19/10/2026
“Un’opera del genere sarebbe di competenza delle amministrazioni e dei consorzi: fare cultura, divulgazione, portare turismo ed economia nell’intera filiera. Invece, lo abbiamo fatto noi. Lo scopo non è renderci migliori degli altri, ma lasciare una memoria al futuro. Creare un luogo in cui si faccia cultura”.
🕳️
Queste parole le ho ascoltate in occasione di una visita alla nuova cantina Monteleone 21 in Valpolicella.
Mentre le ascoltavo pensavo al settore in cui lavoro ogni giorno, quello della trasformazione delle pietre. Perché il parallelo è perfetto. Siamo nel territorio veronese, il primo distretto italiano per export di prodotti lapidei finiti. Da tutto il mondo vengono qui a comprare i nostri manufatti, le nostre tecnologie, il nostro artigianato.
Eppure, come territorio nessuno sta promuovendo questo patrimonio in modo visitabile e divulgativo.
- Manca un hub culturale permanente del marmo.
- Manca un turismo industriale strutturato.
- Manca quella narrazione istituzionale che trasforma un distretto industriale in un brand territoriale globale.
Stiamo perdendo una possibilità economica e culturale immensa.
Fare cultura non è un atto di beneficenza: è la forma più alta, lungimirante e profittevole di marketing. Significa smettere di competere sul prezzo del singolo prodotto e iniziare a vendere il valore eterno di una cultura.
Cari produttori, imprenditori e marmisti della filiera: siete pronti a fare questo scatto di mentalità? Se il pubblico non risponde, tocca a noi fare cultura del materiale.
Cosa ne pensi?
NB: il rivestimento esterno di questa architettura è in pietra naturale estratta dal territorio veronese, e nella visita alla cantina viene raccontato.