26/08/2026
Capitolo 6 – Ricostruire ciò che non c’è più
Nel capitolo precedente abbiamo incontrato un secondo orciolo appartenente allo stesso fornimento realizzato nel 1620 per la Spezieria di Santa Maria Novella. Quel confronto si è rivelato determinante per affrontare una delle fasi più delicate del restauro. L’orciolo del Castello Sforzesco conservava infatti, sul lato sinistro, una ricostruzione lignea dell’ansa, realizzata nel corso di un precedente intervento. La forma, però, non corrispondeva ai parametri dell’ansa originale conservata sul lato opposto e non poteva quindi essere considerata un riferimento attendibile.
Poiché le due anse erano originariamente identiche e disposte simmetricamente, è stata proprio l’ansa originale a fornire il modello corretto.
Da essa è stato ricavato uno stampo, che ha permesso di ottenere una nuova copia con proporzioni, andamento e morfologia coerenti con l’originale. Anche l’ansa originale conservata era incompleta: le orecchie del drago erano mancanti.
È stato a questo punto che il confronto con l’orciolo appartenente allo stesso fornimento, oggi in collezione privata, è diventato essenziale. Le immagini dell’esemplare hanno permesso di individuare con precisione la forma delle orecchie, ricostruite quindi su entrambe le anse. La fotografia documenta proprio questo momento dell’intervento: a destra l’ansa originale, a sinistra la nuova ansa ricostruita, ancora priva della reintegrazione cromatica.
Nel restauro, ricostruire una parte perduta non significa inventarla. Significa partire da ciò che l’opera conserva, verificare ogni dato disponibile e integrare soltanto ciò che può essere documentato con attendibilità.
Ed è proprio questa creatura fantastica a creare oggi un legame inatteso con la destinazione dell’opera.
Al Chongqing China Three Gorges Museum, dove l’orciolo è esposto nella mostra Monsters and Wonders. An Imaginary Journey Among Fantastical Creatures, una recente conferenza dedicata allo Shan Hai Jing, l’antico Classico dei Monti e dei Mari, ha approfondito l’origine delle creature fantastiche e il rapporto tra osservazione della natura e immaginazione.