Giovanni Marconato Formatore indipendente

Giovanni Marconato Formatore indipendente Questa è la mia pagina professionale su Facebook. Qui pubblicherò solo contenuti legati alla mia professione Tengo laboratori ed insegnamenti all'università.

Mi occupo da più di 30 anni di formazione e di 'istruzione, di metodologie didattiche in presenza ed a distanza utilizzando, quando utile, anche le tecnologie digitali e di internet, di formazione inziale e continua e di apprendistato. Lavoro all'ideazione, allo sviluppo ed alla gestione di ambienti di apprendimento on-line e di reti sociali; faccio formazione degli insegnanti e dei formatori, ass

sito enti pubblici nella realizzazione di interventi di sistema. Hu pubblicato due libri, uno come curatore, in tema di tecnologie e didattica e numerosi articoli in riviste professionali e scientifiche italiane.

Ho fatto di recente un ultimo post nel mio blog professionale per chiudere simbolicamente il mio percorso lavorativo.Com...
31/08/2024

Ho fatto di recente un ultimo post nel mio blog professionale per chiudere simbolicamente il mio percorso lavorativo.

Come copertina di quel post ho ricevuto uno stupendo regalo dalla una mia amica e insegnate MMiriam Piro(con cui ho condiviso molte idee sulla scuola) che, come molti sapranno, è anche una eccellente illustratrice.

Miram, in precedenza, mi ha consentito più volte di usare sue illustrazioni per altri post, ma questa volta si è superata e mi ha dato un suo disegno fatto proprio per lo scopo. Grazie, grazie, grazie Miriam. La mia più sincera gratitudine.

Il disegno in inchiostro giapponese è stato tratto da una recente foto che mi era stata scattata nel corso di un'attività ludico- motoria dalla mia amica e "socia" in tante imprese sportive, EEleonora Bertin
Sul piano simbolico, questa sinergia tra i periodi della mia vita, vecchia e nuova, è per me molto significativa ed emozionante. Grazie Miriam, Grazie Eleonora.

Non avevo ancora chiuso con un pensiero formale il mio lungo periodo professionale e umano di lavoro nel mondo dell’istruzione e della formazione. Voglio farlo ora e con questo ultimo e definitivo post nel mio blog professionale per segnare formalmente e ufficialmente la fine di un percorso e l’...

Non ho mai chiuso con un pensiero formale il mio lungo periodo professionale e umano di lavoro nel mondo dell'istruzione...
23/08/2024

Non ho mai chiuso con un pensiero formale il mio lungo periodo professionale e umano di lavoro nel mondo dell'istruzione e della formazione.

Voglio farlo ora e con questo ultimo e definitivo post nel mio blog professionale per segnalare formalmente e ufficialmente la fine di un percorso e l' inizio (meglio, la continuazione) di un altro.

Non avevo ancora chiuso con un pensiero formale il mio lungo periodo professionale e umano di lavoro nel mondo dell’istruzione e della formazione. Voglio farlo ora e con questo ultimo e definitivo post nel mio blog professionale per segnare formalmente e ufficialmente la fine di un percorso e l’...

In tanti anni di attività con gli insegnanti mi sono reso conto che tantissimi nutrono una fiducia, a dir poco esagerata...
26/03/2023

In tanti anni di attività con gli insegnanti mi sono reso conto che tantissimi nutrono una fiducia, a dir poco esagerata, nelle metodologie didattiche che sono trattate in forma di teorie e di istruzioni per l'uso nei libri, nei manuali, nelle formazioni.
Parlo di "fiducia" e che questa sia "esagerata" perché l'atteggiamento che vedo prevalere è quello di una "applicazione" meccanica di quanto qualcuno, pur autorevole, propone, nella certezza di far bene (o di questo sono stati convinti).

In tanti anni di attività con gli insegnanti mi sono reso conto che tantissimi nutrono una fiducia, a dir poco esagerata, nelle metodologie didattiche che sono trattate in forma di teorie e di istruzioni per l’uso nei libri, nei manuali, nelle formazioni. Parlo di “fiducia” e che questa sia ....

comune e non deve essere riservata alle élite.Questo principio contrappone in modo deciso l’educazione democrazia all’ed...
29/12/2022

comune e non deve essere riservata alle élite.
Questo principio contrappone in modo deciso l’educazione democrazia all’educazione neoliberista in quanto, secondo quest’ultima, ai più può bastare quello che viene chiamato lo zoccolo comune (Francia) o, in Italia, essenzializzazione dei curricoli o curricoli “per competenze”, ovvero saperi minimi, essenziali per le masse ma saperi ricchi per le élite.
Nella prospettiva dell’educazione democratica sono da rigettarsi forme dogmatiche e autoritarie di didattica, come le cosiddette “buone pratiche”, stabilite dagli esperti e inculcate per via autoritaria (p. 46), pratiche definite tali indipendentemente dalle condizioni concrete della didattica e dai suoi esiti

Le pratiche dell’educazione democratica. Laval e Vergne 2 L’educazione è un bene comune, non una merce; la conoscenza è un bene comune e non deve essere riservata alle èlite. Questo principio contrappone in modo deciso l’educazione democrazia all’educazione neoliberista in quanto, secondo...

http://www.giannimarconato.it/2022/12/la-scuola-democratica-e-la-scuola-autogestita/La scuola democratica è la scuola au...
28/12/2022

http://www.giannimarconato.it/2022/12/la-scuola-democratica-e-la-scuola-autogestita/
La scuola democratica è la scuola autogestita.
Per l’autogestione servono unità operative di dimensioni ridotte, scuole piccole, classi piccole.
La tendenza è, invece, verso accorpamenti di plessi sotto un’unica dirigenza (con annessa verticalizzazione della gestione) e di classi sempre più numerose.
La razionalità dell’accorpamento non è di tipo economico (riduzione dei costi di personale di direzione) ma è legata al controllo dei processi: più verticale è la struttura, più agevole è il controllo.
Più verticismo, meno democrazia. Più conformità alle direttive impartite e meno partecipazione.

La scuola democratica è la scuola autogestita. Per l’autogestione servono unità operative di dimensioni ridotte, scuole piccole, classi piccole. La tendenza è, invece, verso accorpamenti di plessi sotto un’unica dirigenza (con annessa verticalizzazione della gestione) e di classi sempre più ...

07/08/2022

È evidente che il cosiddetto "docente esperto" non ha nulla a che vedere con la competenza professionale dei docenti ma è un escamotage per conseguire altre finalità senza renderle esplicite, come, dal resto, è sempre avvenuto in questi ultimi anni con i provvedimenti di varia natura e contenuto che, al di là della questione specifica, mirano tutti a cambiare radicalmente il sistema nazionale d'istruzione nei suoi contenuti, forma e finalità.

http://www.giannimarconato.it/2022/08/docente-esperto-di-cosa-parliamo/

La recente nuova valutazione nella scuola primaria sta suscitando dopo due anni di applicazione sperimentale forti reazi...
06/07/2022

La recente nuova valutazione nella scuola primaria sta suscitando dopo due anni di applicazione sperimentale forti reazioni di rigetto soprattutto dove si sono seguite in modo letterale le linee guida e la formazione istituzionale perché questa valutazione si è rivelata essere un’operazione di burocrazia didattica, generatrice di dispositivi valutativi ipertrofici, con “prodotti” privi di significato per i diversi utilizzatori e perché richiede un consistente dispendio di energie ad essere resa operativa; un po’ meglio pare stia andando dove ci si attiene alle poche prescrizioni date dalla normativa e ci si assume la responsabilità di agire tutta l’autonomia data dalla normativa stessa e usando in modo leggero, e per quello che sono, le linee guida.
In tutto questo clima valutativo un po’ tossico un ruolo non certamente marginale lo hanno le linee guida allegate all’ordinanza ministeriale.
La nuova valutazione nella scuola primaria è, così, diventata una normativa da applicare e non un approccio culturale da capire e da rendere operativo all’interno di un insieme di significati pedagogici e didattici, di una visione di scuola e di ruolo dell’insegnante e, perché no, come una occasione di comunicazione autentica con le famiglie e uno strumento per il loro coinvolgimento nel percorso educativo dei figli e delle figlie.

La recente nuova valutazione nella scuola primaria (dicembre 2020) sta suscitando dopo due anni di applicazione sperimentale forti reazioni di rigetto soprattutto dove  si sono seguite in modo letterale le linee guida e la formazione istituzionale perché questa valutazione si è rivelata essere un...

È vero, ogni nostro comportamento genera una valutazione, pur inconscia, tacita.Ma è la stessa cosa valutare un dolce e ...
14/05/2022

È vero, ogni nostro comportamento genera una valutazione, pur inconscia, tacita.
Ma è la stessa cosa valutare un dolce e il lavoro del barbiere e valutare quello di un insegnante o di uno studente?
Quando valutiamo il lavoro del pasticcere o della parrucchiera lo facciamo, legittimamente, sulla base dei nostri gusti personali e per trarre conclusioni che riguardano la nostra decisione di tornare o meno da quei professionisti
Contesto ben diverso è quello della “valutazione” scolastica dove criteri e finalizzazioni non possono essere “personali” o impliciti o, men che meno, dati per scontati.
La scuola è un contesto a dir poco “sensibile”, è un contesto denso di significati e di valori; è un contesto “politico” dove si incontrano e si scontrano valori, dove ogni scelta di contenuto e di metodo è anche una scelta di campo, dove le scelte istituzionali sono necessariamente “politiche” nel senso che promuovono e sostengono una specifica visione di persona e di società, visione che non è affatto “naturale” o l’unica possibile.
Ogni forma di valutazione (ma anche l’idea stessa di valutare) porta con sé dei valori e, come tutti i valori, non sono neutri
La scelta dei criteri è una scelta di parte, si considerano, arbitrariamente, di valore alcune caratteristiche di un’attività e non altre. I criteri determinano il campo (politico, culturale, pedagogico) in cui ci si colloca.
La scelta è tanto più arbitraria quanto meno quei criteri sono resi espliciti, argomentati e, perché no, condivisi.
Il rifiuto della valutazione è legittimo quando non se ne condividano né i criteri, né le finalità.
Trattandosi di non accettazione di “valori” imposti e non condivisi, il rifiuto della valutazione quando è standardizzata, classificatoria, omologante è un atteggiamento etico e si configura come legittima obiezione di coscienza.

Disegno di Miram Piro – maestra L’ossessione valutativa ha preso possesso, non da ora, del mondo della scuola. Idee come “non si può non valutare” o “valutare è un atto naturale” oppure “senza valutare la tua azione è casuale” sono diventate un mantra nel discorso popolare sulla s...

Quando la valutazione per voler essere “trasparente” si trasfigura in griglie incomprensibili ed inutili. Obiettivi impr...
29/04/2022

Quando la valutazione per voler essere “trasparente” si trasfigura in griglie incomprensibili ed inutili.
Obiettivi improbabili, sequenze di “prestazioni” visibili solo nelle formulazioni lessicali e a volte neppure in quello.
Linguaggio roboante per sentirsi professionisti?
Una buona valutazione, quando serve, dovrebbe partire dalla semplicità.
Un semplice esempio di una rubric per la documentazione degli sviluppi dell’apprendimento nella scuola dell’infanzia (dove la “valutazione” in senso stretto non ha senso).

Sto revisionando un lavoro fatto da (bravi, generosi, volenterosi) insegnanti di una secondaria di primo grado che vorrebbero adottare – su base volontaria – anche nel loro ordine di scuola la valutazione cosiddetta “per l’apprendimento” in uso nella primaria. Vogliono partire dalla materi...

Valutare per rinchiudere o valutare per emancipare? (Meirieu)La "nuova" valutazione nella scuola primaria doveva e potev...
25/04/2022

Valutare per rinchiudere o valutare per emancipare? (Meirieu)
La "nuova" valutazione nella scuola primaria doveva e poteva essere un'occasione per ripensare la valutazione (il suo senso, il suo perché prima ancora delle sue pratiche, del suo come) ma, sta diventando l'occasione in cui la scuola presenta il peggio di sé? Burocrazia, standardizzazione, prescrizione, meccanicismo?
Val la pena ricordare che la relazione educativa va oltre una programmazione rigida per poter spaziare tra le tante finalità educative e d'istruzione possibili e per poter cogliere tutte le opportunità che si creano nelle dinamiche di una classe reale, non in quelle classi disegnate a tavolino. In una relazione educativa significativa un dispositivo valutativo rigidamente strutturato non è in grado di cogliere la ricchezza delle esperienze di crescita culturale e personale che si creano quando si fa fluire, senza inutili gabbie, la didattica.

Disegno di Miram Piro Valutare per rinchiudere o valutare per emancipare? P. Meirieu Non è che la “valutazione” tra i tanti significati che può avere si stia orientando verso la funzione di controllo? Me lo fa sospettare la deriva che stanno prendendo le pratiche valutative sotto la spinta del...

La valutazione tra una concettualizzazione debole, una cultura della standardizzazione e del controllo, un’azione di pro...
12/03/2022

La valutazione tra una concettualizzazione debole, una cultura della standardizzazione e del controllo, un’azione di propaganda e una buona occasione di ripensare la valutazione che rischia di andare sprecata

Disegno di Miriam Piro Sulla nuova valutazione nella scuola primaria si è detto di tutto ma qualche avvertenza con il senno di poi può tornare utile. In fin dei conti la “valutazione per l’apprendimento” avrebbe un senso, almeno in teoria. Se da un lato abbiamo organizzazioni (gli editori, l...

Scuola, di cosa parliamo?
20/02/2022

Scuola, di cosa parliamo?

Disegno di Miriam Piro Si parla di “scuola” da cambiare, “scuola” che deve tornare alle origini, “scuola” innovativa, “scuola” ibrida, “scuola” all’aperto … Ma cos’è “scuola”? Tanti significati impliciti, forse inconsapevoli per cui “scuola” è tutto ma anche nulla...

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