20/05/2026
I termini "allergia" e "intolleranza" molto spesso vengono usati come sinonimi, soprattutto nel campo alimentare, in quanto indicano entrambi una reazione indesiderata del corpo quando viene in contatto con una determinata sostanza. In realta' sono due patologie ben distinte, confuse, probabilmente, a causa di alcuni sintomi comuni.In questo articolo la dott.ssa Valentina Bertolino ci da delucidazioni in merito chiarendoci le idee. Buona lettura .
𝐀𝐋𝐋𝐄𝐑𝐆𝐈𝐀 𝐎 𝐈𝐍𝐓𝐎𝐋𝐋𝐄𝐑𝐀𝐍𝐙𝐀?
L’Allergia Alimentare (AA) è una reazione avversa agli alimenti causata da una anomala reazione immunologica mediata da anticorpi della classe IgE, le immunoglobuline E (IgE) e dall’attivazione di cellule immunitarie: i mastociti, che reagiscono nei confronti degli allergeni alimentari (reazioni IgE-mediate). La maggior parte delle reazioni allergiche sono da imputarsi a un numero relativamente esiguo di alimenti: latte, uova, grano, soia, frutta secca, arachidi, pesci, crostacei e molluschi, mentre sono considerati allergeni “emergenti” kiwi e sesamo. L’AA può manifestarsi già in età pediatrica oppure insorgere in età adulta: nel primo caso spesso regredisce (come ad esempio nel caso di latte e uovo), mentre se comparsa successivamente tende a persistere per tutta la vita. Le allergie possono manifestarsi con una sintomatologia cutanea come orticaria (pomfi pruruginosi e arrossamento della pelle), angioedema (gonfiore di cute, mucosa e sottomucosa che colpisce in particolare palpebre, labbra, e laringe) o con sintomi a carico delle vie aeree superiori e inferiori come la rinite, o l'asma. In alcune situazioni si può verificare l'interessamento improvviso e contemporaneo di cute, apparato gastrointestinale, apparato respiratorio e circolatorio con un quadro di shock anafilattico che rappresenta la manifestazione più' grave di allergia alimentare.
Per intolleranza invece si intende la reazione anomala dell’organismo ad una sostanza estranea, non mediata dal sistema immunitario. La sintomatologia associata alle intolleranze alimentari è simile a quella delle allergie alimentari e varia in relazione alla quantità ingerita dell’alimento non tollerato: generalmente si riscontrano sintomi prettamente intestinali (dolori addominali, diarrea, vomito, perdita di sangue con le feci), raramente vengono colpiti altri organi. Sono molto spesso trascurate perché somigliano, per certi aspetti, a una lenta intossicazione. L’intolleranza alimentare può essere determinata da una carenza di enzimi digestivi, o da meccanismi farmacologici o tossici. L’intolleranza al lattosio, la più diffusa tra le intolleranze da difetti enzimatici nella popolazione generale, è causata dalla mancanza di un enzima, la lattasi, che consente la digestione del lattosio, uno zucchero contenuto nel latte, scindendolo in glucosio e galattosio. Interessa circa il 3-5% di tutti i bambini di età inferiore ai 2 anni. Nel periodo dell’allattamento i casi di intolleranza sono quasi sempre secondari a patologie intestinali e si manifestano con diarrea, flatulenza e dolori addominali. Anche nell’individuo adulto si può manifestare tale intolleranza, ed è dovuta principalmente al cambiamento delle abitudini alimentari e alla diminuzione dell’attività lattasica. Non tutti i soggetti con deficit di lattasi avvertono sintomi quando assumono un alimento contenente lattosio, perché esistono diversi gradi di deficit dell’enzima specifico. La diagnosi viene effettuata dal medico attraverso una attenta anamnesi e l’impiego di test specifici come l’H2 Breath-Test, che valuta nell’aria espirata i metaboliti non metabolizzati e assorbiti, oppure con il test genetico.