. Oltre 375.000 dirham l'anno, circa 87.000 euro, serve la conferma scritta di una banca emiratina. Sull'operazione: ragione commerciale, prezzo e margine non ingiustificabili, servizio dentro le attività licenziate, pagamento elettronico salvo ragione documentata.

C'è un esonero sotto i 10.000 dirham per fornitura, circa 2.300 euro. Cade però per intero appena da quel fornitore superi 100.000 dirham in dodici mesi, circa 23.000 euro. Fanno 8.333 dirham al mese: quasi ogni fornitura ricorrente ci arriva.

02 · Protezione dati nel DIFC. Il 18 luglio 2026 si è chiusa la consultazione sulle Data Protection Regulations. Qui la notizia è che non c'è ancora una notizia: il testo definitivo non è emanato e oggi nessun obbligo è cambiato. Chi la presenta come regola in vigore anticipa un testo che non esiste.

Il controllo di oggi: conta da quanti fornitori hai comprato per oltre 100.000 dirham in dodici mesi, e guarda se di ciascuno hai il TRN — il codice IVA emiratino — la licenza valida e la prova dell'operazione.

Se non sai da dove cominciare, scrivimi in DM: quanti fornitori locali hai e da quando lavori con loro.

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Dal 1° gennaio 2026 la Capital Market Authority ha sostituito la Securities and Commodities Authority. Il suo perimetro ...
20/08/2026

Dal 1° gennaio 2026 la Capital Market Authority ha sostituito la Securities and Commodities Authority. Il suo perimetro non si ferma al confine della free zone: raggiunge chi svolge attività finanziarie da DIFC o ADGM verso clienti residenti nel resto degli Emirati.

Sono due le novità emiratine di oggi. Il briefing ne portava cinque, ma tre erano già uscite nei giorni scorsi e non le ripubblico.

01 · Mercati finanziari. I decreti-legge federali n. 32 e n. 33 del 2025 hanno abrogato la legge n. 4 del 2000 e riscritto le regole di licenza. Il n. 33 si applica espressamente agli emittenti costituiti in ADGM e DIFC quando offrono o negoziano titoli negli Emirati, e alle attività finanziarie svolte da una free zone verso clienti onshore, cioè residenti nel territorio federale fuori dalle zone franche. Rientrano anche la sola promozione e il solo collocamento, non soltanto la gestione. Il criterio non è più dove è costituita la società: è dove risiede il cliente.

Chi ha solo clienti esteri, o interni alla propria free zone, resta fuori dal perimetro federale. La verifica però va fatta sulla clientela di oggi, non sull'impostazione con cui la struttura è stata aperta.

02 · Protezione dati. Il 29 gennaio 2026 DIFC, ADGM e Qatar Financial Centre si sono inseriti a vicenda nelle rispettive liste di adeguatezza. Qui la notizia è un'apertura: per spostare dati personali fra i tre centri non servono più clausole contrattuali tipo. Verso il territorio federale e verso l'Europa, invece, i presidi esistenti restano necessari e non vanno toccati.

Il controllo di oggi, dieci minuti: apri l'elenco dei tuoi clienti e conta quanti risiedono negli Emirati fuori dalla free zone. Poi guarda l'oggetto della tua licenza e cerca le parole promozione e collocamento.

Se non sai se la tua struttura DIFC o ADGM rientra nel perimetro federale, scrivimi in DM: che attività fai e da dove arrivano i tuoi clienti.

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Il 18 agosto il Ministero degli Esteri emiratino ha sospeso tutti gli scambi commerciali e tutte le transazioni finanzia...
19/08/2026

Il 18 agosto il Ministero degli Esteri emiratino ha sospeso tutti gli scambi commerciali e tutte le transazioni finanziarie con l'Iran, fino a nuovo avviso. Nelle prime settimane le banche gestiscono il rischio per eccesso, e il controllo si allarga a controparti e catene di fornitura di chi con l'Iran non ha mai avuto nulla a che fare.

È una delle otto novità emiratine di oggi. Le quattro che pesano di più:

01 · Iran. Il perimetro non è solo il bonifico diretto: rientrano le controparti con soci iraniani e le forniture che passano da intermediari iraniani.

02 · Stipendi. Dal 1° giugno si pagano il primo giorno del mese, senza più i quindici giorni di tolleranza, e la soglia di conformità sale dall'80% all'85%. Al quinto giorno di ritardo non rilasci più permessi di lavoro: il danno non è la multa, è che non assumi e non rinnovi i visti.

03 · IVA sui servizi resi gratis. La Direttiva 5 del 2026 impone una formula in tre passaggi per valorizzare le prestazioni infragruppo non fatturate e i benefit ai dipendenti. Prima era una stima da difendere, adesso è un calcolo: e i tre numeri stanno nel bilancio dell'anno prima.

04 · Cripto. La Direttiva 3 del 2026 obbliga a scegliere tre piattaforme di cambio da un elenco approvato e a tenerle per dodici mesi. Chi ha usato il tasso più comodo operazione per operazione è fuori regola su tutto l'anno.

Nel carosello anche: le operazioni sospette ferme fino a dieci giorni e i fondi congelati fino a trenta, le nuove direttive che vincolano anche l'Autorità fiscale, le designazioni statunitensi su società di Dubai — che arrivano dalla stampa specializzata e vanno riscontrate sul registro OFAC — e l'imposta minima globale.

Il controllo di oggi, dieci minuti: apri l'elenco delle tue controparti principali e cerca un collegamento iraniano, anche indiretto. Poi guarda la data di accredito degli ultimi tre stipendi.

Se non sai quali di questi punti riguardano la tua società, scrivimi in DM: che attività fai e da dove incassi.

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Dal 2026, usare le crypto senza ricostruire con precisione le operazioni diventa molto più rischioso.Con DAC8, gli opera...
01/08/2026

Dal 2026, usare le crypto senza ricostruire con precisione le operazioni diventa molto più rischioso.

Con DAC8, gli operatori crypto dovranno raccogliere e comunicare informazioni fiscali sugli utenti e sulle operazioni effettuate.

Questi dati potranno essere scambiati automaticamente tra le autorità dei Paesi UE.
Non si tratta di una nuova tassa sulle criptovalute.

Si tratta di un nuovo livello di visibilità che permetterà al Fisco di confrontare i dati ricevuti dalle piattaforme con:
• dichiarazioni dei redditi;
• attività finanziarie dichiarate;
• residenza fiscale del contribuente;
• movimentazioni riconducibili alla stessa persona.

E attenzione: non riguarda soltanto la conversione delle crypto in euro.

Possono assumere rilievo anche gli scambi crypto-crypto, alcuni trasferimenti, le operazioni di pagamento e determinate attività realizzate tramite operatori extra-UE.

La self-custody non scompare e un trasferimento tra wallet personali non equivale automaticamente a una segnalazione.

Ma quando le crypto passano attraverso operatori soggetti agli obblighi, una parte importante della loro storia può diventare ricostruibile.

Il primo anno osservato è il 2026. Le prime comunicazioni arriveranno nel 2027.
Per questo non conviene aspettare una richiesta del Fisco.

Occorre ricostruire fin da ora:
• exchange e wallet utilizzati;
• provenienza delle crypto e costo di acquisto;
• scambi, trasferimenti, staking e pagamenti;
• operazioni personali e aziendali;
• coerenza con la propria residenza fiscale e con quanto dichiarato.

DAC8 non calcola le imposte al posto tuo.

Ma offre al Fisco una mappa con cui controllare ciò che hai dichiarato.

Fonti: Direttiva UE 2023/2226 · D.Lgs. 194/2025

DAC8: non è una tassa nuova. È un elenco di dati, e parte da quest'anno.La Direttiva (UE) 2023/2226 obbliga i prestatori...
31/07/2026

DAC8: non è una tassa nuova. È un elenco di dati, e parte da quest'anno.

La Direttiva (UE) 2023/2226 obbliga i prestatori di servizi per le cripto-attività a comunicare all'amministrazione chi sei e cosa hai mosso. Non ti chiede soldi: chiede dati.

Non lo comunichi tu. Lo fa l'exchange: raccoglie i tuoi dati e li trasmette, e l'Agenzia delle Entrate li riceve e li scambia con gli altri Paesi dell'Unione.

Le due date che contano. Le regole si applicano dal 1° gennaio 2026, quindi l'anno da comunicare è questo. Il primo invio parte nel 2027 e riguarda i dati del 2026.

Cosa finisce nell'elenco: i tuoi dati identificativi — nome, residenza, codice fiscale — e, per ogni cripto-attività, acquisti, cessioni, scambi cripto-cripto, pagamenti al dettaglio e trasferimenti. Sta scritto nell'Allegato VI, Sezione II.

Il wallet non custodito non ti salva. Il passaggio dall'exchange al wallet viene comunicato; nell'elenco ci sono anche i trasferimenti verso indirizzi distributed ledger non identificati. Restano fuori solo i movimenti interni al wallet.

Cosa cambia davvero per te: la domanda si sposta da «lo sanno?» a «i conti tornano?». E arriva ad anno chiuso: i documenti o esistono già, o non esistono.

E quello che la DAC8 non fa: non dice se hai pagato — le differenze le spieghi tu; non vede tutto; e non si corregge dopo, perché il 2027 non entra nel 2026.

Tre cose da scaricare stasera: lo storico 2026 da ogni exchange che usi, i depositi e i prelievi con le commissioni e i giri fra conti tuoi, e l'elenco degli exchange usati — a dicembre non li ricordi.

Il 2026 si sta archiviando mentre leggi questo.

Contattami in DM se vuoi mettere in ordine il 2026 prima che si chiuda.

Il primo invio dei dati cripto è nel 2027. Riguarda quello che stai facendo adesso. Non è una scadenza futura. L’anno se...
31/07/2026

Il primo invio dei dati cripto è nel 2027. Riguarda quello che stai facendo adesso. Non è una scadenza futura. L’anno segnalato è l’anno in corso.
Cinque mesi, non diciotto L’anno che verrà comunicato è quello che stai vivendo. Ogni movimento che fai da qui a dicembre finisce nel primo tabulato. Nel 2027 non sistemi niente: nel 2027 si legge.
Il 2026 si sta archiviando mentre leggi La Direttiva (UE) 2023/2226, la DAC8, è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale dell’Unione il 24 ottobre 2023, doveva essere recepita entro il 31 dicembre 2025 e si applica dal 1° gennaio 2026. La prima comunicazione arriva nel 2027 e riguarda i dati del 2026. Quello che sistemerai a gennaio 2027 non cambierà il tabulato: quel tabulato sarà già partito.
Cosa viene comunicato, voce per voce I dati identificativi dell’utente e, per ciascuna cripto-attività, acquisti e cessioni contro valuta fiat, scambi cripto-cripto, pagamenti al dettaglio e trasferimenti (Allegato VI, Sezione II).
E qui c’è il pezzo che sorprende tutti Nell’elenco ci sono anche i trasferimenti verso indirizzi distributed ledger non identificati. Spostare tutto su un wallet non custodito non ti toglie dalla comunicazione. Diventa una voce della comunicazione.
Cambia la domanda Non è più «lo sanno o no». Dal 2027 l’amministrazione riceve un tabulato, e la domanda diventa «torna con quello che ho dichiarato?». Le differenze le spieghi tu, con documenti che devono esistere già.
Il tip di oggi lo esegui in un pomeriggio, senza di me: scarica adesso lo storico 2026 da ogni exchange che usi e archivialo. A gennaio 2027 vuoi confrontare, non ricostruire. Ricostruire due anni dopo, con un exchange che nel frattempo ha cambiato interfaccia, è il lavoro peggiore che ci sia.
Salva questo post: ti serve stasera, davanti agli exchange, per non lasciare fuori quello che hai usato una volta sola a marzo. Se la contabilità la tiene il tuo commercialista o la tua amministrazione, manda loro il post oggi: gli storici del 2026 vanno scaricati prima che l’anno si chiuda, non dopo.
Prenota la tua consulenza.

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