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CONOSCERE LA FINANZA: CONTO DI PROPRIETA'.Un conto in cui un partecipante a un sistema di gestione accentrata (CSD o ICS...
15/09/2026

CONOSCERE LA FINANZA: CONTO DI PROPRIETA'.

Un conto in cui un partecipante a un sistema di gestione accentrata (CSD o ICSD) detiene soltanto titoli per proprio conto (diversi quindi dai titoli che detiene per conto dei propri clienti).

I partecipanti ai sistemi di gestione accentrata (CSD o ICSD) possono detenere conti per proprio conto oppure per conto dei propri clienti. Nel conto di proprietà sono accolti i titoli detenuti dai partecipanti al sistema solo per proprio conto.

15/09/2026
IL DIGITALE FATICA A FARSI STRADA NELL'IMMOBILIARE.La gestione del denaro nelle agenzie immobiliari continua a basarsi s...
15/09/2026

IL DIGITALE FATICA A FARSI STRADA NELL'IMMOBILIARE.

La gestione del denaro nelle agenzie immobiliari continua a basarsi su procedure manuali, percepite come sicure solo perché familiari.

La digitalizzazione cresce in molti ambiti, ma si arresta proprio nei passaggipiù critici della compravendita, mentre aumenta la richiesta di strumenti che garantiscano certezza immediata dei fondi, tracciabilità e coordinamento tra agenti, notai e banche.

E’ quanto emerge dal white paper “Pagamenti immobiliari in Italia: sfide e prospettive”, realizzato da Sinergie edizioni, in collaborazione con Homepay. La ricerca ha coinvolto 208 agenzie distribuite su tutto il territorio nazionale, restituendo un quadro chiaro delle prassi quotidiane adottate dai professionisti.

La ricerca mostra che l’80% degli agenti custodisce l’assegno in agenzia fino all’accettazione della proposta, che i ritardi bancari restano il primo ostacolo nei pagamenti ad alto valore e che quasi il 70% degli operatori sarebbe pronto a sperimentare una soluzione digitale dedicata alla gestione della caparra.

IL LUNGO CAMMINO DELL'INCLUSIONE.L’ecosistema della disabilità in Italia si sta lentamente strutturando negli ultimi ann...
15/09/2026

IL LUNGO CAMMINO DELL'INCLUSIONE.

L’ecosistema della disabilità in Italia si sta lentamente strutturando negli ultimi anni, con tasselli che si vanno via via ad aggiungere al quadro generale in un percorso che comunque sarà lungo e in divenire. D’altra parte i dati demografici sono chiari: nei prossimi 25 anni il Paese registrerà un invecchiamento complessivo importante con la popolazione italiana che arriverà al 2050 ad essere composta al 34,6% da over 65, contro una percentuale ad oggi del 24%, e al 7% da ultra ottantacinquenni, in incremento dal 3,9% attuale, secondo le proiezioni Istat contenute nel report “Italia 2050: sfide e prospettive di una società in transizione”.

Un invecchiamento che porterà inevitabilmente anche a un aumento delle persone con disabilità: le stime indicano, ad esempio, che i casi di demenza potrebbero raddoppiare da qui al 2060. Difficile però avere proiezioni affidabili sull’entità complessiva del trend che diano la misura di quella che potrebbe diventare anche un’emergenza sociale, dal momento che la tendenza italiana va verso nuclei familiari composti da una sola persona.

Sempre l’Istat, infatti, ci avverte che le persone sole rappresenteranno il 44,3% delle famiglie, mentre le coppie con figli scenderanno dal 28,6% odierno al 21,4%. Rischia quindi di venir meno quella rete di welfare alternativo rappresentato dai caregiver familiari. Allo stesso tempo crescerà il numero di anziani soli e non autosufficienti, che passeranno dagli attuali 4,6 milioni a oltre 6,5 milioni con inevitabili ricadute anche sul sistema nazionale italiano che affronterà un incremento di domande di cure continuative a seguito dell’aumento di patologie croniche e di assistenza domiciliare.

Per questo è necessario parlare di disabilità sempre!

GROENLANDIA, DOVE IL MONDO SI AVVICINA.Verrebbe da chiedersi: cosa c’entriamo noi con l’Artico e in particolare con la G...
14/09/2026

GROENLANDIA, DOVE IL MONDO SI AVVICINA.

Verrebbe da chiedersi: cosa c’entriamo noi con l’Artico e in particolare con la Groenlandia, terra di ghiacci con nemmeno 60 mila abitanti e a oltre 8 ore di volo?

Sarebbe una domanda sbagliata. Perché le mappe e i mappamondi possono trarre in inganno: se, come facciamo sempre, osserviamo il mondo partendo dall’Europa, l’America (alla nostra sinistra, a Occidente) e la Russia (alla nostra destra, a Oriente), sembrano molto lontane. Ma se cambiamo il punto di vista, e partiamo dal polo nord, la geografia cancella questa impressione sbagliata: America e Russia quasi si toccano, sono vicinissime. E la più grande isola del mondo, la Groenlandia appunto, che guarda a Canada, Europa e Russia, è lì, quasi a far da sentinella sul Mar glaciale artico che, grazie ai cambiamenti climatici, sta diventando sempre meno glaciale e più percorribile dalle navi “normali” (per intenderci: quelle che non sono rompighiaccio).

Il più attento alla progressiva e irreversibile rivoluzione delle rotte, e alle conseguenze geopolitiche, è stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che, sia durante il suo primo mandato sia all’avvio del secondo, ha manifestato la ferma volontà di conquistare, acquistare, annettere, militarizzare, la Groenlandia. Quasi un paradosso per un fermo negazionista come lui: sono i cambiamenti climatici, dei quali non riconosce gli effetti devastanti, ad aprire anche nuove opportunità commerciali, a rendere necessario assicurarsi per tempo la proprietà delle terre rare, abbondanti ma difficilissime da estrarre oggi in Groenlandia per le condizioni climatiche, e ad accelerare un riposizionamento strategico delle risorse militari e di difesa.

L’attenzione gridata di Washington ha avuto diversi effetti collaterali, prevedibili e in parte anticipati dall’evidenza del clima più mite e dei ghiacci che si sciolgono. Prima di tutto Nuuk, la capitale della Groenlandia, che ospita un terzo degli abitanti del Paese, è finita sotto i riflettori: difficile dire quanto fosse popolare solo qualche mese fa. Tra l’altro è stato aperto da poco il nuovo aeroporto internazionale e presto si aggiungeranno altri due scali, destinati a ospitare anche voli diretti da Stati Uniti e Canada. Il turismo ha poi allestito nuove destinazioni: le crociere artiche hanno registrato un’impennata di partecipazioni e molto richieste sono oggi quelle dirette alle Svalbard, isole norvegesi a cavallo dell’80° parallelo, a circa mille chilometri dal Polo Nord. Non poteva mancare infine un discreto fiorire di pubblicazioni di vario tipo su poli, iceberg, orsi e così via.

Anche in Italia - Paese che ha appena presentato le nuove strategie verso l’Artico e si è offerta di ospitare in questi giorni la Arctic circle forum-Polar dialogue 2026, cioè la riunione della rete di dialogo e cooperazione su Artico e ghiacciai - sono così “spuntati” in libreria saggi informati e, come si usa dire in linguaggio giornalistico, “sul pezzo”. Come La legge del Nord di Marty Thompson-Jones, esperta di sicurezza, edito da Luiss University press; Baltico di Oliver Moody, corrispondente da Berlino per il Times, edito da Marsilio; Guerra bianca di Marzio Mian, che ha fondato con altri giornalisti internazionali la società non profit The Artic times project, pubblicato da Neri Pozza; Iperborea, casa editrice storicamente dedicata alla cultura scandinava, ha poi dedicato all’Artico il primo numero del 2026 della rivista di viaggi The Passenger.

Il fenomeno-Grande Nord ha coinvolto anche letteratura e intrattenimento. In anticipo, ma non per questo meno sull’onda dei fatti, è stata la serie tv danese Borgen, che nel 2022 aveva previsto che la Groenlandia sarebbe finita al centro dello scacchiere mondiale. Un ritorno sugli schermi in Italia dopo un lungo oblio. Su Artico e dintorni solo stati prodotti nel mondo, anche di recente, numerosi film e documentari che però non sono entrati nei nostri principali circuiti cinematografici o di streaming, con poche eccezioni come Against the ice, film su una spedizione danese in Groenlandia nei primi del Novecento, prodotto nel 2022 e disponibile su Netflix. Non sono praticamente girati da noi invece Nuummioq, forse il primo lungometraggio groenlandese, realizzato nel 2009, o Endless Night (2015) diretto da Isabel Coixet con, fra i protagonisti, Juliette Binoche. Per ritrovare titoli di una certa importanza anche in Italia bisogna tornare al 1997 con Il senso di Smilla per la neve, una sorta di thriller artico filosofico (filone attualissimo e florido anche oggi) tratto dal libro bestseller di Peter Høeg edito da Mondadori nel 1994. E per il resto bisogna far conto sulla memoria dei boomer, che soli possono ricordare reperti cinematografici come Ombre bianche, del 1960, Base artica zebra o La tenda rossa, che risalgono al 1968 e 1969.

Nel libro di Høeg la Groenlandia viene definita, tra l’altro, il Paese in cui ci sono dieci modi per dire neve. Ma la neve è solo un dato di fatto nel romanzo Una notte a Nuuk, di Niviaq Korneliussen, edito sempre da Iperborea. Un romanzo di formazione: è il primo dell’autrice e, sebbene sia stato pubblicato in Italia nella seconda metà del 2025, è uscito nel 2014 con il titolo Homo sapienne, che in Kalaallisut, cioè in groenlandese ufficiale, può significare “uomo sapiente” o anche, se unito in un’unica parola, omosessuale (fonte: Google traduttore). La narrazione è tutta inserita nella comunità Lgbtq+, e attraversa bar e discoteche di Nuuk, fra alcol (e forse altro), musica, sesso, amore, coscienza e incoscienza di sé, smarrimenti. La prosa è asciutta e a volte ruvida, l’autrice indugia parecchio nel riportare dialoghi in chat e nell’utilizzare vocaboli e frasi in inglese: ma non è un vezzo, è così davvero perché, soprattutto fra i giovani groenlandesi, il mix è una consuetudine. Particolare che va letto nel contrasto interiore palese fra sentirsi pluri-cittadini: di una nazione indipendente, di una autonoma ma non indipendente, di una parte del Regno di Danimarca e di una ex colonia. L’identità vacilla, tocca gli estremi dell’orgoglio e della vergogna, si compiace e si dispiace nell’alterna consapevolezza di essere inuit e danese. In Una notte a Nuuk c’è tanta rabbia, è «l’isola della rabbia», ma è una rabbia contro se stessi che non sembra produrre inevitabilmente rassegnazione. E, anzi, il libro si chiude in una speranza d’amore coltivata in una notte «primaverile quieta». La luce è tenue, ma è luce.

Diversamente, ne La valle dei fiori, scritto da Korneliussen nel 2020 e pubblicato in Italia sempre da Iperborea nel 2023, la luce si spegne. Il velo che la copre accompagna la protagonista, che resta senza nome perché l’identità è il baratro: il velo, scuro anzi nero, è il suicidio. La Groenlandia ne ha il primato: 75-80 ogni 100 mila abitanti, contro una media mondiale di 9-10. La giovane ragazza racconta il suo “viaggio al termine della notte” con una specie di conto alla rovescia: si inizia da 45: «Donna, 38 anni, impiccata». Nient’altro. Ma lentamente i numeri scivolano e le storie sono sempre più dettagliate. E verso la fine riguardano lei. Era partita per studiare in Danimarca, con timore ma anche con l’attesa di un futuro. Attesa che si infrange nella valle dei fiori, che di inverno sono di plastica, accanto alle croci del cimitero. L’amore, questa volta, partecipa alla sua condanna: è lei a tradire e lasciare la sua compagna; ed è sempre lei a rendere impraticabile la fuga in Canada, che forse l’avrebbe salvata. Siamo al numero 1: «Sono pronta. Dopotutto è la mia vita».

Perché tanti suicidi, soprattutto fra i giovani? Si chiede la protagonista, che cerca una risposta su Google. La mancanza di luce? Non appare il fattore scatenante. Anzi, la frequenza cresce in primavera e in estate.

È invece documentato, scopre, che i suicidi sono aumentati dopo il periodo coloniale, la cui fine ufficiale risale al 1953. E qui torna il tema dell’identità. Lei, la ragazza della valle dei fiori, si sente e viene percepita diversa in Danimarca: il colore dei capelli, gli occhi, la pelle, la dieta, l’istruzione e la cultura sono confini che non cedono all’integrazione. Si rivolge anche a una delle Case dei groenlandesi, centri di aggregazione e supporto diffusi in Danimarca, ma non riceve un adeguato conforto. Gli inuit si sentono abitanti di una nazione mancata, nonostante la progressiva autonomia. I danesi ne avvertono la responsabilità, dedicano risorse, fino a distribuire sussidi che assomigliano a un reddito di cittadinanza, ma sono ricaduti in pratiche coloniali anche molto pesanti. Copenhagen ha chiesto scusa due volte: nel 2022 per l’esperimento compiuto negli anni Cinquanta su bambini groenlandesi portati in Danimarca per essere integrati, e nell’agosto 2025 per la contraccezione forzata di donne e ragazze inuit, praticata fra gli anni Sessanta e Novanta.

Con La valle dei fiori Korneliussen vince il Premio del Consiglio Nordico, il principale premio letterario destinato a scrittori scandinavi. È la prima autrice groenlandese ad aggiudicarselo. Quando va a riceverlo ricorda i suicidi e dice di aver provato a scrivere un discorso indirizzato ai leader del suo Paese, ma «è come parlare con un muro». Lo dedica invece ai giovani che trovano «la forza di vivere un giorno in più, nella speranza che domani andrà meglio».

Nuuk oggi è un cantiere a cielo aperto. Domani andrà meglio? Molto dipende da chi sarà a scrivere la risposta.

Oggi si torna a scuola!Per qualcuno sarà un ritorno atteso, per qualcun altro un piccolo grande salto nel nuovo.Ci saran...
14/09/2026

Oggi si torna a scuola!

Per qualcuno sarà un ritorno atteso, per qualcun altro un piccolo grande salto nel nuovo.

Ci saranno zaini da preparare, grembiuli da indossare, nuovi amici da incontrare e, forse, qualche emozione difficile da dover affrontare.

Perché la scuola non è solo il luogo in cui si imparano lettere, numeri e nuove nozioni. È uno spazio in cui, giorno dopo giorno, si impara a stare con gli altri, a conoscere sé stessi, a fare domande, a provare, sbagliare e riprovare.

Si impara a riconoscere un’emozione e a darle un nome, a comunicare ciò che si pensa e ciò che si sente, a trovare soluzioni, a orientarsi nel tempo e nello spazio. Si sperimenta con le mani, si crea con la fantasia, si osserva il mondo e si scopre che dietro ogni “perché?” può nascondersi una nuova avventura e, soprattutto, una nuova occasione per diventare ogni giorno un po’ più grandi.

È questo il bello della crescita: ogni competenza si intreccia con le altre e ogni conquista, anche piccolissima, contribuisce a costruire autonomia, fiducia e consapevolezza.

E allora, per questo nuovo anno scolastico, non auguriamo ai nostri bambini soltanto di imparare tanto. Auguriamo loro di avere occhi curiosi per scoprire, parole per raccontare, mani per sperimentare, fantasia per creare, testa per ragionare e cuore per comprendere sé stessi e gli altri.

Buon viaggio, piccoli esploratori.
Che sia un anno pieno di scoperte, emozioni e… tanti “ce l’ho fatta!”

Buon anno scolastico a tutti ed AVVERAte tutti i vostri sogni!!!

MERCATO IMMOBILIARE DEGLI EAU: MIGLIAIA DI NUOVE ABITAZIONI ENTRO LA FINE DELL'ANNO.Il boom immobiliare degli Emirati Ar...
13/09/2026

MERCATO IMMOBILIARE DEGLI EAU: MIGLIAIA DI NUOVE ABITAZIONI ENTRO LA FINE DELL'ANNO.

Il boom immobiliare degli Emirati Arabi Uniti si sta traducendo in una valanga di nuove abitazioni, con i costruttori che si preparano a consegnare migliaia di immobili in tutto il Paese entro la fine del 2026.

Dubai è di gran lunga il principale contributore a questo flusso di progetti. Secondo il rapporto sul mercato immobiliare degli Emirati Arabi Uniti di Colliers per il secondo trimestre del 2026 , è previsto il completamento di circa 56.600 unità abitative nell'emirato entro la fine dell'anno.

Questa cifra si aggiunge alle circa 11.650 abitazioni consegnate a Dubai solo nel secondo trimestre, tra cui 9.200 appartamenti e 2.450 ville.

L'entità dell'offerta in arrivo rappresenta un punto cruciale per un mercato che ha assorbito negli ultimi anni una forte crescita demografica, la domanda degli investitori e un flusso costante di nuovi progetti.

Con il completamento di un numero sempre maggiore di progetti, il mercato immobiliare degli Emirati Arabi Uniti è sempre più plasmato dalle differenze tra le singole località, i progetti e le tipologie di immobili, anziché evolversi in modo uniforme.

Nessun mercato si trova ad affrontare un afflusso di nuove abitazioni maggiore di Dubai.

Le 56.600 unità la cui consegna è prevista entro la fine del 2026 superano di gran lunga i progetti a breve termine previsti per altri mercati degli Emirati Arabi Uniti.

L'espansione avviene parallelamente a un significativo sviluppo infrastrutturale in tutto l'emirato, compresi investimenti nell'ampliamento della metropolitana, nelle strade, negli svincoli e in altri progetti di trasporto.

Per il mercato residenziale di Dubai, il crescente volume di immobili completati amplierà significativamente l'offerta disponibile per acquirenti e inquilini, dopo anni di rapido sviluppo e intensa attività di vendita.

Ciò significa anche che i singoli progetti dovranno sempre più competere su fattori quali la posizione, la qualità del prodotto e il prezzo, man mano che saranno disponibili più abitazioni.

Il flusso di nuove costruzioni ad Abu Dhabi è più limitato, ma nuove comunità residenziali continuano a prendere forma in tutta la capitale.

Nel secondo trimestre sono state completate circa 2.200 abitazioni, distribuite tra quartieri residenziali già consolidati e in fase di sviluppo.

Sono state consegnate nuove unità abitative ad Al Shamkhah, Yas Island, Bloom Living a Zayed City e Al Raha Beach.

È previsto che altre 3.200 abitazioni vengano completate entro la fine del 2026.

L'aumento dell'offerta fa seguito a diversi anni di forte domanda residenziale e crescita dei prezzi ad Abu Dhabi, dove i principali quartieri residenziali pianificati e le zone di investimento hanno continuato ad attrarre acquirenti.

Al di fuori di Dubai e Abu Dhabi, Sharjah si sta affermando come la principale fonte di nuove opportunità abitative.

Si prevede che nel corso del 2026 saranno completate circa 7.450 abitazioni negli Emirati del Nord, sebbene il ritmo di completamento si sia moderato.

Sharjah ospita circa 5.450 di queste unità, ovvero quasi i tre quarti del totale previsto.

Si prevede che a Ras Al Khaimah verranno costruite altre 1.400 abitazioni, mentre ad Ajman se ne prevedono circa 600.

Il programma di sviluppo di Sharjah continua a crescere, superando anche le consegne previste per quest'anno.

Nel solo secondo trimestre, nell'emirato sono state lanciate sul mercato circa 4.600 nuove unità abitative.

Tra le recenti consegne negli Emirati del Nord figurano Il Teatro Residences ad Aljada, Sharjah, e le ultime unità di Danah Bay a Ras Al Khaimah.

I nuovi progetti di costruzione in corso non indicano le stesse condizioni ovunque.

Il mercato immobiliare degli Emirati Arabi Uniti nel suo complesso è sempre più influenzato da fattori quali la posizione, la qualità del prodotto, i prezzi e i singoli settori immobiliari, a seguito di un lungo periodo di crescita eccezionalmente forte.

Tale distinzione sta diventando sempre più importante man mano che migliaia di nuove case vengono trasferite dai cantieri edili al patrimonio immobiliare completato.

Dubai resta il centro di tale espansione, con un programma di 56.600 unità abitative per il resto del 2026 che supera di gran lunga i volumi previsti altrove.

Ma dalle comunità residenziali in espansione di Abu Dhabi ai crescenti progetti di sviluppo di Sharjah, la prossima fase del ciclo immobiliare degli Emirati Arabi Uniti sarà sempre più definita non solo dalla quantità di immobili costruiti, ma anche dalla loro ubicazione, dalla tipologia di immobili offerti dai costruttori e dalla capacità del mercato di assorbire la nuova offerta.

I PREZZI DELLE CASE NEL REGNO UNITO CALANO PER LA PRIMA VOLTA DAL 2023, CON LONDRA E IL SUD-EST IN TESTA AL CALO.I prezz...
13/09/2026

I PREZZI DELLE CASE NEL REGNO UNITO CALANO PER LA PRIMA VOLTA DAL 2023, CON LONDRA E IL SUD-EST IN TESTA AL CALO.

I prezzi delle case nel Regno Unito sono diminuiti per la prima volta in quasi tre anni, a causa dell'aumento dei tassi ipotecari, dell'incertezza geopolitica e della crescente difficoltà degli acquirenti a sostenere i costi.

Secondo l'istituto di credito Lloyds, i prezzi sono diminuiti dello 0,4% rispetto a un anno fa, il primo calo su base annua da novembre 2023. Questo dato è risultato inferiore alle aspettative di un aumento annuo dello 0,2%, secondo un sondaggio di economisti condotto da Reuters.

Secondo l'indice mensile della banca, il prezzo medio degli immobili ad agosto si è attestato a 298.468 sterline, in calo dello 0,2%, ovvero di 685 sterline, rispetto a luglio.

Le tensioni in Medio Oriente hanno alimentato i timori di inflazione quest'anno, alimentando le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi di interesse.

Chi cerca un mutuo per l'acquisto di un immobile ha dovuto affrontare mesi di elevata volatilità : lunedì, secondo Moneyfacts, il tasso d'interesse medio per un mutuo residenziale a tasso fisso biennale si attestava al 5,63%, mentre quello per un mutuo quinquennale era del 5,68%. Entrambi i tassi erano inferiori al 5% all'inizio dell'anno.

Secondo Lloyds, le approvazioni di mutui ipotecari hanno raggiunto il livello più basso dall'inizio del 2024.

L'Irlanda del Nord si è confermata la regione del Regno Unito con la migliore crescita dei prezzi delle case, con un aumento medio del 6,9% su base annua, raggiungendo le 231.245 sterline.

In Scozia i prezzi sono aumentati del 3,5%, raggiungendo una media di 223.437 sterline, mentre in Galles l'aumento è stato dello 0,6%, con una media di 230.282 sterline.

In Inghilterra, si è registrata una netta divisione tra nord e sud, con il nord-est e il nord-ovest che hanno registrato una crescita rispettivamente del 2,7% e del 2%, con medie di 184.370 e 248.675 sterline.

Nel frattempo, il sud-est ha registrato il calo maggiore dei prezzi delle case in tutto il Regno Unito, con una diminuzione dell'1,6% a una media di 381.729 sterline. Nella Grande Londra, i prezzi sono scesi dell'1,5% a 534.177 sterline.

LA RICCHEZZA GENERATA DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE STA CREANDO UNA "CARENZA DI VILLE" E SCONVOLGENDO IL MERCATO IMMOBIL...
13/09/2026

LA RICCHEZZA GENERATA DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE STA CREANDO UNA "CARENZA DI VILLE" E SCONVOLGENDO IL MERCATO IMMOBILIARE DI SAN FRANCISCO.

San Francisco è l'epicentro del boom dell'intelligenza artificiale, e questo sta intensificando la concorrenza in un mercato immobiliare già di per sé molto costoso. Le aziende di IA si stanno espandendo rapidamente, dato che il settore tecnologico sta riportando molti lavoratori in ufficio. Le startup Anthropic e OpenAI si stanno inoltre preparando a quotarsi in borsa, un processo che ha già generato un'ondata di ricchezza, e ne seguirà un'altra ancora più grande.

L'impennata della domanda rappresenta una brusca inversione di tendenza dopo il crollo dovuto alla pandemia, e ha fatto schizzare alle stelle i prezzi delle case e degli affitti. Sta inoltre alimentando i timori di ulteriori sfratti in una città dove i precedenti boom del settore tecnologico e una cronica carenza di alloggi hanno già costretto molti a lasciare il posto perché non potevano più permettersi di rimanere.

Secondo Compass, il prezzo medio di vendita delle case a San Francisco è aumentato del 25% rispetto a un anno fa. A Kitchen, alcuni immobili hanno raggiunto prezzi persino superiori, con vendite che si trasformano spesso in vere e proprie guerre di offerte.

Questa nuova domanda, a fronte di una scarsità di offerta, soprattutto di case unifamiliari, è stata definita da Compass e da altri una " carenza di ville di lusso ".

Finora, i picchi di prezzo si sono concentrati in alcuni quartieri di lusso. Ma la storia dimostra che col tempo ci sarà un effetto a catena in tutta la Bay Area e oltre, man mano che le persone che non possono più permettersi di vivere qui cercheranno altrove.

L'ondata di ricchezza generata dall'intelligenza artificiale sta sconvolgendo anche il mercato degli affitti di San Francisco, dato che gli agenti immobiliari segnalano un afflusso di ventenni con stipendi elevati che non hanno ancora intenzione di acquistare casa e che possono permettersi senza problemi un affitto mensile di 10.000 dollari.

La ricchezza derivante dall'intelligenza artificiale a San Francisco sta contribuendo al boom nazionale degli immobili di lusso che si è registrato negli ultimi dieci anni in tutto il paese, in linea con l'ampliamento del divario di ricchezza.

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