Clutch Academy

Clutch Academy Clutch, performance under pressure. Un percorso di formazione in azienda e sul campo per migliorare

19/12/2020

Ognuno di noi lavora in gruppi eterogenei fatti di caratteristiche, abitudini e azioni diverse.
In un contesto così variegato è necessario individuare la personalità di ognuno e capire quali sono le chiavi giuste sulle quali lavorare per coesistere all'interno di un team.

In questo video estratto da uno dei nostri webinar, Matteo Soragna - capitano della Nazionale di basket Olimpica e tutor di Clutch Academy - ci parla della reazione agli stimoli esterni e dell'autoanalisi per stare bene all'interno di un gruppo senza spersonalizzarsi.
Lo fa con un esempio così lampante che sicuramente rimarrà in testa anche a voi!
Conoscere se stessi è il primo passo per l'equilibrio dell'intero team.

Per eseguire un compito, ogni persona ha bisogno di stimoli. Incentivare i collaboratori di un'azienda significa individ...
18/12/2020

Per eseguire un compito, ogni persona ha bisogno di stimoli.
Incentivare i collaboratori di un'azienda significa individuare dei metodi per alimentare la predisposizione, indurre determinati stimoli e agevolare gli obiettivi individuali.

Oggi vi parliamo dei metodi utili ad incentivare le risorse umane in azienda: per ogni immagine troverete delle tips pratiche per nutrire al meglio il potenziale di ogni lavoratore.

L'incremento dei risultati passa dalla creazione di un ambiente stimolante per il team.

Cosa succede al nostro corpo se smettiamo di alimentarlo? Risponde a questa domanda il nostro Giacomo Astrua, scientific...
16/12/2020

Cosa succede al nostro corpo se smettiamo di alimentarlo?
Risponde a questa domanda il nostro Giacomo Astrua, scientific contributor di Clutch Academy, dietista, ex atleta professionista, ora nutritional coach del Torino Calcio.

I potenziali benefici del digiuno sono risaputi, una lunga tradizione ha dimostrato che periodi più o meno lunghi che vanno da qualche ora a un paio di giorni in cui a riposo si pratica il digiuno, il corpo si purifica, il sistema digerente riposa, la mente diventa lucida.
Cosa succede però se ad applicarlo è uno sportivo?
Ultimamente tanto si è sentito parlare di Intermittent fasting (o digiuno intermittente) nel mondo dello sport e del fitness, ma forse non è sempre conveniente. Perché?Semplicemente non è una pratica che permette di ottenere il massimo della performance fisica e mentale. Uno sportivo, amatoriale o agonista, si allena frequentemente e utilizza le sue energie non solo in questa circostanza, ma anche per andare a fare la spesa, lavorare, spostarsi in bicicletta, portare i figli al parco giochi, e così via. In pratica, compie continuamente lavori che consumano energia. A rigor di logica (e di evidenza clinica) se si affronta un allenamento a digiuno e se, inoltre, si sono svolti precedentemente dei lavori che necessitavano di energia, ci si ritroverà al momento dell’inizio dell’attività fisica in una condizione energetica svantaggiosa.

I protocolli del digiuno intermittente prevedono dalle 16 alle 36 ore di digiuno continuo, arco temporale in cui, vivendo una normale giornata, si consumano una buona parte delle riserve di glicogeno ovvero degli zuccheri che il nostro organismo mette da parte per le emergenze. Immaginate di andare a fare crossfit alle 19, dopo che avete finito di lavorare, e che l’ultimo vostro pasto sia stata la cena o addirittura la colazione del giorno prima: il crossfit necessita di una buona fetta energetica proveniente dal glicogeno, di cui voi avreste un deficit, e pertanto la vostra prestazione sarebbe carente.

Il digiuno non conviene neanche per chi pratica sala pesi o altri sport di forza: l’ultima volta che ho sentito parlare (in un convegno) di digiuno intermittente veniva sottolineato che, di fatto, questa «tecnica di dimagrimento» non intaccava la massa muscolare, ma di certo non permetteva di svilupparla e rafforzarla, sebbene durante un digiuno prolungato si osservi un aumento della produzione dell’ormone GH (conosciuto come ormone della crescita, fondamentale per favorire la crescita muscolare).

Forse, nella corsa di resistenza possiamo trovare qualche vantaggio, soprattutto se stiamo preparando una gara lunga come una maratona o una mezza maratona, in cui è indispensabile avere un buon utilizzo energetico dei grassi, utilizzo che migliora quando abbiamo un deficit di glicogeno. Ma per questo potrebbe bastare andare ad allenarsi la mattina presto, senza aver fatto colazione né aver mangiato carboidrati la sera prima. E comunque nel momento in cui volete dare il meglio di voi (in una gara, per esempio) avere una buona scorta di glicogeno è sicuramente un vantaggio.

Un’altra situazione che può beneficiare del digiuno intermittente è la circostanza in cui uno sportivo necessita di un calo repentino della massa grassa. Può applicare questa tecnica di dimagrimento sapendo però che in quei giorni la prestazione atletica diminuirà, cosa che non succederebbe se seguisse un regime alimentare più specifico, che punti sia a farlo dimagrire, sia ad ottimizzare le sue performance.

Questa pratica rimane molto legata alla perdita di peso: infatti, il corpo durante le ore di astinenza dal cibo, dopo aver consumato gli zuccheri presenti in esso, utilizza i grassi come fonte di energia per poter svolgere le diverse attività. Ciò permette una diminuzione del grasso corporeo e quindi una perdita di peso. Recentemente sono stati osservati effetti benefici anche sul sistema cardiovascolare, tra cui una riduzione della pressione sanguigna nonché della frequenza cardiaca, e nel complesso questi fattori sono importanti, perché contribuiscono a ridurre il rischio di insorgenza di malattie croniche come diabete e patologie cardiovascolari.

I ricercatori sono però concordi sulla necessità di ulteriori studi per definire con certezza i benefici dell’intermittent fasting.

In buona sostanza, il digiuno come pratica può avere degli effetti benefici, ma solo se effettuato con tempistiche e modalità che non mettano il corpo in deficit, quindi sembra essere sconsigliato in concomitanza con l’attività fisica.

Questa settimana abbiamo deciso di parlarvi di alimentazione e lo abbiamo fatto partendo dalla sua definizione. Se aprit...
15/12/2020

Questa settimana abbiamo deciso di parlarvi di alimentazione e lo abbiamo fatto partendo dalla sua definizione.
Se aprite il vocabolario, alla voce “Alimentare” troverete:
1.Dare alimento, nutrire.
2.Tenere vivo.
3.Mantenere efficiente.

Così abbiamo deciso di approfondire questi tre aspetti dell’alimentazione:

➡ Il significato letterale, più immediato di nutrire, che richiama il cibo per il corpo
➡ Il significato figurato di tenere vivo che si riferisce agli stimoli esterni a noi, il cosiddetto cibo per la mente
➡ Il significato metaforico di mantenere efficiente che possiamo applicare a una macchina, a un gruppo, a un’azienda.

Senza alimentazione, il nostro corpo non si muove, la nostra mente non lavora, il nostro gruppo non ha motivazione.
Ecco perché è fondamentale non trascurarla.

11/12/2020

Per gli All Blacks la disciplina è fondamentale. Lo dimostrano i loro principi cardine.

In questo video estratto dai nostri webinar per le aziende, Giamba Venditti, tre quarti-ala della Nazionale Italiana di Rugby e tutor di Clutch Academy, parla del primo punto essenziale per la squadra neozelandese: pulisci gli spogliatoi.

Quando finisce una partita degli All Blacks, mondiale o amichevole che sia, succede sempre una cosa che non ti aspetti. Due dei più anziani afferrano una scopa e cominciano a spazzare lo spogliatoio. Mentre il Paese sta ancora guardando i replay delle azioni e i bimbi sognano la gloria degli All Blacks, i giocatori riordinano il loro stesso caos. Puliscono gli spogliatoi. Con attenzione. Perché non debba farlo nessun altro. Perché nessuno si prende cura degli All Blacks, non ne hanno bisogno. Sono gli All Blacks a prendersi cura di sé stessi.
"È un esempio di disciplina personale", spiega Andrew Mehrtens, secondo miglior realizzatore nella storia degli All Blacks, "ti insegna a non aspettarti le cose pronte, non è previsto che qualcun altro faccia il lavoro al posto tuo. Se nella vita segui una disciplina personale sarai il più disciplinato in campo".

Grazie alla sua esperienza diretta, Giamba spiega come questo elemento così importante può essere traslato anche nella nostra vita di tutti giorni, anche lavorativa. Perché lo sport non sia una metafora, ma un'ispirazione per raggiungere risultati concreti.

Lavorare da remoto non consente di confrontarsi di persona con i colleghi, il rischio è quello di impiegare più tempo pe...
10/12/2020

Lavorare da remoto non consente di confrontarsi di persona con i colleghi, il rischio è quello di impiegare più tempo per svolgere un task o perdere di vista l'organizzazione di squadra.

Oggi vogliamo suggerirvi tre tool che aiutano lo svolgimento del lavoro in smart working: scopriteli cliccando sulle immagini!

Consumo energetico giornaliero. Cosa cambia stando a casa? Ne parliamo con il nostro Giacomo Astrua, scientific contribu...
09/12/2020

Consumo energetico giornaliero. Cosa cambia stando a casa? Ne parliamo con il nostro Giacomo Astrua, scientific contributor di Clutch Academy, dietista, ex atleta professionista, ora nutritional coach del Torino Calcio.

La vita in casa ci costringe a modificare le nostre abitudini e il nostro stile di vita: tutto ciò ha un impatto sul nostro consumo calorico giornaliero, quello che spesso definiamo, non del tutto correttamente, metabolismo.
Il consumo calorico giornaliero è la somma dell’energia richiesta dal nostro organismo per svolgere differenti funzioni, in altre parole l’essere umano utilizza energia per preservare al meglio l’integrità strutturale e funzionale di cellule, tessuti, organi e apparati dell’organismo, e – in definitiva – per garantire la sua stessa sopravvivenza. Quando si calcola il Dispendio Energetico Totale (DET) di una persona si distingue il Metabolismo Basale (MB), che corrisponde all’energia utilizzata per preservare in condizioni basali l’integrità anatomica e funzionale di cellule, tessuti, organi e apparati, dal Dispendio Energetico da attività fisica (DE-AF), il quale definisce l’aumento del DE secondario a una qualsiasi forma di contrazione muscolare (cioè a movimenti del corpo o di suoi segmenti) non presente in condizioni basali.

Attenzione: parlando di attività fisica non intendiamo solo gli sport praticati volontariamente, ma anche i movimenti collegati alla vita quotidiana (camminare, salire e scendere le scale, guidare l’auto). Il DE-AF rappresenta una percentuale assai variabile del DET, in genere pari al 20-40%, ma ci sono casi, come per gli sportivi agonisti, in cui facilmente arriva al 100% e anche oltre. Per fare un esempio: una persona mediamente allenata, che consuma 2.500 Kcal al giorno, ne consuma 500-1.000 solo con l’attività fisica che svolge. Il grosso cambiamento energetico di questi giorni non dipende dalle funzioni vitali di base, come la respirazione, l’attività cerebrale e cardiaca o la termoregolazione, che sono rimaste le stesse, ma è correlato al cambiamento dell’attività fisica.

Il consiglio iniziale che vi diamo è quello di mantenersi attivi anche a casa, dove potete continuare ad allenarvi senza troppe difficoltà. Sui social impazzano gli allenamenti eseguiti con bottiglie dell’acqua e utensili domestici, vi consigliamo però di essere molto attenti a chi divulga queste informazioni; fidatevi solo di esperti accreditati. Malgrado gli allenamenti domestici, la stragrande maggioranza di noi ha diminuito la quantità totale di movimento giornaliero, parlo della semplice camminata per andare a lavoro, delle scale del condominio e degli spostamenti tra un ufficio e l’altro. In generale ognuno di noi ha, e avrà, quasi sicuramente, una diminuzione del DET a cui sarà meglio adeguarsi per preservare il nostro stato di salute e ritrovarci perfettamente in forma una volta terminate queste restrizioni.

DPCM, lockdown, regioni a colori.La pandemia e le disposizioni per fronteggiarla stanno limitando la nostra autonomia.Qu...
08/12/2020

DPCM, lockdown, regioni a colori.
La pandemia e le disposizioni per fronteggiarla stanno limitando la nostra autonomia.

Questa settimana la dedicheremo alla disciplina per:
➡ Trovare un nuovo equilibrio psico-fisico
➡ Gestire più agevolmente le attività lavorative
➡ Sviluppare maggiore determinazione

Abbiamo cambiato le nostre abitudini, ci siamo aperti a nuovi modi di pensare, stiamo considerando ulteriori orizzonti. È il momento di mettere ordine in questo continuo e mutevole contesto. La libertà è dentro gli spazi che all'apparenza ci delimitano.

06/12/2020

Una delle condanne degli sportivi è quella di dover morire due volte: la morte dell'atleta e la morte della persona.
Maradona è morto davvero nel ‘94 quando durante un mondiale è stato privato del campo.
La scomparsa di Maradona come uomo invece, ci ha dato la possibilità di unirci in un grande lutto collettivo; non è idolatria, ma amore, nostalgia e nello strano periodo che stiamo vivendo ci ha dato la possibilità di unirci in una grande manifestazione di affetto.

In questo video, Michele Dalai mette in luce la doppia concezione di morte.
Riflettiamo insieme e guardiamo la realtà da un altro punto di vista.

06/12/2020

Talento, genialità.
Provocazione, irriverenza.

Maradona è stato l’uomo delle contraddizioni, quelle che spesso stridono tra ricordi e commemorazioni.

Il nostro Matteo Soragna ci parla del Pibe de Oro inquadrandolo in questa dicotomia.

Quale parte prevale?
Dobbiamo separare l’uomo dal professionista? Lo sportivo deve anche essere un esempio di vita? Per Matteo Soragna sì.
E per voi?

I bambini sognano e si sa, quando sognano lo fanno in grande.Erling Kagge esploratore norvegese scrive di sé da bambino ...
03/12/2020

I bambini sognano e si sa, quando sognano lo fanno in grande.
Erling Kagge esploratore norvegese scrive di sé da bambino nel suo libro Filosofia per esploratori polari: “Non so quando ho cominciato a dubitare che tutto fosse possibile e che sarei riuscito a fare tutto ciò che volevo: diventare il miglior giocatore di calcio del mondo, circumnavigare la terra in barca vela, sciare sulle pianure, vivere come Mohammed Alì, baciare la ragazza più bella della classe, salvare il mondo dalla catastrofe, diventare un umanista come Albert Schweitzer, diventare pompiere, Primo Ministro o spazzino, fuggire da Alcatraz, andare sulla luna e poi su Marte. Se riuscivo a sognarlo a pensarlo avrei potuto anche realizzarlo. Tutto è possibile nella nostra testa ed è una sensazione stupenda quando il sogno non si limita ad essere una condizione mentale, ma diventa un’ambizione concreta.”
Maradona non potrà mai essere un esempio da seguire, perché la sua parabola è irripetibile, ma da lui possiamo imparare a credere davvero in quello che facciamo.
Ci ha spiegato che è possibile raggiungere il nostro obiettivo: basta sognare in grande come facevamo da bambini e allenare le capacità che abbiamo scoperto da adulti.

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