Jacopo Lazzari

Jacopo Lazzari Giurista Informatico - DPO - Ricercatore AI Act

28/08/2026

L'intelligenza artificiale toglie il lavoro o lo cambia ?
Ne parlo spesso nei miei interventi. E la prima cosa da chiarire è che i numeri sui "licenziamenti causati dall'AI" spesso confondono due fenomeni diversi.
L'automazione robotica di mansioni fisiche, in corso da decenni, e la sostituzione più recente di mansioni intellettuali tramite modelli linguistici e sistemi decisionali.
Confondere le due cose alimenta un dibattito polarizzato tra allarmismo e negazionismo, che non aiuta nessuno a prepararsi al cambiamento reale.
Nel mio intervento ho provato a guardare oltre l'emergenza, per capire cosa cambia davvero nel modo di lavorare e quali competenze servono per governare questa trasformazione, invece di subirla.
Grazie a EQIA per lo spazio di confronto.

17/08/2026

Un piccolo estratto, in reel, della live del 5 agosto con EQIA.
Dal 2 agosto è pienamente applicabile l'AI Act europeo, la prima normativa al mondo dedicata specificamente all'Intelligenza Artificiale. Ma la domanda di fondo resta aperta: le regole, da sole, bastano a garantire un uso consapevole e responsabile della tecnologia?
Ne abbiamo parlato ripercorrendo alcuni temi del mio libro "Intelligenza Artificiale – Diritto, Tecnica e Responsabilità": sfide etiche, responsabilità individuale e il ruolo del diritto nel governare l'innovazione senza inseguirla.
👉 Il reel e il post completo sono sul profilo di EQIA.
Grazie a EQIA ed a Lorenzo Tedeschi per lo spazio e per le domande, che hanno permesso di entrare nel merito con il giusto approfondimento.

17/08/2026

Un piccolo estratto, in reel, della live del 5 agosto scorso con EQIA.
Dal 2 agosto è pienamente applicabile l'AI Act europeo, la prima normativa al mondo dedicata specificamente all'Intelligenza Artificiale. Ma la domanda di fondo resta aperta: le regole, da sole, bastano a garantire un uso consapevole e responsabile della tecnologia?
Ne abbiamo parlato ripercorrendo alcuni temi del mio libro "Intelligenza Artificiale – Diritto, Tecnica e Responsabilità": sfide etiche, responsabilità individuale e il ruolo del diritto nel governare l'innovazione senza inseguirla.
👉 Il reel e il post completo sono sul profilo di EQIA.
Grazie a EQIA e a Lorenzo Tedeschi per lo spazio e per le domande, che hanno permesso di entrare nel merito con il giusto approfondimento.

Mercoledì 5 agosto, alle 18:30, sarò ospite di EQIA in diretta su Instagram.Parleremo di intelligenza artificiale, ma no...
30/07/2026

Mercoledì 5 agosto, alle 18:30, sarò ospite di EQIA in diretta su Instagram.
Parleremo di intelligenza artificiale, ma non nei termini in cui se ne parla di solito.

Piuttosto, ci approcceremo ad analizzare che cosa succede quando uno strumento capace di scrivere qualsiasi cosa in modo convincente finisce nelle mani di chi sta ancora imparando a distinguere ciò che è vero da ciò che suona bene.

È una domanda che riguarda la scuola, i ragazzi, il lavoro di tutti noi. E la risposta, secondo me, non sta né nell'entusiasmo cieco né nel divieto, ma sta nel sapere come funziona.

Sarà anche l'occasione per presentare il mio libro, "Intelligenza Artificiale - Diritto, Tecnica e Responsabilità", che nasce esattamente da questa esigenza.
Spiegare una materia complessa senza semplificarla e senza renderla inaccessibile.

🗓️ Mercoledì 5 agosto, ore 18:30
📍 In diretta sul profilo Instagram di EQIA

Se l'argomento vi interessa, collegatevi, si potranno fare domande.

🔵 Una conversazione utilissima sull'Intelligenza Artificiale è in arrivo!

Quali sono le sfide etiche più urgenti che riguardano l'AI? Che impatto ha sul pensiero critico dei più giovani e come possiamo adoperarla per migliorare il mondo ?

È vero che questo strumento mette a rischio i posti di lavoro? Come colmare la carenza di competenze attraverso la ?

🗓️ Mercoledì, 5 agosto - Ore 18:30
📌 LIVE sul nostro profilo IG

🎙️ Jacopo Lazzari - Giurista Informatico, DPO, Esperto di AI Act, Autore.

Con lui, risponderemo a questi e altri quesiti, e presenteremo il suo libro "Intelligenza Artificiale - Diritto, Tecnica e Responsabilità: Come l'AI trasforma il diritto, la giustizia e la vita di ciascuno".

Ci sarete?

La BCE e le grandi banche hanno detto una cosa chiara: temono l'adozione di massa dell'intelligenza artificiale.Ma cosa ...
18/07/2026

La BCE e le grandi banche hanno detto una cosa chiara: temono l'adozione di massa dell'intelligenza artificiale.

Ma cosa temono davvero?
Non la tecnologia. Quella la usano da anni.

Temono che serva a pochi.

Per molto tempo, analizzare certi dati richiedeva mezzi economici e strumenti che quasi nessuno poteva permettersi. Quella era la vera barriera. Non un segreto, ma un semplice costo.

Oggi quel costo è crollato. Bastano un po' di competenza e uno strumento a basso costo - l'AI - per capire ed elaborare informazioni che prima erano leggibili solo da chi le possedeva. E spesso nemmeno rese pubbliche con chiarezza.

Ne derivano due cose.
La prima: strategie che nel dettaglio erano lecite, ma nell'insieme restavano invisibili, oggi diventano visibili.
La seconda, più seria: chi sa leggere i mercati è a un passo dal saperli muovere. E questa capacità sta arrivando a gruppi privati che non rispondono a banche o istituti di credito.

Il potere di influenzare i mercati sta uscendo dalle mani di chi lo ha sempre avuto.
Forse è questo che spaventa davvero.
Ipotesi di lavoro, nessun riferimento a soggetti determinati.



"foto: Yashowardhan Singh via Unsplash"

L'app europea per "l'age verification" è stata bucata quattro giorni dopo il rilascio, con un'estensione Chrome. Non per...
15/07/2026

L'app europea per "l'age verification" è stata bucata quattro giorni dopo il rilascio, con un'estensione Chrome. Non per un difetto di implementazione, ma per una contraddizione strutturale.
Un sistema costruito per non sapere chi sei non può, per definizione, verificare che tu sia chi dici di essere. La zero-knowledge proof dimostra il possesso di un attributo, non il legame indissolubile tra quell'attributo e la persona fisica che sta davanti allo schermo. È privacy by design che si morde la coda.

E l'alternativa "che funziona"? Upload del documento, scansione biometrica. Cioè, costruiamo esattamente il database che ogni criminale sogna.
Discord, 70.000 documenti d'identità sottratti raccolti proprio per l'age verification nel Regno Unito. Dati biometrici che, a differenza di una password, non si revocano.

Ma vorrei evidenziare che c'è un punto che quasi nessuno mette a fuoco.
Nel digitale non esiste identità, esiste qualificazione.
Se un utente dichiara di essere "nome cognome", quello non è quella persona è un soggetto che si qualifica come tale. Tra i due piani c'è un abisso che nessuna norma colma per decreto.

È lo stesso scarto che in informatica forense separa l'attribuzione di un account dall'attribuzione di una condotta a una persona fisica. Il primo è un dato tecnico, il secondo una valutazione probatoria che richiede ben altro corredo indiziario.

Qui a mio parere sta l'errore di metodo, si pretende di regolare con lo strumento giuridico un fenomeno che vive sul piano tecnico, affidandosi a tecnologie d'avanguardia che sono fragili per come sono costruite non per come vengono usate.
L'art. 28 DSA fissa un obiettivo legittimo ossia la tutela del minore, soggetto debole. Ma un obiettivo legittimo non rende praticabile uno strumento strutturalmente inadeguato.
La tecnica non si blocca. Si rallenta.
Poi i bit una strada alternativa la trovano sempre.
Chi ha vissuto trent'anni di DRM, geoblocking e filtri lo sa, ogni barriera ha prodotto il proprio aggiramento, spesso più rapido della barriera stessa.

Forse è proprio lì che dobbiamo lavorare. Meno idealismo normativo, meno ideologia della soluzione tecnica definitiva. Più consapevolezza invece che la tutela del minore non passa da un "gate crittografico", ma da responsabilità di piattaforma sui contenuti, educazione digitale, e norme che accettino il limite fisico del mezzo invece di negarlo.

Chi scrive le regole dovrebbe dirlo apertamente. Annunciare app "tecnicamente pronte" che cadono nel weekend non protegge nessun minore, anzi erode la fiducia nell'unica cosa che davvero serve, cioè un impianto normativo credibile.

🔹 AI Jobs Barometer 2026, il +69% di annunci è il sintomo della "Fase 0", non del traguardo.Il Sole 24 Ore riprende il n...
29/06/2026

🔹 AI Jobs Barometer 2026, il +69% di annunci è il sintomo della "Fase 0", non del traguardo.

Il Sole 24 Ore riprende il nuovo report PwC: le professioni legate all'intelligenza artificiale crescono del 69%, a un ritmo circa otto volte superiore al mercato del lavoro complessivo.

Un numero che impressiona, ma che a mio avviso, non racconta un'AI "a regime".
Racconta invece la Fase 0, il momento in cui ogni organizzazione scopre di aver bisogno di qualcuno che si faccia carico di:
✔️ revisione dei flussi e dei processi

✔️ formazione degli utenti, differenziata per ambito

✔️ personalizzazione degli strumenti

✔️ monitoraggio della conformità a GDPR, AI Act e L. 132/2025 per non trasformare l'innovazione in esposizione sanzionatoria.

E c'è un dato che invita alla riflessione, l'Italia si colloca "su livelli analoghi alle principali economie europee, ma ancora al di sotto dei Paesi che guidano la diffusione delle competenze AI" — 1,7% degli annunci, contro il 2,8% degli USA e percentuali ben più alte nei mercati asiatici.

La transizione non chiede solo competenza tecnica, ma figure interdisciplinari. E accanto ai giovani talenti, il Sistema deve puntare sui Senior, su chi ha già attraversato cambi radicali di paradigma ne conosce tempi, fisiologia e insidie.

Un'ultima parola ai vertici, CEO e CFO non possono leggere l'AI con la sola lente del taglio dei costi.
L'AI, oggi, è un costo — di competenze, governance, compliance — che si giustifica solo in un incremento misurabile di performance, qualità ed efficienza.

👉 La domanda che ci si dovrebbe porre non è infatti "quanti specialisti assumeremo", ma invece chiedersi se attrezzati, sul piano umano e normativo, a governare ciò che stiamo adottando !

📌 Jacopo Lazzari — Giurista Informatico | DPO

26/06/2026

Ci siamo: il libro è disponibile su Amazon.

Intelligenza Artificiale — Diritto, Tecnica e Responsabilità è da oggi acquistabile.

Se l'argomento vi interessa - per lavoro o per curiosità - questo è il momento migliore per leggerlo e, se vorrete, lasciare una recensione: nei primi giorni è ciò che più aiuta il libro a farsi trovare.

Trovate il link nel primo commento. Grazie a chi mi ha seguito fin qui.

Link all'acquisto nel primo commento. Condividete con chi potrebbe trovarlo utile.

Sapevate che violare l'AI Act può costare fino al 7% del fatturato annuo ?L'AI Act gradua le sanzioni in base alla gravi...
25/06/2026

Sapevate che violare l'AI Act può costare fino al 7% del fatturato annuo ?

L'AI Act gradua le sanzioni in base alla gravità: fino al 7% del fatturato per le pratiche vietate (es. social scoring), fino al 3% per le violazioni degli obblighi sui sistemi ad alto rischio, fino all'1,5% per informazioni false alle autorità.

Non riguarda solo le grandi multinazionali tecnologiche: tocca ogni impresa che sviluppa, integra o utilizza sistemi di IA nei propri processi.

Capire in quale categoria rientra la propria attività è il primo passo della compliance.
Nel libro trovate la mappa completa degli obblighi e delle sanzioni.
In uscita su Amazon.

Sta per uscire il mio libro sull'Intelligenza Artificiale e il diritto. Vi racconto perché l'ho scritto.Negli ultimi mes...
23/06/2026

Sta per uscire il mio libro sull'Intelligenza Artificiale e il diritto.
Vi racconto perché l'ho scritto.

Negli ultimi mesi mi sono dedicato a un lavoro che unisce due mondi che troppo spesso non si parlano: la tecnologia e il diritto.

Ne è nato un libro pensato non solo per i giuristi, ma per chiunque debba prendere decisioni in un contesto in cui l'IA è già ovunque: imprenditori, manager, professionisti, dirigenti pubblici.

Intelligenza Artificiale Diritto, Tecnica e Responsabilità sarà presto disponibile su Amazon.
Nei prossimi giorni condividerò qui i temi principali.
Seguite la pagina per ricevere il link il giorno dell'uscita.

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