11/05/2026
Napoli: Il Teatro è sui Mezzi Pubblici!
Fin da quando sono piccola, ho un’adorazione segreta: le scene che avvengono sui mezzi pubblici a Napoli!
Per me, non sono mai stati semplici spostamenti. Sono sempre stati un teatrino. Un teatro puro, autentico, improvvisato. Un pezzo di Eduardo De Filippo o una gag di Totò che prende vita tra una fermata e l'altra.
L'ultimo "spettacolo" a cui ho assistito? Sabato scorso, stazione metro Rione Alto. Vi racconto questa perla.
La stazione del Rione Alto è un formicaio verticale. Per risalire dal ventre di Napoli fino alla luce della zona ospedaliera, l'ascensore non è un optional, è una necessità. Sabato scorso, però, quel cubo di metallo è diventato un piccolo siparietto.
Eravamo stipati. Lo spazio era finito, ma come sempre accade a Napoli, lo spazio si inventa. L’ultimo a scivolare dentro, proprio al centro del gruppo, è stato un uomo che pareva fatto di fil di ferro: magro da far paura, l’aria di chi ha camminato tanto e dormito poco, un valigione che sembrava contenere tutta la sua vita e, tra le dita, una sigaretta accesa.
Il fumo in quei pochi metri quadri è diventato subito percepibile e fastidioso. Il primo a rompere il silenzio è stato un ragazzino, non avrà avuto più di sedici anni: "No, ma m’avite fa' 'o favore: avite stutà 'a sigaretta!" L’uomo non si è scomposto. Con una calma irritante, ha iniziato a picchiettare la brace con le dita sporche, facendo finta di soffocarla. "La sto spegnendo", biascicava, mentre il fumo continuava a salire dritto verso il soffitto.
"No, non si è spenta!", è esplosa un’altra voce dal fondo.
A quel punto, il finto vagabondo ha cambiato registro. Quell’umiltà stanca è diventata arroganza pura. Ha guardato tutti e ha ringhiato: "V’avit’ fa i fatti vostri!", come a dire che l'aria che stavamo respirando era roba sua.
Il ragazzo però non ha abbassato lo sguardo: "No, non si è spenta, l’avita spegnere!"
"Tu non mi dai comandi!", ha ribattuto l'uomo, visibilmente infastidito da quell'autorità giovane.
La chiusura perfetta è arrivata da un terzo passeggero, che fino a quel momento era rimasto a guardare la scena con la rassegnazione tipica di chi ha visto troppo: “E allora, nunn’avite appiccià 'e si*****te ind'a ll'ascensore!" - risate fragorose di tutti!
…le porte si sono aperte, il fumo è uscito insieme a tutti i passeggeri, rimasti con quell'ultima battuta che risuonava ancora tra le risate generali.
Questo è il genio di Napoli. Non servono copioni, non servono registi. Basta un ascensore affollato al Rione Alto e l'arte va in scena da sola. 💙
Voi avete mai assistito a scene del genere? Raccontatemi la vostra "perla da mezzi pubblici" nei commenti! 👇