09/05/2026
Per quasi tutti i modelli xG in circolazione, due tiri effettuati in maniera molto differente hanno più o meno lo stesso valore.
Ma è davvero così?
Una rovesciata acrobatica con tre difensori intorno.
Un destro piazzato dalla stessa identica posizione del campo.
Chi fa anlisi dati sportiva ed ha guardato l'azione sa che non è così.
L'xG tradizionale lavora con coordinate: vede dove sono i giocatori, non come sono.
Non distingue tra un attaccante bilanciato e uno in caduta, tra un portiere fermo e uno già in tuffo dalla parte sbagliata.
Un paper presentato al CVPR 2025 (Xu et al., KTH Royal Institute of Technology) prova a chiudere questo punto cieco con Skor-xG: il primo modello che integra scheletri 3D dei giocatori nella stima della probabilità di gol.
Per ogni tiro ricostruisce la postura di tutti i corpi coinvolti e la dà in pasto a una graph neural network.
Gli altri modelli, non vedendo il corpo, sovrastimano l'occasione di parecchio.
Il calcio in 2D ha avuto quindici anni di vantaggio.
Quello in 3D inizia adesso.
Scopri di più nel nostro approfondimento:
https://www.star-consulting.it/post/skor-xg-la-postura-del-corpo