24/06/2019
Perché investire in Albania!
1) Posizione strategica al centro del Mediterraneo e vicinanza ai mercati dei Paesi dei Balcani
Situata nel sud est del continente Europeo e nel sud ovest della pen*sola dei Balcani, l'Albania vanta una posizione strategica di vicinanza ai mercati dell'Unione Europea e dell'area balcanica che la rende attrattiva dal punto di vista economico-commerciale. I porti di Durazzo e Valona sono porti importanti nei Balcani e punti d'accesso per il Corridoio VIII. La vicinanza all'Italia rappresenta un punto di forza per lo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali con il nostro Paese, che si conferma primo partner commerciale dell'Albania e primo investitore per numero di imprese.
2) Diffusione di manodopera a costi contenuti
Nell'ottica del crescente ricorso alla delocalizzazione da parte di numerose imprese in quanto strategia per la riduzione dei costi l'Albania si presenta come una destinazione estremamente competitiva grazie alla presenza e diffusione di manodopera, anche qualificata, a costi contenuti (il reddito medio mensile che prende in esame tutte le categorie professionali è infatti pari a 425 euro ed il costo del lavoro è stimato di circa un terzo inferiore a quello in vigore nella maggior parte dei Paesi dei Balcani e dell'est Europeo).
3) Buona tenuta dell'economia albanese e compatibilità con il sistema produttivo italiano.
L'economia albanese ha risentito della crisi economica globale ma è riuscita a mantenere tassi di crescita positivi anche negli ultimi anni. Inoltre, l'Albania ha un sistema produttivo simile a quello italiano, basato essenzialmente sulle piccole e medie imprese. La compatibilità dei due sistemi costituisce pertanto un elemento di attrazione del flusso degli investimenti dall'Italia in un contesto di crescita positiva ed in aumento.
4) Diffusione della lingua italiana tra la popolazione locale
L'Albania è tra i Paesi della regione balcanica quello che ha la maggiore vocazione e apertura culturale verso l'Italia, come evidenziato dalla diffusione della conoscenza della lingua italiana tra la popolazione. La diffusione della lingua ma anche della cultura e dei modelli di consumo italiani rappresentano un forte valore aggiunto e rendono l'Albania attraente per gli investitori nazionali.
5) Tassazione generale favorevole
Fino al 2013 vi era una flat tax del 10% su tutti i redditi. Dal 01.01.2014 il Governo ha re-introdotto la tassazione progressiva, con 3 fasce per i redditi individuali: no tax area per i redditi fino a 30.000 lek mensili; da 30.001 a 130.000 lek l'aliquota è del 13% per la parte eccedente i 30.000 lek; da 130.001 in su l'aliquota è del 23% per la parte eccedente i 130.000 lek. Sulle attività d'impresa, dal 01.01.2014 l'aliquota è del 15% per le grandi imprese e del 7,5% per il piccolo business.
Dové investire in Albania ...?
Flussi turistici
Il settore del turismo offre probabilmente in Albania i più ampi margini di miglioramento e di intervento. Questo settore rappresenta un comparto molto rilevante per lo sviluppo dell’economia locale, con un contributo del 13% circa nella formazione del PIL, con un trend in aumento del numero dei visitatori e con 16.888 ditte operanti nel settore alberghiero e della ristorazione. Presso il Ministero albanese del Turismo e dello Sviluppo Urbano è stato recentemente varato un documento concernente la strategia per lo sviluppo del settore turistico in Albania per il periodo 2014-2020 e sono già state avviate le negoziazioni con i rappresentanti della suddetta industria per la redazione delle politiche che contribuiranno ad incentivare questo settore. Nonostante il Governo abbia più volte individuato lo sviluppo del settore turistico come una delle priorità assolute da perseguire, e a fronte delle grandi potenzialità offerte dal settore, il turismo presente nel Paese è tuttavia ancora essenzialmente locale e di provenienza balcanica, principalmente dal Kosovo e dalla Macedonia. Inoltre, numerose criticità continuano ad ostacolare lo sviluppo del settore e gli investimenti stranieri, tanto che a tutt'oggi il servizio offerto dalle località turistiche albanesi è decisamente inferiore a quello che un turista straniero può trovare nelle vicine Grecia e Montenegro e tutte le strutture turistiche sono gestite dall’imprenditoria privata al di fuori di piani regolatori. Tra le problematiche che affliggono il settore si citano quelle relative alla certezza dei titoli di proprietà, alle carenze infrastrutturali, al diffuso abusivismo, all’inadeguatezza dei sistemi di trattamento e di depurazione delle acque con gravi ricadute ambientali, in particolare sulla costa, ma anche ai persistenti problemi legati alla fornitura di energia elettrica. Nel prossimo futuro si prevede un forte incremento di richieste di concessioni da parte di investitori stranieri verso le aree costiere dell’Albania per la costruzione di “villaggi turistici e centri benessere”, funzionanti tutto l’anno e per un turismo anche d’elite. Recentemente, il Primo Ministro Rama ha presentato il programma degli investimenti nella costa meridionale, non solo per lo sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale e turistico della suddetta area, ma anche per lo sviluppo dell’intero Paese. All’interno di questo programma sono inclusi vari progetti relativi alla valorizzazione degli assets turistici, del settore dei trasporti e del sistema acquedotti/canalizzazioni. I settori di maggiore attrazione sono le infrastrutture abitative, l’aumento e la modernizzazione di residenze basate sull’architettura locale, i resorts nelle vicinanza delle zone abitate, le infrastrutture esterne come piscine, palestre, ecc. L’attuale location delle strutture è concentrata per il 67% sulla costa, per il 22% in aree urbane, per il 5% in aree suburbane, per il 3% intorno ai laghi e per il restante 3% in zone montagnose. L’Albania potrebbe ben sfruttare anche le opportunità offerte dalla nautica e dal turismo da diporto.Incentivi nel settore del turismo sono stati introdotti già nel 1993 con la Legge "Per lo sviluppo delle zone turistiche" art.7, nr. 7665/1993. Tali incentivi sono determinati sulla base di uno status speciale, creato per gli investitori operanti nel settore turistico, designati come “soggetti privilegiati”. Gli investitori che hanno questo status sono esentati da dazi doganali e accise sulle merci importate, da tasse sui profitti per 5 anni dal momento del completamento della fase di sviluppo degli investimenti, e risultano inoltre beneficiari di una riduzione di imposta sui profitti fino al 40%, a patto che gli utili siano reinvestiti in Albania (Elaborazione Ambasciata su fonte ICE).
Inoltre, è da sottolineare il notevole interesse che il settore del turismo ha recentemente suscitato in questo Paese da parte di prestigiosi giornali e riviste internazionali come il New York Times, che ha incluso l’Albania nella lista delle 52 destinazioni più interessanti da visitare nel 2014; lo Europe World, operatore del consorzio Quality Group, che ha inserito il Paese nel catalogo riguardante il Mediterraneo; la rivista svedese Espressen, che promuove l’Albania turistica, la Business Insider, che ha classificato l’Albania al 42° posto tra le principali destinazioni turistiche a livello mondiale per il periodo 2014-2020. (Elaborazione Ambasciata su fonte ICE).
Altri settori dove si potrebbe investire con successo in Albania!
1) Prodotti tessili
Il settore tessile e dell'abbigliamento è uno dei settori d’investimento di maggior successo in Albania e la principale fonte di lavoro del manifatturiero. Sulla base di una forte tradizione post-bellica attiva nella produzione di indumenti, dalle privatizzazioni degli anni ’90 molte aziende locali hanno creato una solida reputazione mentre le imprese straniere hanno notevolmente aumentato la loro quota di produzione nel settore, in particolare nell’ambito della lavorazione per l’esportazione.La lunga tradizione delle lavorazioni tessili e manifatturiere e il basso costo della manodopera hanno conferito all’Albania un forte potere attrattivo per gli investitori stranieri. Ulteriori fattori favorevoli sono l’esenzione dall’Iva e dai dazi doganali per il 100% dei produttori façon sotto il regime di riesportazione, la vicinanza all'Italia, alla Grecia e ai Paesi dei Balcani, la presenza di una forza lavoro flessibile ed in grado di adattarsi alle nuove tecnologie ed agli standard internazionali di qualità, la capacita di produrre piccoli ordinativi nel rispetto di brevi tempi di consegna, la riduzione dei costi di trasporto grazie alla privilegiata posizione geografica dell’Albania. La delocalizzazione di imprese manifatturiere estere in Albania ha avuto inizio negli anni ‘90 ed è da allora sempre stata in aumento. L’import dei semilavorati e l’esportazione dei prodotti finiti hanno un ruolo fondamentale nella bilancia commerciale del Paese. Secondo i dati dell’INSTAT, l'Istituto Nazionale di Statistica albanese, le esportazioni del settore hanno registrato un +9,6% il comparto tessile ed un +13,8% quello calzaturiero. Il settore tessile e calzaturiero rimane un comparto di primaria importanza occupando il 28,1% di tutto il volume dell’export, ed il 52,1% di tutte le esportazioni verso l’Italia.
2) Prodotti dell'agricoltura, pesca e silvicoltura.
Il clima dell'Albania sostiene e favorisce un’infinita gamma di colture, da quella continentale a quella mediterranea. Il settore agricolo e agro-industriale è uno dei più significativi dell'economia albanese ricoprendo un ruolo cruciale nello sviluppo economico e sociale del Paese. Esso contribuisce per circa il 20% alla formazione del PIL. Più della metà della popolazione vive in zone rurali e viene impiegata in questo settore.
L’agroindustria rappresenta il 6% di tutte le esportazioni ed il 17% delle importazioni e l’Italia si posiziona come partner fondamentale di questo interscambio. Il 43% del totale delle esportazioni agroalimentari è diretto verso l’Italia, mentre ben il 49% dei prodotti agroalimentari viene importato dall’Italia. I terreni agricoli rappresentano in Albania circa il 24% della superficie totale e possono essere genericamente divisi in tre zone, quella costiera che costituisce il 44% delle terre coltivabili, quella collinare nella parte centrale, che costituisce il 37% e che offre possibilità d’allevamento, ed infine la zona montana per un restante 19%, con possibilità nell’ambito della frutticoltura. L'Albania, disponendo di un terreno fertile, di un clima mite e di ingente massa idrica avrebbe le caratteristiche ideali per diventare un produttore agricolo importante nella regione balcanica. La sua geomorfologia e la varietà del terreno contribuiscono alla biodiversità ed alla produzione di prodotti sani e di qualità, mentre la lunga tradizione agricola e la popolazione relativamente giovane rendono di più facile accesso l’introduzione e l’adozione di nuove tecnologie.
L’Italia si è schierata con forza a fianco delle Autorità albanesi nella sfida per trasformare il Paese in un grande produttore agricolo, tanto che recentemente il Governo italiano ha lanciato il “Programma per la modernizzazione del settore agricolo albanese”, per un totale di 10 milioni di euro, allo scopo di facilitare l’adozione del quadro normativo europeo nel settore agricolo. Tale programma considera il comparto agroalimentare, l’economia verde e le imprese ubicate in zone rurali come elementi chiave per la crescita economica del Paese.
3) Costruzioni.
Migliorare le infrastrutture fisiche è uno degli obiettivi principali che il Governo albanese si pone per il futuro. A questo settore è stata dedicata particolare attenzione anche attraverso l’assegnazione della maggior parte dei fondi internazionali e nazionali per il raggiungimento degli obiettivi quali: la creazione di una infrastruttura stradale integrata nel piano nazionale, regionale e paneuropeo; il miglioramento dell’infrastruttura ferroviaria e la sua integrazione nella rete regionale ed europea; il miglioramento della qualità dei servizi nei porti marittimi attraverso l’incremento degli investimenti infrastrutturali.
La rete viaria del Paese è lunga circa 18.000 km e risulta particolarmente obsoleta a causa della scarsa manutenzione e dell'aumento considerevole del traffico automobilistico registrato negli ultimi anni. Solo il 32% della rete stradale albanese è asfaltata. In tale ottica, il Governo ha lanciato e completato in parte numerosi progetti, tra cui il collegamento stradale Durazzo-Kukes-Morine (al confine con il Kosovo), portato a conclusione nel 2009, ed i collegamenti nord-sud. Di particolare importanza è il completamento del Corridoio intermodale VIII, progetto per il quale il Governo albanese ha richiesto l'appoggio italiano in sede europea per la mobilitazione dei fondi necessari. Numerose sono le iniziative previste o in corso di realizzazione nel settore stradale. Programmate entro il 2011, ma non ancora portate a termine sono la costruzione della strada Arbri che collega Tirana a Diber, della superstrada Tirana-Elbasan nonché dell'asse meridionale. Con riferimento a quest’ultimo progetto, nell’aprile 2011 è stato firmato l'Accordo tra il Governo albanese e la Banca di Sviluppo Islamica dell’Arabia Saudita per la concessione di un prestito di 158 milioni di Euro. L'importante arteria costituirà uno dei principali segmenti del Corridoio VIII e consentirà di ridurre drasticamente i tempi di collegamento tra la capitale e le zone meridionali ed orientali dell'Albania.
Il Governo albanese ha previsto azioni promozionali e di studio anche a favore del settore portuale a beneficio soprattutto della grande distribuzione che, in Albania, sta facendo ormai passi da gigante; il porto di Durazzo e tutta l'area circostante, infatti, sono da sempre considerati l'area di accesso al resto dei Paesi balcanici. L'indubbio ruolo di questa area portuale, rispetto agli scambi commerciali con i Paesi dell'Europa occidentale e con l'Italia in particolare, offre opportunità di sviluppo di infrastrutture connesse al comparto della grande distribuzione ed ai servizi in Albania.
Inoltre, al centro dell'attenzione vi è l'ipotesi, ventilata da più parti, di riattivare le linee ferroviarie di 447 km a binario unico, non tanto per il trasporto passeggeri quanto per il trasporto merci, ma per ora non vi è nessun progetto concreto. Peraltro, dal momento che il Corridoio VIII prevede anche un asse ferroviario oltre che stradale, potrebbero esserci cambiamenti in futuro.
Migliori risultati sono stati ottenuti nei trasporti aerei con il contratto di concessione per venti anni della gestione dello scalo internazionale di Rinas, Tirana, siglato nel 2004 da un Consorzio tedesco-americano. Nell’aprile 2013 i tedeschi Hochtief Ag (Hot) hanno venduto la loro quota di partecipazione alla società canadese Public Sector Pension Investment Board, la quale è ormai la maggiore azionista con il 47%. Il resto delle azioni rimane agli azionisti esistenti, ossia il 31,7% al Fondo Tedesco degli Investimenti DEG e il 21,3% al Fondo Americano-Albanese delle Imprese.
Infine, nel medio-lungo periodo, vi potrebbero essere opportunità di investimento nell'ambito della necessaria opera di ammodernamento dell'inadeguato sistema fognario e di acquedotti e dell’ancora più precario stato dell’urbanistica delle varie città albanesi.