28/05/2022
Mentre dormivi, ti ho baciato sulla fronte e ho respirato stancamente.
Ti ho accarezzato i capelli e ti ho annusato, come fanno gli animali con i loro cuccioli.
In quel secondo, la mia anima è tornata nel mio corpo.
Ho riacquistato la calma e così, con la testa più sana, mi sono pentita.
Per quell'urlo, per quella faccia arrabbiata.
Di tante cose che ti avevo detto durante la giornata.
Mentre dormivi, ho incontrato di nuovo il senso di colpa,
quel vecchio nemico che conosco così bene e che ancora non riesco a eliminare dalla mia vita.
Chiusi gli occhi e feci un respiro profondo.
Mi rimproverai di aver perso, ancora una volta, la pazienza così in fretta.
Perché in quel momento, mentre dormivi,
il tuo capriccio non sembrava così grave,
né la tua richiesta così incomprensibile.
Con la luce bassa e gli occhi chiusi,
è stato così facile vedere quanto sei piccolo e fragile,
e quanto hai bisogno di me.
Ho pregato l'universo di svegliarmi in modo diverso.
Ho desiderato diventare una mamma migliore per te.
più gentile, più dolce, più paziente.
E in quell'istante, mentre tu dormivi, ho deciso di cominciare da me.
Mi sono abbracciata e ho parlato con me stessa con amore.
"Non stai andando così male", mi sono detta.
E mi sono ricordata.
Non erano state solo urla e sfide.
Durante la giornata ti avevo anche detto che ti amavo, più di una volta.
Ti avevo abbracciato e confortato dopo quella grande caduta.
Mi ero seduta per terra a giocare.
Ero stata paziente e avevo riso.
Non sempre, ma molte volte.
Ti ho dato un altro bacio sulla fronte e ho respirato, un po' meno stanca.
"Ti amo, sempre" ho detto dolcemente.
E quella notte, mentre dormivi, ho lasciato la tua stanza con la voglia di riprovarci.
* Belén Lopez Medus
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Illustrazione: Nia Tudor