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21/06/2026
IL RICHIEDENTE ASILO PUÒ APRIRE UN CONTO CORRENTE CON IL C3?SÌ.Il richiedente protezione internazionale ha diritto ad ap...
21/06/2026

IL RICHIEDENTE ASILO PUÒ APRIRE UN CONTO CORRENTE CON IL C3?

SÌ.

Il richiedente protezione internazionale ha diritto ad aprire un conto corrente di base bancario o postale anche se è in possesso del solo C3 (ricevuta della domanda di asilo) munito di fotografia e del codice fiscale. L’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha chiarito che il permesso per richiesta asilo e la ricevuta provvisoria costituiscono documenti validi per l’identificazione del cliente.

Documenti da presentare

✅ Modello C3 o ricevuta della domanda di protezione internazionale con fotografia

✅ Codice fiscale

✅ Eventuale domicilio dichiarato

Serve la residenza?

No.

La residenza anagrafica non è un requisito obbligatorio per l’apertura di un conto di base. Anche i richiedenti asilo e le persone senza fissa dimora hanno diritto all’apertura del conto se soggiornano regolarmente in Italia.

Se la banca o le poste rifiutano?

Il rifiuto motivato esclusivamente dall’assenza della carta d’identità o dal possesso del solo C3 può essere illegittimo e, in alcuni casi, discriminatorio. Diversi tribunali hanno riconosciuto il diritto dei richiedenti asilo all’apertura del conto di base.

Perché è importante avere un conto?

Il conto corrente permette di:

* Ricevere lo stipendio;
* Ricevere eventuali prestazioni INPS;
* Effettuare bonifici e pagamenti;
* Gestire regolarmente la propria attività lavorativa e amministrativa.

📢 RICHIEDENTI ASILO E RESIDENZA ANAGRAFICA: FACCIAMO CHIAREZZALa residenza anagrafica non è un favore né una concessione...
20/06/2026

📢 RICHIEDENTI ASILO E RESIDENZA ANAGRAFICA: FACCIAMO CHIAREZZA

La residenza anagrafica non è un favore né una concessione: è un diritto riconosciuto anche ai richiedenti asilo che soggiornano regolarmente in Italia. Eppure, ancora oggi, molte persone si vedono negare o scoraggiare l’accesso a questo diritto a causa di informazioni errate o poco chiare.

Molte persone credono ancora che chi presenta una domanda di protezione internazionale non possa ottenere la residenza. Questa informazione oggi è errata.

La normativa italiana riconosce ai richiedenti asilo il diritto all’iscrizione anagrafica nel Comune in cui dimorano abitualmente.

L’articolo 6, comma 7, del Testo Unico sull’Immigrazione \(D\.Lgs\. 286/1998\) stabilisce che lo straniero regolarmente soggiornante deve essere iscritto all’anagrafe alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani.

Nel 2018 il cosiddetto “Decreto Sicurezza” aveva introdotto limitazioni all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo. Tuttavia, con la storica Sentenza n. 186 del 2020, la Corte Costituzionale ha dichiarato tale divieto incostituzionale, affermando che la residenza non può essere negata a chi dimora regolarmente sul territorio.

Successivamente il Decreto Legge 130/2020, convertito nella Legge 173/2020, ha confermato e rafforzato questo principio.

✅ Chi presenta domanda di protezione internazionale ed è regolarmente soggiornante ha diritto a richiedere la residenza.

✅ Il Comune può verificare esclusivamente l’effettiva dimora abituale e la regolarità del soggiorno.

❌ Il Comune non può rifiutare la residenza soltanto perché la persona è un richiedente asilo.

La residenza è un diritto fondamentale perché consente l’accesso a numerosi servizi pubblici, favorisce l’inclusione sociale e garantisce una corretta registrazione della presenza sul territorio.

Conoscere i propri diritti è il primo passo per esercitarli

12/06/2026

IMMIGRAZIONE: DAL 12 GIUGNO 2026 ENTRANO IN VIGORE LE NUOVE REGOLE EUROPEE

Da oggi, 12 giugno 2026, entra ufficialmente in applicazione in tutti i Paesi dell’Unione Europea il nuovo Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo, che introduce importanti novità per richiedenti asilo, cittadini stranieri, operatori del settore e datori di lavoro.

🔹 Controlli più rigorosi alle frontiere
Tutti coloro che entrano irregolarmente nell’UE saranno sottoposti a identificazione, rilievi biometrici, controlli sanitari e verifiche di sicurezza.

🔹 Nuovo sistema Eurodac
Vengono rafforzate le banche dati europee per la registrazione delle impronte digitali e delle informazioni relative agli ingressi e alle richieste di asilo.

🔹 Procedure accelerate per alcune domande di asilo
Le richieste considerate manifestamente infondate o provenienti da determinate categorie di Paesi potranno essere esaminate con procedure più rapide direttamente nelle strutture di frontiera.

🔹 Rimpatri più veloci
In caso di rigetto della domanda di protezione internazionale, le procedure di rimpatrio saranno maggiormente coordinate e accelerate.

🔹 Accesso al lavoro per i richiedenti asilo
In Italia, il richiedente asilo potrà svolgere attività lavorativa dopo 90 giorni dalla presentazione della domanda di protezione internazionale, secondo le nuove disposizioni attuative.

⚠️ Attenzione: le nuove norme riguardano principalmente i nuovi ingressi e le procedure di asilo. Non modificano direttamente i diritti di chi è già regolarmente soggiornante in Italia con un permesso di soggiorno per lavoro, famiglia, studio o altro titolo valido.

📌 È importante informarsi correttamente per evitare interpretazioni errate e conoscere i propri diritti e doveri.

Per informazioni, orientamento e assistenza sulle pratiche di immigrazione, permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari, cittadinanza e lavoro, è possibile rivolgersi ai nostri sportelli. Telefono 0707599558

Accoglienza • Integrazione • Orientamento • Servizi per il cittadino

Richiedenti asilo: il Governo porta a 90 giorni l’attesa prima dell’accesso al lavoroApprovate le nuove misure di attuaz...
07/06/2026

Richiedenti asilo: il Governo porta a 90 giorni l’attesa prima dell’accesso al lavoro

Approvate le nuove misure di attuazione del Patto UE su Migrazione e Asilo

Il Consiglio dei Ministri del 4 giugno 2026 ha approvato un pacchetto di norme finalizzate all’attuazione anticipata del Patto europeo su Migrazione e Asilo, il cui quadro normativo entrerà in vigore il 12 giugno 2026.

Tra le disposizioni più rilevanti figura la modifica delle regole relative all’accesso al lavoro per i richiedenti protezione internazionale. La nuova normativa prevede che il richiedente asilo debba attendere 90 giorni dalla formalizzazione della domanda di protezione internazionale prima di poter essere autorizzato a svolgere attività lavorativa.

Cosa cambia rispetto alla normativa precedente

La misura interviene direttamente sulle procedure di accoglienza e sulle tempistiche di inserimento lavorativo dei richiedenti asilo.

Secondo quanto illustrato nel comunicato del Governo, il testo disciplina:

* le fasi della manifestazione di volontà di richiedere protezione internazionale;
* la registrazione della domanda;
* la formalizzazione della richiesta;
* i documenti rilasciati al richiedente;
* l’accesso al lavoro durante l’esame della domanda.

La novità principale consiste nell’innalzamento a 90 giorni del periodo durante il quale l’attività lavorativa è preclusa dopo la formalizzazione della richiesta di protezione.

Le motivazioni del Governo

Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha dichiarato che le nuove norme mirano a dare immediata attuazione ai regolamenti europei e a contrastare eventuali utilizzi strumentali delle procedure di richiesta d’asilo.

Secondo il Governo, l’intervento intende:

* rafforzare il controllo delle procedure;
* rendere più rapida la gestione delle domande;
* uniformare il sistema italiano al nuovo quadro normativo europeo;
* garantire una gestione più efficace dei flussi migratori.

Decorrenza della misura

La disposizione è stata approvata dal Consiglio dei Ministri ma dovrà completare l’iter previsto per l’entrata in vigore delle nuove norme. Una volta efficace, il termine dei 90 giorni si applicherà ai richiedenti protezione internazionale secondo le modalità stabilite dal testo definitivo.

Per i richiedenti asilo la conseguenza immediata sarà un periodo più lungo prima della possibilità di accedere legalmente al mercato del lavoro. Le organizzazioni che operano nel settore dell’accoglienza e dell’integrazione seguiranno con attenzione l’applicazione concreta della misura, che potrebbe incidere sui percorsi di autonomia economica e inclusione sociale dei richiedenti protezione internazionale.

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In sintesi: la riforma approvata dal Consiglio dei Ministri introduce un’attesa di 90 giorni dalla formalizzazione della domanda di asilo prima dell’accesso al lavoro, nell’ambito delle misure di attuazione del nuovo Patto europeo su Migrazione e Asilo.

27/05/2026
🚨 RESIDENZA NON AGGIORNATA?Può creare problemi con la cittadinanza italiana.Molte pratiche vengono rallentate perché:❌ i...
23/05/2026

🚨 RESIDENZA NON AGGIORNATA?
Può creare problemi con la cittadinanza italiana.

Molte pratiche vengono rallentate perché:
❌ indirizzo non aggiornato
❌ dati anagrafici errati
❌ comunicazioni che non arrivano
❌ residenza non continua

📌 Per la cittadinanza italiana la residenza è molto importante.

Prima di fare domanda controlla sempre:
✅ residenza aggiornata
✅ documenti corretti
✅ situazione anagrafica regolare

Una semplice dimenticanza può causare mesi di ritardo.

💬 Hai dubbi sulla tua situazione? Scrivici.

Assunzione infermieri indiani :In Italia ne mancano 60mila: previsto un iter semplificato per riconoscere i titoli. Al v...
22/05/2026

Assunzione infermieri indiani :

In Italia ne mancano 60mila: previsto un iter semplificato per riconoscere i titoli.
Al via anche dei piani d'azione di addestramento con una parte di formazione linguistica

Indirizzo

Cagliari

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+390705924065

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