26/01/2026
“Foto di classe” di Ester Montalto — la trincea dolceamara dell’adolescenza
Nel suo nuovo film Foto di classe, Ester Montalto porta sullo schermo una generazione in lotta, trasformando i corridoi di un liceo in un vero campo di battaglia emotivo. Girato e interpretato da giovani attori comaschi, tutti allievi della scuola di recitazione Area 25, fondata dalla stessa Montalto insieme a Max Angioni, il film è una sorprendente prova di maturità artistica, capace di raccontare l’adolescenza con autenticità, poesia e un linguaggio filmico personale.
La regista sceglie un approccio coraggioso: la narrazione è tutt’altro che lineare. Attraverso continui salti temporali, frammenti di ricordi, proiezioni e fantasie si intrecciano con il presente, costruendo un mosaico emotivo in cui ogni ragazzo diventa protagonista della propria piccola “guerra quotidiana”. È un linguaggio che, nei primi minuti, può disorientare lo spettatore, ma che progressivamente conquista per la sua verità interiore e per la capacità di restituire il caos e la bellezza di quel periodo della vita in cui tutto sembra assoluto.
Il film affronta con delicatezza temi universali come l’amicizia, l’amore, la paura del giudizio, il desiderio di essere visti e capiti. Nonostante le tensioni, le incomprensioni e i conflitti che attraversano i protagonisti, Montalto lascia emergere un messaggio di speranza e consapevolezza: l’adolescenza, come una guerra da combattere, serve per costruire la propria identità e imparare a guardare il futuro con occhi nuovi.
Un elemento che colpisce è la freschezza interpretativa dei giovani attori. Pur essendo solo al secondo anno di scuola di cinema, mostrano una padronanza sorprendente del linguaggio cinematografico e una naturalezza che raramente si incontra sul grande schermo. È evidente il lavoro di gruppo, la fiducia reciproca e l’impronta educativa della scuola Area 25, che qui si dimostra un vero laboratorio di talenti.
“Foto di classe” è quindi molto più di un film scolastico: è uno specchio generazionale, in cui adolescenti e adulti possono riconoscersi. I primi perché ci sono immersi, i secondi perché ricordano – forse con un misto di nostalgia e tenerezza – le stesse battaglie combattute anni prima.
È cinema giovane, sincero, imperfettamente umano, e per questo autentico. Un applauso a Ester Montalto e ai suoi ragazzi, per aver portato sullo schermo la poesia disarmante della crescita.
Rosy Giordano