Il luogo situato a Pozzuoli, alla sommità della collina di Cigliano, è un piccolo gioiello tutto da scoprire, dove l'amenità paesaggistica si fonde con una storia millenaria e di grande interesse archeologico e storico culturale. I maestosi reperti archeologici ancora visibili in sito, attraverso un approfondito studio di documenti storici e fonti di riguardo, hanno portato gli studiosi a riconosc
ere questo come il luogo in cui sorgeva la lussuosa villa romana di Falcidio, identificato da Cicerone come un importante e facoltoso tribuno della plebe. Siamo nella fiorente Puteoli dell'impero romano, all'epoca portus Iulius di 'Roma Caput Mundi 'e luogo di villeggiatura di tutta la più potente aristocrazia imperiale. I ruderi sorgono su una serie di cinque terrazzamenti, il più alto e maestoso estremamente panoramico sul golfo di Pozzuoli, domina la vista di tutta la costa e di Capri, Ischia e Procida. Al culmine un boschetto di querce secolari nasconde la parte più alta della villa. Tra i resti delle strutture visibili ritroviamo antiche cisterne che secondo le documentazioni degli anni '50 dovevano in origine essere ben 5 a servire l'enorme complesso con servizi idrici e probabili giochi d'acqua e fontane. Non si esclude la presenza di acqua sorgiva termale, per la vicinanza con l'area della Solfatara. Una cisterna è perfettamente conservata, una attigua è riempita di materiale di crollo. Tutti i muri dei terrazzamenti sono realizzati con materiale di recupero della villa, ogni pietra ha oltre duemila anni di storia. Nella parte più bassa si osserva un muro in opus reticolatum a piccole nicchie, la cosiddetta 'cella memorie' che fu il riferimento per l' utilizzo paleocristiano successivo. La storia qui si fonde con gli esordi del Cristianesimo a Pozzuoli, e con le persecuzioni durante il periodo di Diocleziano. dopo il martirio di San Gennaro e dei martiri puteolani decollati alla Solfatara di Pozzuoli, secondo le fonti, Procolo (oggi Santo Patrono di Pozzuoli), Eutichete ed Acuzio furono portati al Falcidio, qui sepolti e proprio qui fu realizzata, sulle vestigia dell'antica villa, una basilica paleocristiana, la leggendaria Santa Stefania. Visibili strutture con archi a tutto sesto e si ha notizia di ambienti sotterranei ancora inesplorati. Il luogo di culto paleocristiano ebbe frequentazione per tutto l'alto medioevo, fino circa al 600d.c. quando ancora c'era traccia di un monastero legato a quello di San Sebastiano di Napoli, come confermatoin una lettera di Papa Gregorio I che si occuperàdel Falcidio. Successivamente lentamente il luogo è caduto nell'oblio, oggi lo stiamo riportando alla luce ed auspichiamo che possa diventare un luogo noto nella grande storia antica di Pozzuoli.