04/04/2026
Gentile partecipante agli eventi del nostro Dipartimento,
invio in allegato gli atti del convegno "La Giustizia nel Turismo" (sintesi interventi e documento programmatico), sperando possa essere un punto di partenza per migliorare le questioni giuridiche del settore.
Invio inoltre, per conoscenza, il comunicato stampa di benvenuto al nuovo Ministro del Turismo, da cui si evincono alcuni temi che auspichiamo il Ministero possa affrontare prossimamente.
Colgo infine l'occasione per augurare una Buona Pasqua.
A presto,
Carlo De Romanis
Responsabile Dipartimento Turismo
Forza Italia
De Romanis (FI): ''Molto lavoro per il nuovo Ministro del Turismo, Forza Italia è a completa disposizione'' (ANSA)
ROMA, 03 APR
"Auguri di buon lavoro al Ministro Gianmarco Mazzi, perché ne avrà davvero molto". Lo dichiara Carlo De Romanis, responsabile n**ionale Turismo di Forza Italia, il quale precisa: "Sono numerosi i temi da affrontare: riformulazione dell'imposta di soggiorno, gestione del comparto ricettivo in maniera distinta tra grandi città ed aree interne del Paese, incentivazione dell'intermodalità nei trasporti, accompagnamento nell'uso proficuo dell'intelligenza artificiale, tutela dei tour operator e agenzie da cancellazioni di viaggi per eventi di forza maggiore, valorizzazione della qualità e della formazione degli operatori, dalle guide turistiche ai destination manager, promozione del fuori stagione, dei borghi, del turismo all'aria aperta, del cicloturismo, dei cammini e molto altro ancora. Forza Italia è a completa disposizione nel sostenere le future azioni del nuovo Ministro". (ANSA).
2026-04-03T10:30:00+02:00 STF ANSA per CAMERA01 GEST01 https://trust.ansa.it/afd36a651a7160a3c4dd70301c81a93a0d4ec8ffd1c46bd1f7fc3d9484507df0
VERBALE
“La Giustizia nel Turismo”
Documento programmatico post-dibattito
P reme s sa
Il confronto tra istituzioni, operatori economici e mondo delle professioni ha fatto emergere una verità
semplice: nel turismo la giustizia non è un tema tecnico riservato agli addetti ai lavori, ma una condizione
essenziale della crescita. Dove il diritto è incerto, gli investimenti rallentano; dove le regole sono
contraddittorie, le imprese si indeboliscono; dove le procedure sono opache, il sistema perde
competitività.
Per il turismo italiano, la certezza del diritto deve essere considerata una vera infrastruttura dello
sviluppo, al pari delle reti di trasporto, delle connessioni digitali e dei servizi. Un’impresa non investe solo
dove esiste domanda, ma dove trova tempi certi, regole leggibili, amministrazioni affidabili e un quadro
giuridico stabile. Senza queste condizioni, la libertà di fare impresa resta incompleta e il potenziale del
settore si riduce.
Dal dibattito è emerso con forza che molte criticità non nascono in tribunale, ma prima: nella
frammentazione delle competenze, nella debolezza della programmazione, nella sovrapposizione tra
livelli istituzionali, nella scarsa chiarezza dei titoli autorizzativi, nell’eccesso di adempimenti che grava
sugli operatori. La conseguenza è un sistema che troppo spesso produce contenzioso invece di
prevenire i conflitti, disorienta le imprese invece di accompagnarle, scoraggia l’iniziativa economica
invece di sostenerla.
È emersa anche una richiesta precisa di equilibrio: tutelare il turista è giusto, ma occorre tutelare con
pari forza anche l’impresa regolare, che investe, crea lavoro, rispetta le regole e tiene viva l’economia
dei territori. Legalità, in questo quadro, non significa moltiplicare vincoli o sanzioni, ma costruire un
mercato ordinato, trasparente e competitivo, nel quale chi opera correttamente non sia penalizzato
dall’abusivismo, dalla concorrenza sleale o dall’incertezza normativa.
La prospettiva che si impone è dunque chiara: meno burocrazia, più certezza; meno conflitto, più
programmazione; meno instabilità, più investimenti. Il turismo italiano ha bisogno di uno Stato che non
ostacoli chi vuole fare impresa, ma che assicuri regole semplici, decisioni rapide, responsabilità chiare e
una visione strategica dello sviluppo territoriale.
Da questa impostazione nasce la proposta del Dipartimento Turismo di Forza Italia: un’agenda di
interventi orientata alla certezza del diritto, alla libertà d’impresa e alla crescita economica del settore,
con l’obiettivo di rafforzare la competitività del turismo italiano e renderlo ancora di più uno dei motori
dello sviluppo n**ionale.
Dieci punti progettuali per il Dipartimento Turismo di Forza Italia
1. Riconoscere la certezza del diritto come infrastruttura strategica del turismo.
Il primo impegno deve essere politico prima ancora che normativo: considerare la certezza del diritto una
condizione essenziale per attrarre capitali, sostenere l’impresa e accrescere la competitività del sistema
turistico. Dove le regole sono instabili o contraddittorie, si fermano gli investimenti e si rallenta la
crescita.
2. Costruire un percorso autorizzativo unico per gli investimenti turistici.
Il settore non può continuare a essere frenato da una moltiplicazione di passaggi, livelli amministrativi e
titoli incerti. Occorre un modello autorizzativo più semplice, con tempi certi, risposte coordinate tra
amministrazioni e un quadro uniforme che renda davvero praticabile l’apertura o l’ampliamento di
un’attività turistica.
3. Inserire il turismo nella programmazione territoriale ordinaria.
Il turismo non può essere trattato come un’attività accessoria da regolare solo a valle. Deve entrare
stabilmente nei piani territoriali, urbanistici, infrastrutturali e ambientali, perché il mercato funziona bene
solo quando il territorio è governato bene e quando sviluppo, tutela e attrattività vengono pensati
insieme.
4. Superare la semplificazione apparente e puntare sulla certezza dei titoli.
Non basta ridurre gli adempimenti sulla carta: serve una semplificazione che produca effetti stabili. Per
gli investimenti turistici strategici bisogna privilegiare provvedimenti espressi, conferenze di servizi
efficaci e un rapporto più chiaro tra amministrazione e impresa, così da dare affidabilità giuridica e
finanziaria ai progetti.
5. Difendere la libertà d’impresa attraverso una legalità competitiva.
La libertà economica si tutela anche contrastando l’abusivismo, l’economia sommersa, i contratti pirata,
gli affitti brevi irregolari e le attività di intrattenimento prive delle necessarie autorizzazioni. L’obiettivo non
è colpire un modello d’impresa, ma garantire condizioni eque di concorrenza per chi investe, lavora e
rispetta le regole.
6. Rafforzare la tutela dell’impresa nel contenzioso civile e amministrativo.
Il sistema ha consolidato la protezione del turista, ma deve rafforzare anche quella dell’impresa regolare.
Servono tempi più rapidi della giustizia civile, maggiore utilizzo di mediazione e negoziazione,
valorizzazione delle Camere di commercio e strumenti più efficaci per evitare che il costo del
contenzioso diventi un disincentivo alla difesa dei propri diritti e, in particolar modo, occorre una
applicazione di norme e principi in sede giurisdizionale maggiormente aderente alla disciplina speciale
che regola specificamente il settore turistico. In ogni caso, anche il ricorso alle norme generali in materia
di impossibilità sopravvenuta dovrà essere effettuato nei contenziosi osservando i criteri di imparzialità e
terzietà del giudice, evitando di attribuire alla non imputabilità dell’evento (che porta alla inutilizzabilità
della prestazione da parte del creditore) valore giustificativo di recessi senza spese che vengono quindi
poste a carico degli operatori turistici. Trattasi infatti di fattispecie che esulano dal rischio d’impresa
poiché attinenti alla sfera personale del viaggiatore che ha strumenti specifici – quali le polizze
assicurative previste espressamente dalla legge speciale – per tutelarsi.
7. Chiudere i grandi dossier irrisolti con regole stabili e non con proroghe continue.
Le proroghe ripetute, soprattutto nei settori più esposti come quello balneare, hanno prodotto incertezza
e paralisi. Occorre un quadro definitivo che assicuri procedure chiare, tutela degli investimenti,
riconoscimento degli indennizzi previsti e condizioni stabili per gli operatori, superando l’emergenza
permanente come metodo di governo.
8. Dare certezza normativa ai comparti più esposti: open air, dehors, plateatici e spazi
esterni.
Molti conflitti nascono da discipline incerte o da regolazioni comunali disomogenee che colpiscono
campeggi, villaggi turistici, pubblici esercizi e strutture che operano all’aperto. È necessario garantire
una disciplina più coerente e uniforme, capace di ridurre il rischio di contenzioso e di favorire
investimenti anche nei segmenti più dinamici dell’offerta.
9. Liberare le imprese dagli oneri impropri, a partire dall’imposta di soggiorno.
L’impresa turistica non può continuare a svolgere funzioni para-amministrative scaricate dai Comuni. Va
promosso un sistema digitale che consenta il versamento diretto dell’imposta, riduca il carico burocratico
sui gestori e rafforzi il vincolo di destin**ione delle risorse a interventi realmente utili al turismo e alla
qualità delle destin**ioni.
10. Fare del partenariato pubblico-privato uno strumento ordinario di sviluppo turistico.
Per rigenerare aree depresse, valorizzare immobili, modernizzare infrastrutture, sostenere borghi,
montagne e destin**ioni minori, serve una politica che favorisca la cooperazione tra pubblico e privato. Il
partenariato va reso più affidabile e più conveniente, con regole stabili, maggiore tutela per chi investe e
una visione che colleghi turismo, infrastrutture materiali, infrastrutture digitali e sviluppo territoriale.
Conclusioni
Q ue st o pro gramma c on s ent e d i pre s ent are i l t uri sm o n on c ome s et t ore d a a s si st ere , ma
c ome l eva d i cre sci t a n**i onal e: un c om part o ch e ch i ed e men o b urocrazi a , pi ù
c ert ezza , pi ù c onc orrenza l eal e e pi ù c ond i zi oni per f are i m pre sa.
R oma , 2 0 marzo
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