31/03/2026
Sei mesi.
Sei mesi di lavoro, di confronti, di momenti semplici e altri decisamente più scomodi.
Sei mesi in cui, poco alla volta, ognuno ha portato qualcosa. E ha lasciato qualcosa.
L’ultimo incontro l’abbiamo dedicato alla gratitudine.
E lo so, detta così può sembrare una scelta “emotiva”.
Quasi una chiusura facile.
In realtà è stato uno dei momenti più veri.
Perché fermarsi a dire grazie non è solo un gesto.
È un passaggio.
Significa guardare davvero cosa è successo.
Riconoscere cosa ognuno ha avuto il coraggio di portare.
E anche cosa, lungo il percorso, è cambiato.
In ciascuno.
C’è stato chi ha fatto più fatica.
Chi ha messo in discussione tanto.
Chi ha trovato parole nuove.
Chi ha semplicemente iniziato a vedersi in modo diverso.
E in mezzo a tutto questo, è successo qualcosa.
Siamo cambiati.
Non in modo evidente.
Ma in quel modo che poi si vede davvero, nel lavoro e nelle scelte di ogni giorno.
Per questo, oggi, non ho molto altro da dire.
Se non grazie.
Grazie a ciascuno di voi.
Per quello che avete portato.
Per quello che avete avuto il coraggio di guardare.
E per tutto quello che, nella vostra unicità, avete lasciato anche a me.