02/05/2018
ANTONELLA VILLA
Coach professionista, Mediatore e Trainer di apprendimenti, Consulente capace di offrire un punto di vista differente sulle cose che ci circondano.
Amo gli approcci multidisciplinari, il confronto con altro da me, la capacità critica mia e degli altri e da sempre considero la vita una sfida entusiasmante.
Conoscere è parte fondamentale del mio modo di esistere e di organizzare la mia vita: è molto più che un’aspirazione, direi che è il motore della mia vitalità e ciò che muove la mia energia, le da una direzione, mi appassiona.
Conoscere è mettere in relazione, costruire un linguaggio adatto al dialogo: per me una necessità, un imperativo.
Diversi anni fa ho incontrato questa frase di Donata Fabbri che da allora porto con me e che, mi perdoni l’Autrice, è diventata la “mia”:
“Ciò che apprendo, che apprenderò, che non so adesso, acquisterà valore e importanza per me solo se stabilirà relazioni con una trama cognitiva che sto intessendo fin dalla mia nascita”
Scegliere il linguaggio della relazione è come farsi fare un abito su misura, un abito che mi rappresenti pienamente, che lasci una traccia di me nel ricordo dell’altro, che mi difenda e mi protegga dalle abitudini, dalle certezze e dall’ostinazione, che apra alla scoperta.
Ho avuto la possibilità di incontrare molte persone, teorie, autori, molti pensieri, metodologie e strumenti, modelli e professionisti: alcuni di questi hanno lascito dei segni, da altri ho ricevuto contributi che hanno avuto la capacità di “cambiare gli occhi” con i quali oggi guardo alle cose; altri ancora mi hanno insegnato qualcosa attraverso il confronto che permette alla differenza e alla diversità di emergere come uno spartiacque.
Così ho costruito con coraggio e audacia nuove possibilità attraverso le quali è possibile imparare, riflettere, aprirsi alla consapevolezza: il mio metodo oggi è molto personale, ma rispecchia anche chi in questo lungo cammino ho riconosciuto come maestro, chi è mio mentore da anni.
Io sono il segno che lascio nel progetto della vita di coloro che mi incontrano; io sono la somma dei segni e delle impronte che ho desiderato che altri lasciassero su di me.