12/05/2026
C'è chi lavora con il colore e chi lavora con il tempo. Andrea Benetti fa entrambe le cose, e lo fa scavando fino alle origini stesse dell'espressione umana.
È lui il protagonista della nuova mostra "Sulla soglia del Tempo" curata da Mecenates Prestige presso l'Atelier Casalecchio di Infissi Group a partire dal 16 maggio 2026.
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🪨 Nato a Bologna nel 1964, Benetti è un artista visivo di rilevanza internazionale la cui ricerca si muove attraverso pittura, fotografia, disegno, installazioni e videoarte.
È soprattutto come fondatore del Manifesto dell'Arte Neorupestre, presentato nel 2009 alla 53a Biennale di Venezia presso l'Università Ca' Foscari, che il suo nome si è impresso nel panorama dell'arte contemporanea.
La sua biografia figura in enciclopedie come Treccani, De Agostini e WikiArt, ed è presente su Wikipedia in quarantacinque lingue. Nel 2020 ha ricevuto il Premio Nettuno d'Oro, uno dei riconoscimenti artistici più antichi e prestigiosi di Bologna.
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Le sue opere sono conservate in collezioni di primo piano: le Nazioni Unite a New York, il Palazzo del Quirinale, la Camera dei Deputati, il Vaticano e numerose Ambasciate italiane nel mondo. Da oltre vent'anni collabora con università italiane, portando la sua ricerca anche nei contesti accademici.
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🎨 Al centro del suo lavoro c'è un'idea tanto semplice quanto radicale: l'astrattismo non nasce con il Novecento. Nasce molto prima, nelle caverne, nei graffiti rupestri, nel gesto degli uomini delle origini che traducevano il mondo in segni, simboli e tracce di colore sulla pietra. Con il Neoastrattismo rupestre, Benetti costruisce un ponte diretto tra quella prima urgenza espressiva e la sensibilità dell'artista contemporaneo.
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Il suo processo creativo è profondamente materico. Sedimenti paleolitici, ossidi, ocra, carbone, terre: non semplici pigmenti, ma testimoni geologici che portano con sé il peso dei millenni. Le figure stilizzate e filiformi che emergono dalle sue opere richiamano la gestualità essenziale dei cacciatori-raccoglitori, mentre la spirale ricorre come archetipo universale del divenire. Il risultato è qualcosa che non si guarda soltanto: si percepisce, come si percepisce qualcosa di antico e necessario.
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🏛️ Con Andrea Benetti, il confine tra reperto e opera d'arte si dissolve. Ogni tela diventa una stratificazione di tempo, ogni segno una memoria riattivata. Portare il suo lavoro nell'Atelier Casalecchio significa trasformare quello spazio in una caverna contemporanea: un luogo in cui la casa torna a essere custode di storie, identità e radici profonde.
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Con questo progetto continuiamo a credere che l'arte non sia un ornamento della vita quotidiana, ma una delle sue dimensioni più essenziali.