Studio Commerciale dott. Danilo Bartozzi

Studio Commerciale dott. Danilo Bartozzi Commercialista
Revisore Contabile

LITI FISCALI, I CONTRIBUENTI PAGANO LE SPESE LEGALI PIU' SPESSO DELL'UFFICIOI dati. Nel 2025 i privati sono stati chiama...
17/11/2025

LITI FISCALI, I CONTRIBUENTI PAGANO LE SPESE LEGALI PIU' SPESSO DELL'UFFICIO
I dati. Nel 2025 i privati sono stati chiamati a rimborsare i costi del giudizio nel 4,5% di casi in più rispetto al Fisco in primo grado e nel 14,5% in secondo
Cristiano Dell’Oste Antonio Iorio Il sole 24 ore 17/11/2025

L’addebito delle spese processuali alla parte soccombente in ambito tributario, diversamente da quello civilistico, non si riscontra sempre. Esse vengono spesso compensate nei casi di ‘gravi ed eccezionali ragioni’ che il giudice deve indicare in sentenza.
Le motivazioni di tale fatto vanno ricercate in una serie di cause. Innanzitutto, la materia trattata è caratterizzata da una notevole complessità tecnica, con interpretazioni delle norme spesso controverse, prassi amministrative non sempre lineari e continui interventi giurisprudenziali. In questo contesto, il giudice tributario tende a ritenere “giustificata” la posizione di entrambe le parti, anche quando una delle due risulta soccombente. Si può spiegare così, probabilmente, lo strano dato sulle percentuali di addebito delle spese tra fisco e contribuente: quando vince il Fisco, il contribuente è condannato a rifondere le spese nel 64,8% dei casi in primo grado e nel 58,6% in secondo; quando invece ha ragione il contribuente, l’ufficio deve rimborsargli i costi solo nel 60,3% dei casi in primo grado e nel 44,1% in secondo.

Tuttavia, la statistica elaborata dal quotidiano ‘il sole 24 ore’ rischia di mettere in evidenza un altro dato, ovvero che alla base del processo tributario emerga una impostazione “non pienamente civilistica” di quel processo, caratterizzato ancora da una preponderante dimensione pubblicistica sia per la per la natura degli atti, sia per il ruolo dell’Amministrazione Finanziaria e sia per la finalità di controllo della legalità dell’azione impositiva. Come si spiegherebbe altrimenti il dato sulla diversa entità delle spese liquidate alle parti?
Capita spesso, infatti, che – a parità di valore della lite e condizioni – le somme riconosciute a favore dell’ente siano superiori a quelle che vengono liquidate al contribuente. Lo si è osservato quando la stessa contestazione riguarda più periodi di imposta e i ricorsi (separati) vengono assegnati a differenti collegi o sezioni della medesima corte. Non di rado gli esiti sono opposti e si rileva che nel caso di soccombenza del contribuente le spese liquidate all’ufficio sono più alte di quelle riconosciute, nell’altro procedimento, alla parte privata. Il tutto è ancora più singolare se si considera che, nella quantificazione delle spese a favore dell’ente impositore assistito da propri funzionari si applicano, secondo la previsione normativa, le disposizioni per la liquidazione del compenso spettante agli avvocati, con la riduzione del 20%.

Anche quest'anno una modifica ai termini per il versamento delle imposte scaturenti dalle dichiarazioni dei redditi. I t...
13/06/2025

Anche quest'anno una modifica ai termini per il versamento delle imposte scaturenti dalle dichiarazioni dei redditi. I termini ORDINARI previsti dalla legge, 30 giungo e 20 luglio (con piccola maggiorazione) sono ormai ORDINARIAMENTE disattesi. Chi ricorda l'anno in cui non sono stati modificati?
Questo genera certamente un sollievo ai contribuenti ma un forte disagio a tutti quei professionisti che hanno cercato di fare il massimo degli sforzi per organizzarsi per comunicare gli importi da pagare ai propri clienti per la scadenza 'ORDINARIA-ORDINARIA'. Ora, clienti già avvisati e importi già comunicati, deleghe già stampate e programmate per la scadenza del 30 giungo vanno di nuovo elaborate. COME SE LAVORARE PER IL RISPETTO DELLE ORDINARIE-ORDINARIE scadenze sia diventato oggi non MERITO PER L'EFFICIENZA E ORGANIZZAZIONE ma DISAGIO E SCONVENIENTE per gli studi. Insomma, un invito alla disorganizzazione, al lavoro LAST MINUTE.
E, come d'ORDINARIO, si ricomincia.

CLAMOROSO AUTOGOL ED ESSERE FELICI COSI'Gioisce il fisco per l'esito delle adesioni al concordato preventivo biennale ta...
05/11/2024

CLAMOROSO AUTOGOL ED ESSERE FELICI COSI'
Gioisce il fisco per l'esito delle adesioni al concordato preventivo biennale tanto sponsorizzato dal governo. Secondo la loro opinione '160 mila EVASORI diventano così soggetti affidabili'. Come dire che chi ha aderito al concordato era un evasore che ora si è redento e rimesso sulla buona strada.
Ma chi davvero ha aderito al concordato fiscale? Logica vuole (e i dati del prossimo bienno lo dimostreranno) che gli aderenti al CPB sono quegli imprenditori con SICURE PROSPETTIVE DI CRESCITA. Sicure, dato che a ottobre una ragionevole stima quantomeno sul 2024 è già stata effettuata. Dunque, di fatto, il fisco considera UN GRANDE SUCCESSO la stima di un incasso che AVEVA GIA' NELLE PROPRIE TASCHE. Ma quel che è peggio è che considerando esente da imposizione l'extra reddito rispetto al concordato, nei fatti HA RINUNCIATO AD INCASSARE LE IMPOSTE PROPRIO DA QUEI SOGGETTI CON RICAVI ed UTILE IN CRESCITA.
Del resto, come poteva aderire al concordato un 'EVASORE' (parola del viceministro Maurizio Leo) lasciando emergere ricavi e ricarichi finora non contabilizzati e rischiando un accertamento (sulla base degli stessi ricarichi) sulle annualità pregresse che lo avrebbero di per se fatto decadere dal concordato stesso?? (art. 22 del D.lgs. 13/2024). E che lo avrebbero reso schiavo del sistema, costringendolo a rinnovare in eterno l'adesione, pena incorrere nello stesso rischio?

CONTINUA FORTE LA PUBBLICITA’ AL CPB ANCHE SUI TITOLI DEL SOLE 24 ORE A dispetto del titolo, che sembra incentivare l’ac...
23/09/2024

CONTINUA FORTE LA PUBBLICITA’ AL CPB ANCHE SUI TITOLI DEL SOLE 24 ORE

A dispetto del titolo, che sembra incentivare l’accesso al concordato preventivo biennale, è ben chiaro che il risparmio fiscale lo concretizza solamente chi ha una VARIAZIONE di reddito importante rispetto l’anno/gli anni precedenti, o meglio rispetto alle ASPETTATIVE DI REDDITO che gli sono attribuiti dall’agenzia delle entrate.
Si, perché il reddito proposto non è solo il frutto del reddito dichiarato nel 2023 ma anche moltissimi altri elementi, secondo la metodologia di cui al decreto 14 giugno 2024 (tra cui anche le attribuite capacità manageriali del contribuente).
Orbene, se in precedenza ho avuto redditi di un certo livello, solo eventi straordinari possono portarmi ad un incremento significativo. E solo con un incremento significativo posso ‘monetizzare’ i vantaggi fiscali. E solo in questi casi è conveniente aderire al concordato….

IL CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE (CPB): ECCO PERCHE’ NON E’ ACCETTABILE.Il CPB è un nuovo strumento ideato dal legislat...
20/09/2024

IL CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE (CPB): ECCO PERCHE’ NON E’ ACCETTABILE.

Il CPB è un nuovo strumento ideato dal legislatore per favorire la cosiddetta ‘compliance’, ovvero volto a favorire una maggior trasparenza e fiducia nei rapporti tra fisco e contribuente incentivando quest’ultimo a dichiarare la corretta situazione reddituale e, al contempo, godere di taluni vantaggi.
Concretamente, attraverso il CPB l’amministrazione finanziaria, sulla base dei dati ISA e della storicità economica e fiscale del contribuente, propone a quest’ultimo un reddito imponibile MINIMO da dichiarare per le successive dichiarazioni. Reddito che dovrà poi essere modificato da eventuali plusvalenze, sopravvenienze (ma anche minusvalenze o predite su crediti) eventualmente conseguiti. Come dire: si determina un reddito ‘ordinario/caratteristico’ da variare in considerazione della componente straordinaria.
La prima considerazione da fare è che NON E’ POSSIBILE DICHIARARE MENO: solo la presenza di ‘circostanze eccezionali’ individuate con DMef che possono avere un incidenza almeno del 30% rispetto al reddito concordato possono assumere rilievo. Tali situazioni non sono legate a situazioni personali o astratte ma si tratta di situazioni veramente particolari ed eccezionali quali eventi calamitosi per i quali è dichiarato lo stato di emergenza, inagibilità sopravvenuta dei locali i loro inaccessibilità, provvedimenti di sospensione dell’attività… (DMEF del 14/6/2024).

MA QUALI VANTAGGI EFFETTIVI POTREBBE AVERE IL CONTRIBUENTE?
A rigor di logica l’unica situazione in cui il contribuente potrebbe avere un vantaggio riguarda l’ipotesi in cui sia concretamente ravvisabile un incremento significativo reddituale. Difatti il reddito eccedente quello concordato non è assoggettato ad imposizione. Seppur si tratta di situazioni non frequenti, laddove si possa concretamente prevedere questa ipotesi l’adesione al CPB risulta davvero conveniente. E non è difficile, tuttavia, pensare a qualche ipotesi di ‘alterazione’ dei rapporti tra contribuenti per forzare l’ottenimento di tali benefici.
Diversamente, la situazione è molto difficile per il contribuente. Perché il sistema è impostato per la determinazione di un reddito sempre in crescita. Difatti, il reddito proposto è calcolato in modo da ottimizzare il risultato ottenibile con gli ISA. In altri termini, estremizzando il concetto ma non troppo, il reddito proposto è quello che fa ottenere al contribuente il suo bel 10! (Il massimo voto di affidabilità fiscale). E’ chiaro che:
1- Se il contribuente non ottiene quel reddito allora sta pagando imposte su un reddito non conseguito, con evidente danno;
2- Se il contribuente ottiene quel reddito o anche più alto, allora non avrà avuto danno o, probabilmente, conseguirà un vantaggio fiscale. Ma il reddito del suo prossimo concordato non potrà essere più basso di quello ora conseguito.
Il tutto è condito dal mantenimento degli obblighi contabili e dichiarativi con la pregiudiziale che l’accertamento di un maggior reddito nel periodo concordatario o in quello precedente costituisce causa di decadenza dallo stesso.
Rilevo infine che tra gli altri ‘mirabolanti’ vantaggi che il CPB propone vi è quello dell’inibizione degli accertamenti analitico induttivi e la riduzione di un anno dei termini di decadenza. Non credo che questo possa concretizzarsi con un significativo reale vantaggio: anche chi ha un voto ISA superiore a 8 o 9 consegue questi vantaggi. Poiché il CPB tende a far dichiarare un reddito da 10 per gli isa questi ulteriori ‘vantaggi’ mi sembrano scontati.

Ecco come fare debiti nel bilancio degli stato....
30/11/2023

Ecco come fare debiti nel bilancio degli stato....

01/02/2023

DA BREXIT A BREGRET!!
La gran parte dei cittadini britannici (percentuale che oscilla tra il 56 e il 57%) si è pentita di avere lasciato l’Unione Europea poiché almeno finora non ha portato nessuno dei benefici promessi.
Il Fondo monetario internazionale ha previsto che il Pil britannico si contrarrà dello 0,6% quest’anno, unico tra i Paesi del G7 e del G20, una riduzione peggiore perfino di quella della Russia impegnata in una guerra rovinosa. Già lo scorso anno l’economia britannica era stata la sola nel G7 a non tornare alle dimensioni pre-pandemia e ora è entrata in recessione. Il Centre for European Reform calcola che Brexit abbia causato una riduzione del Pil del 5,5% , mentre Bloomberg Economics parla di un -4%, pari a 100 miliardi di sterline, 124 miliardi di euro. Gli stessi esperti del Governo e della Banca d’Inghilterra hanno ammesso che Brexit ha pesato sull’economia. Le esportazioni britanniche segnano il passo dal 2019. Tutti i Paesi del G7 (Italia in primis) hanno tratto beneficio dal rilancio del commercio internazionale dopo la pandemia, ma non il Regno Unito le cui previsioni sulle esportazioni, anche per il 2023, sono previste in ulteriore riduzione. Le barriere doganali hanno comportato lungaggini burocratiche, tempi e costi aggiuntivi che hanno reso difficile alle imprese inglesi di continuare a vendere i loro prodotti nella Ue, che resta il maggiore partner commerciale del Regno Unito. Nel contempo una inflazione senza precedenti ha portato al crollo dei consumi interni, riducendo drasticamente il tenore di vita delle persone. Brexit ha poi imposto barriere anche alle persone e agli investimenti. Secondo i dati Ocse, gli investimenti delle imprese sono in calo dal referendum del 2016 e rappresentano ora il 9% del Pil, contro una media del 13% degli altri Paesi del G7. Oltre alle difficoltà e ai costi di reperire materie prime e pezzi di ricambio, mal comune in tutta europa, le imprese britanniche devono gestire carenze di personale senza precedenti: la rimozione forzata degli europei dal mercato del lavoro ha esacerbato la crisi, portando a carenze in tutti i settori e a tutti i livelli, qualificati e non.

07/01/2023

CURE PALLIATIVE: lo sapevi che nell'ambito del sistema sanitario sono previste cure palliative domiciliari o residenziali? In particolare, le erogazioni delle cure palliative residenziali avviene presso strutture residenziali dette hospice che garantiscono il complesso integrato di accertamenti diagnostici, prestazioni mediche specialistiche, infermieristiche, riabilitative, psicologiche, l’assistenza farmaceutica, la somministrazione di preparati di nutrizione artificiale, le prestazioni sociali, tutelari e alberghiere e il sostegno spirituale. Le prestazioni sono erogate da équipe multidisciplinari e multiprofessionali, e sono a totale carico del Servizio sanitario nazionale.

Per qualche momento abbiamo guardato anche con ammirazione la politica cinese contro la pandemia. Oggi molte cose posson...
18/12/2022

Per qualche momento abbiamo guardato anche con ammirazione la politica cinese contro la pandemia. Oggi molte cose possono essere riesaminate....

Complice l’allentamento la situazione è critica in diverse città, con aziende a supply chain in difficoltà. A Pechino metà della popolazione contagiata

ENPAM. Fantastico. Solo 11 minuti di attesa nonostante sia il primo in lista. Nel frattempo, all'altro telefono, sono 21...
28/11/2022

ENPAM. Fantastico. Solo 11 minuti di attesa nonostante sia il primo in lista. Nel frattempo, all'altro telefono, sono 21-esimo....

26/10/2022
SANATORIA SUI DEBITI FISCALITra le ipotesi in discussione sul tavolo del governo, sul versante fiscale, rispunta la sana...
25/10/2022

SANATORIA SUI DEBITI FISCALI
Tra le ipotesi in discussione sul tavolo del governo, sul versante fiscale, rispunta la sanatoria dei debiti con il Fisco. Ancora una volta lo Stato si trova costretto ad evidenziare la propria incapacità ad incassare i debiti dei contribuenti e continua a far gravare la spesa pubblica, gli oneri della macchina statale, sui soliti cittadini che pagano ..... Magari travestendo l'operazione come un aiuto alle imprese e famiglie che non riescono a pagare le bollette....

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Via Giannelli, 30
Ancona
60123

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Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
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