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Energia, MiTE: 320 mln di euro per promuovere sostenibilità ed efficienza energetica negli edifici delle Amministrazioni...
13/10/2022

Energia, MiTE: 320 mln di euro per promuovere sostenibilità ed efficienza energetica negli edifici delle Amministrazioni comunali.

l MiTE mette a disposizione un fondo da 320 milioni di euro per finanziare la transizione energetica negli edifici pubblici.

È stato firmato il 3 ottobre dal Direttore Generale della Direzione Incentivi Energia l’avviso pubblico “Comuni per la Sostenibilità e
l’Efficienza energetica - C.S.E. 2022” che prevede il finanziamento di progetti di efficienza energetica che includano anche iniziative per
la produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici delle Amministrazioni comunali, dell’intero territorio nazionale, attraverso l’acquisto e l’approvvigionamento di beni e servizi tramite il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MePA).
La misura interviene a sostegno degli investimenti dei comuni favorendo la transizione verde e contrastando gli effetti negativi
dell’aumento dei prezzi delle forniture energetiche, attraverso il finanziamento di:
impianti fotovoltaici
impianti solari termici
impianti a p***a di calore per la climatizzazione
sistemi di relamping
chiusure trasparenti con infissi e sistemi di schermatura solare
generatori di calore.

La dotazione complessiva di 320 milioni di euro è a valere sull’Asse “REACT – EU” del Programma Operativo Nazionale (PON)
“Imprese e competitività” 2014-2020. Una quota pari al 50% delle risorse è riservata agli interventi di efficientamento energetico e di
produzione di energia da fonti rinnovabili su edifici situati nei territori delle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Il finanziamento sarà concesso nella forma del contributo a fondo perduto fino al 100% dei costi ammissibili secondo una procedura a
sportello che prevede la semplificazione degli adempimenti burocratici sia per la procedura di acquisto sia per concessione ed
erogazione del finanziamento.

L’Avviso è stato trasmesso alla Corte dei Conti, ma nelle more della registrazione le amministrazioni Comunali potranno iniziare a
predisporre i progetti.

Referendum abrogativi 12 giugno 2022 Domenica 12 giugno 2022 si andrà a votare questi 5 referendum abrogativi ex art. 75...
06/06/2022

Referendum abrogativi 12 giugno 2022

Domenica 12 giugno 2022 si andrà a votare questi 5 referendum abrogativi ex art. 75 della Costituzione indetti con decreti del Presidente della Repubblica del 6 aprile scorso per il giorno di domenica 12 giugno 2022.

Che cos'è il referendum abrogativo?
Sinteticamente è una consultazione popolare per capire se i cittadini vogliono conservare alcune norme o le vogliono abrogare ossia eliminare dall'ordinamento:
• chi le vuole mantenere in vigore deve rispondere NO ai quesiti
• chi le vuole eliminare deve rispondere SI ai quesiti

Per la validità del referendum abrogativo la proposta è approvata:
• se hanno votato la maggioranza (50%+1) degli aventi diritto al voto
• e se è raggiunta la maggioranza (50%+1) dei voti validamente espressi.

Questi sinteticamente i 5 referendum:

Referendum n.1
Scheda di colore rosso-– Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi.
Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 31 dicembre 2012, n.235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n.190)?
VOTA SI chi vuole abrogare la legge e vuole che persone condannate per reati non colposi tornino a ricoprire o mantengano cariche politiche;
VOTA NO chi vuole mantenere in vigore la legge e quindi conferma l’incandidabilità e decadenza per queste persone.

Referendum n.2
Scheda di colore arancione- Limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274, comma 1, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale.
Volete voi che sia abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n.447 (Approvazione del codice di procedura penale) risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.274, comma 1, lettera c), limitatamente alle parole: “o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni nonché per il delitto di finanziamento illecito dei partiti di cui all’art. 7 della legge 2 maggio 1974, n. 195 e successive modificazioni.”?
VOTA SI chi vuole eliminare questa motivazione dalle ragioni per cui si può disporre la custodia cautelare, lasciando la custodia solo per questi motivi: pericolo di fuga, inquinamento delle prove e rischio di commettere reati di particolare gravità, con armi o altri mezzi violenti.
VOTA NO chi vuole mantenere in vigore la legge che consente l’arresto o i domiciliari anche per la motivazione del pericolo della ripetizione del reato.
Il referendum vuole abolire la presunzione della reiterazione dei reati.

Referendum n.3
Scheda di colore giallo- Separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati.
La spiegazione al quesito fornita dal Governo è molto corposa e qui viene così sintetizzata: si domanda se si vuole abrogare la norma che consente di passare durante la carriera dal ruolo di giudice a quello di pubblico ministero e viceversa. (Per la lettura integrale della spiegazione al quesito cliccate qui)
VOTA SI chi vuole abrogare la norma, optando per l’obbligo di scelta tra essere pm o giudici all’inizio della propria carriera.
VOTA NO chi vuole consentire la stessa carriera per pm e giudici.

Referendum n.4
Scheda di colore grigio- - Partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte.
Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 27 gennaio 2006, n.25, recante «Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei consigli giudiziari, a norma dell’art. 1, comma 1, lettera c) della legge 25 luglio 2005, n.150», risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art.8, comma 1, limitatamente alle parole “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’art.7, comma 1, lettera a)”; art.16, comma 1, limitatamente alle parole: “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’art.15, comma 1, lettere a), d) ed e)”?
In sintesi volete che l’operato del magistrato possa essere valutato dai membri di Consiglio direttivo della Cassazione e anche dai membri laici dei consigli giudiziari, come professori universitari e avvocati?
VOTA SI chi vuole abrogare la legge e consentire che i magistrati vengano valutati anche dai membri laici come avvocati e professori universitari;
VOTA NO chi vuole continuare a escludere la valutazione laica per i magistrati

Referendum n.5
Scheda di colore verde- Abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura.
Volete voi che sia abrogata la legge 24 marzo 1958, n. 195 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della magistratura), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 25, comma 3, limitatamente alle parole “unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell’art. 23, né possono candidarsi a loro volta”?”
Il quesito sulla Riforma del CSM e l’elezione dei membri togati chiede se si vuole cancellare la norma che impone al magistrato di raccogliere da 25 a 50 firme per candidarsi al Consiglio Superiore della Magistratura.
VOTA SI chi vuole eliminare l’obbligo di procurarsi delle firme
VOTA NO chi vuole mantenere la situazione attuale

Una nuova iniziativa MEF Lanciata una nuova iniziativa a sostegno degli enti locali che hanno contratto anticipazioni di...
05/03/2022

Una nuova iniziativa MEF

Lanciata una nuova iniziativa a sostegno degli enti locali che hanno contratto anticipazioni di liquidità con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) a un tasso di interesse pari o superiore al 3 per cento, finalizzate al pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili (ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge n. 35 dell’8 aprile 2013 e dell’articolo 13 del decreto-legge 31 agosto 2013, n.102).

Gli enti potranno richiedere a Cassa Depositi e Prestiti la rinegoziazione dei relativi piani di ammortamento con riduzione del tasso di interesse rispetto a quello originariamente previsto

Le domande dovranno pervenire tramite un apposito portale disponibile sul sito CDP entro il 18 marzo 2022.

01/02/2022

DOCUMENTI PUBBLICI Altri ASSOCIAZIONE NAZIONALE CERTIFICATORI E REVISORI DEGLI ENTI LOCALI

09/01/2022

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