Ombretta Fontanini

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Ombretta Fontanini Prenota il tuo piano di formazione personalizzato Ciao, sono Ombretta Fontanini.

🌿Creo persone indipendenti e realizzate grazie al Coaching Olistico
✨900+ trasformazioni professionali
🎬 Fuori Copione ❁ The Vision Academy Il metodo per allineare la tua vita alla tua missione d'anima. Sono una Life Coach e formatrice e da oltre 30 anni mi occupo di crescita personale, consapevolezza, relazioni ed evoluzione interiore. Aiuto le persone a ritrovare identità, direzione e libertà interiore, unendo approcci orientali, psicologia del profondo e un metodo di Life Coaching Olistico che ho costruito in più di 800 percorsi trasformativi. Ho fondato la prima Accademia di Life Coaching Olistico in Italia, in cui aiuto le persone a liberarsi da paure, blocchi e storie ripetute. Il dono che porto è semplice e potente:
👉 Quando torni a te, cambia tutto il resto.

22/10/2026

«Senza fango, non c’è loto.»
— Thich Nhat Hanh

Il loto non cresce nell’acqua pulita. Cresce nel fondo torbido, e quello che lo nutre è esattamente la parte che nessuno vorrebbe guardare.

Vale anche per te.

La cosa di cui ti vergogni — il carattere troppo difficile, la sensibilità eccessiva, quello che ti è successo e di cui non parli — non è ciò che ti impedisce di fiorire. È il materiale da cui fiorisci.

Non devi ripulire il fondo.
Devi smettere di credere che il fiore debba nascere altrove.

🪷 Salvalo per i giorni in cui ti sembra di essere soltanto fango.
🔁 Mandalo a chi sta attraversando qualcosa e crede di doverlo nascondere.

👇 Scrivi BLOCCHI nei commenti: ti mando il corso gratuito sui blocchi interiori.C’è una frase che ti ripeti da così tant...
21/10/2026

👇 Scrivi BLOCCHI nei commenti: ti mando il corso gratuito sui blocchi interiori.

C’è una frase che ti ripeti da così tanto tempo che non la senti più come una frase. La senti come un dato di fatto.

«Non sono abbastanza.»
«Se sbaglio, non mi vogliono più bene.»
«Devo fare la brava, se no disturbo.»

Non le hai pensate tu. Le hai imparate quando eri piccola/o, in un momento in cui non avevi ancora le parole per dire quello che stava succedendo. E sono rimaste lì, nel corpo, molto dopo che quella situazione era finita.

Quella bambina non se n’è mai andata. Parla ancora — solo che adesso lo fa con le parole di oggi. Le tue.

Qui dentro trovi cinque cose che puoi dirle adesso. Non servono a cambiarti. Servono a risponderle una volta, con la frase che avresti voluto sentire allora.

✨ Non devi fare niente di speciale. Devi solo lasciarle un posto accanto a te.

📌 Salvalo e rileggilo la prossima volta che senti arrivare una di quelle frasi.
🔁 Mandalo a chi sta ancora cercando di non disturbare.
✍️ E scrivi BLOCCHI qui sotto: ti mando il corso gratuito.

📷 Queste le ha scattate Giorgio, uno degli studenti, la notte del rituale di luna piena al ritiro di Costellazioni Famil...
20/10/2026

📷 Queste le ha scattate Giorgio, uno degli studenti, la notte del rituale di luna piena al ritiro di Costellazioni Familiari Olistiche a Miri Piri.

Guardala bene, prima di leggere.

«Dev’esserci qualcosa che non va in me.»

È la frase che torna più spesso quando qualcuno si siede per la prima volta. Detta piano, quasi con vergogna, come una diagnosi che la persona si è già data da sola.

E quasi sempre è falsa.

Non perché non ci sia niente da guardare.
Ma perché non è cominciata con te.

La paura di non essere mai abbastanza.
Il bisogno di tenere tutto insieme da sola.
La difficoltà a chiedere, anche mentre stai annegando.
Quella rabbia che non sai dove mettere, e che poi esce con le persone sbagliate.

Non le hai inventate tu.

Le hai raccolte.

Da una madre che a sua volta non era stata guardata.
Da un padre che aveva imparato che gli uomini non piangono.
Da una nonna rimasta sola troppo presto.
Da qualcuno, più indietro, di cui in casa non si parla mai — e che proprio per questo è ancora seduto a tavola con voi.

Nelle costellazioni familiari non si cerca un colpevole.
Si cerca il posto delle cose.

Chi è venuto prima. Chi è stato dimenticato. Chi ha portato un peso che non gli apparteneva, e da quando.

E non è un lavoro che si fa con la testa.
Si fa in piedi, in mezzo agli altri, lasciando che il corpo riconosca quello che la mente non sa ancora dire.

A volte basta che una persona si sposti di un passo, e in sala cambia l’aria.

Quella sera abbiamo fatto il rituale di luna piena.
Poi siamo usciti, e fuori c’era questa.

Non è un modo di dire: è letteralmente la stessa luna che ha guardato tua nonna. E sua madre prima di lei. E quella persona della tua famiglia di cui nessuno pronuncia il nome.

Hanno alzato la testa esattamente come te.
Hanno avuto paura di cose che oggi tu chiami con altri nomi.
E quello che non sono riusciti a chiudere è arrivato fin qui.

Ecco la parte che quasi nessuno si dice:

non è cominciata con te.
Ma può finire con te.

Non devi guarire tutta la tua famiglia.
Devi solo smettere di passarla avanti.

È un lavoro di una generazione sola. La tua.

🌕 Grazie Giorgio, per esserti fermato a fotografarla.

E tu, qual è la cosa che nella tua famiglia si ripete da più di una generazione? Scrivimela qui sotto, ti leggo.

19/10/2026

Volere essere migliore non è il problema.
Il problema è sentirsi in colpa perché non lo sei già.

Lo so perché l’ho fatto anch’io.

Desiderare di arrivare a un certo punto è sano. È il motore. Poi però succede una cosa strana: guardi la distanza fra dove sei e dove vorresti essere, e invece di partire ti condanni.

«Dovrei già essere lì.»
«Ci ho messo troppo.»
«Gli altri ci sono arrivati prima di me.»

E qui si nasconde la trappola. Perché la colpa sembra impegno. Sembra che ti stia prendendo sul serio.

Invece è una scusa gentile per restare dove sei.

La colpa ti tiene legata/o al passato. Ti toglie il presente. E ti allontana proprio dal futuro che dici di volere.

Chi si sente in colpa non si muove. Si giudica, e basta.

Allora cambia la domanda.

Non «perché non sono ancora là».
Ma «cosa posso fare per andare là».

La prima ti ferma. La seconda ti mette in cammino.

Questo è il compitino che ti lascio.

👇 Scrivimi una cosa sola che puoi fare questa settimana per avvicinarti. Una. Ti leggo.

16/10/2026

👇 Scrivi ACCADEMIA nei commenti e ti mando il link per prenotare la tua chiamata gratuita con un consulente.

Per vent'anni Alessia ha ricostruito unghie.

Poi si è accorta di una cosa: le persone non venivano per le mani. Venivano per parlare.

Sapeva ascoltare tutti. Tranne una persona.

Lavorava dalle otto alle nove di sera, sempre ultima della lista, rispondeva ai messaggi anche a Natale. Poi, in viaggio di nozze alle Seychelles, invece di ridere si è ritrovata a piangere. Ed è lì che ha deciso: basta.

«Ho cambiato lavoro, paesi, amicizie. Non avevo più niente da cambiare.»

Fuori aveva spostato tutto. Il punto è che non aveva ancora spostato niente dentro.

Oggi Alessia vive in un camper, a Tenerife. Ha tenuto l'essenziale, ha ritrovato l'entusiasmo, e si è rimessa in cima alla sua lista.

✨ In questi giorni, dentro Fuori Copione, stiamo guardando esattamente questo: il copione che non hai scritto tu, e che continui a recitare.

Se ti sei riconosciuto in Alessia, puoi parlarne con un consulente in una chiamata gratuita e capire insieme se l'Accademia fa per te.

📌 Salvalo per il giorno in cui ti accorgi che stai ascoltando tutti tranne te.
✍️ E scrivi ACCADEMIA qui sotto: ti arriva il link per prenotare la tua chiamata.

Hai imparato presto a cavartela da solo. Ti è servito, e ti è pure riuscito bene.Il problema è che intorno si sono tutti...
15/10/2026

Hai imparato presto a cavartela da solo. Ti è servito, e ti è pure riuscito bene.

Il problema è che intorno si sono tutti abituati. E adesso nessuno pensa che tu ne abbia bisogno.

La frase qui sopra è di Brené Brown, e vale la pena rileggerla due volte.

Non devi diventare un altro. Basta una cosa chiesta, una volta, a voce alta.

✨ È il lavoro che facciamo insieme: si torna all'emozione che ti ha insegnato a non chiedere, e la frase perde forza.

📌 Salvalo per il giorno in cui stai per dire «no, figurati».
🔁 Mandalo a chi regge tutto e non lo dice.

👇 Scrivi DONO nei commenti e ti mando le 4 domande per ritrovare il talento dietro il difetto.C'è una parola che ti sei ...
14/10/2026

👇 Scrivi DONO nei commenti e ti mando le 4 domande per ritrovare il talento dietro il difetto.

C'è una parola che ti sei sentito dire a tavola, a scuola, o da qualcuno che ti voleva bene. Ed è rimasta lì.

All'inizio ti dava fastidio. Poi hai smesso di difenderti, e a un certo punto lo dicevi anche tu.

Qui dentro ne trovi quattro. Accanto a ognuno c'è come si chiama davvero quella cosa, e un modo per usarla questa settimana invece di tenerla giù.

«I talenti sono solo offuscati. Si possono riprendere.»

Non erano difetti. Erano parti di te arrivate in una casa che, in quel momento, non sapeva cosa farsene.

✨ Nel Coaching Olistico partiamo da lì: dall'emozione che te le ha fatte mettere via.

📌 Salvalo per la prossima volta che qualcuno ti dice «sei sempre il solito».
🔁 Mandalo a chi si scusa da trent'anni per com'è fatto.
✍️ E scrivi DONO qui sotto: ti mando le 4 domande.

Il difetto che ti rimproverano da sempre è la cosa che sai fare meglio.Non allenata, certo. Ma è quella.È una frase che ...
13/10/2026

Il difetto che ti rimproverano da sempre è la cosa che sai fare meglio.

Non allenata, certo. Ma è quella.

È una frase che dà fastidio, perché quel difetto lo hai sentito nominare talmente tante volte che ormai lo difendi tu per primo.

E sotto c'è sempre la stessa cosa:
non dare fastidio,
non prendere troppo spazio,
non farti scoprire mentre sei per intero.

Io la rabbia l'ho tenuta dentro per anni, convinta che fosse la parte peggiore di me.

Intanto le frasi te le ripeti da solo.
«Sono troppo sensibile.»
«Penso troppo.»
«Mi faccio troppi film.»
«Esagero sempre, lo so.»

Il corpo però la racconta diversamente: ogni volta che ti tieni un pezzo, la stanchezza arriva prima della sera.

Perché tenere nascosta una parte di te costa fatica tutti i giorni.
È come tenere una porta chiusa con la mano. Non è un gesto grande, ma non puoi fare altro finché lo fai.
E quando lasci andare la mano, non succede il disastro che ti aspettavi: torna disponibile tutta l'energia che ci stava sotto.

Quel «sei troppo sensibile» è il sentire che ti hanno insegnato a spegnere.
Quel «pensi troppo» è una mente che, quando ha una direzione, legge le situazioni prima degli altri.
Quel prenderti cura di tutti è la capacità di guidare e di sostenere, usata finora solo verso l'esterno.

I talenti sono soltanto offuscati. Si possono riprendere.

Ti restituisce energia, quella che spendevi per restare coperto.
Ti restituisce un posto dove stare senza recitare.
E restituisce agli altri la persona che sei, invece della sua versione prudente.

Non devi diventare qualcun altro.
Devi smettere di tenere chiusa la porta.

🗨️ Qual è la parola con cui ti descrivevano da bambino, che ancora oggi ti dà fastidio?

12/10/2026

A CHI HAI CONSEGNATO LE CHIAVI DEL TUO BENESSERE ? 🗝️

Passi le giornate a rimuginare su come "gli altri dovrebbero comportarsi", sperando in un gesto di gratitudine che non arriva mai?
La verità è che non è l'altro a farti soffrire, ma il modo in cui desideri.

Esiste una differenza sottile ma potente tra Aspettativa e Aspirazione:

✨ L'Aspettativa ti imprigiona perchè consegna le chiavi della tua felicità agli altri, pretendendo che vedano il mondo con i tuoi occhi. Genera delusione perché cerca conferme fuori di te.

✨ L'Aspirazione ti libera perchè nasce dal tuo desiderio autentico. È fedele all'essenza, non alla forma, e accende le tue risorse interne per farti crescere.

Ognuno ama attraverso la propria storia e le proprie ferite. Accettare questa diversità è il primo passo per smettere di essere vittima e diventare Leader della tua vita.

✍🏼 Scrivi ASPIRAZIONE nei commenti e ti invierò gratuitamente un esercizio di scrittura trasformativa per riconoscere le tue aspettative inconsapevoli e costruire una direzione autentica.

🫂 CONDIVIDI questo post se ti risuona. Portare consapevolezza alle persone è un atto di amore e generosità: aiutiamo chi amiamo a riprendersi il proprio potere personale e a smettere di vivere nei "dovrebbe".

Un foglio bianco grande come un tavolo. Dei pennarelli. Nessuna istruzione, se non una: disegnate insieme.Quello che ved...
09/10/2026

Un foglio bianco grande come un tavolo. Dei pennarelli. Nessuna istruzione, se non una: disegnate insieme.

Quello che vedete nelle foto è quello che è venuto fuori.

Ci sono parole che nessuno si era messo d'accordo per scrivere. LIBERTÀ. APPARTENENZA. CONDIVISIONE. ENERGIA POSITIVA. GRATITUDINE. E accanto, senza nasconderle, anche le altre: paura di esporsi, paura di non avere abbastanza, credenza di non essere abbastanza.

In un angolo qualcuno ha scritto: «I pensieri sono nuvole che passano su un cielo limpido. Tu sei il cielo.»

In un altro: «Il blocco è un'opportunità per crescere.»

E in fondo al foglio, a chiudere tutto: «E giù, dentro e fuori, i cicli infiniti…»

Il mandala non è un passatempo per riempire un pomeriggio. Jung lo descrive come una delle immagini del Sé: l'integrazione di tutte le parti, quelle che conosci e quelle che non sai ancora di avere. Lo disegni, e intanto viene fuori cosa c'è dentro.

Ma c'è una cosa che il mandala, disegnato da solo a casa, non te la dà.

Quando sei in quindici intorno allo stesso foglio, la tua mano incontra quella di qualcun altro. E la parola che tu non avresti mai scritto la scrive lui. Poi la leggi, e ti accorgi che era anche tua.

Nella visione olistica la crescita individuale è strettamente legata alla comunità.

Non è una frase gentile da mettere in fondo a un volantino. È il motivo per cui certe cose succedono in una stanza, e davanti a uno schermo no.

Queste foto sono di giugno. I prossimi Holistic Days sono a fine ottobre, e dopo ce ne saranno altri.

🗨️ Tu quale parola scriveresti, se adesso ti mettessero in mano un pennarello?

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