23/02/2025
IL TRIONFO DELL'IGNORANZA: LA STAMPA, I SOCIAL E LA MORTE DELLA SCIENZA
Francesco Ferrini, febbraio 2025
Davanti ad articoli come quello che vedete nel post, non posso rimanere zitto…
C’era un tempo in cui la stampa aveva un ruolo cruciale: informare, educare, sollecitare il dibattito pubblico su basi solide e fondate. Poi è arrivata l’era della superficialità, del clickbait, della disinformazione venduta come opinione, e oggi ci troviamo a leggere articoli che sono un insulto all’intelligenza e alla decenza scientifica.
Non è solo una questione di errori: l’errore fa parte del processo umano e anche il miglior giornalista può inciampare. Qui parliamo di articoli (adesso forse dovremmo parlare di post) scritti con totale spregio della verità, infarciti di banalità, approssimazioni e mistificazioni, con la chiara intenzione di creare scalpore, non informazione. Titoli roboanti, contenuti privi di fonti serie, tesi campate in aria che si sgretolano al primo soffio di un’analisi scientifica rigorosa. E il problema è che queste sciocchezze fanno danni: diffondono ignoranza, legittimano credenze infondate, minano la fiducia nella ricerca e forniscono alibi perfetti a chi vuole ignorare i fatti.
Chi ha passato anni – se non decenni – a studiare, ricercare, analizzare dati con metodo e onestà intellettuale si trova a doversi difendere da articoli scritti con la fatica del rigore del rigore tecnico-scientifico che viene travolta dall’onda dell’approssimazione, e la divulgazione seria deve arrabattarsi per correggere il tiro quando ormai il danno è fatto.
E non si tratta solo di incompetenza: c’è un preciso disegno dietro questa deriva. La scienza è scomoda, impone vincoli, obbliga a ragionare con strumenti complessi, mentre la cialtroneria è rassicurante, semplice, adatta a chi cerca conferme ai propri pregiudizi anziché fatti. E così ci troviamo con articoli che negano l’emergenza climatica, che ridicolizzano la gestione del verde urbano fatta su basi scientifiche, che promuovono pseudoscienze, che esaltano pratiche dannose o soluzioni “miracolose” senza alcun supporto empirico.
Questa è la morte della cultura, ed è una morte violenta, inflitta da mani che non tremano mentre scrivono idiozie, talvolta ben consapevoli di starle scrivendo. E allora basta con il rispetto per questa stampa che di giornalistico non ha nulla. Basta con il silenzio di fronte a questa ondata di sciatteria e menzogna. La divulgazione scientifica ha il dovere di ribellarsi, di smontare ogni sciocchezza con la forza della conoscenza e dell’evidenza, di difendere con le unghie e con i denti la dignità della ricerca e il rispetto della verità. Chi ha fatto della scienza la propria missione non può restare inerte mentre la menzogna si prende la scena.
Perché la verità, quella vera, ha un prezzo. Ma l’ignoranza ha un costo molto più alto, e lo paghiamo tutti.
Per la precisione
Ligustro non ligusto: non è un albero
Alloro: non è un albero
Photinia: non è un albero
Eleagno: non è un albero
Acacia: (cosa s’intende? La mimosa o la robinia? Perché la seconda non è sempreverde)
Paulownia: pericolosa invasiva, non è sempreverde
Tiglio: non è sempreverde
Eucalipto: semi-invasivo e, soprattutto, dopo 20 anni può arrivare a 20 metri…c’è lo spazio?
Edera:…no vabbé
Gelsomino sempreverde: credo parlino del Trachelospermum jasminoides. Evito di commentare
Passiflora e Clematide…evito di commentare