09/06/2026
Economia e Finanza, ignoranza non ammessa
Oggi “saper far di conto” non basta più. Quasi tutti i professionisti devono auto amministrarsi, specialmente se sono piccoli imprenditori, liberi professionisti, studi associati, negozi o semplicemente conducono un’attività. Ma tutto questo diventa un obbligo, un impegno e un onere che non si può affrontare con leggerezza quando si inizia a possedere capitali e beni, proprietà, società, imprese, negozi, esercizi commerciali, aziende. O semplicemente si ereditano beni, capitali e immobili. Che fare? Sono problemi prima ancora che vantaggi?
Purtroppo all’estero si cresce con alcune consapevolezze di base che noi non abbiamo o abbiamo perso. L'Italia si posiziona costantemente tra i paesi europei con i più alti tassi di analfabetismo funzionale, ignoranza finanziaria e basso livello di istruzione in genere.
Dati OCSE e Censis evidenziano una "fabbrica di ignoranti" con competenze scarse in lettura, matematica e problem solving, spesso legate a un sistema educativo poco incline a materie economico finanziarie. Sono pochissime le persone adulte in età lavorativa che ritengono utile approfondire ciò che tratta la manovra finanziaria annuale del governo per vedere se ci sono novità o interessi specifici che li riguardano…
Iniziamo da questo “Analfabetismo Funzionale”: circa il 35-44% degli adulti italiani possiede competenze limitate, rendendo difficile la comprensione di testi complessi o l'uso del pensiero critico. Si tende in genere a scansare le problematiche del lavoro e dell’amministrazione, pensando che la vita quotidiana sia fatta di routine e consuetudini. Come mangiare, stare in salute, andare al solito posto a lavorare. Insomma: “sbarcare il lunario” come si suol dire!
Pesa molto l’Analfabetismo Finanziario: l'Italia è addirittura al 63° posto al mondo per cultura finanziaria, con il 37% degli italiani con conoscenze economiche (anche di base) davvero limitate, inferiore a Francia e Germania.
Conseguenze quasi scontate di tali dati preoccupanti sono: l’arretratezza nell’istruzione. L'Italia ha circa la metà dei laureati rispetto alla media europea. Una forte carenza di conoscenze storiche, economiche, legislative, con oltre la metà degli italiani che ignora eventi chiave, cambiamenti e evoluzioni per esempio della politica, dell’economia e del sistema amministrativo e fiscale degli ultimi anni.
Di qui, la percezione della realtà non è buona: indagini Ipsos Mori evidenziano che gli italiani hanno spesso una percezione del proprio Paese (immigrazione, disoccupazione) assai peggiore della realtà. Il che si riflette in modo anomalo sul Sociale impedendo lo sviluppo, l’integrazione, il metter su famiglia, il trovare lavoro… finendo invece per favorire rassegnazione quando non violenza e criminalità.
A questo punto viene da domandarsi: se l’ignoranza diffusa e di varia natura, attestata dai dati, favorisce un certo pessimismo e la mancanza di visione per il futuro, come si può pretendere che l’italiano medio affronti i rischi – normali in altri Paesi – di innovare, investire, capitalizzare le proprie risorse, i propri averi, i risparmi di una vita? Anche perché ciò significa guardare al futuro proprio, della propria famiglia, dei figli, in una parola: crescere.
Abbiamo chiesto un parere su tale situazione al Presidente Valerio Vico della Fiduciaria Marche, istituzione economica che tutela e amministra beni e capitali, preservandoli e fornendo la consulenza utile di livello economico e finanziario per pianificare il futuro familiare, aziendale, societario e quant’altro.
Presidente, avere un minimo di competenze economiche oggi è davvero così raro e davvero può determinare la nostra cattiva propensione allo sviluppo economico e quindi sociale?
“In effetti le analisi economiche e finanziarie vanno di pari passo con le proiezioni dei mercati, dove si deve tener conto non solo delle proprie aspirazioni e volontà, scelte ed indirizzi, ma anche delle tendenze e trend internazionali, oscillazioni dei titoli e delle borse, della circolazione e del valore delle monete, delle materie prime e così via. Da tale punto di vista non solo se si vuole investire ma anche solo se si vuole mantenere sani e solidi i propri beni, occorre guardarsi intorno, aggiornarsi, mantenersi informati, approfondire e studiare. Il tutto su due livelli fondamentali: a livello nazionale i cambiamenti costituiti da nuove leggi, manovre fiscali, aggiornamenti retributivi, costo del lavoro, fisco, tasse, obblighi amministrativi, tanto per intenderci. Dall’altra, a livello internazionale, occorre anticipare e interpretare – a volte imparare a “schivare” - le conseguenze delle guerre, dell’aumento dei carburanti, dei materiali, delle scelte e dichiarazioni politiche, e tutto ciò che incide poi sui mercati, sulle Borse, nei consumi e nei costi con cui abbiamo quotidianamente a che fare… per questo oggi non è facile né tutelare i propri capitali, né effettuare scelte di investimento o di mercato…”.
Come si fa ad evitare salti nel buio quando si vuole investire i propri soldi invece che tenerli in una banca?
“Primo, evitare il fai da te. Non ci sono regole precise quando si vuole per esempio comperare beni rifugio. Alcuni preferiscono oro e gioielli, orologi e opere d’arte. Altri il classico “mattone”, comperando case e appartamenti. Ma ci sono regole da osservare, e per prima cosa la tutela dei propri beni e capitali si deve estendere anche e soprattutto quando li si vuole moltiplicare, tramandare, lasciare per il passaggio generazionale ai familiari o intestare a qualcuno. Spesso non parliamo solo di chi ha grandi possibilità e tanto denaro. La Fiduciaria Marche per esempio ha anche tanti clienti che sono aziende e imprese che posseggono dei beni mobili e immobili e stanno affrontando dei passaggi generazionali. In questi casi interveniamo per garantire e tutelare ogni genere di capitali senza affrontare rischi, nella massima riservatezza, nella legalità e nella trasparenza fiscale. Certamente tutti vogliono avere poco a che fare con tasse, fisco e sanzioni: ciò è possibile con il mandato fiduciario: infatti la Fiduciaria Marche è anche sostituto d’imposta”.
Questo ha anche una forte implicazione nel Sociale…
“Certamente. Ci occupiamo da anni della legge “Dopo di Noi” per chi ha familiari svantaggiati e vuole assicurare loro un futuro sereno senza preoccupazioni economiche, oppure chi vuole effettuare lasciti di beneficenza. Persino per chi vuole investire nel proprio futuro e quello della famiglia con polizze vita di ultima generazione. Non da ultimo, la Fiduciaria Marche ha degli strumenti finanziari innovativi anche per garantirsi una vecchiaia “tutelata” economicamente, con il mandato Silver che abbiamo istituito in previsione della crescita esponenziale della Silver economy”.
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Per saperne di più vai https://www.fiduciariamarche.it/