20/10/2020
CONCORSO SCUOLA - 60.000 DOCENTI IN VIAGGIO PER LA PENISOLA E RISCHIO SANITARIO
Apprendiamo con grande sconcerto, che il Ministero dell'Istruzione , le Regioni e tutte le altre parti coinvolte,
completamente 𝐢𝐧𝐜𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢 della preoccupante quanto rapida degenerazione della situazione epidemiologica, continuino a mandare avanti la procedura “concorso scuola straordinario”, indetto dalla ministra Azzolina che prenderà inizio il giorno 22 ottobre 2020 e che prevederà lo spostamento in massa di migliaia di docenti (quasi 70.000!), sia internamente che esternamente alle regioni.
Nonostante la Ministra continui a proclamare che i concorsi si svolgeranno “in piena sicurezza” ed al massimo con “8 docenti per aula” quello che spaventa noi docenti è la miopia riguardo la mobilità che un concorso come questo prevede (il concorso coinvolge oltre 60.000 docenti).
Migliaia di docenti, per raggiungere le sedi concorsuali spesso fuori regione (numerose classi di concorso sono infatti oggetto di accorpamento territoriale), dovranno sottoporsi a rischiosi viaggi con mezzi pubblici.
Emblematica, a questo proposito, la posizione dei docenti che dovranno partire dalle isole.
A ciò si aggiunge il paradosso che il criterio utilizzato per l'assegnazione delle sedi INTRAPROVINCIALI per ciascun candidato non risponde al criterio di prossimità rispetto alla residenza: questo comporta che, anche all'interno della stessa regione, la mobilità territoriale sui trasporti sarà considerevole.
Per non parlare delle strutture ricettive che dovrebbero ospitare i docenti la notte prima (le prove si svolgeranno anche al mattino) praticamente inesistenti nei piccoli paesi di provincia scelti per svolgere le prove e, dove esistenti, molti stanno cancellando le prenotazioni causa Covid.
Queste migliaia di docenti dovranno poi tornare il giorno successivo del concorso nelle proprie aule come potenziali e inconsapevoli soggetti virulenti. Cosa succederebbe se un docente, svolto il concorso, divenisse un soggetto colpito dal Covid ed il giorno dopo tornasse in classe ignaro di aver contratto il virus?
Inoltre, il bando di concorso prevede che i docenti che devono partecipare alle prove debbano compilare una autocertificazione in cui attestano di non essere venuti a contatto con un soggetto positivo covid. L̳e̳ ̳n̳o̳s̳t̳r̳e̳ ̳a̳u̳l̳e̳,̳ ̳p̳u̳r̳t̳r̳o̳p̳p̳o̳,̳ ̳c̳o̳m̳i̳n̳c̳i̳a̳n̳o̳ ̳a̳ ̳p̳u̳l̳l̳u̳l̳a̳r̳e̳ ̳d̳i̳ ̳r̳a̳g̳a̳z̳z̳i̳ ̳r̳i̳s̳u̳l̳t̳a̳t̳i̳ ̳p̳o̳s̳i̳t̳i̳v̳i̳ ̳a̳ ̳t̳a̳m̳p̳o̳n̳i̳ ̳d̳i̳ ̳c̳o̳n̳t̳r̳o̳l̳l̳o̳ ̳d̳i̳s̳p̳o̳s̳t̳i̳ ̳d̳a̳ ̳m̳e̳d̳i̳c̳i̳ ̳d̳i̳ ̳b̳a̳s̳e̳ ̳i̳n̳ ̳c̳o̳m̳p̳a̳r̳s̳a̳ ̳d̳i̳ ̳s̳i̳n̳t̳o̳m̳a̳t̳o̳l̳o̳g̳i̳a̳ ̳a̳f̳f̳i̳n̳e̳ ̳a̳ ̳q̳u̳e̳l̳l̳a̳ ̳d̳a̳ ̳C̳o̳v̳i̳d̳-̳1̳9̳.̳
Il docente che lavora in queste classi, pertanto, NON PUÒ PARTECIPARE alla prova concorsuale per la quale è in attesa da oltre 6 anni, dal momento che sono 6 anni che non vengono banditi concorsi indirizzati a docenti senza abilitazione.
Ciò ci obbliga a perdere l’occasione di stabilizzazione che aspettiamo da anni, oppure a chiedere ai nostri dirigenti periodi di aspettativa 15 giorni prima delle prove calendarizzate, al fine di poter partecipare al concorso “con le carte in regola”.
Ci sembra davvero inconcepibile che, in una situazione del genere, in cui t̳u̳t̳t̳i̳ ̳r̳i̳c̳h̳i̳a̳m̳a̳n̳o̳ ̳s̳u̳l̳l̳'̳i̳m̳p̳o̳r̳t̳a̳n̳z̳a̳ ̳d̳i̳ ̳l̳i̳m̳i̳t̳a̳r̳e̳ ̳g̳l̳i̳ ̳s̳p̳o̳s̳t̳a̳m̳e̳n̳t̳i̳ ̳e̳d̳ ̳e̳v̳i̳t̳a̳r̳e̳ ̳i̳ ̳c̳o̳n̳t̳a̳t̳t̳i̳ ̳c̳h̳e̳ ̳n̳o̳n̳ ̳s̳i̳a̳n̳o̳ ̳s̳t̳r̳e̳t̳t̳a̳m̳e̳n̳t̳e̳ ̳f̳a̳m̳i̳l̳i̳a̳r̳i̳ ̳o̳ ̳p̳r̳o̳f̳e̳s̳s̳i̳o̳n̳a̳l̳i̳,̳ ̳v̳e̳n̳g̳a̳ ̳c̳h̳i̳e̳s̳t̳o̳ ̳a̳ ̳n̳o̳i̳ ̳d̳o̳c̳e̳n̳t̳i̳,̳ ̳g̳i̳à̳ ̳s̳o̳v̳r̳a̳e̳s̳p̳o̳s̳t̳i̳ ̳(̳e̳ ̳p̳e̳r̳i̳c̳o̳l̳o̳s̳a̳m̳e̳n̳t̳e̳ ̳i̳n̳c̳o̳n̳s̳a̳p̳e̳v̳o̳l̳i̳ ̳v̳e̳i̳c̳o̳l̳i̳ ̳d̳i̳ ̳c̳o̳n̳t̳a̳g̳i̳o̳)̳ ̳d̳i̳ ̳s̳p̳o̳s̳t̳a̳r̳c̳i̳ ̳i̳n̳ ̳l̳u̳n̳g̳o̳ ̳e̳d̳ ̳i̳n̳ ̳l̳a̳r̳g̳o̳ ̳p̳e̳r̳ ̳l̳a̳ ̳r̳e̳g̳i̳o̳n̳e̳.̳
Il rischio che questo concorso si trasformi nella atalanta-valencia di febbraio 2020 e altissimo, e noi siamo allibiti dalla miopia del Ministero, del Governo, delle Regioni in tal senso.
Non cbiediamo altro che RINVIARE il concorso a tempi migliori al fine di arginare i danni di quello che si configura a tutti gli effetti come una bomba epidemiologica di cui qualcuno prima o poi dovrà rendere conto alle famiglie e agli studenti Dai quali torneremo in classe il giorno successivo a fare lezione.