Extrema Ratio

Extrema Ratio Azienda Italiana con decennale espereinza di Consulenza di Business Development, Fiscale e Legale negli UAE e nel Golfo.

Negli UAE il rischio oggi non sembra essere una vera crisi della domanda.Il problema potrebbe diventare molto più sottil...
11/05/2026

Negli UAE il rischio oggi non sembra essere una vera crisi della domanda.
Il problema potrebbe diventare molto più sottile: una crisi di liquidità per le imprese.
Il sistema bancario è liquido, ma gran parte del credito continua a concentrarsi su real estate, consumo e grandi corporate o Government Related Entities.
Molte aziende stanno quindi finanziando da sole la crescita:
più capitale circolante, incassi più lenti, margini sotto pressione.
Ed è qui che cambia tutto. Perché quando aumenta il capitale investito ma i margini e la rotazione rallentano, il ROE inizia a scendere.
E quando scende il ROE, inevitabilmente si comprimono anche i multipli:
P/B = (ROE − g) / (r − g)
Non è questione di sentiment, e' matematica finanziaria.
Il rischio quindi non è vedere aziende senza fatturato.
Il rischio è vedere aziende che crescono… ma con capitale sempre meno efficiente.
Se poi il real estate dovesse rallentare — magari per una riduzione degli expat o degli high net worth individuals — l’effetto potrebbe amplificarsi:
meno liquidità nel sistema, credito più selettivo e ulteriore pressione sui multipli.
Ed è sempre in questi momenti che cambia il controllo del mercato:
chi ha cassa acquisisce, chi non ha liquidità si ridimensiona o sparisce.
Le vere crisi raramente iniziano dai ricavi. Iniziano quasi sempre dalla qualità del capitale.

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14/02/2026

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Il crollo di BitcoinCause macro, implicazioni e conseguenze (focus su Dubai)Il recente calo di Bitcoin non è legato a un...
10/02/2026

Il crollo di Bitcoin
Cause macro, implicazioni e conseguenze (focus su Dubai)

Il recente calo di Bitcoin non è legato a un singolo evento né a una crisi del sistema crypto, ma a un cambiamento del contesto macroeconomico globale.

Negli ultimi anni Bitcoin ha beneficiato di:

abbondante liquidità

tassi di interesse molto bassi

forte propensione al rischio

In questo scenario hanno avuto un ruolo rilevante anche strategie come i carry trade, basate sulla differenza di rendimento tra strumenti spot e derivati. Finché il rischio resta contenuto, queste operazioni attraggono capitali e sostengono la domanda.

Quando però il quadro macro cambia — tassi più elevati, dollaro forte, maggiore incertezza — il mercato entra in modalità risk-off. Gli investitori riducono l’esposizione agli asset più volatili e chiudono rapidamente le posizioni a leva, generando vendite concentrate che amplificano il ribasso dei prezzi.

🔍 Implicazioni

aumento della volatilità

riduzione della liquidità

uscita di capitali più speculativi

maggiore selettività degli investitori professionali

🧭 Conseguenze

Non si tratta di un’uscita dal sistema, ma di un cambio di comportamento.
Gli High Net Worth Individuals stanno riducendo l’esposizione diretta agli asset più volatili e privilegiando:

liquidità regolata

strumenti cash-equivalent

asset orientati alla preservazione del capitale

L’obiettivo diventa proteggere valore, non inseguire rendimento.

🏙️ Focus su Dubai

Dubai non subisce un impatto sistemico dal calo di Bitcoin, ma può registrare effetti indiretti e selettivi nei segmenti più speculativi crypto-funded.

Nel breve periodo si osservano:

maggiore prudenza negli investimenti

rallentamento delle operazioni di breve termine

normalizzazione delle aspettative di prezzo

Non è una crisi, ma un riassestamento.

Con il rafforzamento del quadro regolatorio della Virtual Assets Regulatory Authority (VARA), Dubai accelera una transizione strutturale:

meno leva finanziaria

maggiore trasparenza e controllo del rischio

modelli più adatti a capitali istituzionali e family office

👉 Il calo di Bitcoin non segnala una debolezza di Dubai, ma un passaggio di maturazione:
meno hype, più selezione, più solidità.

www.exraconsulting.com



Dai progetti fantasma nel real estate agli NFT inesistenti.Dubai è sempre stata una terra di grandi opportunità… e, inev...
01/02/2026

Dai progetti fantasma nel real estate agli NFT inesistenti.

Dubai è sempre stata una terra di grandi opportunità… e, inevitabilmente, anche di grandi scappatoie per chi sa come giocare con le regole.
Dopo anni di falsi investimenti immobiliari, ora l’attenzione si sta spostando sulle criptovalute e gli NFT.
Dall'immobiliare alle crypto: nuove frontiere per le frodi
Dubai ha visto di tutto: dagli schemi Ponzi immobiliari, con progetti fantasma e developer spariti nel nulla, fino ai classici "investi ora e raddoppia domani". Ma con l’aumento della regolamentazione nel settore real estate, i truffatori digitali hanno trovato una nuova miniera d’oro: il mondo crypto.
Crypto & NFT: Terra di nessuno o nuovo Far West?
Dubai è diventata una delle capitali globali delle criptovalute, con exchange registrati, eventi crypto ovunque e un regime fiscale favorevole.
Ma dove c’è innovazione, c’è anche spazio per le fregature:
🔹 NFT senza valore venduti come investimenti sicuri.
🔹 Rug pulls con token che svaniscono nel nulla.
🔹 Piattaforme di trading sospette che chiudono da un giorno all’altro.
Cosa sta facendo Dubai?
Le autorità hanno iniziato a stringere il cerchio con la VARA (Virtual Assets Regulatory Authority), cercando di mettere ordine nel caos.
Ma la sfida è grande: mentre il real estate ha confini fisici, le crypto si muovono su blockchain… e spesso fuori dalla giurisdizione locale.
Dubai riuscirà a mantenere il suo status di hub finanziario o diventerà il paradiso delle truffe digitali?

Perche' Dubai mira a diventare il primo posto al mondo per Blockchain e Tokenizzazione? Scenari 2030...e oltre.Nel breve...
01/02/2026

Perche' Dubai mira a diventare il primo posto al mondo per Blockchain e Tokenizzazione? Scenari 2030...e oltre.

Nel breve termine (2025/6): Dubai continuerà a diventare il polo di riferimento per aziende crypto, anche mentre altri paesi come USA e UE faticano con regolamentazioni restrittive o incerte.

Nel medio termine (2025-2030): ci sarà una forte crescita nella tokenizzazione di asset reali (immobili, opere d’arte, azioni di società), con Dubai come piattaforma per questi scambi.

Nel lungo termine (oltre il 2030): Dubai potrebbe posizionarsi come uno dei principali centri di stablecoin legate a commodities (oro, petrolio) e in generale per progetti legati a metaverso e Web3, diventando uno snodo globale non solo tecnologico, ma anche finanziario alternativo ai grandi hub come New York, Londra, Singapore.

Cosa significa TOKENIZZARE?
Vuol dire trasformare un bene reale o finanziario in un “token digitale” sulla blockchain, cioè in una sorta di certificato digitale che rappresenta quel bene.

Esempi semplici:
Una casa → viene divisa in 1.000 token digitali.
Ogni token rappresenta una piccola quota della casa. Chi possiede i token, possiede una parte dell’immobile.

Un quadro di valore, può essere tokenizzato e venduto in 500 pezzi digitali.
Chi compra i token partecipa al valore e alla futura vendita dell’opera.

Un’azienda, invece di emettere azioni in borsa, può emettere token digitali che rappresentano quote societarie.

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🇦🇪 Blockchain e Digital Currency negli Emirati: Tutto oro quello che luccica?Nel pieno fermento dell’innovazione digital...
27/07/2025

🇦🇪 Blockchain e Digital Currency negli Emirati: Tutto oro quello che luccica?

Nel pieno fermento dell’innovazione digitale, gli Emirati Arabi Uniti si sono posizionati come hub globale per le criptovalute, le valute digitali di Stato (CBDC) e l’infrastruttura blockchain. Ma dietro la facciata di vetrine high-tech, licenze VARA e fondi di investimento in asset digitali, ci sono temi molto meno discussi – e decisamente più controversi.

1. Cripto-sovranità o sfida geopolitica?

Progetti come mBridge (con Cina e Hong Kong) e Aber (con Arabia Saudita) stanno esplorando sistemi di pagamento transfrontalieri che escludono completamente il dollaro USA. Un segnale di autonomia? Forse. Ma anche un potenziale attrito con gli alleati occidentali, soprattutto in un’epoca in cui la finanza è (più che mai) geopolitica.

2. Binance, investimenti pubblici e reputazione

Mubadala, fondo sovrano di Abu Dhabi, ha investito miliardi in Binance, l’exchange fondato da Changpeng Zhao (CZ) e oggi formalmente gestito da una nuova leadership dopo che CZ ha accettato di pagare oltre 4 miliardi di dollari per patteggiare accuse di riciclaggio e violazione delle sanzioni negli Stati Uniti.
Anche dopo l’uscita del fondatore, Binance rimane una struttura opaca, con entità registrate in varie giurisdizioni offshore (Cayman, Malta, Abu Dhabi).
Domanda: che tipo di “trasparenza” è compatibile con investimenti pubblici così strategici?

3. Stablecoin sì, ma solo quelle autorizzate

Dal 2025, nei negozi e online negli UAE sarà possibile pagare solo con stablecoin ancorate al dirham e autorizzate dalla banca centrale. Bitcoin ed Ethereum? Accettati solo nelle zone “regolate” come la DIFC. L’obiettivo è chiaro: controllo assoluto sui flussi, nel nome dell’anti-money laundering. Ma la privacy?

4. Il mining non è più esente da IVA

In un recente chiarimento, la Federal Tax Authority ha stabilito che il mining non gode dell’esenzione IVA prevista per alcune attività digitali. Decisione inaspettata, che potrebbe spostare operazioni altrove. Una scelta fiscale o un segnale di saturazione?

5. Islam, sharia e contratti smart

Il dibattito è aperto: le criptovalute sono halal? E i contratti intelligenti possono essere validi secondo il diritto islamico? Mancano ancora chiarimenti legislativi, creando un vuoto normativo che rischia di rallentare l’adozione istituzionale – proprio mentre gli UAE spingono per diventare “crypto-friendly”.



Conclusione

Gli Emirati corrono veloci, ma la velocità senza direzione può diventare un boomerang. Serve chiarezza normativa, trasparenza sugli investimenti pubblici, e soprattutto una riflessione etica sul ruolo della tecnologia in una società che punta ad essere smart, ma anche giusta.

Cosa succede al real estate negli UAE se il dollaro continua a svalutarsi?Negli Emirati, dove il dirham è ancorato al do...
25/07/2025

Cosa succede al real estate negli UAE se il dollaro continua a svalutarsi?

Negli Emirati, dove il dirham è ancorato al dollaro, una svalutazione prolungata impatta il mercato immobiliare in 4 direzioni:

Costi in salita: i materiali importati da Europa e Asia diventano più cari prezzi case nuove in rialzo, margini più stretti per i developer.

Mutui accessibili, ma attenzione: tassi bassi (legati alla Fed) alimentano leva finanziaria e rischio bolla, soprattutto nel segmento residenziale medio.

Domanda estera in aumento: nel Q2 2025 +6,8% di investitori stranieri a Dubai. Il cambio favorevole rende gli immobili in AED più attrattivi per chi compra in EUR, GBP, INR. Ma la domanda può essere volatile.

Fisco sotto pressione: il Corporate Tax è realtà dal 2023 (9%). Se l’inflazione importata persiste, non si esclude nel medio termine l’introduzione di nuove imposte indirette (es. property fee, ampliamento IVA).

Conclusione:
Il mercato immobiliare resta dinamico e attraente, ma sempre più interconnesso con la politica fiscale.
Una svalutazione del dollaro, se duratura, potrebbe spingere il governo a rafforzare le entrate fiscali per finanziare la crescente spesa pubblica in:
- Grandi progetti infrastrutturali e housing;
- Sussidi energetici e programmi sociali per i cittadini emiratini;
- Difesa, sicurezza e digitalizzazione dello Stato.

In questo contesto, chi investe nel real estate UAE deve considerare non solo il ciclo dei tassi e il valore del dollaro, ma anche l’evoluzione delle politiche fiscali e di bilancio del Paese.







24/12/2021
03/04/2021

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