12/05/2021
A CARAJ L'AN PIANTÀ J AJ J AN NEN BAGNAJ, J AJ SUN SECCAJ
La storia di questa antica cultivar locale di aglio è l’ennesima bellissima testimonianza di come sia importante e soddisfacente recuperare e portare sulle nostre tavole prodotti del territorio che, al di fuori dei confini regionali, non sono conosciuti.
Esiste una filastrocca piemontese che cita “a Caraglio hanno piantato l’aglio ma non l'hanno bagnato ed è seccato, l’anno dopo l’han bagnato, ma è marcito”, contro ogni aspettativa popolare due amiche Caragliesi hanno deciso di coltivare questo prodotto e con loro grandissima sorpresa oggi la loro etichetta e la loro crema all’aglio è conosciuta anche al di fuori delle fiere locali.
La passione per le proprietà benefiche dell’aglio e la voglia di sorprendersi ha portato alla nascita, nel 2005, della Fattoria dell’aglio a Caraglio, azienda che oltre a recuperare l’antico nobile prodotto si preoccupa di coltivare secondo i principi dell’agricoltura biologica, infatti l’operazione di diserbo è effettuata tramite l’azione del fuoco per evitare l’uso di diserbanti chimici.
Lo scopo di questa attività, oltre alla rivalutazione delle tradizioni locali, è quello di cercare di eliminare l’avversità comune nei confronti dell’aglio e di divulgare il messaggio che “un Kg di aglio buono all’anno ti fa bene”, queste parole hanno una grandissima verità di fondo, le proprietà di questo prodotto sono molteplici e per dare la possibilità di essere consumato quotidianamente la Fattoria dell’aglio ha trovato il modo di trasformarlo e adattarlo a tutti i tipi di palato, ma attenzione non è un aglio qualunque, ogni suo cm è ricco di storia, amore e tradizione.
Grazie a Fattoria dell'Aglio per averci dato la possibilità di raccontare la sua storia e grazie a per le foto.
Slow Food Italia