13/06/2026
SpaceX vola in Borsa, Fable viene spento: il potere oggi è scritto nel codice
Nella notte italiana, Wall Street accende i motori di SpaceX con la più grande quotazione in Borsa della storia: 75 miliardi di dollari raccolti, un valore di oltre 2 mila miliardi e un patrimonio personale del fondatore Elon Musk che frantuma ogni record: oltre mille miliardi di dollari.
Nelle stesse ore, però, dall’altra parte della frontiera tecnologica, Anthropic annuncia lo spegnimento globale di Fable 5 e Mythos 5, i suoi modelli più avanzati, dopo un ordine del governo americano che ne vieta l’accesso ai cittadini stranieri per ragioni di sicurezza nazionale.
Due notizie apparentemente opposte, ma unite dalla stessa evidenza: chi controlla il codice controlla il futuro che stiamo costruendo. Da una parte, il mercato premia con cifre astronomiche chi possiede razzi, satelliti, reti e capacità di calcolo. Dall’altra, un governo può ordinare di spegnere in poche ore un’intelligenza artificiale considerata troppo potente o troppo vulnerabile. Il codice non è più soltanto uno strumento tecnico: è diventato infrastruttura economica, leva geopolitica e questione di sicurezza nazionale.
Ed è qui che entra la riflessione di Piero Savastano, ricercatore, divulgatore tecnologico e ideatore del progetto Stregatto, ospite oggi della nuova puntata di Eta Beta, che ci racconta come - alle luce di questa rivoluzione - sta cambiando drasticamente il ruolo dei programmatori.
«Con il vibe coding», spiega, «possiamo ormai descrivere in linguaggio naturale ciò che vogliamo e lasciare all’intelligenza artificiale il compito di scrivere il programma. Ma questo non significa che la competenza umana scompaia. Si sposta più in alto: conta meno digitare ogni riga e molto di più progettare l’architettura, definire gli obiettivi, controllare i risultati e capire che cosa accade quando qualcosa si rompe. Il valore resta nella capacità di progettare un’architettura chiara prima ancora di scrivere il codice, almeno per ora ancora affidata a noi».
La grande sfida, dunque, non è decidere se le macchine scriveranno il software, visto che lo stanno già facendo, ma stabilire chi darà loro le istruzioni, chi controllerà ciò che producono e chi avrà il potere di premere il pulsante di spegnimento.
Interviene anche Carlotta Silvestrini, fondatrice di Mudra SpA, che ci parla della confusione con cui le piccole e medie aziende italiane si stanno avvicinando all'intelligenza artificiale. E come correggere le strategie.
Vi aspetto in diretta alle 10.30 su Radio1 Rai e poi con il podcast di Eta Beta che trovate su Rai Play Sound!