Il progetto InBioWood permetterà di definire nuove strategie per accrescere e mantenere nel tempo la biodiversità in aree come quelle delle Valli Grandi Veronesi, in cui questa risulta notevolmente semplificata a causa dell'agricoltura intensiva. Per questo scopo vengono proposti modelli innovativi di progettazione, conduzione e gestione di Piantagioni Policicliche Potenzialmente Permanenti (Piant
agioni 3P) che, oltre alla produzione del legno, possano portare prima di tutto ad un incremento della biodiversità, ma anche alla riduzione di inquinanti nei corsi d’acqua e ad una maggiore fissazione della CO2 atmosferica. Nelle piantagioni 3P sono previsti cicli produttivi di lunghezza diversa, medio-lunghi, brevi e/o brevissimi, nel medesimo appezzamento. Le piante principali del ciclo produttivo più lungo, al momento di essere utilizzate, non occupano con le loro chiome tutta la superficie dell’appezzamento, ma lasciano lo spazio sufficiente al contemporaneo sviluppo di cicli produttivi di altre specie. Nell’evoluzione di una piantagione 3P si prevedono di ottenere, nel breve termine legna da ardere, nel medio periodo legname da sfoglia essenzialmente dalla coltivazione del pioppo, per arrivare a raggiungere, tra i 20 e i 45 anni, dimensioni commerciali degli esemplari di pregio quali ciliegi, noci e farnie, caratterizzati da un ciclo produttivo medio-lungo. La sperimentazione sino ad ora compiuta, ha infatti mostrato che è possibile coltivare, contemporaneamente, sulla stessa superficie, piante a ciclo brevissimo (6-7 anni) per produrre biomassa legnosa, a ciclo breve (8-12 anni), come il pioppo per produrre tronchi da sfoglia e a ciclo medio-lungo (20-45 anni), come noce, ciliegio, frassini, sorbi o querce per produrre legname di pregio.