08/10/2026
Amazon, Microsoft, Google e Meta hanno collettivamente impegnato oltre 9,8 GW di capacità nucleare attraverso accordi con operatori di Small Modular Reactors (SMR) nel 2026. Non è un'ipotesi futura: sono accordi già firmati, con milestone operative definite.
Microsoft sarà la prima ad avere accesso all'energia nucleare nel 2027, con 835 MW dalla riattivazione della centrale Three Mile Island. Meta ha il maggior impegno complessivo — 5,2 GW — ma con una timeline che arriva fino al 2035.
Perché le grandi tech company stanno puntando sul nucleare per alimentare i data center?
Ogni data center hyperscale AI richiede oggi fino a 80 MW di potenza continua, più del doppio rispetto a pochi anni fa. Le rinnovabili (solare, eolico) hanno un'intermittenza intrinseca: dipendono dalle condizioni atmosferiche. Un cluster di GPU che addestra modelli di AI non può permettersi interruzioni. Serve una fonte di energia con capacità factor del 90%+, disponibile 24 ore su 24, 365 giorni l'anno. Il nucleare è l'unica fonte carbon-free che offre questo profilo.
La novità degli SMR — i reattori modulari di piccola taglia — è che rendono questa tecnologia scalabile per usi corporate, senza richiedere i decenni e i miliardi di dollari delle centrali nucleari tradizionali. Ogni unità produce fino a 300 MW, può essere replicata modularmente, e ha tempi di costruzione significativamente più brevi.
Perché questo è rilevante anche per il settore del facility management?
Perché la gestione energetica delle infrastrutture digitali sta diventando una competenza sempre più critica. I data center italiani sono in piena espansione: 609 MW installati nel 2025, con previsione di 2 GW entro il 2031. Chi gestisce queste infrastrutture deve ragionare su orizzonti energetici di lungo periodo, su fonti energetiche resilienti, su sistemi di backup adeguati.
Il nucleare SMR non arriverà in Italia a breve, ma la pressione sul sistema elettrico che i data center generano è già qui oggi.
Nel vostro settore, come state ragionando sull'impatto dell'espansione dei data center sulla domanda energetica locale? È un tema che entra già nelle vostre valutazioni di facility management?