Unione dei Territori

Unione dei Territori Claudio Siciliotti guida la lista “Unione dei Territori” alle elezioni nazionali, valorizzando competenze e credibilità.

Mario Civetta resta centrale nel progetto, che punta all’unità e al confronto costruttivo.

30/04/2026
IL PRIMO ATTO DELLA NUOVA GOVERNANCE È UNA VENDETTA CHE DANNEGGIA L'ITALIA E LA NOSTRA PROFESSIONECari Colleghi,se qualc...
25/04/2026

IL PRIMO ATTO DELLA NUOVA GOVERNANCE È UNA VENDETTA CHE DANNEGGIA L'ITALIA E LA NOSTRA PROFESSIONE

Cari Colleghi,

se qualcuno nutriva la sincera speranza che, a urne chiuse, la governance appena riconfermata volesse inaugurare una stagione di pacificazione e di unità per la nostra Categoria, è stato smentito dai fatti.

Addirittura, a tempo di record.

Come ultimo atto del Consiglio uscente e, di fatto, come prima mossa politica del nuovo mandato, il Presidente riconfermato ha ritenuto "urgente" e prioritario deliberare l'uscita immediata del nostro Consiglio Nazionale dal CILEA (Comitato d'Integrazione Latino Europa America).

Per chi non lo sapesse, il CILEA è un'organizzazione internazionale nata quasi trent'anni fa, esattamente nel 1997, riconosciuta ufficialmente dall’IFAC (International Federation of Accountants). Un’organizzazione che raggruppa gli istituti professionali in campo economico di ben 20 Paesi di matrice latina tra Europa e Americhe (tra cui, oltre all’Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Brasile, Argentina e Messico, tanto per citarne solo alcuni).

Di questo Comitato, l'Italia è il Paese fondatore. L'Italia ne ospita la sede e ne detiene la Segreteria permanente. Abbandonarlo con effetto immediato è un gesto di un'irragionevolezza istituzionale senza precedenti.

Perché privare la nostra Nazione di questo ruolo storico?

Non certo per ragioni economiche, dato che il costo di partecipazione ammonta alla cifra esigua di poco più di 6 mila euro annui, un'inezia nel bilancio del nostro Consiglio Nazionale.

Peraltro, ricevendo in cambio quattro volte tanto dallo stesso CILEA (24 mila euro l’anno) per il contributo di una nostra dipendente per il supporto alla segreteria organizzativa dell’istituto.

Tutto questo non certo per ragioni strategiche. Il CILEA è infatti l'unico baluardo internazionale a difesa del modello "latino" della nostra professione: un modello fatto di piccoli e medi studi, di consulenza vitale per le PMI e che si contrappone alla visione anglosassone dove dominano le grandi società e tutto è ridotto alla mera revisione contabile. Rinunciare a questo presidio significa indebolire la tutela del nostro lavoro quotidiano oltre i confini nazionali.

Ma la triste realtà, purtroppo, è ancora molto più banale e amara.

L'attuale rappresentante dell'Italia in seno al Direttivo del CILEA – organizzazione che ho avuto l'onore di esserne Presidente dal 2011 al 2013 – sono io. Quello che ha avuto l’ardire di contrapporsi all’attuale Presidente nelle recenti elezioni nazionali.

Questa decisione del nostro CN non ha nulla di strategico o di politico nel senso più alto del termine. È una pura e semplice ritorsione elettorale. È il tentativo, politicamente miope, di colpire un avversario, reo di aver guidato un'opposizione democratica e di aver raccolto il consenso di intere Regioni.

Ma nel tentativo di "punire" me, si finisce, purtroppo, per punire l'Italia. Si distrugge un patrimonio di relazioni internazionali lungo trent'anni e si abdica al nostro ruolo di culla della latinità in ambito economico e giuridico, lasciando la leadership ad altri Paesi.

Chi governa una Categoria di 120 mila professionisti dovrebbe avere la lucidità di separare i risentimenti personali dalle strategie istituzionali. Usare le istituzioni come una clava per consumare piccole vendette private è l'esatto contrario di quell'autorevolezza che viene costantemente sbandierata.

Possono revocarmi un incarico, ma non potranno mai revocare la storia, il prestigio del nostro Paese o il valore delle idee che abbiamo difeso.

Da parte nostra, continueremo a fare opposizione costruttiva, a tutela dei colleghi e del buon senso.
Anche quando, dall'altra parte, il buon senso sembra aver lasciato il posto al rancore.

Non smetteremo di interpretare il ruolo che nessuno ci può negare di poter esercitare: quello di continuare ad essere la coscienza critica di quelli che continuano ad avere il coraggio di dire che, di fronte a tutto questo, non sono d’accordo.

Un caro saluto a tutti,

Claudio Siciliotti

Claudio Siciliotti ✌🏻
17/04/2026

Claudio Siciliotti ✌🏻

𝗟'𝗜𝗠𝗣𝗘𝗚𝗡𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗜𝗡𝗨𝗔: 𝗟𝗘 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗘 𝗜𝗗𝗘𝗘 𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗨𝗡 𝗣𝗔𝗧𝗥𝗜𝗠𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗟𝗔 𝗖𝗔𝗧𝗘𝗚𝗢𝗥𝗜𝗔Cari Colleghi,le urne hanno restituito il loro ...
16/04/2026

𝗟'𝗜𝗠𝗣𝗘𝗚𝗡𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗜𝗡𝗨𝗔: 𝗟𝗘 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗘 𝗜𝗗𝗘𝗘 𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗨𝗡 𝗣𝗔𝗧𝗥𝗜𝗠𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗟𝗔 𝗖𝗔𝗧𝗘𝗚𝗢𝗥𝗜𝗔

Cari Colleghi,

le urne hanno restituito il loro verdetto e la nostra lista, "𝗨𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶", non è stata premiata dal consenso della maggioranza degli elettori.

Ne prendiamo atto, certamente non senza rammarico, ma con l'assoluta serenità di chi sa di aver fatto fino in fondo il proprio dovere. Abbiamo portato al centro del dibattito 𝗶𝗱𝗲𝗲, 𝘂𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 che la nostra Categoria, a prescindere da chi la governerà, non potrà permettersi di trascurare o di non affrontare nel prossimo futuro.

Siamo profondamente convinti che 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 e il nostro contributo propositivo non si arrestino con l'esito di questa votazione. Al contrario, il lavoro di questi mesi resta 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝘀𝗼, vivo e a disposizione di tutti i colleghi. Possiamo rivendicare con orgoglio di aver interpretato questa campagna elettorale con 𝘀𝘁𝗶𝗹𝗲, 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗶𝗹𝗶𝘁à 𝗲 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮, rifiutandoci sempre di abbassare il livello del confronto e mantenendo il dibattito ancorato ai 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗲 𝗮𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 reciproco.

Desideriamo ringraziare di cuore 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗼 che ci hanno accordato la loro fiducia e che ci hanno seguito con attenzione e interesse. Le tantissime attestazioni di stima che stiamo ricevendo in queste ore ne sono la prova più tangibile. Ma un ringraziamento particolare, e sentito, vogliamo rivolgerlo a quegli 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗹𝗲𝗮𝗹𝗶 che hanno onorato con coerenza e lealtà gli impegni che avevano liberamente assunto nei nostri confronti. In politica, come nella professione, la 𝗹𝗲𝗮𝗹𝘁à 𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗮𝘁𝗮 restano valori fondamentali.

Infine, ci complimentiamo con la 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲 per il risultato ottenuto. A loro spetta ora l'onere della guida, ma anche un dovere istituzionale ineludibile: 𝗿𝗶𝘂𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗖𝗮𝘁𝗲𝗴𝗼𝗿𝗶𝗮. E la vera unità non si costruisce ignorando il dissenso, ma partendo proprio dall'ascolto e dal rispetto di tutti coloro che, di fronte alla loro proposta, hanno manifestato un orientamento legittimamente diverso.

Noi 𝗰𝗶 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼, attenti e propositivi come sempre, 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗯𝗲𝗻𝗲 della nostra professione.

Un caro saluto e buon lavoro a tutti.

Grazie BIELLA
15/04/2026

Grazie BIELLA

Grazie FIRENZE
15/04/2026

Grazie FIRENZE

Grazie IMPERIA
15/04/2026

Grazie IMPERIA

Grazie RIMINI
15/04/2026

Grazie RIMINI

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