16/10/2026
La riforma dell’ordinamento forense interviene anche sull’esercizio della professione in forma societaria.
Restano ammesse società di persone, di capitali e cooperative, ma con regole più precise sulla partecipazione dei soci non professionisti, sulla distribuzione degli utili e soprattutto sulla tutela dell’indipendenza degli avvocati.
Tra i punti centrali:
• limiti alla partecipazione agli utili dei soci non professionisti;
• divieto di attività prevalente a loro favore;
• tutela dell’autonomia e della libertà decisionale dei soci professionisti.
L’obiettivo è consentire l’organizzazione societaria senza compromettere l’indipendenza della professione.