26/01/2018
"Tanto se vogliono, rubano lo stesso!"
Questo è il commento scoraggiato che spesso ci si sente rivolgere nel proporre un impianto d'allarme.
Il malinteso tra cosa facciano un "impianto d'allarme" e un "impianto antifurto" è davvero il più comune.
Quando trent'anni fa erano pochissimi ad avere un impianto d'allarme, questo, con il suo effetto deterrente fungeva in pratica anche da antifurto.
Oggi non è più così: La semplice presenza dell'impianto d'allarme non basta più a scoraggiare i delinquenti.
Ormai sono diventati comuni i furti commessi in tempi rapidissimi, che nel caso di criminali organizzati scendono addirittura al di sotto di due o tre minuti.
L'installazione di infissi di sicurezza, inferriate, od altri ostacoli materiali, ha lo scopo di rallentare l'ingresso dei malviventi, ma una volta divelte le barriere fisiche, spesso in maniera disastrosa, il colpo viene eseguito in poche manciate di secondi.
A quel punto l'impianto d'allarme fa il suo dovere, attiva la sirena ed invia richieste d'aiuto, ma per quanto tempestivi, i tempi di intervento delle vigilanze o delle forze dell'ordine sono spesso inefficaci.
Allora perché non adottare un sistema che realmente possa impedire il furto?
La tecnologia nebbiogena, SE CORRETTAMENTE INSTALLATA, rende di fatto impossibile procedere in un ambiente ed eseguire il furto; in molte situazioni riesce persino a scoraggiare lo sfondamento degli infissi, limitando tantissimo i danni.
Queste nuove macchine, grazie ad alcune tecnologie brevettate, hanno aumentato le prestazioni riducendo gli ingombri, ed oggi ben si prestano sia all'utilizzo in ambiti commerciali, anche di pregio, sia industriali, sia civili abitativi.
Dotate di certificazioni per la totale atossicità della nebbia prodotta, persino nel contatto con i cibi, possono davvero essere l'elemento che fa la differenza.
A questo punto, se sono riuscito ad incuriosirvi, non esitate a contattarmi per qualsiasi informazione.
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