18/03/2026
LENTAMENTE MUORE
"Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno
gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia
e cambia colore dei vestiti,
chi non parla
a chi non conosce.
Muore lentamente
chi evita una passione,
chi preferisce
il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme
di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio
un sorriso,
quelle che fanno
ba***re il cuore
davanti all'errore
e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova
grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni
a lamentarsi
della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti
che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte
a piccole dosi,
ricordando sempre
che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto
di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicita'."
(Martha Medeiros)
Questa poesia della scrittrice brasiliana Martha Medeiros, erroneamente attribuita spesso a Pablo Neruda, è davvero meravigliosa.
Molta gente muore lentamente, senza accorgersene o senza aver provato a vivere realmente, chiusa perennemente in una bolla di pregiudizi e di barriere mentali.
Poi c'è chi se ne va, ma in qualche modo non muore mai.