06/03/2025
L’Intelligenza Artificiale sta determinando una trasformazione profonda del mercato del lavoro e, secondo un’analisi condotta da Censis-Confcooperative, il suo impatto nei prossimi dieci anni sarà di grande rilevanza. Le proiezioni indicano che, entro il 2035, circa 15 milioni di lavoratori in Italia saranno coinvolti da questa evoluzione: 6 milioni potrebbero essere integralmente sostituiti dall’automazione, mentre ulteriori 9 milioni saranno chiamati ad adattarsi a nuove modalità operative che prevedono l’integrazione delle tecnologie intelligenti nelle loro mansioni.
Lo studio evidenzia una correlazione significativa tra il livello di istruzione e la probabilità di subire gli effetti dell’automazione. Coloro che possiedono un titolo di studio più elevato risultano maggiormente esposti sia al rischio di sostituzione sia alla necessità di riqualificarsi per collaborare con l’Intelligenza Artificiale. Tale dinamica penalizza in particolare le donne, contribuendo ad ampliare il divario di genere nel contesto occupazionale.
Alcune categorie professionali risultano più vulnerabili all’automatizzazione rispetto ad altre. Tra i settori maggiormente esposti si annoverano quello matematico, contabile e finanziario, nonché le professioni legate alla statistica, alla calligrafia, alla gestione economica e alla tesoreria. Anche i periti, i valutatori del rischio, i liquidatori, i tecnici bancari e gli specialisti della gestione aziendale nel settore pubblico e privato figurano tra i lavoratori potenzialmente più colpiti.
Al contrario, vi sono ambiti professionali destinati a mantenere un ruolo centrale e ad avvalersi delle opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale. Tra questi si distinguono le figure dirigenziali nei settori finanziario e amministrativo, i responsabili della gestione delle risorse umane e delle relazioni industriali, i magistrati, gli avvocati, i notai, gli economisti, gli psicologi clinici, gli psicoterapeuti, gli archeologi e gli studiosi di discipline religiose.
Alla luce di tali prospettive, appare evidente che il mondo del lavoro subirà mutamenti significativi. Quali sono le vostre considerazioni in merito a questa evoluzione?