05/10/2021
Diciamoci la verità: in Italia non è poi così apprezzato il fatto di condividere la propria felicità per il proprio successo, anzi. Il successo, e la ricompensa economica di questo, sono purtroppo ancora un tabù.
Sarà forse per questo retaggio culturale che ancora così tanti manager e dirigenti d’impresa hanno l’impronta e il comportamento da “padrone” o “boss” anziché di Leader?
Essere un leader non significa essere a capo di qualcosa, attenzione. Leader lo può essere chiunque in qualsiasi posizione poiché la leadership è un’attitudine ed un misto di comportamenti e comunicazione che rendono una persona congruente e capace di influenzare positivamente le persone attorno a sé.
Infatti, è proprio questa attitudine da leader che fa sì che le persone siano scelte per occupare ruoli più alti e di maggiore responsabilità ed è anche per questo motivo che incoraggio sempre lo sviluppo della propria leadership per raggiungere i vertici della propria visione di carriera.
Ricorda inoltre che il valore che nella vita riceviamo (economico, emozionale, relazionale) è sempre riferito al valore che portiamo nel mondo, quindi, aiutare e sostenere le persone attorno a te ad essere di più, pensare più in grande, credere di più, avere di più, farà si che in un mondo pieno di detrattori tu possa invece essere un faro di luce, speranza e supporto.
Essere Leader e diventarlo richiede consapevolezza, responsabilità e capacità di delega e soprattutto fiducia: in sé stessi e nelle persone che con noi lavorano e operano. Lo so, può far paura inizialmente non avere più il controllo di ogni minimo processo ma è un atto di fede che porta immensi benefici e che ovviamente va monitorato e nutrito, come del resto lo richiede qualsiasi cosa che nasce e cresce.
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