14/11/2023
Già alla tenera età di 14 anni, la ragazza (Reem Sahwil) aveva rilasciato inquietanti dichiarazioni proprio sulla questione mediorientale. "La mia speranza è che prima o poi Israele non ci sia più, e che esista solo la Palestina. Quella terra non dovrebbe più essere chiamata Israele, ma piuttosto Palestina", disse al quotidiano Die Welt Am Sonntag, aggiungendo anche: "La mia patria è la Palestina, prima o poi mi trasferirò lì". Parole che, all'epoca, in molti avevano quasi ignorato, preferendo piuttosto puntare l'attenzione su quel pianto davanti alla Merkel, rilanciato dai soliti commentatori come pretesto per puntare il dito contro l'Occidente insensibile e poco accogliente. Nel frattempo la Germania le diede la cittadinanza tedesca e questi sono i risultati. La sua irriconoscenza e il suo antisemitismo sviscerale!
è la formula che oggi i militanti filopalestinesi utilizzano per auspicare nei fatti la cancellazione di Israele e il riconoscimento di una Palestina che non preveda la presenza dello Stato ebraico. E allora certi ragionamenti si invertono: viene da chiedersi quale sia la vera intransigenza, purtroppo pronta a sfociare financo nell'odio più viscerale.
Le sue lacrime davanti alla Merkel erano diventate un caso, additate come l'emblema dell'Occidente insensibile. Ora la palestinese Reem Sahwil ha 22 anni e sui social scrive messaggi contro Israele