Caf Consulenti del Lavoro

Caf Consulenti del Lavoro CAF CONSULENTI DEL LAVORO , offre ad aziende, dipendenti e persone fisiche servizi di assistenza fiscale e di gestione del personale.

Mod. 730 Redditi Lavoro Dipendente
Mod. ISEE Dichiarazione Sostitutiva Unica
Mod. RED Certificazione Reddito per l'INPS
Mod. Unico PF Redditi sulle Persone Fisiche non soggetti IVA
Preavvisi d'irregolarità Comunicazioni, controlli, sanzioni
Gestione Colf & Badanti
Ricorsi tributari
Registrazione contratti di locazione
Gestione vertenze
Contabilità semplificata
Contabilità ordinaria
Gestione del personale

01/04/2014

I familiari? Solo collaboratori

Lavoro dipendente proibito per mogli e figli, nipoti e generi. Insomma, per tutti i familiari stretti. Anche se la legge non pare porre preclusioni espresse al riguardo, se l’impresa è familiare il rischio di vedere disconosciuti dall’Inps i rapporti di lavoro subordinato instaurati tra parenti e affini risulta più che concreto. Per non dire certo. Tanto che, oramai, quando tra le parti corrono relazioni familiari, sono gli stessi professionisti che preferiscono indurre le aziende a considerare da subito di inquadrare i rapporti nella meno osteggiata collaborazione familiare. Il risultato finale, in definitiva, è quello di una minore garanzia degli appartenenti alla famiglia in seno all’impresa rispetto ad altri lavoratori. Possibile? Esistono davvero effettivi - quantunque striscianti - divieti di legge al lavoro subordinato tra moglie e marito o tra padre e figlio? Un quesito di non poco conto e che oramai, sul territorio nazionale, riguarda migliaia di casi e lavoratori. Tanto più che, come sovente accade, la realtà supera la fantasia.

26/03/2014

IMMEDIATEZZA DEL RICONOSCIMENTO DEL PDS CHE PERMETTE IL LAVORO
Parte la procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico al fine di semplificare le procedure di ingresso e agevolare il controllo del loro status: è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.68 del 22 marzo 2014 il d.lgs. n. 40 del 4 marzo 2014 di attuazione della direttiva 2011/98/UE. La norma prevede una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consenta ai cittadini stranieri di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro, oltre a godere di diritti analoghi a quelli dei lavoratori nazionali in tutti gli ambiti connessi all'occupazione (condizioni di lavoro, istruzione e formazione professionale, sicurezza sociale, etc.)

26/03/2014

In arrivo 730 precompilato e revisione minimi.

La semplificazione prevista dalla Delega Fiscale prevede a breve anche fatture elettroniche fra privati, riforma del catasto

In una audizione alle commissioni finanza del Senato e della Camera ieri il viceministro all’economia Luigi Casero ha illustrato le priorità del Governo nell’attuazione della legge Delega fiscale approvata la scorsa settimana. Sono in preparazione i provvedimenti per garantire innanzitutto il 730 precompilato per milioni di lavoratori e pensionati, già dal 2015, l’ incentivo all’utilizzo delle fatture elettroniche anche tra privati e una revisione dei regimi semplificati , come ad esempio quello detto dei Nuovi Minimi. Altro grande tema la rifoma del catasto per la quale però è necessario innanzitutto la “definizione delle commissioni censuarie e la disciplina del rapporto di collaborazione tra Agenzia delle Entrate e del territorio con gli enti locali” ha detto ancora Casero . Il Governo intende mettere mano anche ad una razionalizzazione dell'accertamento in particolare in materia di revisione di sanzioni e contenzioso, lo sfoltimento delle tax expenditures e la revisione dei giochi pubblici.

18/03/2014

Irpef e detrazioni: ecco come aumenta lo stipendio

Un aumento delle detrazioni per lavoro dipendente, allo scopo di far scendere l'irpef e far salire gli stipendi. È la soluzione che il governo e i tecnici del ministero dell'Economia stanno studiando, per tener fede alla promessa del premier Renzi di aumentare i salari netti di circa 80-85 euro al mese, per chi ne guadagna meno di 1.500.
IL GOVERNO RENZI E GLI AUMENTI IN BUSTA PAGA
La strada più facile per arrivare a questo risultato consiste appunto in un aumento delle detrazioni, cioè della somme che ogni anno i contribuenti possono sottrarre dall'importo dell'irpef (imposta sui redditi delle persone fisiche ) dovuta all'erario. Di detrazioni sull'irpef, è bene ricordarlo, nel nostro sistema fiscale ne esistono diverse: ci sono per esempio quelle per i carichi di famiglia, cioè per i coniugi o i figli a carico, quelle per le spese sanitarie e ci sono anche, e soprattutto, quelle che dipendono dalla situazione professionale del contribuente.
L'AUMENTO DELLE DETRAZIONI NEL 2014
In pratica, una volta calcolata l'imposta lorda, i pensionati possono detrarre (cioè sottrarre) dall'importo dovuto una cifra fino a 1.783 euro, mentre i lavoratori autonomi beneficiano di uno sconto massimo di 1.100 euro circa. Un po' più fortunati sono invece i lavoratori dipendenti che, con le regole attuali stabilite dal governo Letta, hanno diritto a una detrazione massima di 1.880 euro, riconosciuta a chi guadagna poco più di 8mila euro lordi l'anno. All'aumentare del reddito, invece, lo sconto fiscale per i dipendenti si abbassa progressivamente, per annullarsi poi una volta raggiunta la soglia dei 55mila euro di retribuzione lorda annua.
Ora, per tagliare l'irpef soltanto ai lavoratori dipendenti, basta agire proprio sulle detrazioni a loro riconosciute, escludendo i pensionati e gli autonomi. L'ipotesi più accreditata è che l'attuale sconto fiscale massimo sia innalzato da 1.880 a 2.400 euro e che venga esteso dai redditi sotto gli 8mila euro circa a quelli che arrivano attorno ai 20mila euro. Una volta oltrepassata questa soglia, la detrazione comincerà a scendere progressivamente fino ad annullarsi, come oggi, sopra i 55mila euro. Quali sarebbero gli effetti di questa manovra? Meglio chiarirsi le idee con qualche esempio concreto.
Per chi guadagna tra 20mila e 25mila euro lordi all'anno (tra 1.250 e 1.500 netti al mese) la detrazione per lavoro dipendente aumenterebbe (rispetto a quella fissata oggi) di una cifra tra 1.020 e 1.060 euro annui, facendo scendere l'irpef dovuta (e crescere lo stipendio) di circa 80 euro al mese, considerando anche la tredicesima. E' in questa fascia di reddito, compresa appunto tra 20mila e 25mila euro annui, che si concentreranno i benefici maggiori.
RISCHIO BEFFA
Discorso diverso, invece, per i dipendenti che guadagnano meno di 20mila euro all'anno. Se le ipotesi in circolazione saranno confermate, questi lavoratori devono aspettarsi un taglio dell'irpef e un aumento di stipendio minori rispetto a quelli calcolati sopra (o addirittura, in certi casi, non ci sarà nessun aumento). Esempio: chi guadagna meno di 8mila euro lordi annui (poco più di 600 euro netti al mese), già oggi non paga nulla di irpef e dunque non vedrà la busta paga salire neppure di un centesimo per effetto dell'aumento delle detrazioni. Un po' più fortunato è in teoria un lavoratore con una retribuzione lorda di 16mila euro ogni 12 mesi, che corrispondono a poco più di mille euro netti. In questo caso, la manovra del governo farà crescere il reddito di quasi 880 euro all'anno che, sempre tenendo conto anche della tredicesima, corrispondono a un aumento medio superiore a 70 euro al mese.
Se però lo stesso contribuente ha un coniuge e due figli a carico, rischia paradossalmente di rimanere beffato. Oggi, infatti, con le detrazioni per i carichi di famiglia che già esistono, anche questo lavoratore non paga nulla di irpef e riceve uno stipendio netto ben più alto di un suo collega single (1.200 euro circa al mese, contro i mille dell'altro). Dunque, la retribuzione netta del contribuente con i familiari a carico, a differenza di quella del collega single, rimarrà ferma anche dopo la manovra di Renzi

13/03/2014

Lavoro autonomo e Microimpresa, ripartono i fondi di Invitalia.

Riapertura dei termini per la presentazione delle domande con INVITALIA

Il Titolo II del D.Lgs. 185/2000 riguarda il cosiddetto “Autoimpiego” e sostiene la realizzazione e l’avvio di piccole attività imprenditoriali da parte di disoccupati o persone in cerca di prima occupazione.

Le specifiche misure del Titolo II riguardano diverse forme giuridiche e tipologie d’impresa:

lavoro autonomo. Questa agevolazione è rivolta a persone fisiche che intendono avviare un’attività di lavoro autonomo in forma di ditta individuale (investimenti previsti non superiori a 25.823 euro).
microimpresa. Questa agevolazione è rivolta a persone che intendono avviare un’attività imprenditoriale di piccola dimensione in forma di società di persone (investimenti previsti non superiori a 129.114 euro). Sono pertanto escluse le ditte individuali, le società di capitali, le cooperative, le società di fatto e le società aventi un unico socio.

MICROIMPRESA

Il D.Lgs n. 185/2000 “MICROIMPRESA” è un’ agevolazione con la quale è possibile avviare una nuova impresa in forma societaria (SAS o SNC). Consiste in un contributo a FONDO PERDUTO e a un finanziamento a TASSO AGEVOLATO.

A CHI SI RIVOLGE

A chi intende avviare un’attività imprenditoriale di piccola dimensione in forma di società di persone ( Sas o Snc).

Sono ESCLUSE le ditte individuali, le società di capitali, le cooperative, le società di fatto e le società aventi un unico socio.

Per presentare la domanda, almeno la metà numerica dei soci che detiene almeno la metà delle quote, deve essere non occupato alla data di presentazione della domanda.

ATTIVITÀ FINANZIABILI
Le iniziative possono riguardare la produzione di beni e la fornitura di servizi.

Sono ESCLUSE le attività che si riferiscono a:

• produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;

• trasporti (di merci o di persone oltre le 9 unità);

• commercio.

L’investimento complessivo massimo finanziabile è di € 129.000,00 e le agevolazioni finanziarie concedibili sono:

un contributo a fondo perduto pari a 50 % e un finanziamento a tasso agevolato pari all’altro 50% degli investimenti ammissibili;
per la gestione, un contributo a fondo perduto sulle spese relative al 1° anno di attività corrispondenti a circa il 15/20% dell’ investimento.
LE AGEVOLAZIONI

Le agevolazioni riguardano:

- per l’investimento

attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti;
beni immateriali a utilità pluriennale;
ristrutturazione di immobili, entro il limite massimo del 10% del valore degli investimenti.
- per la gestione

materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi inerenti al processo produttivo;
utenze e canoni di locazione per immobili;
oneri finanziari(con l’esclusione degli interessi del mutuo agevolato);
prestazioni di garanzie assicurative sui beni finanziati;
prestazione di servizi.
LAVORO AUTONOMO

I contributi vengono concessi a fondo perduto e sotto forma di mutui agevolati e per un massimo di € 25.823 più euro 5.165 per le spese di gestione del primo anno.

DESTINATARI

Destinatari delle agevolazioni per il Lavoro Autonomo sono i soggetti singoli che intendono avviare un’iniziativa in forma di “ditta individuale” o come “Professionista” in possesso del requisito di non occupazione (disoccupati) alla data di presentazione della domanda.

In caso di cittadini extracomunitari è richiesto il possesso della carta di soggiorno o il permesso di soggiorno valido per almeno i 12 mesi successivi alla data di presentazione della domanda.

Il prestito d’onore è riservato quindi all’apertura di nuove partite IVA, chi è in già in possesso di una partita IVA non può richiederlo. Possono invece richiederlo i liberi professionisti iscritti ad un Albo professionale, ad esempio per aprire uno studio di consulenza.

REQUISITI NECESSARI

Le iniziative possono riguardare qualsiasi settore quale produzione di beni, fornitura di servizi, commercio.

Sono però ESCLUSE le attività che si riferiscono a:

- produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;

- trasporti (di merci o di persone oltre le 9 unità);

- servizi socio-assistenziali/formazione: se realizzati in sostituzione dello Stato o di altri Enti pubblici.

COSA FINANZIA

Per gli investimenti è previsto un contributo a fondo perduto per il 50% delle spese sostenute, più un finanziamento a tasso agevolato (pari al 30% del tasso di riferimento vigente alla data di stipula del contratto di finanziamento), per una copertura pari al 100% delle spese finanziabili. La durata del finanziamento potrà di essere di 5 anni, con rate trimestrali. Gli investimenti complessivi non possono superare i 25.823 Euro IVA esclusa.
Per la gestione invece il contributo viene concesso a fondo perduto, per un importo massimo di 5.165 euro.

CARATTERISTICHE

Per entrambe le misure (Microimpresa e Lavoro Autonomo) sono ritenute ammissibili le spese sostenute dopo la data di ammissione alle agevolazioni per l’acquisto di attrezzature e macchinari (anche usati ma non appartenenti a parenti entro il secondo grado), impianti e allacciamenti; beni immateriali; ristrutturazione di immobili entro il 10% del valore degli investimenti.

Per il contributo a fondo perduto concesso per la gestione dell’attività per il primo anno sono considerate ammissibili le spese per l’acquisto di materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti; utenze e canoni di locazione per gli immobili; oneri finanziari (interessi del mutuo agevolato esclusi).

11/03/2014

Modello Cud Inps 2014: come richiedere la consegna

L’Inps, il 28 febbraio 2014 ha messo online il Cud, ossia la certificazione unica dei redditi, da lavoro e da pensione. L’ha fatto nel giorno della scadenza prevista per la consegna, fornendo anche le istruzioni per il conguaglio e le rettifiche 2014.

Mentre il modello CUD INPS 2014 è disponibile on line, si attende la circolare in cui saranno indicate le altre modalità mediante cui è possibile ottenere la copia del Cud 2014, come ad esempio il servizio online. Quest’ultimo, infatti, dà la possibilità di ottenere il rilascio del modello CUD semplicemente inserendo i propri dati, cioè il PIN INPS.

Tra l’altro sempre l’Inps precisa che per quanto concerne il conguaglio fiscale che si origina dal mod. CUD INPS, in riferimento ai redditi di pensione che non superino i 18.000 euro, è possibile ripartire il conguaglio a debito oltre 100 euro. Relativamente, invece, alle trattenute sulla pensione previste per il pagamento delle aliquote IRPEF, di natura addizionale e comunale, esse hanno subito un aggiornamento con quelle di natura ufficiale pubblicate dal Ministero dell’Economia e Finanze, dal Dipartimento delle Finanze, dalla Fiscalità locale.
Ad ogni modo, va precisato che la richiesta del modello cud 2014 può essere effettuata non solo mediante la modalità telematica, ma anche in formato cartaceo attraverso l’accesso a diversi canali rappresentati dagli sportelli Inps presenti sul territorio; dalle postazioni informatiche fai da te che prevedono l’inserimento del pin Inps; dalla posta elettronica, scrivendo all’indirizzo [email protected]; dal CAF, dai patronati e dai soggetti abilitati tra cui i dottori commercialisti, i ragionieri e i periti commercialisti e i consulenti del lavoro e via in questa direzione; dal Poste; dal numero verde 800.43.43.20. Chiamando a questo numero, infatti, è possibile effettuare la richiesta della spedizione del mod. CUD INPS 2014 direttamente presso la propria abitazione.

Per di più, chiunque non avesse la possibilità di recarsi di persona presso le sedi Inps, così come alle Poste, o ad altri enti preposti e richiedere il modello Cud Inps 2014, può avvalersi sempre della possibilità di delegare una persona diversa. Ebbene, quest’ultima sarà tenuta ad esibire il documento d’identità, la delega congiuntamente alla copia del documento di riconoscimento di colui che ha delegato l’incarico.

In altre parole, la richiesta di consegna del modello CUD Inps 2014 può essere effettuata in vari modi che prescindono da quella telematica. In ogni caso, le modalità sono estremamente semplici e sono tutte assolutamente efficaci, pensate appositamente per rispondere alle varie esigenze.

06/03/2014

Il saldo IVA 2013 entro il 17 Marzo 2014

Le modalità di vesamento del saldo IVA relativo al periodo di imposta 2013 in scadenza lundeì 17 marzo 2014

Il 17 marzo scade il termine per il versamento del saldo Iva relativo al periodo d’imposta 2013, (il 16 marzo quest'anno cade di domenica) per i contribuenti Iva che presentano la dichiarazione Iva in forma autonoma.
Per coloro che, invece, presentano la dichiarazione unificata con la dichiarazione dei redditi in UNICO 2014 , il termine del 17 marzo rappresenta solo il primo appuntamento possibile. Essi, infatti, potranno anche scegliere di versare il saldo Iva entro il termine di pagamento delle imposte sui redditi derivanti da UNICO.

18/02/2014

Consegna certificazioni entro il 28 febbraio 2014

Triplo appuntamento al 28 febbraio per i sostituti d’imposta, che dovranno consegnare il modello CUD, la certificazione dei compensi e la certificazione degli utili e proventi

Entro il 28 febbraio 2014 i sostituti d’imposta devono provvedere alla consegna diretta, o tramite invio postale, del Cud, della certificazione dei compensi corrisposti, della certificazione degli utili e dei proventi ad essi equiparati corrisposti e delle ritenute effettuate nel 2013. I sostituti d'imposta devono provvedere, entro il 28 febbraio, al conguaglio tra le ritenute operate e l'imposta dovuta ai fini Irpef sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e per la determinazione delle addizionali regionale e comunale all'Irpef.

14/02/2014

I 15 casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi Persone Fisiche

Le persone fisiche sono esonerate dalla presentazione della dichiarazione dei redditi in almeno 15 casi. Condizione indispensabile è che non abbiano l’obbligo di tenere le scritture contabili. Ma vediamo nel dettaglio:
1) Si è esonerati sempre quando dopo aver fatto i conti ci si accorge che l’imposta dovuta non supera 10,33 a condizione che non si ha l’obbligo di tenere le scritture contabili;
2) Quando si possiede solo l’abitazione principale e relative pertinenze e altri fabbricati non locati. L’esonero non si applica se i fabbricati non locati sono situati nello stesso comune dell’abitazione principale. Quest’ultima condizione è a causa di una novita’ retroattiva della Legge di Stabilità ( 1, comma 717, legge 27 dicembre 2013, n. 147) che ha stabilito che gli immobili non locati situati nello steso comune dell’abitazione principale, che pagano l’Imu al pari di quelli situati in comuni diversi, concorrono alla formazione della base imponibile Irpef e delle relative addizionali nella misura del 50%. (non sono riuscita a capire la motivazione della differenza tra immobili non locati nel comune o fuori dal comune dove si abita!)
3) Quando si possiede un reddito di Lavoro dipendente o pensione + eventuale abitazione principale, relative pertinenze e altri fabbricati non locati ; l’esonero, come per il caso precedente, non si applica se il fabbricato non locato è situato nello stesso comune dell’abitazione principale.
4) Nel caso di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa compresi i lavori a progetto a condizione che siano corrisposti da un unico sostituto d’imposta o conguagliati dall’ultimo sostituto.
In tutti i casi occorre controllare che le detrazioni per familiari a carico effettuate dal sostituto siano spettanti e non sono dovute le addizionali regionali e comunali.
5) Quando si possiedono redditi esenti quali ad esempio le rendite erogate dall’Inail esclusivamente per invalidità permanente o per morte, alcune borse di studio, pensioni di guerra, pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva, pensioni, indennità, comprese le indennità di accompagnamento e assegni erogati dal Ministero dell’Interno ai ciechi civili, ai sordi e agli invalidi civili, sussidi a favore degli hanseniani, pensioni sociali
6) Se si possiedono redditi soggetti ad imposta sostitutiva quali ad esempio gli interessi sui BOT o sugli altri titoli del debito pubblico
7) Se si possiedono redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta quali ad esempio gli interessi sui conti correnti bancari o postali; redditi derivanti da lavori socialmente utili.

Sono casi di esonero sottoposti a dei limiti di reddito e a determinate condizioni i seguenti:
8) Si è esonerati dalla presentazione della dichiarazione se si possiedono terreni e/o fabbricati (comprese abitazione principale e sue pertinenze) con un reddito uguale o inferiore a 500 euro;
Si è esonerati se si possiede:
9) Lavoro dipendente o assimilato + altre tipologie di reddito fino a 8.000 euro
10) Pensione + altre tipologie di reddito fino a 7.500 euro
11) Pensione + terreni + abitazione principale e sue pertinenze (box, cantina, ecc.) fino a un reddito di 7.500 per la pensione + 185,92 per i terreni
in tutti e tre i casi a condizione che il periodo di lavoro o di pensione sia non inferiore a 365 giorni e che le detrazioni per coniuge e familiari a carico sono spettanti e non sono dovute le addizionali regionale e comunale. Se il sostituto d’imposta ha operato le ritenute il contribuente può recuperare il credito presentando la dichiarazione.
12) Si è esonerati se si possiede la Pensione + altre tipologie di reddito fino ad importo uguale o inferiore a 7.750 a condizione che il periodo di pensione sia non inferiore a 365 giorni e che il contribuente abbia età pari o superiore a 75 anni. Anche in questo caso occorrerà controllare che le detrazioni per coniuge e familiari a carico siano spettanti e non sono dovute le addizionali regionale e comunale. Se il sostituto d’imposta ha operato le ritenute il contribuente può recuperare il credito presentando la dichiarazione.
13) Si è esonerati se si è percepito l’assegno periodico dal coniuge + altre tipologie di reddito per un importo fino a 7.500. Non bisogna tenere conto dell’assegno periodico destinato al mantenimento dei figli.
14) Si è esonerati se si possiedono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e altri redditi per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro fino a un importo di 4800,00 euro. Ad esempio: compensi percepiti per l’attività libero professionale intramuraria del personale dipendente dal Servizio sanitario nazionale, redditi da attività commerciali occasionali, redditi da attività di lavoro autonomo occasionale
15) Ultima ipotesi di esonero e il possesso di Compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche fino a 28.158,28.

In tutti i casi occorre determinare il reddito complessivo non si tiene conto del reddito derivante dall’abitazione principale e sue pertinenze.

13/02/2014

Esempio di calcolo delle detrazioni per i figli a carico nelle dichiarazioni 2014

Dal periodo d'imposta 2013, per effetto di quanto stabilito dalla Legge di Stabilità 2013 (art. 1, comma 483, Legge n. 228/2012), è stato elevato l’importo delle detrazioni d’imposta previste per i figli a carico, che devono essere calcolate in relazione al reddito del contribuente. La misura della detrazione è passata, infatti:

da 800 a 950 euro per ciascun figlio a carico di età pari o superiore a 3 anni;
da 900 a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a 3 anni;

È, inoltre, stato elevato da 220 a 400 euro l’importo aggiuntivo della detrazione previsto per ogni figlio con disabilità.


Si ricorda che le detrazioni sopra indicate sono teoriche, in quanto per determinare gli importi effettivamente spettanti occorre calcolare il rapporto tra € 95.000 diminuito del reddito, e € 95.000, e poi moltiplicarlo per la detrazione teorica.
Ecco un esempio di calcolo:

950 x (95.000-reddito complessivo)
-----------------------------------------------
95.000

Se i figli sono più d'uno l'importo di € 95.000 deve essere aumentato di € 15.000 per ogni figlio successivo al primo. Quindi, ad esempio, nel caso di due figli il calcolo sarà:
95.000 X (110.000-reddito complessivo)
------------------------------------------------------
110.000

13/02/2014

Qual è la detrazione Irpef per le spese 2013 per ristrutturazioni?

Il modello 730/2014 recepisce l'aumento della detrazione Irpef dal 36% al 50% e del limite di spesa da € 48.000 a € 96.000 per le spese di ristrutturazione e di recupero edilizio sostenute durante tutto l'anno 2013, e non più solo fino al 30.06.2013 grazie alla proroga stabilite dal Decreto energia - D.L. n. 63/2013 ( poi la Legge di Stabilità 2014 l'ha prorogata ulteriormente alle spese sostenute nel 2014).
Si ricorda che la detrazione interessa solo gli immobili residenziali (di qualsiasi categoria catastale) e le relative pertinenze e il beneficio dell'agevolazione è ammesso in 10 rate annuali di pari importo.
L'importo della spesa sostenuta nel 2013 va indicata nel modello 730/2014 all'interno della sezione III - A del quadro E, righi da E41 a E44:

13/02/2014

Modello 730/2014 - Qual è la detrazione per le spese di riqualificazione energetica ?

Doppia misura di detrazione per le spese 2013 per interventi di riqualificazione energetica degli edifici

ILa sezione IV del Quadro E tiene conto dell'aumento dal 55% al 65% della misura della detrazione Irpef (e Ires) per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 per interventi di riqualificazione energetica e finalizzati al risparmio energetico dell'edificio (D.L. n. 63/2013). Pertanto, per l'anno 2013, ci sono due differenti aliquote di detrazione per queste spese pari a :
55% per le spese sostenute dal 01.01.2013 al 05.06.2013
65% per le spese sostentte dallo 06.06.2013 al 31.12.2013
Per questa doppia percentuale di detrazione è stata inserita, all'interno della sezione IV del quadro E, la colonna 3 "Periodo 2013", in cui andrà indicato:
• il codice ‘1’, in caso di spese sostenute dal 1° gennaio al 5 giugno 2013 (detrazione del 55%);
• il codice ‘2’, in caso di spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 (detrazione del 65%).

Indirizzo

Naples

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