19/04/2025
Riforma ISEE 2025: Una Modifica Pericolosa per i
📌 Con il D.P.C.M. n. 13/2025, in vigore dal 5 marzo, lo Stato Italiano ha escluso dal calcolo , fino a 50.000€, titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti postali. Una scelta che sembra premiare il , ma nasconde rischi gravi.
Un interessante approfondimento lo potete trovare su Il Sole 24 ORE di lunedì 14 aprile a cura della giornalista Michela Finizio. Ho allegato a questo post unicamente la tabella analitica a corredo dell’articolo riportato nel noto quotidiano.
Perché è una ?
A) Induce concentrazione del rischio:
- Circa il 50% delle famiglie italiane è composto da piccoli risparmiatori. Questi saranno spinti a investire in prodotti non diversificabili (BTP, buoni postali).
- Nessuna protezione contro crisi di mercato (in primis, aumento tassi di interesse, aumento dello ): una politica miope che ignora i principi base della finanza personale e della diversificazione.
😎 :
- Chi possiede BTP e chi no viene equiparato nel calcolo del patrimonio, violando il principio costituzionale di capacità contributiva. Lo Stato ci guadagna, incentivando i piccoli risparmiatori a finanziare il debito pubblico. Si privilegiano gli investitori, svantaggiando chi non ha patrimoni, stravolgendo i criteri di equità sociale.
C) :
- La norma esclude solo i titoli di Stato italiani, violando il principio di libera circolazione dei capitali nello .
- Già nel 2012, un decreto Monti corresse un’analoga disparità (dal 2007 i titoli di Stato italiani sono esenti dalla determinazione della base imponibile per il pagamento delle imposte di successione. Il Governo ha dovuto estendere l’esenzione anche ai titoli di Stato emessi da tutti i Paesi e del SEE per interrompere la procedura di infrazione e il pagamento della relativa sanzione annuale applicata dalla Commissione Europea).
Ora si ripete l’errore.
Serve una Correzione Urgente:
1) Estendere l’esenzione ai titoli di Stato sovranazionali europei ed emessi da Paesi dello Spazio Economico Europeo ( ), per conformità al diritto europeo ed evitare sanzioni.
2) Introdurre un limite di diversificazione (es. “solo” il 30% del patrimonio in ed equipollenti per accedere al beneficio).
3) Premiare i risparmi diversificati e a carattere previdenziale, non i singoli strumenti finanziari (occorre tener conto anche dei titoli governativi detenuti attraverso prodotti del come , ed , o polizze di investimento di Ramo I, Ramo III, Ramo V, ).
🔴 Il rischio? Una generazione di risparmiatori esposta a crisi finanziarie, mentre lo Stato ignora le regole UE.
Voi come la vedete?
È giusto spingere i cittadini verso investimenti non diversificati?
Come si può promuovere l'educazione finanziaria quando si approvano norme che inducono a scelte d'investimento sbagliate?