29/05/2026
📣
Nuovi fondi SIMEST per le imprese che esportano (e per le loro filiere).
Se la tua azienda sta facendo i conti con i rincari dell'energia o risente delle tensioni internazionali nel Golfo Persico, questa è una misura da monitorare subito.
Si chiama "Energia per la competitività internazionale" e la novità più interessante è che non serve aver subito un danno enorme per accedere: l'incentivo viene calcolato direttamente sul valore del progetto di investimento che presenti.
🔵 Quindi come funziona?
🔹Fondo perduto concreto: si parla del 20% per le grandi imprese, che sale al 30% per le PMI (fino a un massimo di 200.000 euro), abbinato a un finanziamento agevolato.
🔹Cosa ci puoi fare: i fondi finanziano progetti di 24 mesi dedicati alla transizione digitale o ecologica (anche parziale, dal 10% al 100% della spesa). Se avanza qualcosa, puoi usarlo per il rafforzamento patrimoniale.
🔵 Chi può fare domanda?
Possono accedere le imprese italiane con almeno due bilanci alle spalle che rispettano questi due blocchi di requisiti:
🔹 L'impatto della crisi: un aumento dei costi energetici medi di almeno il 10% oppure un calo del fatturato di almeno il 10% (confrontando i primi mesi del 2026 con lo stesso periodo del 2025).
🔹 Il legame con l'export: basta avere un fatturato export del 10% (che scende al 3% per le energivore). Vale anche se fai parte di una filiera esportatrice (se fatturi almeno il 10% verso clienti che esportano).
⏰ C'è tempo fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento fondi, basta inviare la domanda entro la scadenza: i lavori e gli investimenti veri e propri possono partire anche successivamente.
Un'ottima spinta per chi vuole digitalizzare o rendere più sostenibile la propria attività sfruttando la finanza agevolata.
Qualcuno sta già preparando la documentazione o ha dubbi sui requisiti della filiera? Parliamone nei commenti.