Checcucci Restauri - restauro ceramiche

Checcucci Restauri  - restauro ceramiche Qualifica professionale di restauratore di beni culturali ai sensi art.182 del D.lgs 2004 nel settore del restauro della ceramica, maiolica e porcellana.

Il recupero, la conservazione e la valorizzazione delle opere d'arte sono obiettivi primari negli interventi eseguiti dal laboratorio, attivo dal 1992 nelle opere di restauro archeologico, conservativo e mimetico. Il rigore metodologico e la competenza garantiscono azioni di qualità su terrecotte, maioliche, porcellane e vetri, fornendo inoltre servizi di consulenza per enti pubblici e privati. Pa

ssione, tradizione, professionalità: il laboratorio di restauro Checcucci racchiude nella sua storia tutto questo.

Capitolo 6 – Ricostruire ciò che non c’è piùNel capitolo precedente abbiamo incontrato un secondo orciolo appartenente a...
26/08/2026

Capitolo 6 – Ricostruire ciò che non c’è più

Nel capitolo precedente abbiamo incontrato un secondo orciolo appartenente allo stesso fornimento realizzato nel 1620 per la Spezieria di Santa Maria Novella. Quel confronto si è rivelato determinante per affrontare una delle fasi più delicate del restauro. L’orciolo del Castello Sforzesco conservava infatti, sul lato sinistro, una ricostruzione lignea dell’ansa, realizzata nel corso di un precedente intervento. La forma, però, non corrispondeva ai parametri dell’ansa originale conservata sul lato opposto e non poteva quindi essere considerata un riferimento attendibile.
Poiché le due anse erano originariamente identiche e disposte simmetricamente, è stata proprio l’ansa originale a fornire il modello corretto.
Da essa è stato ricavato uno stampo, che ha permesso di ottenere una nuova copia con proporzioni, andamento e morfologia coerenti con l’originale. Anche l’ansa originale conservata era incompleta: le orecchie del drago erano mancanti.
È stato a questo punto che il confronto con l’orciolo appartenente allo stesso fornimento, oggi in collezione privata, è diventato essenziale. Le immagini dell’esemplare hanno permesso di individuare con precisione la forma delle orecchie, ricostruite quindi su entrambe le anse. La fotografia documenta proprio questo momento dell’intervento: a destra l’ansa originale, a sinistra la nuova ansa ricostruita, ancora priva della reintegrazione cromatica.
Nel restauro, ricostruire una parte perduta non significa inventarla. Significa partire da ciò che l’opera conserva, verificare ogni dato disponibile e integrare soltanto ciò che può essere documentato con attendibilità.
Ed è proprio questa creatura fantastica a creare oggi un legame inatteso con la destinazione dell’opera.
Al Chongqing China Three Gorges Museum, dove l’orciolo è esposto nella mostra Monsters and Wonders. An Imaginary Journey Among Fantastical Creatures, una recente conferenza dedicata allo Shan Hai Jing, l’antico Classico dei Monti e dei Mari, ha approfondito l’origine delle creature fantastiche e il rapporto tra osservazione della natura e immaginazione.

Capitolo 5 – Dal banco dello speziale al museoPrima di proseguire con le fasi operative del restauro, facciamo un passo ...
16/08/2026

Capitolo 5 – Dal banco dello speziale al museo

Prima di proseguire con le fasi operative del restauro, facciamo un passo indietro nella storia dell’orciolo.

Prodotto a Montelupo e datato 1620, questo recipiente da farmacia in maiolica policroma apparteneva al fornimento realizzato per la Spezieria di Santa Maria Novella a Firenze.
Sotto l’ansa conservata compare una R racchiusa entro un medaglione circolare: si tratta della sigla della bottega montelupina, attestata anche nella variante “Ro”, alla quale viene ricondotta la produzione di questa importante serie di vasi farmaceutici.
L’orciolo era destinato alla conservazione e alla mescita di preparazioni liquide. Il beccuccio ne permetteva il versamento, mentre il grande cartiglio frontale era riservato all’indicazione del preparato contenuto.

Il corpo ovoidale, impostato su un piede, presenta un breve collo espanso con orlo estroflesso. La superficie è interamente animata da un ricco decoro a raffaellesche, legato al repertorio delle grottesche: figure alate, animali fantastici, uccelli, medaglioni, elementi vegetali e ornati policromi si susseguono sul fondo bianco della maiolica. A completare la forma erano due anse plastiche dragoniformi.
La storia di questo manufatto è strettamente legata a quella della Farmacia di Santa Maria Novella. Le sue origini risalgono all’insediamento dei frati domenicani a Firenze nel 1221; nel 1612 la spezieria venne ufficialmente aperta al pubblico.
Un altro orciolo dello stesso fornimento, oggi in collezione privata, reca anch’esso la data 1620 e la medesima sigla R. La struttura, le anse dragoniformi e l’organizzazione decorativa confermano la stretta relazione tra i due esemplari, entrambi realizzati per la spezieria fiorentina.

Nato come oggetto d’uso per la Farmacia di Santa Maria Novella, l’orciolo è oggi conservato nelle Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco di Milano.

Nel prossimo capitolo vedremo come il confronto con l’esemplare gemello abbia fornito le informazioni necessarie per ricostruire le parti perdute.

Capitolo 4 – Il preassemblaggioDopo l’individuazione e lo studio dei frammenti, la forma dell’orciolo comincia progressi...
12/08/2026

Capitolo 4 – Il preassemblaggio

Dopo l’individuazione e lo studio dei frammenti, la forma dell’orciolo comincia progressivamente a ricomporsi.
Prima dell’incollaggio definitivo viene eseguito il preassemblaggio, una fase fondamentale che permette di verificare la corretta corrispondenza delle superfici di frattura, la continuità morfologica e quella del decoro.
I frammenti vengono temporaneamente mantenuti in posizione, senza rendere ancora definitiva la ricomposizione.
Questa fase consente di controllare gli allineamenti, individuare eventuali criticità e soprattutto stabilire la corretta sequenza di assemblaggio: in una struttura complessa, infatti, l’ordine con cui vengono ricollocati i frammenti è determinante per consentire il successivo inserimento di ciascun elemento senza creare interferenze o tensioni.
Nella fotografia, la data 1620 torna progressivamente leggibile mentre le diverse porzioni della decorazione ritrovano la loro continuità.
Il preassemblaggio è quindi una fase di verifica e di studio: prima di rendere stabile la forma, bisogna essere certi di averne compreso ogni connessione.

Capitolo 3 – I frammenti raccontanoUn frammento non è semplicemente una parte separata dall’opera.Nel restauro conservat...
05/08/2026

Capitolo 3 – I frammenti raccontano

Un frammento non è semplicemente una parte separata dall’opera.
Nel restauro conservativo, ogni elemento viene considerato un documento materiale: posizione, orientamento, spessore, superfici di frattura, tracce di precedenti incollaggi e continuità del decoro vengono attentamente analizzati prima di qualsiasi intervento.
In questo dettaglio è ancora leggibile la data 1620, testimonianza dell’epoca di realizzazione dell’orciolo. Anche un frammento apparentemente marginale può conservare informazioni fondamentali per comprendere la storia dell’opera e guidarne la corretta ricomposizione.

Prima di ricostruire un oggetto, è necessario comprenderlo.

Capitolo 2 – Prima della rimozione dei restauri pregressiL’immagine documenta lo stato conservativo dell’orciolo al mome...
01/08/2026

Capitolo 2 – Prima della rimozione dei restauri pregressi

L’immagine documenta lo stato conservativo dell’orciolo al momento del suo ingresso in laboratorio.

L’opera era già stata interessata, nel corso del tempo, da precedenti interventi di restauro eseguiti con materiali e metodologie oggi non più rispondenti ai criteri della moderna conservazione.

Prima di qualsiasi intervento è stata eseguita una fase di osservazione diretta, documentazione fotografica e analisi dello stato di conservazione, indispensabile per valutare la natura dei materiali impiegati nei restauri precedenti, la stabilità delle adesioni e la corretta sequenza operativa.

Solo dopo questa fase conoscitiva è stato possibile programmare la rimozione controllata dei restauri pregressi, operazione necessaria per recuperare la reale lettura delle superfici di frattura e predisporre un intervento conservativo rispettoso dell’autenticità materiale dell’opera.

Nel restauro, ogni scelta tecnica nasce dalla conoscenza dell’oggetto.

1620Quattro numeri.Un frammento di maiolica.Quattro secoli di storia racchiusi in pochi centimetri.È da questo piccolo f...
26/07/2026

1620

Quattro numeri.

Un frammento di maiolica.

Quattro secoli di storia racchiusi in pochi centimetri.

È da questo piccolo frammento che prende avvio il racconto del restauro di un orciolo da farmacia di ambito montelupino, appartenente alle Raccolte d’Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano.

Un’opera che, dopo il restauro, ha intrapreso un nuovo viaggio fino in Cina, dove oggi è esposta al Three Gorges Museum di Chongqing, nella mostra internazionale Monsters and Wonders. An Imaginary Journey Among Fantastical Creatures.

Nei prossimi post vi accompagnerò dietro le quinte del restauro: dalla lettura dei frammenti, alle tracce lasciate dai precedenti interventi, fino alla ricomposizione dell’opera.

Ogni frammento custodisce una storia e il restauratore ha il privilegio di riportarla alla luce.


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25/07/2026

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LA CERAMICA SI FA ABITO
Visioni da collezione privata

La partita

Da un piatto di Ivos Pacetti, realizzato negli anni Trenta presso la manifattura La Fiamma di Albisola Capo, nasce un abito-scultura in ceramica.

Carte, dadi, domino, scacchi e biliardo escono dalla superficie del piatto e si trasformano in forme, volumi e dettagli dell’abito, creando un dialogo tra ceramica storica e immaginazione contemporanea.

Indirizzo

Via ALESSANDRIA 38
Albisola Superiore
17011

Orario di apertura

Lunedì 14:30 - 18:00
Martedì 14:30 - 18:00
Mercoledì 14:30 - 18:00
Giovedì 14:30 - 18:00
Venerdì 14:30 - 18:00

Telefono

+393478802042

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