Volontariamente Sicuri

Volontariamente Sicuri La normativa in materia di sicurezza sul lavoro è in continua e costante evoluzione e tende a coinv Associazione di promozione sociale

08/10/2020

RINVIO CONVEGNO: IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO NELLA GESTIONE DELLE MANIFESTAZIONI PUBBLICHE AL TEMPO DEL COVID-19.

A causa della recrudescenza epidemiologica da COVID 19 abbiamo deciso di rinviare il convegno a data da destinarsi. A breve vi comunicheremo una nuova data in cui erogheremo il convegno da remoto. Vi ringraziamo per l’attenzione mostrata.

SAFIS Consulting srl impresa sociale in collaborazione Stea Consulting srl, Misericordia di Chiusano San Domenico, Volon...
26/09/2020

SAFIS Consulting srl impresa sociale in collaborazione Stea Consulting srl, Misericordia di Chiusano San Domenico, Volontariamente Sicuri APS, è lieta di invitarvi al convegno

IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO NELLA GESTIONE DELLE MANIFESTAZIONI PUBBLICHE AL TEMPO DEL COVID-19

che si terrà il giorno 10/10/2020 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 presso la sala convegni del Palazzo De Francesco in Chiusano S.D. (AV).

Il convegno ha l’obiettivo di informare datori di lavoro/legali rappresentanti, dirigenti e quadri degli enti del terzo settore sulle misure da adottare nelle fasi di organizzazione di manifestazioni pubbliche con particolare riferimento anche alla predisposizione dei piani anti contagio da COVID-19.

La partecipazione al convegno è gratuita.

Per iscriversi basta compilare il modulo https://forms.gle/aMdf5K4Yv4dCvvbG8

Emergenza significa resilienza, ed anche la formazione si adatta ai nuovi scenari che si sono delineati in questi tempi ...
08/04/2020

Emergenza significa resilienza, ed anche la formazione si adatta ai nuovi scenari che si sono delineati in questi tempi a causa del diffondersi del COVID-19. Le proposte di percorsi di formazione via FAD, da sempre realizzati e offerti da Volontariamente Sicuri si mostrano, mai come oggi, e sempre più, l'alternativa giusta che consente la prosecuzione delle attività formative, necessarie a fornire la professionalità adeguata per intervenire in scenari così particolari e complessi come quelli che stiamo vivendo.
Accogliamo con soddisfazione l’iniziativa del Comitato Regionale a Anpas Emilia Romagna che ha proposto di far rientrare le ore previste dal percorso formativo da noi approntato per qualificare le ore di formazione ai fini del mantenimento per la formazione dei volontari secondo il monte ore delle clinical competence per i profili previsti dall’accreditamento sanitario della Regione Emilia Romagna.

Anche in situazione di emergenza, cerchiamo di cogliere le opportunità che possano consentire di operare in sicurezza , secondo indicazioni e normative di riferimento.
Grazie al supporto della piattaforma FAD di Anpas Informa Nazionale, i nostri volontari potranno usufruire della formazione a distanza che sarà riconosciuta anche ai fini del mantenimento dei requisiti secondo lo standard di accreditamento della Regione Emilia-Romagna

Segue la notizia http://www.anpasemiliaromagna.org/fad-per-mantenimento-e-formazione-in-tema-covid_19/

COVID-19. INFORMATIVA GRATUTITA PER  VOLONTARI E VOLONTARI OCCASIONALI CHE SVOLGONO IL SERVIZIO DI ACQUISTO E CONSEGNA A...
31/03/2020

COVID-19. INFORMATIVA GRATUTITA PER VOLONTARI E VOLONTARI OCCASIONALI CHE SVOLGONO IL SERVIZIO DI ACQUISTO E CONSEGNA A DOMICILIO DI BENI DI PRIMA NECESSITA’ E FARMACI.
L’emergenza oggi ha un nuovo nome: COVID-19.
E’ nelle emergenze che spesso viene fuori la solidarietà, la voglia di aiutare per superare insieme la paura, per sentirsi meno soli, e per provare ad essere d’aiuto ai meno fortunati.
E’ così che, ancora una volta, il mondo del volontariato risponde mostrando il suo cuore per l’altro e cresce l’impegno sia delle associazioni di volontariato che di singoli cittadini che si propongono come volontari occasionali per svolgere servizi sociali per l’acquisto e consegna di beni di prima necessità e farmaci alla popolazione.
E’ importante però che, mai come in queste occasioni, chi si offre per l’espletamento di tali servizi sia pienamente consapevole e informato sui rischi in cui può incorrere.
In questa ottica, la Stea Consulting srl, nel momento storico in cui l’Italia è pesantemente coinvolta nell’emergenza COVID-19, ha predisposto una breve informativa della durata di circa 30 minuti con la quale intende fornire ai volontari e ai volontari occasionali le misure minime di sicurezza e le procedure da utilizzare nello svolgimento di tale servizio.
L’informativa è erogata in modalità e-learning ed è a titolo gratuito per i volontari di tutte le associazioni.
Le richieste di accesso a questo specifico corso da parte delle singole associazioni avverrà a mezzo mail all’indirizzo: [email protected]. Ogni associazione dovrà inoltrare oltre i propri dati (ragione sociale, indirizzo, cf) un elenco dei volontari (preferibilmente in formato excel) contenente, per ciascuno nome, cognome, codice fiscale ed indirizzo mail.

23/03/2020

Pubblichiamo un interessante contributo della dott.ssa Anna Simeone in materia di:

Emergenza Covid-19 e Volontariato

Non sempre un’emergenza deriva da un disastro naturale, può essere anche rappresentata da scenari “invisibili”, dove da padrona la fanno le necessità sanitarie pressanti e l’urgenza di rispondere con tempistiche immediate, mettendo a rischio anche la propria salute. L’intervenire in aiuto di altre persone in momenti cruciali delle loro vite può far sentire importanti, fondamentali, e il soccorritore può entrare in un circolo vizioso in cui più opera, più diventa efficace e si percepisce come tale, più vuole vivere queste sensazioni attraverso gli interventi che effettua, e può essere portato a non voler smettere mai. D’altro canto, l’operare negli scenari di emergenza comporta l’esposizione ad una grande pressione temporale, causata dalle tempistiche fortemente stringenti in tali interventi, il sovraccarico di responsabilità, l’impegno fisico e mentale elevato.
Tutto ciò dovrebbe portare i volontari a sviluppare disturbi tipici del trauma, eppure numerose ricerche hanno dimostrato, nel corso degli anni, che molte persone che si ritrovano a vivere esperienze traumatiche, soccorritori compresi, accrescono al contrario capacità di adattamento alla crisi mediante lo sviluppo della resilienza, che nasce da un evento negativo ma può trasformarsi in risorsa e in occasione di cambiamento e rafforzamento per mezzo della rielaborazione dello stesso. Le sue basi vengono costruite durante l’infanzia, ma è un processo che si sviluppa nell’intero arco della vita dell’individuo, in relazione all’ambiente e alle relazioni esperite. E’ infatti generata dalla modalità di interazione dei vari fattori che ne determinano lo sviluppo: gli eventi avversi e stressanti (condizioni biologiche e/o sociopsicologiche), la vulnerabilità dell’individuo, i suoi fattori protettivi interni intrapsichici (temperamento, capacità cognitive, autostima, ecc.) ed esterni (famiglia, sistema sociale, risorse comunitarie). Pensando a tutte le sciagure che il genere umano ha attraversato uscendone più o meno indenne, si deve ritenere che tale abilità, ossia la capacità di rialzarsi più forti dopo aver subito un trauma, è generalmente insita nell’uomo e ciò è probabilmente ancora più evidente nei soccorritori che ne fanno ampiamente ricorso durante la loro attività di assistenza, in particolare nel personale volontario che, diversamente, non riuscirebbe a proseguire nelle sue funzioni, tenuto soprattutto conto del fatto che per essi non è prevista alcuna remunerazione, se non la soddisfazione di aver prestato cura e soccorso al prossimo.
Alcuni interessanti studi hanno indagato le capacità di resilienza nei soccorritori e negli operatori impiegati nelle attività di aiuto. In particolare i dati raccolti con una ricerca condotta da Bertetti e Castelli nel 2014 sugli operatori delle relazioni di aiuto hanno consentito di confermare che essa si sviluppa proprio quando l’individuo non cerca di ignorare l’esperienza negativa, ma ne fa tesoro e fattori fondamentali sono ritenuti il riconoscimento delle sensazioni sia fisiche che emotive, le esperienze vissute all’interno della propria famiglia, che consentono il riconoscimento e la comprensione dei sentimenti altrui, le risorse sociali, particolarmente utili per comprendere che alcune situazioni non possono essere affrontate da soli, il ricorso ai valori, l’intelligenza emotiva, l’hardiness.
In generale, i diversi studi condotti sulle capacità di resilienza ed adattamento hanno messo in relazione questa capacità con alcuni meccanismi che sono ritenuti fondamentali per favorire il processo: la valutazione dell’evento come opportunità o minaccia (appraisal), l’attribuzione di significato, le emozioni positive ed il coping. Esso indica da un lato la capacità di fronteggiare e risolvere eventi problematici, reali o percepiti come tali, dall’altro di gestire le emozioni e lo stress derivante da essi, attraverso la messa in atto strategie cognitive e comportamentali. E’ un costrutto che differisce sia da quello relativo ai meccanismi di difesa, che sono involontari, che dalla resilienza, di cui è considerato un elemento, e che si riferisce alla capacità di fronteggiare gli eventi negativi sviluppando le competenze e riorganizzando in maniera positiva la propria vita.
Le strategie di coping che gli individui possono adottare sono molteplici e differenziate essenzialmente in tre gruppi: orientate sul problema, che comprendono azioni dirette o attività cognitive che inducono alla trasformazione del problema; orientate sulle emozioni, che consentono di gestire le emozioni negative generate dall’evento utilizzando meccanismi che impediscono lo scontro diretto con esso; di evitamento, in cui la persona prova ad ignorare le difficoltà, cercando il sostegno sociale o impegnandosi in altre attività allo scopo di distrarsi dal problema. La scelta delle strategie di coping da mettere in atto è particolarmente importante per gli operatori del soccorso poiché esse influiscono sulle loro reazioni e contribuiscono all’elaborazione delle emozioni connesse al vissuto di eventi tragici.
Proprio per comprendere quali fossero le risorse di fronteggiamento da loro messe in atto, sono stati effettuati molteplici studi sull’argomento nel corso del tempo. Essi hanno evidenziato che particolarmente importante è il supporto sociale dell’associazione e la forza del gruppo poiché favorisce il sentirsi legittimati negli interventi e rende gli accadimenti più identificabili. Altri fattori fondamentali sono il comportamento focalizzato sul compito, il distanziamento emotivo, le strategie cognitive auto-dirette, l’altruismo. Un altro studio ha rilevato tre stili principali di fronteggiamento: l’ottimista che si distrae, il razionale relazionale e quello centrato su di sé, legato alle emozioni e alla situazione. Particolarmente efficace per i soccorritori e i volontari in generale si dimostrano essere l’ottimismo e l’umorismo, così come la funzione protettiva della fede.
Possiamo a questo punto concludere con alcune riflessioni.
Il volontariato è una scelta di vita. Si basa su motivazioni profonde e radicate che attengono alla relazione col prossimo. Si nutre della ricompensa rappresentata dall’essere stati di aiuto per qualcuno. Condivide emozioni, esperienze, gioie e dolori di coloro ai quali si è tesa una mano. E se è vero che a volte ciò può comportare fatica e sofferenza dovuta all’accoglimento delle ferite dell’altro in sé, da un lato i benefici che esso apporta al volontario in termini di soddisfazione per ciò che ha fatto, e dall’altro la sempre crescente professionalizzazione che questo mondo sta vivendo al suo interno che consente l’acquisizione di strumenti e procedure di gestione degli interventi, costituiscono i due fondamenti che conducono il volontariato a sviluppare resilienza ed autoprotezione piuttosto che stress e burnout.

Autore: Anna Simeone dott.ssa in psicologia clinica e della riabilitazione

Misure di potenziamento del S.S.N. e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epi...
23/03/2020

Misure di potenziamento del S.S.N. e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il Decreto Legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.70 del 17 marzo 2020, ha previsto misure di sostegno alle imprese e l’economia, prevedendo anche proroghe dei termini anche il terzo settore.
In particolare l’ art. 35 del Decreto, prevede il differimento al 31 ottobre 2020 di una serie di termini che riguardano:
-le organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte negli appositi registri (di cui all’articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 );
-le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266;
-le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano di cui all’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383.
I termini differiti dalla normativa in oggetto sono:
-l’approvazione delle modifiche statutarie di adeguamento alla riforma del terzo settore in modo tale da preservare la funzionalità di detti enti, in questo periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria.
-la possibilità, per l’anno in corso, di approvare i bilanci entro la data del 31 ottobre 2020. Ciò anche ove previsioni di legge, regolamento o statuto diano diverse indicazioni.
Questa ultima possibilità riguarda gli enti per i quali la scadenza del termine di approvazione dei bilanci ricade all’interno del periodo emergenziale, dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 (la cui durata viene stabilita di 6 mesi).
Detti enti sarebbero infatti tenuti a riunire gli organi competenti per procedere all’ approvazione dei bilanci, con evidenti difficoltà a garantire il rispetto delle norme sulla distanza di sicurezza introdotte per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Lo stesso dicasi per le Assemblee di approvazione delle modifiche statutarie.
Infine l’art. 22 del D.L. prevede l’acceso alla cassa integrazione in deroga da parte degli enti del terzo settore.
“Le Regioni e Province autonome, con riferimento ai datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, previo accordo che può essere concluso anche in via telematica con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane”.

Si è concluso ieri a Firenze, presso la sede Anpas, il percorso di formazione per Responsabili del servizio prevenzione ...
02/12/2019

Si è concluso ieri a Firenze, presso la sede Anpas, il percorso di formazione per Responsabili del servizio prevenzione e protezione previsto nel progetto Bridge, promosso da Anpas Nazionale. Il progetto prevedeva la formazione di facilitatori in materia di sicurezza sul lavoro, privacy, responsabilità amministrativa, fiscalità e amministrazione. I partecipanti si sono anche sperimentati nel gioco di ruolo finalizzato all'accrescimento della cultura della sicurezza nel mondo del volontariato.

PROGETTO BRIDGE ANPAS. Completate le riprese presso il Centro Cantonale di Protezione Civile di Rivera (CH) per una nuov...
24/06/2019

PROGETTO BRIDGE ANPAS. Completate le riprese presso il Centro Cantonale di Protezione Civile di Rivera (CH) per una nuova e più interattiva piattaforma di formazione a distanza.

Indirizzo

Via Cicarelli 1
Avellino
83100

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