Pasquale Pezzella - Amazon Account Manager

Pasquale Pezzella - Amazon Account Manager Pasquale Pezzella, esperto Account Manager di Amazon con oltre 5 anni di esperienza.

Pasquale Pezzella, Account Manager certificato Amazon SPN e Amazon ADS, supporta brand e aziende nell’ottimizzare la loro presenza su Amazon. Con un approccio strategico e orientato ai risultati, trasforma criticità in opportunità, migliorando visibilità, vendite e gestione complessiva degli account. Vanta collaborazioni con realtà come Caffè Moreno, MUUN Materassi Italiani e tanti altri ancora, o

ffrendo consulenza su misura e soluzioni concrete per far crescere i business nel mercato digitale italiano.

Da €10.108 a €117.991 in 89 giorni su Amazon.Non è il risultato di un singolo prodotto virale.E non è arrivato semplicem...
10/07/2026

Da €10.108 a €117.991 in 89 giorni su Amazon.

Non è il risultato di un singolo prodotto virale.
E non è arrivato semplicemente aumentando il budget Ads.

È il risultato di un lavoro strutturato su catalogo, priorità di lancio, schede prodotto e campagne Amazon Advertising.

I numeri del caso studio:

• +1.067% di fatturato
• 3.920 unità ordinate
• 3.806 ordini
• Fatturato giornaliero da €98 a €1.326
• Valore medio ordine da €25,72 a €31
• €47.850 di vendite attribuite alle Ads

La lezione più importante?

Su Amazon non conviene investire tutto, subito, su tutti i prodotti.

La crescita sostenibile parte dal capire quali ASIN hanno più potenziale, ottimizzare la loro capacità di conversione e usare l’advertising per raccogliere dati prima di scalare.

Le campagne non devono solo “comprare fatturato”.
Devono aiutarti a capire dove concentrare budget, attenzione e strategia.

Il dato che considero più rilevante non è solo il fatturato totale, ma la velocità di vendita: l’account è passato da circa €98 a €1.326 al giorno.

Una crescita costruita, non improvvisata.

Se il tuo catalogo Amazon ha prodotti validi ma risultati discontinui, probabilmente il problema non è soltanto il budget.



Check out this Presentation designed by Pasquale Pezzella.

04/05/2026

Su Amazon non vince sempre chi porta più traffico.

Vince chi capisce quanto il cliente ha paura di spendere.

Il calo del potere d’acquisto sta cambiando il modo in cui le persone comprano online.

Il cliente oggi non guarda solo il prezzo.

Guarda:

quanto dura il prodotto
se le recensioni confermano la promessa
se le immagini spiegano bene cosa riceverà
se il prodotto risolve davvero il problema
se il prezzo è giustificato dal valore percepito

E questo impatta direttamente la conversione.

Molti seller pensano che il problema sia solo aumentare le visite.

Più PPC.
Più budget.
Più keyword.
Più offerte.

Ma se il cliente arriva sulla scheda prodotto e non trova risposte chiare alle sue paure, quel click diventa solo un costo.

In un mercato dove il cliente è più prudente, la scheda prodotto deve lavorare di più.

Non deve solo descrivere il prodotto.

Deve rassicurare.

Deve spiegare perché quel prodotto vale il prezzo.

Deve ridurre il dubbio prima ancora che il cliente lo formuli.

Oggi una buona pagina Amazon deve rispondere a domande molto concrete:

Perché dovrei scegliere questo prodotto?
Cosa ha in più rispetto agli altri?
È adatto al mio caso specifico?
Mi posso fidare della qualità?
Cosa succede se non è come me lo aspetto?

Il punto è questo:

quando il potere d’acquisto cala, il cliente non smette necessariamente di comprare.

Smette di comprare prodotti poco chiari.

Smette di comprare promesse deboli.

Smette di comprare schede prodotto che non gli danno abbastanza motivi per fidarsi.

Per questo oggi lavorare su Amazon significa lavorare su tre livelli:

traffico
fiducia
conversione

Le PPC porta le persone sulla pagina.

Ma sono titolo, immagini, bullet, recensioni, prezzo percepito e contenuto A+ a decidere se quel traffico diventa vendita.

Chi continua a guardare solo l’ACOS rischia di perdere il quadro completo.

Perché a volte il problema non è la campagna.

È che il cliente arriva, valuta, dubita… e sceglie un concorrente che gli ha dato più sicurezza.

Amazon non è solo una piattaforma di vendita.

È un mercato dove ogni dettaglio della pagina prodotto deve giustificare la spesa.

E in un periodo in cui le persone sono più attente al denaro, la fiducia diventa una leva di conversione potente quanto il prezzo.

03/05/2026

Molte aziende cercano un Amazon Account Manager solo dopo aver già bruciato soldi.

E questo è uno dei pattern più ricorrenti che vedo.

Arrivano dopo mesi (a volte anni) di errori evitabili:

“Abbiamo investito in advertising ma non vende.”
“Abbiamo un buon prodotto ma Amazon non performa.”
“L’agenzia precedente non ci ha portato risultati.”
“Abbiamo tanto traffico ma poche conversioni.”

Poi entro nell’account e trovo quasi sempre gli stessi problemi:

Listing posizionati male → SEO Amazon inesistente

Campagne PPC accese senza strategia → budget disperso su keyword irrilevanti

Stock gestito male → rotture di inventario che distruggono ranking organico

Margini non monitorati → si fattura senza capire se si sta realmente guadagnando

Cataloghi disordinati → variazioni errate, schede duplicate, contenuti incoerenti

Account health trascurata → problemi che diventano emergenze

Il punto è questo:

Molti imprenditori vedono Amazon come un semplice canale aggiuntivo.

Carico prodotti.
Attivo qualche campagna.
Aspetto vendite.

Amazon oggi non funziona più così.

È un ecosistema complesso dove convivono:

advertising
logistica
pricing
SEO
supply chain
conversion rate
compliance
algoritmi come COSMO e Rufus

E ogni errore ha un costo diretto.

In visibilità.
In margini.
In ranking.
In tempo.

La parte più frustrante?

Spesso basterebbe intervenire prima.

Con una struttura corretta fin dall’inizio, molti brand eviterebbero mesi di sprechi e decisioni sbagliate.

Amazon può diventare uno dei canali più profittevoli per un brand.

Ma improvvisarlo è uno dei modi più veloci per perdere soldi.

Quanti brand hai visto arrivare su Amazon senza una vera strategia?

30/04/2026

Se il tuo cliente cerca “sacchetti Folletto VK140”, perché continui a chiamarlo “soluzione avanzata per la gestione della pulizia domestica” o termini simili?

Vedo questo errore continuamente.

Non solo nei siti aziendali.
Anche su Amazon.
E spesso da brand con ottimi prodotti.

Il problema?

Molte aziende scrivono per impressionare internamente.

Non per vendere esternamente.

Esempi reali:

“Sistema innovativo per l’igiene degli ambienti”

Traduzione reale:
→ aspirapolvere



“Supporto ergonomico per il riposo evoluto”

Traduzione reale:
→ cuscino



“Prodotto professionale per il trattamento cutaneo”

Traduzione reale:
→ crema



Su Amazon questo errore costa carissimo.

Perché il cliente:

-non vuole decifrare
-non vuole interpretare
-non vuole fare uno sforzo mentale

Vuole trovare subito quello che cerca.

E soprattutto:

Amazon oggi premia sempre di più il linguaggio naturale.

Con evoluzioni come Rufus e la ricerca semantica:

non basta più inserire keyword a caso.

Devi intercettare:

→ come il cliente cerca
→ come il cliente parla
→ come il cliente descrive il suo problema

Le recensioni, le query di ricerca e le domande clienti ti dicono già tutto.

Il mercato parla in modo semplice.

Spesso sono i brand a complicare tutto.

E la verità è scomoda:

più il tuo copy sembra scritto per vincere un premio creativo…

meno probabilmente venderà su Amazon.

La semplicità non è banalità.

È conversione.

25/04/2026

Non stai sbagliando le keyword.
Stai ignorando l’intento.



Ogni giorno vedo seller e colleghi ossessionati da:

-volume di ricerca
-keyword “più cercate”
-tool pieni di numeri

E poi?
Listing pieni di keyword… che non vendono.

Il punto è:

Keyword ≠ Intento

Una keyword è solo una parola.
L’intento è il perché quella parola viene cercata.

E su Amazon questo cambia tutto, nel 2026.



Esempio reale:

Chi cerca:
“aspirapolvere portatile”

Può voler dire:

1) confronto tra modelli
2) ricerca del più economico
3) bisogno urgente per auto
4) regalo

Se tu ottimizzi solo per la keyword…
stai parlando a tutti → quindi a nessuno.



Dove si perde il fatturato?

-Titoli pieni di keyword ma vuoti di significato
-Bullet generici che non rispondono a un bisogno specifico
-Immagini che mostrano il prodotto, ma non il contesto d’uso



Cosa funziona davvero:

-Cluster di intenti (non di keyword)
-Copy che risponde a un bisogno preciso
-Visual che anticipano la domanda del cliente



Oggi Amazon (e chi sa usarlo) non premia chi usa più keyword.
Premia chi intercetta meglio l’intenzione di acquisto.



Quindi ti faccio una Domanda:
Tu stai ottimizzando per essere trovato…
o per essere scelto?

23/04/2026

Se vendi su Amazon USA e NON stai perdendo soldi, controlla meglio.

Sembra provocatoria. Ma è la realtà.

Negli ultimi mesi ho analizzato diversi account che vendono negli Stati Uniti.

Risultato?

👉 La maggior parte NON perde margine sul prodotto.
👉 Lo perde nella logistica.

E il problema è che non lo vede.

Ecco dove si nascondono i veri costi:

- Storage fee che crescono mese dopo mese
- Long term storage che mangia prodotti lenti
- Spedizioni inefficienti (troppi invii piccoli o mal pianificati)
- Stock sbilanciato tra warehouse → out of stock da una parte, invenduto dall’altra

E nel frattempo?

Pensi che il problema sia il PPC.
O il prezzo.
O la concorrenza.

No.

Il problema è che stai finanziando inefficienze senza accorgertene.

Oggi Amazon sta spingendo soluzioni come GWD e AGL.
Non è solo per aiutarti.

È perché ha visto prima di te dove perdi soldi.

La vera domanda non è:
“Come risparmio sullo storage?”

Ma:
“Dove sto perdendo margine senza saperlo?”

Perché finché non rispondi a questa domanda,
stai scalando… ma con un buco sotto.



Se gestisci Amazon USA, dimmi:
hai mai fatto un’analisi reale dei costi logistici nascosti?

21/04/2026

La morte silenziosa del “grafico esecutivo”

Negli ultimi anni, molte aziende hanno costruito team creativi basati su una logica semplice:

👉 qualcuno pensa
👉 qualcuno esegue

Il problema?

Quella seconda figura… sta diventando sempre meno necessaria.

Oggi strumenti come ChatGPT - Images 2.0 - riescono a:

* creare visual complessi
* rispettare layout e proporzioni
* inserire testi coerenti
* adattarsi al contesto

Tutto in pochi secondi.

Questo non significa che i grafici spariranno.

Significa che sta sparendo un tipo specifico di grafico:

👉 quello che “esegue istruzioni” senza pensiero strategico



Il punto è semplice:

Se il tuo valore è “saper usare Photoshop”, sei sostituibile.
Se il tuo valore è “capire cosa comunicare e perché”, sei centrale.



Il mercato si sta spostando qui:

* da esecuzione → direzione creativa
* da task → decisioni
* da grafica → marketing



E questo impatta tutti, non solo i designer.

Anche su Amazon, per esempio, non vince chi fa immagini “belle”.

Vince chi crea immagini che:

* aumentano il CTR
* riducono i dubbi
* rispondono alle obiezioni del cliente



La vera domanda oggi non è:

“Sai fare grafiche?”

Ma:

“Sai perché quella grafica farà vendere di più?”



Chi capisce questo passaggio, ha un vantaggio enorme.
Chi lo ignora… rischia di diventare invisibile senza accorgersene.



Curioso di sapere la tua:

Secondo te, nei prossimi 12 mesi, cosa succederà davvero ai ruoli creativi?

20/04/2026

Se gestisci tutto da solo su Amazon, stai già perdendo.

È controintuitivo, ma è così.

Ho visto decine di seller:
- gestire PPC
- rispondere ai clienti
- ottimizzare listing
- controllare stock
- fare pricing

Tutto da soli.

Risultato?

Sempre occupati.
Mai in crescita.

Perché il problema non è il carico di lavoro.
È il collo di bottiglia.

Quando tutto passa da te:
- le decisioni rallentano
- gli errori aumentano
- le opportunità arrivano tardi

E su Amazon, arrivare tardi significa perdere ranking, traffico e vendite.

I seller che scalano davvero fanno l’opposto:

-delegano l’operatività
-si concentrano su strategia e numeri
-costruiscono processi, non task

Non è una questione di team grande o piccolo.

È una questione di struttura.

Perché Amazon non premia chi lavora di più.

Premia chi è progettato meglio.

E tu oggi stai lavorando…
o stai costruendo un sistema che può crescere senza di te?

19/04/2026

Se il tuo listing sembra “perfetto”… è proprio lì il problema.

Negli ultimi mesi sto vedendo sempre più schede prodotto su Amazon scritte con l’AI.

Titoli puliti.
Bullet point impeccabili.
Descrizioni scorrevoli.

Tutto corretto.
Tutto ottimizzato.
Tutto… uguale.

Il punto è questo:
l’AI (come ChatGPT) non inventa davvero.
Riorganizza ciò che già funziona.

E su Amazon questo significa una cosa precisa:

-replica i pattern dei listing che già vendono.

Risultato?

- Stesse parole chiave
- Stesse strutture
- Stesse promesse
- Stesso tono

Saturazione.

E quando tutto sembra “perfetto”, succede qualcosa di pericoloso:
il cliente non percepisce più differenze.

A quel punto, l’unico fattore che resta è uno:
👉 il prezzo.

---

2 errori che vedo ogni giorno:

1. Usare l’AI per “fare prima” invece che per pensare meglio
2. Copiare la struttura dei top seller senza capire perché funzionano

---

Un consiglio avanzato (che pochi applicano):

Usa l’AI per fare il contrario di quello che fanno tutti.

Invece di chiedere:
“scrivimi un listing ottimizzato”

Chiedi:
👉 “dimmi cosa NON stanno dicendo i competitor”
👉 “quali obiezioni del cliente non sono coperte”
👉 “dove posso rompere il pattern”

Perché oggi su Amazon non vince chi è più ottimizzato.

Vince chi è più riconoscibile.

---

La vera domanda è questa:

Il tuo listing è davvero diverso…
o è solo un’altra versione “perfetta” di qualcosa che esiste già?

“Su Amazon serve solo la pubblicità.”No.Questo caso studio dimostra esattamente il contrario.Un prodotto nel settore est...
17/04/2026

“Su Amazon serve solo la pubblicità.”
No.

Questo caso studio dimostra esattamente il contrario.
Un prodotto nel settore estetico è passato da 0 a Bestseller in circa 30 giorni.

Ma NON grazie alla pubblicità.

Ecco cosa è successo davvero:
-Il prodotto è stato scelto perché rispondeva a una domanda reale
-Le immagini sono state progettate per essere migliori dei competitor
-La SEO è stata costruita su keyword + categoria meno saturata
-Le campagne ADV hanno lavorato su keyword meno competitive

Risultato?

Dopo 15 giorni difficili → crescita

Secondo mese → Bestseller

La parte più interessante?
La pubblicità NON è stata il driver principale.

È stata solo l’acceleratore.

Se il tuo prodotto: non comunica bene, è posizionato male, è in una categoria sbagliata

puoi investire anche 100€/giorno…
ma non scalerai mai.

Amazon oggi non premia chi spende di più.
Premia chi struttura meglio.

ECCO IL CASO STUDIO: https://canva.link/mwiz8sskow6e5u2

Indirizzo

Via Gaetano Dublino N72
Acerra
80011

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393345014852

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