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Opera a livello nazionale nel settore della Consulenza finanziaria, aiutando le imprese a far crescere il proprio business, attraverso la consulenza, le agevolazioni ed i contributi a livello europeo, nazionale e locale.

CONTRIBUTI PER LA CERTIFICAZIONE PARITÀ DI GENERE 2024Dal 6 dicembre sarà quindi possibile presentare domanda per ottene...
02/02/2024

CONTRIBUTI PER LA CERTIFICAZIONE PARITÀ DI GENERE 2024

Dal 6 dicembre sarà quindi possibile presentare domanda per ottenere i contributi per la certificazione parità di genere 2024.

Il contributo
La misura concede contributi fino a 12.500 euro alle PMI che vogliono ottenere la certificazione e mettono in campo interventi volti a diminuire le differenze di genere nelle aziende italiane.

Il “Sistema di certificazione della parità di genere”, (MISSIONE 5, COMPONENTE 1, INVESTIMENTO 1.3) è un intervento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) a titolarità del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, ma attuato da Unioncamere, volto ad accompagnare ed incentivare le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere in tutte le aree maggiormente critiche per la crescita professionale delle donne.

In quest’ambito si collocano le risorse messe a disposizione dall‘Avviso pubblico che in particolare definisce i criteri e le modalità applicative per l’accesso alla prima tranche di contributi pari a euro 4.000.000 dei quali 1.250.000 di euro per contributi sotto forma di voucher per servizi di assistenza tecnica e accompagnamento alla certificazione e 2.750.000 di euro sotto forma di servizi di certificazione.

Per informazioni sulle modalità di presentazione della domanda rivolgersi al nostro studio.

CREDITO D'IMPOSTA ZES, LE ZONEIn particolare, viene identificata dal 1° gennaio 2024 la Zona economica speciale Unica (c...
01/02/2024

CREDITO D'IMPOSTA ZES, LE ZONE

In particolare, viene identificata dal 1° gennaio 2024 la Zona economica speciale Unica (comprensiva dei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna) nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali da parte delle aziende già operative e di quelle che si insedieranno potranno beneficiare di speciali condizioni in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo d’impresa.

Quali sono i vantaggi della ZES?
Prevista a decorrere per il solo anno 2024 l’estensione dell’attuale credito d’imposta ZES (in scadenza il 31/12/2023) alle zone assistite del Mezzogiorno ammissibili alla deroga prevista dall’art 107, p. a lett a) e c) del TFUE.

Ad essere agevolabili saranno tutti quegli investimenti, di importo minimo pari a 200 mila euro, facenti parte di un progetto di investimento iniziale relativi:
all’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature;
all’acquisto di terreni;
all’acquisto, realizzazione, ampliamento di immobili strumentali agli investimenti.

Il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

Il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquistati o, in caso di investimenti immobiliari, realizzati dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024, nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro.

Per informazioni sulle modalità di presentazione della domanda rivolgersi al nostro studio.

INVESTIMENTI SOSTENIBILI 4.0Incentivi alla transizione digitale e alla sostenibilità ambientale.La misura Investimenti s...
24/09/2023

INVESTIMENTI SOSTENIBILI 4.0
Incentivi alla transizione digitale e alla sostenibilità ambientale.

La misura Investimenti sostenibili 4.0, in continuità con il precedente bando di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 10 febbraio 2022, dà attuazione agli obiettivi di sviluppo perseguiti nell’ambito del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale” FESR 2021-2027.

In ragione dell’utilizzo delle risorse del predetto Programma nazionale, la misura sostiene il processo di transizione delle piccole e medie imprese delle Regioni meno sviluppate del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna) verso il paradigma del Piano Transizione 4.0, mediante l’incentivazione di investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili, che facciano ampio ricorso alle tecnologie digitali.

La misura prevede la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore di programmi di investimento proposti da piccole e medie imprese conformi ai vigenti principi di tutela ambientale e ad elevato contenuto tecnologico, coerente con il piano Transizione 4.0, con priorità per quelli in grado di offrire un particolare contributo agli obiettivi di sostenibilità definiti dall’Unione europea e per quelli destinati a favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare ovvero a migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa.

La dotazione finanziaria complessiva dello strumento è pari a 400 milioni di euro a valere sull’obiettivo specifico 1.3, azione 1.3.2, del PN RIC 2021 – 2027.

Una quota pari al 25% della dotazione finanziaria complessiva è destinata ai programmi proposti dalle micro e piccole imprese.

A chi si rivolge
Le agevolazioni sono concesse alle micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda devono:

essere regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel registro delle imprese
essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali
non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, fatte salve le deroghe previste per le microimprese e piccole imprese dalla disciplina in materia di aiuti di riferimento
trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi
essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola in relazione agli obblighi contributivi
aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero
non aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento
non trovarsi in una delle situazioni di esclusione previste dall’art. 5, comma 2, del DM 15 maggio 2023.
Cosa finanzia
I programmi di investimento devono:

prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0. e l’ammontare di tali spese deve risultare preponderante rispetto al totale dei costi ammissibili del programma
essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva
essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata nei territori delle Regioni meno sviluppate del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna)
prevedere spese ammissibili non inferiori complessivamente a euro 750.000,00 e non superiori a euro 5.000.000,00 e, comunque, al 70 percento del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato, ovvero, nel caso di imprese individuali e società di persone, dell’ultima dichiarazione dei redditi
essere avviati successivamente alla presentazione della domanda
prevedere un termine di ultimazione non successivo a diciotto mesi dalla data di adozione del provvedimento di concessione delle agevolazioni.
Per i programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità, sono previsti specifici criteri di valutazione, che consentono all’impresa proponente di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito dell’attività di valutazione dell’istanza prevista per l’accesso alle agevolazioni.

Analoghe premialità sono altresì riconosciute per i progetti che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici individuati dall’articolo 9 del regolamento (UE) n. 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020, ovvero per le PMI che abbiano aderito ad un sistema di gestione ambientale o di efficienza energetica o che siano in possesso di una certificazione ambientale di prodotto.

Attività economiche ammesse
Sono ammesse le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ad alcuni settori caratterizzati da limitazioni derivanti dalle disposizioni europee di riferimento (siderurgia; estrazione del carbone; costruzione navale; fabbricazione delle fibre sintetiche; trasporti e relative infrastrutture; produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture) o a programmi di investimento che, arrecando un danno significativo agli obiettivi ambientali definiti a livello europeo, non garantiscono il rispetto del principio “DNSH”.

Sono inoltre ammesse le attività di servizi alle imprese elencate nell’allegato 4 del decreto ministeriale 15 maggio 2023.

Spese ammissibili
Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento di cui all’articolo 6 del decreto ministeriale15 maggio 2023, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardino:

macchinari, impianti e attrezzature
opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili
programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a)
acquisizione di certificazioni ambientali.
La misura ammette, inoltre, ai sensi e nei limiti dell’articolo 18 del Regolamento GBER, le spese per i servizi di consulenza. Nello specifico, sono ammesse:

le spese per i servizi avanzati di consulenza specialistica relativi all’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti di cui all’allegato 1 del DM 15 maggio 2023 nei limiti del 5 per cento dell’importo delle spese ammissibili relative ai beni di cui al comma 1, lettere a) e c) del predetto decreto
le spese relative ai servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica di cui decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102 relativa all’unità produttiva oggetto misure di efficientamento energetico nei limiti del 3 per cento dell’importo complessivo delle spese ammissibili per i soli programmi di cui all’articolo 6, comma 2 lettera b) del DM 15 maggio 2023.
Le agevolazioni
Le agevolazioni sono concesse, ai sensi e nei limiti di quanto previsto dalla sezione 3.13 del Temporary framework e, successivamente al periodo di vigenza dello stesso, ai sensi e nei limiti di quanto previsto dalle disposizioni di cui agli articoli 13 e 14 del Regolamento GBER, nella forma del contributo in conto impianti e del finanziamento agevolato, a copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili pari al 75 per cento.

In particolare:

nel caso di imprese di micro e piccola dimensione, per il 50 per cento dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili in forma di contributo in conto impianti e per il 25 per cento delle medesime spese in forma di finanziamento agevolato
nel caso di imprese di media dimensione, per il 40 per cento dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili in forma di contributo in conto impianti e per il 35 per cento delle medesime spese in forma di finanziamento agevolato.
Termini e modalità di presentazione delle istanze
Le domande di accesso alle agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.

Le domande devono essere presentate, esclusivamente per via telematica, attraverso la procedura informatica accessibile nell’apposita sezione “Investimenti sostenibili 4.0 – PN RIC 2021-2027” del sito web dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia (www.invitalia.it). Nella stessa sezione è pubblicata, inoltre, la necessaria modulistica.

Con decreto direttoriale del 29 agosto 2023 sono definiti i termini e modalità di presentazione delle domande.

L’iter di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni è articolato nelle seguenti fasi:

compilazione della domanda, a partire dalle ore 10.00 del 20 settembre 2023;
invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 10.00 del 18 ottobre 2023.
Ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto, ciascuna impresa proponente può presentare una sola domanda di agevolazione, fatta salva la possibilità di presentarne una nuova in caso di rigetto dell’istanza in esito alla relativa istruttoria.

Le domande di agevolazione pervenute sono ammesse alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico giornaliero di presentazione. Le domande presentate nello stesso giorno sono, a tal fine, considerate come pervenute nello stesso momento, indipendentemente dall’ora e dal minuto di presentazione.

Qualora le risorse residue disponibili non consentano l’accoglimento integrale delle domande presentate nello stesso giorno, le domande stesse sono ammesse all’istruttoria in base alla posizione assunta nell’ambito di una specifica graduatoria di merito fino a esaurimento della dotazione finanziaria.

L’accesso alla procedura informatica:

prevede l’identificazione e l’autenticazione dell’impresa proponente tramite SPID o Carta nazionale dei servizi o Carta di Identità Elettronica;
è riservato al rappresentante legale dell’impresa proponente, come risultante dal relativo certificato camerale. È possibile conferire ad altri soggetti delegati il potere di rappresentanza per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni.
Le imprese non residenti nel territorio italiano, in quanto prive di sede legale o sede secondaria, o amministrate da una o più persone giuridiche o enti diversi dalle persone fisiche, possono accedere alla procedura informatica con le modalità comunicate, anche nell’ambito della stessa procedura informatica, dall’Agenzia.

Per informazioni sulle modalità di presentazione della domanda rivolgersi al nostro studio.
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PREVENZIONE 231 - PROTEGGI LA TUA AZIENDA CON UN MODELLO ORGANIZZATIVOLA LIQUIDITÀ NON HA VALORE SE L'AZIENDA NON È SICU...
24/06/2023

PREVENZIONE 231 - PROTEGGI LA TUA AZIENDA CON UN MODELLO ORGANIZZATIVO

LA LIQUIDITÀ NON HA VALORE SE L'AZIENDA NON È SICURA
Sostenere gli imprenditori significa non solo aiutarli nello sviluppo del loro business, facendogli recuperare fondi e liquidità.
Significa anche metterli al riparo da ogni rischio.
La nostra divisione PREVENZIONE 231 si occupa dell’implementazione di modelli di governance così come previsto dal decreto legislativo 231/2001 che disciplina la responsabilità amministrativa delle società in caso di commissione di reati di varia natura.
Una garanzia fondamentale per poter guardare al futuro e dimostrare un impegno concreto in tema di etica e legalità.

IL MODELLO 231 È OBBLIGATORIO? NO, MA DOVREBBE ESSERLO.
L’adozione di un modello di organizzazione e gestione (Mog) non è un passaggio obbligatorio. Forse proprio per questo motivo quando incontriamo gli imprenditori non tutti riescono a comprendere immediatamente la sua importanza.

La commissione di un reato da parte di un dipendente può infatti provocare danni incalcolabili, che vanno da sanzioni pecuniarie a provvedimenti interdittivi. Conseguenze che possono mettere a repentaglio la solidità di qualsiasi impresa, anche se importante e strutturata.

Ecco perché con Prevenzione 231 supportiamo le aziende nell’implementazione di modelli di organizzazione e gestione. Adottare un Mog 231 non significa solo mettersi al riparo dai rischi, ma anche ottenere innumerevoli vantaggi.

Significa entrare a far parte di un club di aziende etiche, che vogliono prevenire la commissione di reati, colmare le inefficienze e organizzare la propria governance secondo le disposizioni di legge.

A COSA SERVE IL MODELLO 231
Il decreto legislativo 231/2001 ha introdotto la responsabilità amministrativa delle aziende per i reati commessi da amministratori, dirigenti e dipendenti nell’interesse o a vantaggio dell’azienda stessa.
L’elenco dei reati che possono originare la responsabilità è estremamente ampio. Senza tutele adeguate, si corrono rischi altissimi. Per mettersi al riparo la soluzione è quella di adottare un modello di governance.

COSA È CAMBIATO DAL 2001 PER LE AZIENDE?
Prima del decreto legislativo 231, un soggetto che commetteva un reato a vantaggio e nell’interesse della società era l’unico ritenuto penalmente responsabile.

Dall’introduzione del decreto, invece, se un soggetto commette un reato tra quelli previsti dalla normativa e c’è un vantaggio o un interesse per la società, quest’ultima può essere chiamata a risponderne per responsabilità amministrativa, andando incontro a sanzioni penali, pecuniarie e/o interdittive molto importanti.

UN ESEMPIO CONCRETO
Se un imprenditore incarica un consulente tecnico per fare un ampiamento del suo stabilimento e questo a sua insaputa elargisce una tangente a pubblico amministratore per ottenere la concessione, oggi la responsabilità penale non ricade solo sul consulente, come avveniva prima del 2001, ma anche sull’azienda. Le conseguenze possono essere molto pesanti.

SANZIONI INTERDITTIVE
• Revoca licenze
• Revoca finanziamenti
• Pubblicazioni sentenze
SANZIONI PECUNIARIE
da euro 10.329 a euro 1.549.371.

QUALI SONO I RISCHI PER LE AZIENDE CHE NON SI TUTELANO?
L’azienda può incorrere nella confisca del profitto del reato e in sanzioni pecuniarie che arrivano fino al milione e mezzo di euro, applicabili anche in via cautelare.

A queste vengono accompagnate sanzioni interdittive all’esercizio dell’attività, con l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi, il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione, la sospensione o la revoca di licenze o concessioni.

LA TUA AZIENDA NON HA ANCORA ADOTTATO UN MODELLO 231?

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𝗕𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗼𝗺𝘂𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼🔔Gli investimenti devono prevedere un programma di spe...
21/02/2023

𝗕𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗼𝗺𝘂𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼

🔔Gli investimenti devono prevedere un programma di spesa di importo non inferiore a 150.000 euro e non superiore a 2.000.000 euro. L'importo del contributo concedibile va dal 60 all'80 percento dell'investimento a seconda della tipologia di intervento e della dimensione dell’ impresa beneficiaria.

📝La selezione delle domande avverrà attraverso una procedura a graduatoria, sulla base di criteri di valutazione quali l’anzianità dell’azienda e la capacità del progetto di ridurre le emissioni inquinanti.

🏅Verrà inoltre data la priorità agli interventi che:
📌Prevedono un Mix energetico (efficientamento e fonti rinnovabili)
Prevedono la copertura dei fabbisogni energetici da fonti rinnovabili:
📌Sono relativi a settori produttivi ad alta intensità di energia;
📌Contribuiscono alla promozione dello sviluppo sostenibile;
📌Sono realizzate da imprese con donne e under 35 nella compagine sociale;
📌Sono in realizzate da imprese in possesso del rating di legalità.

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📌Con il Decreto Legislativo 231/01 è stato introdotto un regime di responsabilità amministrativa per società, enti e org...
13/01/2023

📌Con il Decreto Legislativo 231/01 è stato introdotto un regime di responsabilità amministrativa per società, enti e organizzazioni che può prevedere l’applicazione di sanzioni pecuniarie e interdittive in caso di reati commessi da amministratori, dirigenti o dipendenti nell’interesse o a vantaggio dell’azienda stessa.

📝Lo studio Fiore assiste le imprese nella redazione del modello.

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27/10/2022

🔔La Regione Campania ha pubblicato la Misura del PSR che sostiene interventi finalizzati alla diversificazione delle attività e delle funzioni svolte dall’impresa agricola in attività extragricola.
Beneficiari della misura sono gli imprenditori agricoli, singoli o associati.

I progetti devono essere relativi a:

👉🏻 interventi di ristrutturazione o riqualificazione di volumetrie aziendali per:
- alloggio e ristorazione
- attività didattiche (ospitalità aziendale a favore di anziani, bambini in età prescolare, ospiti diversamente abili)
- attività finalizzate al benessere e relax degli ospiti, non terapeutiche

👉🏻investimenti su terreni da dedicare a:
- Agricampeggio
- aree verdi attrezzate e percorsi benessere/sensoriali
- aree da dedicare all'auto-compostaggio

Vuoi saperne di più? Clicca sul link in Bio!

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CONTRIBUTO PER IMPRESE DELLA RISTORAZIONE, PASTICCERIA E GELATERIACon la pubblicazione dell’Avviso del 4 luglio il Mipaa...
21/08/2022

CONTRIBUTO PER IMPRESE DELLA RISTORAZIONE, PASTICCERIA E GELATERIA

Con la pubblicazione dell’Avviso del 4 luglio il Mipaaf ha annunciato l’avvio del Fondo dedicato alla ristorazione e alla pasticceria il quale finanzia, con un contributo fino al 70% del totale delle spese ammissibili e comunque in misura non superiore a € 30.000 le imprese ricadenti nei seguenti codici Ateco:
56.10.11 – ristorazione con somministrazione
56.10.30 – gelaterie e pasticcerie;
10.71.20 – produttori di pasticceria fresca

Che effettuano investimenti relativi a:
Acquisto di macchinari professionali
Acquisto di altri beni strumentali, che siano durevoli e innovativi.

Il contributo verrà erogato dal Mipaaf a completamento dell’investimento (fatturato e pagato). Previo rilascio di fidejussione sarà però possibile richiedere un anticipo in misura massima del 50% del contributo spettante.
Le modalità di invio della domanda di contributo e la data di apertura dello sportello saranno note non appena il Decreto Attuativo sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Per maggiori informazioni contatta il nostro studio.

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PNRR – PARCO AGRISOLAREIL PARCO AGRISOLARE NEL PNRRIl Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) individua sei Missi...
24/04/2022

PNRR – PARCO AGRISOLARE

IL PARCO AGRISOLARE NEL PNRR
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) individua sei Missioni, ovvero sei ambiti di intervento tematici in cui sono stati inseriti gli investimenti e le riforme proposti dall’Italia.
Tra queste figura la Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, che include la componente 2.1 “Agricoltura sostenibile ed economia circolare”, nel cui ambito è inserito l’Investimento 2.2., denominato “Parco Agrisolare”.

GLI OBIETTIVI DELLA MISURA
Gli obiettivi che l’Italia – e il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – si prefiggono di realizzare con gli interventi finanziati coi Fondi del PNRR sono volti a ridurre l’impatto ambientale della filiera agroalimentare, incentivando l'installazione di pannelli fotovoltaici su una superficie complessiva, costituita da tetti di edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale – senza consumo di suolo – pari a 4,3 milioni di mq, con una potenza installata di circa 0,43GW, realizzando contestualmente una riqualificazione delle strutture oggetto di intervento mediante la rimozione dell'eternit/amianto sui tetti, ove presente, e/o il miglioramento della coibentazione e dell’areazione delle coperture oggetto di intervento.
Questa misura, ponendosi in linea con gli obiettivi definiti dal Green Deal europeo e dalla strategia Dal produttore al consumatore, si pone come obiettivo non solo di produrre energia elettrica da fonti rinnovabili, riducendo l’attuale dipendenza dai combustibili fossili e il conseguente inquinamento atmosferico causato da questi, ma anche di diminuire significativamente le emissioni inquinanti prodotte dall’esposizione all’amianto.

DOTAZIONE FINANZIARIA
Per la misura in esame sono stati complessivamente stanziati 1,5 miliardi di euro.

BENEFICIARI
Imprenditori Agricoli Professionali (IAP), di cui al D.lgs. n. 99/2004 e D.lgs. 101/2005
Coltivatori Diretti (CD) iscritti alla previdenza agricola.
Imprese Agroindustriali (codice ATECO).
Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA (cioè aventi un volume di affari annuo inferiore ad € 7.000,00).

MASSIMALI, LIMITI ED ENTITÀ DELL’INCENTIVO
La spesa massima ammissibile è pari a € 750.000 per singolo progetto, nel limite massimo di € 1.000.000 per singolo soggetto beneficiario.
Per quanto riguarda i massimali unitari questi sono quantificati in 1.500 euro/kWp per la sola componente d'impianto, maggiorato di altri 1.000 euro/kWp in caso di acquisto di sistemi di accumulo. È previsto anche un aumento di questi massimali in caso di acquisto di colonnine di ricarica. Gli interventi di riqualificazione godono di un massimale, aggiuntivo rispetto a quelli sopra, di 700 euro per ogni kWp di potenza dell'impianto correlato.
L’impianto agevolabile deve avere una potenza massima di 500 kWp e una potenza minima di 6 kWp.
Per l’agricoltura è riconosciuto un contributo massimo del 40%, innalzato al 50% per le aziende agricole del Mezzogiorno (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), cui aggiungere un ulteriore 20% in caso di imprese giovanili/nuovi insediamenti, investimenti collettivi, zone vincolate. Per l’agroindustria con trasformazione da prodotto agricolo a prodotto agricolo valgono le stesse percentuali.
Per le aziende agroindustriali soggette al Reg. 651 (trasformazione da prodotto agricolo a prodotto non agricolo), il contributo sarà del 30%, incrementabile del 20% in caso di piccola impresa, del 10% in caso di media impresa e del 15% per imprese ubicate in zone svantaggiate.

SPESE AMMISSIBILI
Le spese ammesse includono i seguenti costi:
progettazione, asseverazioni ed altre spese professionali comunque richieste dal tipo di lavori, comprese quelle relative all’elaborazione e presentazione dell’istanza;
spese di rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente;
fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi;
demolizione e ricostruzione delle coperture;
installazione di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto, sistemi di accumulo, colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e le macchine agricole;
direzione lavori;
costi di connessione alla rete.

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Newsletter del 22 marzo 2022FONDO IMPRESA DONNALa misura è finalizzata alla realizzazione dell’investimento 1.2 “Creazio...
24/04/2022

Newsletter del 22 marzo 2022

FONDO IMPRESA DONNA

La misura è finalizzata alla realizzazione dell’investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili”, previsto nella Missione 5 “Inclusione e coesione”, Componente 1 “Politiche per l’occupazione” del PNRR attraverso gli interventi del Fondo impresa femminile. Le risorse stanziate dal Decreto interministeriale del 24 novembre 2021, ammontano complessivamente a 160 milioni.

BENEFICIARI
società di persone o cooperative la cui compagine sociale è costituita per almeno il 60% da donne.
società di capitali le cui quote di partecipazione spettano in misura non inferiore ai 2/3 da donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i 2/3 da donne.
imprese individuali la cui titolare è una donna.
lavoratrici autonome.

SPESE AMMISSIBILI
immobilizzazioni materiali, con particolare riferimento a impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica, purché coerenti e funzionali all’attività d’impresa, a servizio esclusivo dell’iniziativa agevolata.
immobilizzazioni immateriali, necessarie all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata.
servizi in cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale.
personale dipendente, assunto a tempo indeterminato o determinato dopo la data di presentazione della domanda e impiegato funzionalmente nella realizzazione dell’iniziativa agevolata.
esigenze di capitale circolante (dal 20 al 25% delle spese ammissibili).

LINEE DI INTERVENTO

LINEA A - INCENTIVI PER LA NASCITA E LO SVILUPPO DELLE IMPRESE FEMMINILI
imprese femminili costituite da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione.
lavoratrici autonome in possesso della partita IVA aperta da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione.
persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa femminile.
programmi di investimento non superiori a 250.000 euro.

Contributo a fondo perduto:
fino all’80% delle spese ammissibili e per un massimo di 50.000 euro per gli investimenti fino a 100.000 euro (per le donne in stato di disoccupazione che avviano una impresa individuale o attività di lavoro autonomo, la percentuale è elevata al 90%).
fino al 50% delle spese ammissibili per gli investimenti compresi tra 100.000 e 250.000 euro.

LINEA B - INCENTIVI PER LO SVILUPPO E IL CONSOLIDAMENTO DELLE IMPRESE FEMMINILI
imprese femminili costituite da almeno dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione.
lavoratrici autonome in possesso della partita IVA aperta da almeno dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione.
programmi di investimento non superiori a 400.000 euro.

Per le imprese costituite da almeno 12 mesi e da non più di 36 mesi:
50% a fondo perduto.
50% nella forma di finanziamento agevolato a tasso zero.
Fino a copertura dell’80% delle spese ammissibili.

Per le imprese costituite da più di 36 mesi:
50% a fondo perduto.
50% nella forma di finanziamento agevolato a tasso zero.
Fino a copertura dell’80% delle spese di investimento, mentre le esigenze di capitale circolante sono agevolate nella forma del contributo a fondo perduto.

Per maggiori informazioni contatta il nostro studio.

Indirizzo

Via Manfra 1/Q/Avellino
Avellino
83100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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