Italian Resources I Development of International Business

Italian Resources I Development of International Business Development of International Business We have customers all over the world interested in new business opportunities in Italy and Europe in general.

Italian Resources è un gruppo di professionisti con una decennale esperienza nel mettere in contatto aziende europee con operatori economici internazionali coordinando tutte le fasi dello sviluppo del business. Siamo in grado di fornire ad operatori di tutto il mondo il massimo dell’eccellenza italiana ed europea di qualsiasi settore tra i quali l’agroalimentare, le energie rinnovabili, l'edilizi

a e grandi costruzioni, la chimica industriale , la tecnologia meccanica e automazioni, l’elettronica, il medicale e dentale, tessile moda e calzaturiero senza tralasciare le pubbliche relazioni e l’organizzazione di eventi. Abbiamo clienti in tutto il mondo interessati a nuove opportunità di business con l’Italia e l’Europa in genere.
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Italian Resources is a group of professionals with decades of experience in connecting European companies with international traders coordinating all phases of business development. We are able to provide to operators around the world the best of Italian and European in every industry including agribusiness, renewable energy, construction and large buildings, industrial chemistry, mechanical technology and automation, electronics, medical and dental, textile, footwear and fashion without losing the public relations and event organization.

Cresce del +4,1% la domanda mondiale di prodotti Made in ItalyNel 2013 sono stati generati oltre 68 miliardi di euro dal...
21/06/2014

Cresce del +4,1% la domanda mondiale di prodotti Made in Italy

Nel 2013 sono stati generati oltre 68 miliardi di euro dalle esportazioni mondiali di prodotti Made in Italy, con un patrimonio, tutto da tutelare e sviluppare, costituito da oltre 1.000 prodotti italiani top-performer nell'export mondiale. A questo punto per il nostro Paese è impellente la necessità di riconsiderare l'offerta in chiave di una più marcata internazionalizzazione, obbligata soprattutto per ampliare le opportunità al variegato tessuto delle PMI, in continuo affanno nel contenere gli effetti della crisi economica sulla domanda interna. Il professor Fabio Papa, docente di Stategic Analysis of Italian Industries presso la LIUC Università Cattaneo Castellanza (VA) sottolinea come “solo questo anno, i settori che hanno performato maggiormente, attraverso la vendita in internet, sono stati l’abbigliamento che ha generato 19,5 miliardi di euro, l’enogastronomico con oltre 7 miliardi di euro, l’arredo con 3,5 miliardi e il vinicolo con 1,3 miliardi. Il settore che stupisce maggiormente con i valori in crescita anche per il prossimo anno è quello dell’automazione/gomma/plastica che per il 2013 ha fatturato 33 miliardi. Discorso a parte per il turismo che da solo registra un saldo di oltre miliardi di Euro. Dato incoraggiante è la crescita costante della richiesta mondiale di prodotti Made in Italy (+4,1% rispetto al 2012)”. In questo contesto si colloca e diventa strategico l'approccio delle aziende italiane all'eCommerce, canale che meglio di altri promette valide opportunità per migliorare la competitività dell'export con l'impegno di budget compatibili alle risorse di gran parte delle PMI. Ma come procede la preparazione delle aziende che operano nei settori di eccellenza del Made in Italy al rendez-vous con le vendite online, un mercato globale che nel 2013 ha registrato in termini di export un tasso di crescita di +27%, generando un fatturato di 2,7 miliardi di Euro? Quali sono gli strumenti e le potenzialità dell’e-commerce per le PMI? Domenico Marengo, Direttore del portale eCommerce Vetryna, ritaglia all'eCommerce un ruolo cardine nel fare incontrare le diverse eccellenze del sistema manifatturiero e agroalimentare italiano con una domanda globale di qualità, originalità e autenticità mai così forte come oggi in tutto il mondo. Commenta Marengo, “L'eCommerce sta avendo in Italia un chiaro andamento in controtendenza rispetto all’economia in generale che fa ti**re un sospiro di sollievo al nostro Paese, con segnali positivi soprattutto per le PMI. Questa ripresa è misurabile anche attraverso i dati di vendita su http://www.vetryna.com che tra agosto e ottobre ha registrato un incremento di fatturato del 64% e un aumento delle vendite del 75% nel settore dell’enogastronomia e del 61% negli accessori. Il Paese che mostra un apprezzamento più marcato nei confronti del Made in Italy è l’Inghilterra (responsabile del 35% degli acquisti in ottobre), seguita da Germania (17%) e Russia (7%)”. “L'integrazione dell'e-commerce nelle attività di marketing e vendita delle aziende italiane, diventa sempre di più uno strumento irrinunciabile, soprattutto per le PMI, circa 4 milioni in Italia, che contribuiscono ogni giorno allo sviluppo economico del nostro Paese e che negli ultimi tempi, purtroppo, stanno subendo l’affanno della crisi in Italia”, conclude Marengo. La situazione appare in rapido miglioramento per le aziende che fanno export. Chi negli ultimi anni si è addentrato nel canale e-commerce sta avendo ritorni più che interessanti, pari a una quota tra il 24 e il 27% del fatturato derivante dall'export .
Nel 2013 sono stati generati oltre 68 miliardi di euro dalle esportazioni mondiali di prodotti Made in Italy, con un patrimonio, tutto da tutelare e sviluppare, costituito da oltre 1.000 prodotti italiani top-performer nell'export mondiale. A questo punto per il nostro Paese è impellente la necessità di riconsiderare l'offerta in chiave di una più marcata internazionalizzazione, obbligata soprattutto per ampliare le opportunità al variegato tessuto delle PMI, in continuo affanno nel contenere gli effetti della crisi economica sulla domanda interna. Il professor Fabio Papa, docente di Stategic Analysis of Italian Industries presso la LIUC Università Cattaneo di Castellanza (VA) sottolinea come “solo questo anno, i settori che hanno performato maggiormente, attraverso la vendita in internet, sono stati l’abbigliamento che ha generato 19,5 miliardi di euro, l’enogastronomico con oltre 7 miliardi di euro, l’arredo con 3,5 miliardi e il vinicolo con 1,3 miliardi. Il settore che stupisce maggiormente con i valori in crescita anche per il prossimo anno è quello dell’automazione/gomma/plastica che per il 2013 ha fatturato 33 miliardi. Discorso a parte per il turismo che da solo registra un saldo di oltre 12 miliardi di Euro. Dato incoraggiante è la crescita costante della richiesta mondiale di prodotti Made in Italy (+4,1% rispetto al 2012)”. In questo contesto si colloca e diventa strategico l'approccio delle aziende italiane all'eCommerce, canale che meglio di altri promette valide opportunità per migliorare la competitività dell'export con l'impegno di budget compatibili alle risorse di gran parte delle PMI. Ma come procede la preparazione delle aziende che operano nei settori di eccellenza del Made in Italy al rendez-vous con le vendite online, un mercato globale che nel 2013 ha registrato in termini di export un tasso di crescita di +27%, generando un fatturato di 2,7 miliardi di Euro? Quali sono gli strumenti e le potenzialità dell’e-commerce per le PMI? Domenico Marengo, Direttore del portale eCommerce Vetryna, ritaglia all'eCommerce un ruolo cardine nel fare incontrare le diverse eccellenze del sistema manifatturiero e agroalimentare italiano con una domanda globale di qualità, originalità e autenticità mai così forte come oggi in tutto il mondo. Commenta Marengo, “L'eCommerce sta avendo in Italia un chiaro andamento in controtendenza rispetto all’economia in generale che fa ti**re un sospiro di sollievo al nostro Paese, con segnali positivi soprattutto per le PMI. Questa ripresa è misurabile anche attraverso i dati di vendita su http://www.vetryna.com che tra agosto e ottobre ha registrato un incremento di fatturato del 64% e un aumento delle vendite del 75% nel settore dell’enogastronomia e del 61% negli accessori. Il Paese che mostra un apprezzamento più marcato nei confronti del Made in Italy è l’Inghilterra (responsabile del 35% degli acquisti in ottobre), seguita da Germania (17%) e Russia (7%)”. “L'integrazione dell'e-commerce nelle attività di marketing e vendita delle aziende italiane, diventa sempre di più uno strumento irrinunciabile, soprattutto per le PMI, circa 4 milioni in Italia, che contribuiscono ogni giorno allo sviluppo economico del nostro Paese e che negli ultimi tempi, purtroppo, stanno subendo l’affanno della crisi in Italia”, conclude Marengo. La situazione appare in rapido miglioramento per le aziende che fanno export. Chi negli ultimi anni si è addentrato nel canale e-commerce sta avendo ritorni più che interessanti, pari a una quota tra il 24 e il 27% del fatturato derivante dall'export .
Nel 2013 sono stati generati oltre 68 miliardi di euro dalle esportazioni mondiali di prodotti Made in Italy, con un patrimonio, tutto da tutelare e sviluppare, costituito da oltre 1.000 prodotti italiani top-performer nell'export mondiale. A questo punto per il nostro Paese è impellente la necessità di riconsiderare l'offerta in chiave di una più marcata internazionalizzazione, obbligata soprattutto per ampliare le opportunità al variegato tessuto delle PMI, in continuo affanno nel contenere gli effetti della crisi economica sulla domanda interna. Il professor Fabio Papa, docente di Stategic Analysis of Italian Industries presso la LIUC Università Cattaneo di Castellanza (VA) sottolinea come “solo questo anno, i settori che hanno performato maggiormente, attraverso la vendita in internet, sono stati l’abbigliamento che ha generato 19,5 miliardi di euro, l’enogastronomico con oltre 7 miliardi di euro, l’arredo con 3,5 miliardi e il vinicolo con 1,3 miliardi. Il settore che stupisce maggiormente con i valori in crescita anche per il prossimo anno è quello dell’automazione/gomma/plastica che per il 2013 ha fatturato 33 miliardi. Discorso a parte per il turismo che da solo registra un saldo di oltre 12 miliardi di Euro. Dato incoraggiante è la crescita costante della richiesta mondiale di prodotti Made in Italy (+4,1% rispetto al 2012)”. In questo contesto si colloca e diventa strategico l'approccio delle aziende italiane all'eCommerce, canale che meglio di altri promette valide opportunità per migliorare la competitività dell'export con l'impegno di budget compatibili alle risorse di gran parte delle PMI. Ma come procede la preparazione delle aziende che operano nei settori di eccellenza del Made in Italy al rendez-vous con le vendite online, un mercato globale che nel 2013 ha registrato in termini di export un tasso di crescita di +27%, generando un fatturato di 2,7 miliardi di Euro? Quali sono gli strumenti e le potenzialità dell’e-commerce per le PMI? Domenico Marengo, Direttore del portale eCommerce Vetryna, ritaglia all'eCommerce un ruolo cardine nel fare incontrare le diverse eccellenze del sistema manifatturiero e agroalimentare italiano con una domanda globale di qualità, originalità e autenticità mai così forte come oggi in tutto il mondo. Commenta Marengo, “L'eCommerce sta avendo in Italia un chiaro andamento in controtendenza rispetto all’economia in generale che fa ti**re un sospiro di sollievo al nostro Paese, con segnali positivi soprattutto per le PMI. Questa ripresa è misurabile anche attraverso i dati di vendita su http://www.vetryna.com che tra agosto e ottobre ha registrato un incremento di fatturato del 64% e un aumento delle vendite del 75% nel settore dell’enogastronomia e del 61% negli accessori. Il Paese che mostra un apprezzamento più marcato nei confronti del Made in Italy è l’Inghilterra (responsabile del 35% degli acquisti in ottobre), seguita da Germania (17%) e Russia (7%)”. “L'integrazione dell'e-commerce nelle attività di marketing e vendita delle aziende italiane, diventa sempre di più uno strumento irrinunciabile, soprattutto per le PMI, circa 4 milioni in Italia, che contribuiscono ogni giorno allo sviluppo economico del nostro Paese e che negli ultimi tempi, purtroppo, stanno subendo l’affanno della crisi in Italia”, conclude Marengo. La situazione appare in rapido miglioramento per le aziende che fanno export. Chi negli ultimi anni si è addentrato nel canale e-commerce sta avendo ritorni più che interessanti, pari a una quota tra il 24 e il 27% del fatturato derivante dall'export .

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Come aiutiamo l'esportazione Made in Italy?Il percorso dell'esportazione made in italy avviene attraverso una prima fase...
19/06/2014

Come aiutiamo l'esportazione Made in Italy?
Il percorso dell'esportazione made in italy avviene attraverso una prima fase che è quella informativa. Chiunque vuole aggredire un mercato internazionale deve avere delle informazioni su quel mercato, sulle sue potenzialità, sul tipo di prodotto italiano recepito dal mercato e sul sistema distributivo in essere. La concorrenza presente è un indicatore. Inoltre, è necessario conoscere le normative sui dazi doganali e sui trasporti.
Si approfondisce inoltre la conoscenza dei protagonisti (adetti agli acquisti, buying office, showroom, ecc.).
La seconda fase prevede la rilevazione delle manifestazioni fieristiche presenti e le missioni economiche in atto.

I vantaggi dell'esportazione Made in Italy:
Si consente alle Imprese Italiane di acquisire e approfondire informazioni sui singoli mercati per preparare una qualificata azione per la conquista.
Accertata la recittività per il singolo prodotto, la Ditta può porre in essere le successive azioni dirette alla vendita. La fase informativa non ha nessun costo, mentre il costo delle fasi successive dipende dalle azioni che l'impresa vuole mettere in atto.
Tutti i costi delle assistenze e dei servizi sono convenzionati con i fornitori e con i consorzi di esportazione partner

Ogni singolo Mercato è continuamente monitorato, studiato ed approfondito poichè ogni singolo mercato può essere:- un mercato emergente- un mercato nuovo- un mercato da riconquistare- un mercato da sviluppare ed espandere Ognuna di queste tipologie di mercato vanno affrontate in modo specifico e singolarmente.Ogni singolo Prodotto subisce delle flessioni commerciali che variano da un periodo ad un altro a seconda: - della produzione interna del paese- del fabbisogno interno del paese- della cultura del paese- della conoscenza di quel prodotto da parte dei distributori e importatori locali- della comunicazione di marketing che viene fatta dal paese di origine- della conoscenza di quel prodotto della popolazione locale

19/06/2014

Business e affari in Croazia

La Croazia sta diventando in fretta uno dei posti più visitati in Europa. La gente vi si affolla per esplorare i suoi 5.000 chilometri di costa, le sue scogliere, i suoi precipizi e la sua cultura. Essa si crogiola su una delle coste più soleggiate d’Europa.
In mare aperto la Croazia consiste in più di mille isole, tutte di grandezza diversa. Ebbene sì, mille! Le più larghe sono Cres e Krk, che si trovano nel mare Adriatico. Il secondo fiume più lungo d’Europa, il Danubio, scorre attraverso la città di Vukovar. Di conseguenza il settore alberghiero attira molti investitori

La Croazia è membro delle Nazioni Unite, dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa e del Concilio Europeo. Si sta anche adoperando per raggiungere gli standard che le consentiranno di diventare un membro dell’Unione Europea, e ha anche ricevuto un invito a diventare membro della NATO.
La valuta è rimasta stabile, e la produttività industriale è in costante aumento. Dopo la recessione economica degli anni ‘90, la Croazia ora offre un mercato promettente e in forte sviluppo. Il governo sta avidamente incoraggiando gli investimenti esteri per rafforzare lo scambio e le relazioni commerciali tra i paesi esteri e la Croazia. E questo non può essere che un vantaggio per chiunque stia pensando di stabilire un’attività in Croazia.

In generale, la Croazia rimane una prospettiva eccitante per chiunque stia pensando di iniziare un’attività.

L’economia croata è un’economia stabile e funzionante, ed è una delle più avanzate dell’Europa sud-orientale. Il turismo è una fonte significativa di guadagno per il Paese durante i mesi estivi, con una media di 10 milioni di turisti.

I beni maggiormente esportati dalla Croazia sono prodotti tessili, derrate alimentari, cantieristica navale, fluidi minerali, lubrificanti, scarpe, macchinari ed equipaggiamenti elettrici, prodotti di legno e legname, plastica. I principali partner di esportazione sono: Italia, Bosnia-Herzegovina, Germania, Slovenia e Austria. I beni maggiormente importati dal Paese sono caldaie e parti di macchine, ferro e acciaio, carta, plastica, cotone, prodotti chimici e carburanti. I principali partner di importazione sono: Italia, Germania, Russia, Slovenia, Austria e Cina.

La maggiore produzione economica è dovuta all’agricoltura, all’industria e al settore dei servizi. Il settore industriale comprende i cantieri navali, la lavorazione dei cibi e l’industria chimica.

19/06/2014

Con la proclamazione dell'indipendenza della Croazia dalla Jugoslavia il 16 giugno 1991, il paese si è avviato verso sistema economico di tipo liberista, con ampie aperture al mercato e all'iniziativa privata. Negli ultimi anni l'economia, provata dai precedenti anni della guerra dei Balcani, si è consolidata a livelli mai raggiunti prima, presentandosi con una crescita forte, con un'inflazione bassa e una disoccupazione in calo.

Alla vigilia della dichiarata indipendenza dalla Jugoslavia, l'economia croata aveva un carattere misto agricolo-industriale, nonostante vi fosse già d'allora una larga presenza di attività terziarie, sviluppate particolarmente lungo le coste adriatiche e sulle isole della Dalmazia, da sempre una delle zone turistiche più frequentate d'Europa. Oggi, la popolazione attiva e circa il 48% della popolazione totale, di cui il 2,7% è occupata nel settore agricolo.

La produzione industriale attualmente rappresenta il 20% del Pil e il 25% dell'occupazione croata, rimandendo pertanto nella media europea. Le attività industriali sono rappresentate dai settori di base, come quello siderurgico e metallurgico, petrolchimico e meccanico con produzione di macchine agricole e tessili, materiale ferroviario e meccanico in genere. Nei porti dell'Adriatico si è sviluppata l'industria cantieristica navale. Altre industrie particolarmente diffuse sono quelle tessili, del legno e degli alimentari. Il sottosuolo della Croazia fornisce antracite e bauxite che si trovano in particolare in Istria e giacimenti di petrolio e gas naturale che si trovano nella Slavonia orientale nelle pianure della Drava e della Sava. Da queste zone il greggio viene inviato alle raffinerie di Fiume.

Le esportazioni croate si basano principalmente sull'ingegneria navale, sulla produzione di alimenti e bevande, sulla produzione di macchine ed apparecchi elettrici e industriali. In totale i prodotti industriali rappresentano il 95% di tutte le esportazioni del paese. L'industria alimentare, che comprende anche bevande e tabacco, genera il 20% del prodotto interno lordo croato facendone in questo modo il settore più importante di tutto l'economia del paese.

L'industria della pesca è un settore tradizionalmente trainante e arriva dalla tradizione economica della costa delle isole croate. La produzione annua si attesta sulle 15.000 t di pescato. La produzione di pescato di acqua dolce raggiunge le 4800 tonnellate l'anno. Le industrie conserviere e della lavorazione del pesce rivestono un ruolo particolare.

L'agricoltura, che fornisce circa l'8% del Pil, è praticata estensivamente nelle pianure danubiane e fornisce in prevalenza cereali, come frumento e mais, oltre che patate, prugne, barbabietole da zucchero, vite e olivo. La produzione vitivinicola croata si estende su un territorio di circa 59.000 ettari. Esiste un totale di 3,15 milioni di ettari adibiti a terreni agricoli in Croazia, di cui il 64% usato come coltura, il resto usato per allevamenti vari, pascoli o per peschiere. La produzione agricola nazionale riesce a coprire il fabbisogno del paese l'intero, nei settori del consumo di cereali, zucchero e per la maggior parte dei vegetali. Il patrimonio zootecnico è costituito da bovini, ovini e suini.

18/06/2014

Quali opportunità e difficoltà per i settori che rappresentano il made in Italy nel mercato cinese? Quali modalità d’entrata e scelte distributive delle aziende italiane? Una risposta attraverso i racconti di numerose aziende.
Presentazione del volume

Le esportazioni e gli investimenti italiani in Cina sono progressiva-mente cresciuti nell'ultimo decennio, ma non sono poche le difficoltà che le aziende incontrano per entrare e affermarsi in un paese che, nonostante il periodo di recessione globale, è in costante espansione. Sulla base di queste considerazioni, l'obiettivo del presente studio è stato quello di fornire, all'interno di un quadro delineato dalla letteratura di management internazionale, un insieme di riflessioni e di storie di successi e insuccessi, che potessero far comprendere la complessità che pervade un mercato emergente come la Cina.
- Quali sono le opportunità e le principali difficoltà per i settori che rappresentano il made in Italy nel mercato cinese?
- Quali sono le principali modalità d'entrata e scelte distributive delle aziende italiane in Cina?
- Quali variabili condizionano il percorso d'internazionalizzazione?
- Quali fattori critici di successo devono essere presidiati?
Attraverso i racconti delle numerose aziende intervistate, in Italia e in Cina, in un continuo dialogo tra teoria e prassi, si è cercato di rispondere a tali quesiti, proponendo spunti di riflessione che potessero avere rilevanza sia in termini teorici che manageriali.

18/06/2014

Investing in Macedonia
Putting capital to work in south-east Europe

Tokyo l Seoul l Hong Kong l New York l Chicago

Macedonia is a country that means business. With its ideal location in south-east Europe, modern infrastructure, competitive workforce, variety of investment incentives and an investor-friendly government, it is proving to be a popular and dynamic location for companies from Europe and around the world.

A candidate for EU and NATO membership, Macedonia is politically, financially and economically stable. GDP growth was estimated to be 3.1% in 2013 and is expected to reach 3.2% in 2014, easily outstripping the European Union (Source: Ministry of Finance and State Statistical Office of the Republic of Macedonia).

It ranked 5th for “Best Reformer in the World 2005-12” and 23rd for “Ease of Doing Business”, according to the World Bank’s Doing Business Report 2013. It was the 36th in Forbes' "Best Countries for Business 2012". A factory in Macedonia was the winner of the Best Production Facilities category in fDi Magazine's "Projects of the Year 2012" awards.

Financial Times Live, fDi Magazine, and Invest in Macedonia, in association with the Government of Macedonia, present Investing in Macedonia, a series of 13 events around the world. Following the successful events in Europe, we continue the series with two Executive Dinners and a Breakfast Briefing in Asia late June and early July. The series will move onto the US in September.

The Asia events will feature speeches, presentations, panel discussions and networking breaks. Guests will have the chance to listen to, meet and converse with the Macedonian Prime Minister and his economic team, along with business leaders who have invested in the country, consultants, economists and officials from international financial institutions.

Apply now for an event near you and find out how to turn investment opportunities into realities in Macedonia.

17/06/2014

Il punto sugli investimenti in un rapporto di Srm Intesa Sanpaolo

Esportare il made in Italy di qualità significa essere connessi al mondo con un prodotto unico che non ha uguali .Per qu...
17/06/2014

Esportare il made in Italy di qualità significa essere connessi al mondo con un prodotto unico che non ha uguali .
Per questo , avete bisogno di persone altamente qualificate che vi seguono passo dopo passo nel vostro viaggio per il successo .

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