EMCo Management

EMCo Management EMCo, grazie ad un approccio multidisciplinare, dato dall'unione di diverse figure professionali, offre servizi professionali di Protezione Civile.

EMCo nasce dall’unione di diverse professionalità (Ingegneri, Geologi, Laureati in Protezione Civile, Geometri) che hanno, nel tempo, anche maturato una profonda esperienza nell’ambito delle attività di Protezione Civile. Da questa aggregazione è nata una realtà imprenditoriale in grado di soddisfare in modo compiuto qualsiasi necessità in ordine allo studio di strategie di prevenzione e pianific

azione sia in ambito di Protezione Civile che Aziendale, garantendo la realizzazione di prodotti che, grazie alla multidisciplinarietà caratteristica di EMCo, affrontano le problematiche a 360°. Accertato che la prevenzione è l’elemento chiave per la mitigazione dei rischi, EMCo si è particolarmente specializzata nelle seguenti attività:

- Analisi degli scenari di rischio presenti nel territorio di riferimento
- Progettazione di strategie per la riduzione dei rischi
- Studio e realizzazione delle attività e dei prodotti informativi destinate alla sensibilizzazione della popolazione ai rischi insiti nel proprio territorio
- Progettazione di opere ed impianti strumentali destinati al completamento, potenziamento od integrazione dei servizi di Protezione Civile comunali, provinciali e regionali

Per quanto concerne la Pianificazione, proprio per effetto della sua multidisciplinarietà, EMCo è in grado di realizzare, con un altissimo standard di professionalità e competenza:

- Lo studio, la realizzazione o l’aggiornamento di Piani di Emergenza in ambito comunale, provinciale e regionale
- La realizzazione di Piani di Emergenza e/o di sicurezza aziendali
- Lo studio e la realizzazione di Documenti di Valutazione dei Rischi

La peculiarità di EMCo è anche quella di fornire assistenza nelle fasi di verifica dei prodotti realizzati, garantendo:

- Formazione delle varie figure responsabili previste dai Piani di Emergenza
- Formazione relativa alle varie componenti dei servizi di Protezione Civile
- Selezione, formazione e/o gestione di personale, proprio del committente e/o di terzi, preposti al servizio Protezione Civile
- Formazione relativa alle varie figure e/o qualifiche previste dal D.Lgs. 81/2008

Interessante soluzione adottata dal comune di Alassio per comunicare ai cittadini il grado di allerta in corso.
23/03/2016

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08/03/2016

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FIRMATE OGGI LE INDICAZIONI PER L’OMOGENEIZZAZIONE DEI MESSAGGI DI ALLERTAMENTO E FASI OPERATIVE PER RISCHIO METEOIDROGE...
10/02/2016

FIRMATE OGGI LE INDICAZIONI PER L’OMOGENEIZZAZIONE DEI MESSAGGI DI ALLERTAMENTO E FASI OPERATIVE PER RISCHIO METEOIDROGEOLOGICO
E IDRAULICO

Creare i migliori presupposti per l’omogeneizzazione dei metodi, la semplificazione delle procedure e una migliore efficacia complessiva del sistema di protezione civile: sono questi gli obiettivi principali delle “Indicazioni per l’omogeneizzazione dei messaggi di allertamento e delle relative Fasi operative per rischio meteo-idrogeologico e idraulico” firmate oggi dal Capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio (e disponibili sul sito www.protezionecivile.gov.it)
Oggi, a undici anni dall’emanazione della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 che ha definito la nascita dell’attuale sistema di allertamento, incardinato nella rete
dei Centri Funzionali – e anche sulla base della forte spinta impressa, dopo gli eventi alluvionali dell’autunno 2013, in sede di Conferenza delle Regione e Province autonome – è risultata più forte che mai la necessità di rafforzarne l’uniformità di impostazione sul territorio nazionale, tenendo ovviamente conto delle specificità e delle prerogative di ognuno, partendo dalle Regioni e dalle Province Autonome.

La piena operatività dei Centri funzionali decentrati, infatti, rende fondamentale la necessità di uniformare sia i messaggi di allertamento sia la denominazione delle fasi operative, intese come sintesi delle azioni di prevenzione e gestione dell’emergenza che i sistemi territoriali mettono in campo in considerazione dell’allerta. “L’omogeneizzazione dei codici colore e delle fasi operative – conferma il Capo del Dipartimento,
Fabrizio Curcio – ha lo scopo di portare tutto il sistema di protezione civile a parlare, soprattutto ai cittadini, con la stessa lingua, in modo più chiaro e comprensibile di quanto accade oggi. Protezione civile, come ormai abbiamo imparato, è una materia che parte dal territorio e guarda all’interesse primario dei cittadini. Per questo non posso che ringraziare Regioni, Province Autonome e Anci per il lavoro fatto in questi anni, percorso che ci consente di avere, oggi, queste indicazioni”. Il primo risultato raggiunto è stata la creazione di una corrispondenza biunivoca tra i livelli di criticità e i livelli di allerta, così da “tradurre” l’informazione tecnico-scientifica in un’informazione più immediata soprattutto per i cittadini: non si parlerà più, quindi, di criticità “ordinaria”, “moderata” o “elevata, ma di allerta “gialla”, “arancione” o “rossa”. Determinante, però, continua a
essere la conoscenza di cosa significa ciascuno dei tre colori in termini di scenario previsto e dei possibili effetti sul territorio, tutte indicazioni riassunte nella tabella allegata alle indicazioni
operative. In particolare, è fondamentale sapere che il termine “allerta gialla” riassume uno scenario di evento che prevede allagamenti di sottopassi, rigurgiti fognari, ma anche fenomeni critici, ma localizzati, come frane, piene improvvise e colate rapide. Così come “allerta arancione” sta a significare che, in aggiunta, gli eventi previsti potrebbero provocare in maniera diffusa, fenomeni di inondazioni e di frane e colate in contesti geologici critici, mentre quella “rossa” prevede che
inondazioni e frane siano numerose e di maggiore entità ed estensione. Per ciascuno dei tre scenari sussiste il pericolo, da occasionale a grave, per la sicurezza delle persone.

Il secondo risultato raggiunto è stato quello di denominare in modo chiaro e uniforme anche le fasi operative che ai diversi livelli – da quello regionale al provinciale al comunale – i vari soggetti dichiareranno: “attenzione”, “preallarme”, “allarme”.
Infatti, sulla base delle allerte “gialla” o “arancione” o “rossa”, le autorità competenti individueranno, a ciascun livello territoriale, la fase operativa più adeguata per affrontare la situazione, senza però che vi sia un automatismo tra livelli di allerta e fasi operative, poiché la decisione di “mettersi” in attenzione piuttosto con i preallarme è strettamente connessa sia alla capacità di risposta della struttura e alla vulnerabilità del territorio sia alle informazioni provenienti non solo dalle attività previsionali ma anche dalle quelle di monitoraggio e sorveglianza.

I vincoli sono solo due: attivare almeno la fase di attenzione per un’allerta gialla e arancione e almeno la fase di preallarme per un’allerta rossa. Le allerte delineano scenari non facilmente localizzabili e con un margine di incertezza previsionale
tale da rendere necessaria la prontezza della risposta operativa: scopo delle indicazioni del Capo del Dipartimento è proprio quello di spingere il sistema di protezione civile a migliorare sempre di più, e a farlo in modo omogeneo.

COMUNICATO STAMPA

PROTEZIONE CIVILE: FIRMATE OGGI LE INDICAZIONI PER L’OMOGENEIZZAZIONE DEI MESSAGGI DI ALLERTAMENTO E FASI OPERATIVE PER RISCHIO METEOIDROGEOLOGICO
E IDRAULICO

Creare i migliori presupposti per l’omogeneizzazione dei metodi, la semplificazione delle procedure e una migliore efficacia complessiva del sistema di protezione civile: sono questi gli obiettivi principali delle “Indicazioni per l’omogeneizzazione dei messaggi di allertamento e delle relative Fasi operative per rischio meteo-idrogeologico e idraulico” firmate oggi dal Capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio (e disponibili sul sito www.protezionecivile.gov.it)
Oggi, a undici anni dall’emanazione della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 che ha definito la nascita dell’attuale sistema di allertamento, incardinato nella rete
dei Centri Funzionali – e anche sulla base della forte spinta impressa, dopo gli eventi alluvionali dell’autunno 2013, in sede di Conferenza delle Regione e Province autonome – è risultata più forte che mai la necessità di rafforzarne l’uniformità di impostazione sul territorio nazionale, tenendo ovviamente conto delle specificità e delle prerogative di ognuno, partendo dalle Regioni e dalle Province Autonome.

La piena operatività dei Centri funzionali decentrati, infatti, rende fondamentale la necessità di uniformare sia i messaggi di allertamento sia la denominazione delle fasi operative, intese come sintesi delle azioni di prevenzione e gestione dell’emergenza che i sistemi territoriali mettono in campo in considerazione dell’allerta. “L’omogeneizzazione dei codici colore e delle fasi operative – conferma il Capo del Dipartimento,
Fabrizio Curcio – ha lo scopo di portare tutto il sistema di protezione civile a parlare, soprattutto ai cittadini, con la stessa lingua, in modo più chiaro e comprensibile di quanto accade oggi. Protezione civile, come ormai abbiamo imparato, è una materia che parte dal territorio e guarda all’interesse primario dei cittadini. Per questo non posso che ringraziare Regioni, Province Autonome e Anci per il lavoro fatto in questi anni, percorso che ci consente di avere, oggi, queste indicazioni”. Il primo risultato raggiunto è stata la creazione di una corrispondenza biunivoca tra i livelli di criticità e i livelli di allerta, così da “tradurre” l’informazione tecnico-scientifica in un’informazione più immediata soprattutto per i cittadini: non si parlerà più, quindi, di criticità “ordinaria”, “moderata” o “elevata, ma di allerta “gialla”, “arancione” o “rossa”. Determinante, però, continua a
essere la conoscenza di cosa significa ciascuno dei tre colori in termini di scenario previsto e dei possibili effetti sul territorio, tutte indicazioni riassunte nella tabella allegata alle indicazioni
operative. In particolare, è fondamentale sapere che il termine “allerta gialla” riassume uno scenario di evento che prevede allagamenti di sottopassi, rigurgiti fognari, ma anche fenomeni critici, ma localizzati, come frane, piene improvvise e colate rapide. Così come “allerta arancione” sta a significare che, in aggiunta, gli eventi previsti potrebbero provocare in maniera diffusa, fenomeni di inondazioni e di frane e colate in contesti geologici critici, mentre quella “rossa” prevede che
inondazioni e frane siano numerose e di maggiore entità ed estensione. Per ciascuno dei tre scenari sussiste il pericolo, da occasionale a grave, per la sicurezza delle persone.

Il secondo risultato raggiunto è stato quello di denominare in modo chiaro e uniforme anche le fasi operative che ai diversi livelli – da quello regionale al provinciale al comunale – i vari soggetti dichiareranno: “attenzione”, “preallarme”, “allarme”.
Infatti, sulla base delle allerte “gialla” o “arancione” o “rossa”, le autorità competenti individueranno, a ciascun livello territoriale, la fase operativa più adeguata per affrontare la situazione, senza però che vi sia un automatismo tra livelli di allerta e fasi operative, poiché la decisione di “mettersi” in attenzione piuttosto con i preallarme è strettamente connessa sia alla capacità di risposta della struttura e alla vulnerabilità del territorio sia alle informazioni provenienti non solo dalle attività previsionali ma anche dalle quelle di monitoraggio e sorveglianza.

I vincoli sono solo due: attivare almeno la fase di attenzione per un’allerta gialla e arancione e almeno la fase di preallarme per un’allerta rossa. Le allerte delineano scenari non facilmente localizzabili e con un margine di incertezza previsionale
tale da rendere necessaria la prontezza della risposta operativa: scopo delle indicazioni del Capo del Dipartimento è proprio quello di spingere il sistema di protezione civile a migliorare sempre di più, e a farlo in modo omogeneo.

09/02/2016
07/01/2016

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02/07/2015

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