Studio Tributario Testa

Studio Tributario Testa Dott. Lucio Testa Tributarista ex lege 4/2013 - Revisore Ordinario Società Cooperative - Giurista d'impresa

02/09/2026

Affitti Brevi vs. B&B: qual è la differenza (e come funziona con le tasse)?

🏠Negli ultimi anni il settore dell'accoglienza extra-alberghiera è esploso.
Molti proprietari di immobili si chiedono: meglio puntare su un affitto breve o aprire un Bed & Breakfast (B&B)?
A prima vista possono sembrare la stessa cosa, ma dal punto di vista gestionale, normativo e soprattutto fiscale, le differenze sono sostanziose. Vediamo quali sono!

1. Inquadramento e Servizi Offeriti 🛎️

Affitto Breve (Locazione Turistica): Cosa offri: Solo il godimento dell'immobile (l'alloggio).
Servizi ammessi: Cambio biancheria e pulizia iniziale/finale.
Cosa NON puoi fare: Non puoi offrire servizi aggiuntivi durante il soggiorno (es. pulizia quotidiana, colazione, noleggio auto o visite guidate).

Bed & Breakfast (B&B): Cosa offri: L'alloggio + la prima colazione.
Servizi ammessi: Pulizia quotidiana delle camere, cambio biancheria periodico e somministrazione di cibi/bevande per colazione.

Residenza: Nella maggior parte delle regioni, chi gestisce un B&B non imprenditoriale ha l'obbligo di risiedere o dimorare nello stesso immobile.

2. Normativa Fiscale: come si tassano i guadagni? 💰La gestione delle imposte cambia notevolmente a seconda della forma scelta.

Affitti Brevi (Persone Fisiche) Cedolare Secca: Puoi optare per la tassazione sostitutiva: 21% sul primo immobile destinato a locazione breve mentr per il secondo immobile la tassazione sale al 26% fino al quarto immobile.

Limite Imprenditorialità: Puoi gestire in regime privato/irpef fino a un massimo di 4 appartamenti per ciascun periodo d'imposta.

Dal quinto appartamento scatta l'obbligo di apertura della Partita IVA.

Dichiarazione dei Redditi: I proventi vanno indicati nel Quadro RL del Modello Redditi Persone Fisiche o nel Quadro B del 730 (se scatta il regime ordinario IRPEF anziché la cedolare).

B&B (Non Imprenditoriale vs Imprenditoriale) B&B Non Imprenditoriale: Riconosciuto se gestito in modo occasionale (spesso con un periodo di chiusura obbligatorio all'anno stabilito dalle leggi regionali).
No Cedolare Secca: I guadagni rientrano nei Redditi Diversi (derivanti da attività d'impresa non esercitata abitualmente - Quadro RL).

Si tassano secondo gli scaglioni ordinari IRPEF, deducendo le spese inerenti documentate.

B&B Imprenditoriale: Obbligatorio se l'attività è continuativa o supera determinati limiti di camere/posti letto previsti dalla Regione.

Richiede apertura di Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese e contribuzione INPS.In questo caso si applica la tassazione per regime forfettario o contabilità ordinaria/semplificata.

⚠️ Nota: Ricorda che le regole sull'accoglienza variano a livello regionale ed è sempre necessario richiedere il CIN (Codice Identificativo Nazionale) per entrambe le tipologie.

Call now to connect with business.

01/09/2026

Notizie Flash | Novità Crediti Fiscali per i Professionisti 📢

La Circolare del Giorno n. 187 del 1° settembre 2026 analizza in dettaglio le novità introdotte dal Decreto Omnibus in materia di crediti d'imposta acquistati dai liberi professionisti.

Ecco i punti chiave e le principali indicazioni operative da tenere a mente:

Semplificazione delle opzioni di compensazione: Nuove regole per l'utilizzo in F24 dei crediti acquisiti, con una gestione più flessibile delle quote residue.

Presidi anti-frode e tracciabilità: Inaspriti i controlli preventivi della Piattaforma Cessione Crediti dell'Agenzia delle Entrate per prevenire utilizzi indebiti.

Estensione dei termini per la fruizione: Ampliate le opzioni di ripartizione pluriennale per evitare la perdita della quota annua non utilizzata.

Impatto sui professionisti e contributi: Chiariti i profili di rilevanza fiscale e previdenziale sui corrispettivi o compensi derivanti dalle operazioni di acquisto e successiva compensazione.

Da ricordare: Per fruire correttamente delle novità, i professionisti devono verificare preventivamente la capienza fiscale dei propri modelli F24 e la regolarità formale della documentazione a supporto dei crediti acquisiti.

Analisi delle novità della circolare 187 del 01.09.2026

La Circolare del Giorno n. 187 del 01.09.2026 fa il punto sul quadro normativo e sui dettagli operativi emersi a seguito dell'approvazione del Decreto Correttivo/Omnibus (D.Lgs. 148/2026), che ha introdotto importanti novità relative al trattamento fiscale dei crediti d'imposta acquistati da esercenti arti e professionisti.

Di seguito l'approfondimento normativo e operativo della disciplina:

1. Inquadramento normativo (Art. 54 TUIR) Storicamente la disciplina fiscale non regolava in maniera specifica la tassazione del differenziale positivo (o "agio") generato dall'acquisto di crediti d'imposta (es. bonus edilizi ex art. 121 D.L. 34/2020) da parte di lavoratori autonomi a prezzo scontato.

Dopo le contrastanti pronunce dell'Agenzia delle Entrate (che ne chiedeva l'imponibilità integrale nel reddito di lavoro autonomo), il Decreto Omnibus inserisce i nuovi commi 3-quater e 3-quinquies all'art. 54 del TUIR.

Oggetto di tassazione: Viene tassato esclusivamente il differenziale positivo (ovvero la differenza tra il valore nominale del credito e il prezzo effettivo di acquisto).

Aliquota agevolata del 26%: Tali proventi vengono sottratti alla tassazione ordinaria IRPEF a scaglioni e assoggettati a un'imposta sostitutiva con aliquota del 26%.

Esclusione dei crediti a titolo di compenso: La norma chiarisce che il nuovo regime non si applica ai crediti ricevuti a titolo di compenso (es. sconto in fattura per la parcella professionale). In questi ultimi casi continua ad applicarsi la disciplina ordinaria del reddito da lavoro autonomo.

2. Dettagli operativi e principio di cassaCriterio di cassa ed effettivo utilizzo: L'imposta sostitutiva si applica nell'anno di effettivo utilizzo in compensazione (tramite Modello F24) o di cessione a terzi. Proporzionalità delle quote: La quota imponibile del differenziale viene determinata in proporzione all'ammontare dei crediti effettivamente compensati nel singolo periodo d'imposta.

Modalità di versamento: Il versamento dell'imposta sostitutiva del 26% deve avvenire secondo le modalità e nei termini previsti per il saldo delle imposte sui redditi.

3. Regime transitorio e opzioni retroattive (Dichiarazione Integrativa)Particolarmente rilevanti per l'attività di studio sono le indicazioni di regime transitorio spiegate nella

Circolare:Inizio di efficacia: Le novità si applicano in via ordinaria ai crediti acquistati successivamente all'entrata in vigore del provvedimento.

Opzione per il passato (dal 2024): È prevista la facoltà di estendere il regime dell'imposta sostitutiva al 26% anche ai crediti acquistati a partire dal 1° gennaio 2024.

Adempimenti e limiti: Per applicare la nuova disciplina sui periodi d'imposta pregressi per cui è stata già presentata la dichiarazione, il professionista dovrà procedere con l'invio di un Modello Redditi PF integrativo.

Clausola di salvaguardia: Viene espressamente stabilito che la riapertura o ricalcolo non dà diritto al rimborso di eventuali maggiori imposte già versate secondo la disciplina previgente.

4. Sintesi degli impatti per lo Studio Professionale

Adeguamento dichiarativo: Necessità di monitorare l'aggiornamento dei software e dei quadri dichiarativi dei modelli Redditi per accogliere la nuova opzione.

Pianificazione fiscale: Convenienza valutare, caso per caso, l'opportunità di presentare dichiarazioni integrative per i crediti acquistati e usati nel 2024/2025 al fine di accedere all'aliquota del 26% anziché all'aliquota progressiva IRPEF.

31/07/2026

Rottamazione-quinquies e la Regola dei 5 Giorni

La Rottamazione-quinquies (definizione agevolata introdotta dalla normativa fiscale) permette ai contribuenti di regolarizzare i propri debiti con l'agente della riscossione
(Agenzia delle Entrate-Riscossione) pagando solo le somme dovute a titolo di capitale e quelle per il rimborso delle spese, azzerando sanzioni e interessi di mora.

Entriamo nel dettaglio del funzionamento e, in particolare, dell'importante margine dei 5 giorni di tolleranza.

Come funziona la regola dei 5 giorni (e quando si applica)

La normativa e i successivi interventi (come il D.L. n. 38/2026) hanno introdotto una finestra di tolleranza per i pagamenti, ma con regole ben precise a seconda della modalità di versamento scelta:

Pagamento in unica soluzione / Rata unica: Se hai optato per il saldo in un'unica soluzione, hai a disposizione una tolleranza di 5 giorni oltre la scadenza ufficiale (ad esempio, se la scadenza è fissata al 31 luglio, il pagamento è considerato perfettamente tempestivo se effettuato entro i successivi 5 giorni, ovvero entro il 5 agosto).

L'ultima rata del piano di dilazione: La stessa regola dei 5 giorni di tolleranza si applica anche al pagamento dell'ultima rata del piano di rateizzazione scelto.

Le rate intermedie (Attenzione!): Per le rate periodiche intermedie del piano di dilazione, la tolleranza dei 5 giorni per il ritardo non si applica nello stesso modo. Per le rate ordinarie, la decadenza si attiva generalmente in caso di mancato o insufficiente versamento di due rate (anche non consecutive), ma affidarsi a ritardi sistematici sulle rate di mezzo è rischioso e va evitato.

Cosa succede se si supera il termine dei 5 giorni?

Se il pagamento della rata unica o dell'ultima rata viene effettuato oltre il termine dei 5 giorni (o se si salda un importo parziale/insufficiente):

1. Decadenza dai benefici: Si perde il diritto alla definizione agevolata.

2. Perdita dei vantaggi: Le somme già versate in precedenza vengono considerate semplicemente come un acconto sul debito residuo complessivo.

3. Ripresa delle procedure:** Tornano a decorrere i termini di prescrizione e l'Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà avviare o proseguire le procedure cautelari ed esecutive (come fermi amministrativi, ipoteche o pignoramenti).

Come effettuare correttamente i pagamenti

Per evitare errori che potrebbero compromettere la sanatoria, è consigliabile seguire questi passi:
Utilizza i moduli ufficiali: Cerca sempre i bollettini allegati alla
Comunicazione delle somme dovute (scaricabili dall'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione).

Canali abilitati: Puoi pagare tramite i servizi online dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, l'App Equiclick, home banking (tramite nodo pagoPA), uffici postali, tabaccai e ricevitorie abilitate.

30/06/2026

💼 Nuove opportunità per il futuro dei giovani e la crescita delle imprese in Abruzzo

Arrivano importanti risorse sul fronte delle politiche attive del lavoro. La Regione Abruzzo ha presentato il nuovo avviso FSE+ "Dote Lavoro Giovani", stanziando ben 14,5 milioni di euro interamente dedicati a incentivare l'occupazione giovanile e a sostenere il tessuto imprenditoriale locale.

L'iniziativa, illustrata dall'assessore al Lavoro punta a creare un ecosistema virtuoso attraverso tre pilastri fondamentali:

Sostegno ai Formatori: Finanziamento della formazione specialistica del lavoratore per adeguarne le competenze alle reali necessità del mercato.

Tutela dei Lavoratori: Finanziamento dei tirocini direttamente in azienda, garantendo ai giovani un percorso di inserimento protetto e qualificato.

Incentivi alle Imprese: Sostegno economico mirato per agevolare la successiva assunzione a tempo indeterminato del giovane lavoratore.

"In questo percorso Regione Abruzzo sarà al fianco dei formatori, finanziando la formazione del lavoratore, sarà al fianco dei lavoratori, finanziando il tirocinio nell’azienda e sarà al fianco dell’impresa stessa incentivando la successiva assunzione del giovane lavoratore"

Un'ottima occasione per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, investendo sulle nuove generazioni e sulla competitività delle nostre aziende.

👇 Per maggiori informazioni sui requisiti e sulle modalità di partecipazione, consultate i canali ufficiali della Regione Abruzzo.

30/06/2026

📊 Fisco 2024: calano i versamenti spontanei e frena la compliance. Cosa sta cambiando?

I recenti dati diffusi dalla magistratura contabile sul 2024 fotografano un netto mutamento di tendenza nei comportamenti dei contribuenti italiani, aprendo una riflessione importante sul rapporto tra imprese, professionisti e Fisco.

Ecco i punti chiave emersi dall'analisi:

Raffreddamento dei versamenti integrativi: Si riduce progressivamente la spinta da parte dei contribuenti a integrare spontaneamente il reddito dichiarato, una pratica spesso utilizzata in passato per migliorare il proprio profilo di affidabilità fiscale e ridurre il rischio di accertamenti.

Freno al concordato preventivo: Accanto alla flessione dei versamenti spontanei, si registra un deciso calo delle adesioni al concordato preventivo, che non ha ottenuto l'impatto atteso.

Cosa ci dicono questi dati?

Il rallentamento simultaneo di questi due canali delinea uno scenario di forte prudenza. Quando gli strumenti di compliance collaborativa e gli incentivi all'adeguamento spontaneo perdono attrattività, diventa fondamentale analizzarne le cause: si tratta di una questione di liquidità, di complessità normativa o di una temporanea attesa di stabilità quadro regolatorio?

Per i professionisti del settore e per le imprese, monitorare questi trend è essenziale per comprendere la direzione delle future politiche di controllo e riscossione.

💬 Qual è la vostra percezione? Pensate che servano strumenti di compliance più flessibili o che il tessuto economico stia semplicemente rispondendo a una diversa congiuntura fiscale? Parliamone nei commenti.

16/06/2026

🚨 Pignoramenti automatizzati: Federcontribuenti lancia l'allarme.
L'accelerazione delle procedure di pignoramento da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione desta forte preoccupazione. Grazie all'incrocio automatizzato dei dati finanziari e delle fatture elettroniche, il fisco ha oggi uno strumento d'azione immediato, che rischia però di trasformarsi in un'arma a doppio taglio per i contribuenti.

🔍 Il nodo della questione: automazione vs tutele
Secondo Federcontribuenti, questo nuovo sistema rischia di produrre effetti particolarmente gravosi per cittadini e imprese. Il motivo? Manca un adeguato controllo preventivo di natura giurisdizionale.

Lasciare che sia un algoritmo a decidere il blocco dei conti correnti o dei beni, senza il filtro e la verifica preventiva di un giudice, mette a rischio il diritto di difesa del contribuente.

📉 Quali sono i rischi principali?
Errori difficili da sanare: Un blocco automatizzato basato su dati non aggiornati o interpretati male può paralizzare un'azienda o una famiglia prima ancora che si possa fare ricorso.

Mancanza di flessibilità: L'algoritmo non valuta il contesto o la buona fede, applicando procedure standardizzate che non tengono conto della reale situazione di liquidità.

Asimmetria tra Fisco e Cittadino: Il contribuente si ritrova a subire l'atto e a dover dimostrare l'eventuale errore a cose già fatte, con tempi di sblocco spesso lunghi.

Chiediamo che l'efficacia della riscossione non vada mai a discapito delle garanzie costituzionali e del diritto a un giusto processo. L'innovazione tecnologica deve servire a combattere l'evasione, non a cancellare le tutele di chi si trova in difficoltà.

💬 Cosa ne pensi? Credi che l'automazione dei pignoramenti sia una misura equa o un rischio eccessivo per la stabilità di imprese e famiglie? Lascia un commento.

04/06/2026

📊 Il Budget di Tesoreria: Oltre la Semplice Previsione

Molte aziende si concentrano esclusivamente sul budget economico (ricavi e costi), ma la vera salute di un’impresa si misura dalla sua capacità di generare cassa. Il Budget di Tesoreria è la bussola che permette di navigare tra scadenze e opportunità, evitando di trovarsi "a secco" nel momento del bisogno.

🎯 Le Funzioni Principali
Non è solo un esercizio contabile, ma uno strumento strategico che assolve a tre compiti fondamentali:

* Prevenzione del Deficit: Individuare in anticipo periodi di tensione finanziaria per negoziare per tempo linee di credito o rinegoziare pagamenti.

* Ottimizzazione della Liquidità: Gestire le eccedenze di cassa per ridurre gli oneri finanziari o pianificare investimenti a breve termine.

* Supporto Decisionale: Valutare se l'azienda può sostenere nuovi investimenti, assunzioni o piani di espansione senza compromettere l'operatività quotidiana.

🛠 Aspetti Operativi: Come si Costruisce?
A differenza del budget economico, quello di tesoreria ragiona per flussi monetari effettivi (Entrate e Uscite) e non per competenza.

1. L'Orizzonte Temporale: Solitamente si sviluppa su base 12 mesi, con un dettaglio analitico (settimanale o mensile) per i primi 3-6 mesi.

2. Mappatura delle Entrate:
* Incassi da clienti (considerando i reali tempi di pagamento, non le date fattura).
* Dismissioni di asset o nuovi finanziamenti.

3. Mappatura delle Uscite:
* Costi Fissi: Stipendi, affitti, utenze.
* Costi Variabili: Pagamenti a fornitori (materie prime, servizi).
* Oneri Finanziari e Fiscali: Rate di mutui, IVA, imposte.

4. Il Saldo Progressivo: La somma algebrica tra saldo iniziale e flussi del periodo determina la Posizione Netta, indicando se l'azienda è in avanzo o deve ricorrere a finanziamenti esterni.

💡 Un consiglio....
Il Budget di Tesoreria non è un documento statico "da archiviare". Per essere efficace, deve essere sottoposto a Rolling Forecast: ogni mese si aggiornano i dati reali e si ricalibrano le previsioni per i mesi successivi.

16/05/2026

🛑 CASSAZIONE STOPPA IL FISCO: Accertamenti bancari nulli senza trasparenza!
Da oggi il Fisco non può più "spiarvi" di nascosto sul conto corrente. Se manca un documento fondamentale, tutta l'indagine salta.

La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza fondamentale che cambia le regole del gioco nei controlli sui conti correnti.

📋 Cosa è successo?
Per poter ficcare il naso nei conti bancari di un contribuente, l'Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza hanno bisogno di un'autorizzazione formale (del Comandante Regionale della GdF o del Direttore Centrale/Regionale dell'Entrate).

La novità? La Cassazione ha stabilito che questa autorizzazione deve essere obbligatoriamente inserita nel fascicolo a disposizione del contribuente.

❌ Quando l'accertamento è NULLO?
Il fisco non può più giocare a "carte coperte". L'accertamento bancario è totalmente nullo se:

L'autorizzazione non è presente negli atti esibiti al contribuente.

Il fisco si limita a dire "l'autorizzazione c'è", ma non la mostra concretamente.

Viene violato il diritto di difesa e di trasparenza del cittadino.

In parole semplici: Se ti fanno un controllo sul conto corrente, hai il diritto di vedere chi e perché ha firmato quell'accesso. Se l'amministrazione finanziaria nasconde l'atto o si dimentica di allegarlo, l'intero castello di accuse crolla e le prove raccolte diventano inutilizzabili.

Una vittoria importante per lo Statuto dei diritti del contribuente: il contrasto all'evasione è legittimo, ma deve sempre seguire le regole e rispettare la trasparenza.

13/05/2026

🛑 Cartelle Esattoriali: La Cassazione mette un freno alla prescrizione decennale
C’è spesso una grande confusione quando si parla di debiti con il Fisco: 5 o 10 anni per andare in prescrizione? Una recente precisazione della Corte di Cassazione fa chiarezza, smentendo l'idea che basti una cartella non opposta per "trasformare" magicamente ogni debito in una scadenza decennale.

🔍 Il punto della questione
Molti credevano che, se il contribuente non impugnava la cartella esattoriale entro i termini (60 giorni), il termine di prescrizione diventasse automaticamente di 10 anni (quello ordinario previsto per le sentenze passate in giudicato).

La Cassazione ha ribadito un concetto fondamentale:
La cartella esattoriale è un atto amministrativo, non una sentenza. Di conseguenza, la mancata opposizione non ne muta la natura né allunga i tempi di prescrizione.

📉 Quali sono i termini reali?
Il termine dipende dalla natura del tributo originario:

Prescrizione a 10 anni: Crediti erariali dello Stato (IRPEF, IVA, IRES, Imposta di Registro, ecc.).

Prescrizione a 5 anni: Tributi locali (IMU, TARI), sanzioni amministrative, multe stradali e contributi previdenziali (INPS, INAIL).

Prescrizione a 3 anni: Bollo auto (tassa automobilistica).

💡 Cosa significa per il contribuente?
Se ricevi un sollecito per una vecchia multa o un tributo locale non pagato sette anni fa, e nel frattempo non hai ricevuto atti interruttivi, quel debito potrebbe essere prescritto, anche se non avevi fatto ricorso contro la cartella originale a suo tempo.

Il consiglio: Non dare mai per scontato che un debito vecchio sia ancora dovuto, ma non dare nemmeno per certo che sia "scaduto". Ogni caso va analizzato verificando le date delle notifiche precedenti!

07/05/2026

🗓️ Dichiarazione IVA 2026: Hai superato la scadenza del 30 aprile? Niente panico, ma agisci subito!

La scadenza ordinaria per l'invio del Modello IVA 2026 è passata, ma il sistema fiscale prevede delle "ciambelle di salvataggio" per chi è in ritardo. Attenzione però: il tempo è un fattore critico e determina la differenza tra una piccola sanzione e un accertamento pesante.

Ecco la guida rapida alle tre casistiche principali per chi non ha inviato il modello entro il 30 aprile:
1️⃣ La "Dichiarazione Tardiva" (Entro il 29 luglio 2026)

Se invii la dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza (quindi entro il 29 luglio 2026), la dichiarazione è considerata valida.

Sanzione: Si applica una sanzione fissa di 250€.

Ravvedimento Operoso: Puoi ridurre la sanzione a 1/10 (25€) versandola con il codice tributo 8911 tramite F24.

Versamenti: Se dalla dichiarazione emerge un debito IVA, dovrai regolarizzare anche i versamenti con le sanzioni ridotte del ravvedimento (0,1% al giorno per i primi 14 giorni, poi 1,5%, ecc.).

2️⃣ La "Dichiarazione Omessa" (Oltre il 29 luglio 2026)

Trascorsi i 90 giorni, la dichiarazione si considera giuridicamente omessa.

Effetti: L'Agenzia delle Entrate può procedere ad accertamenti induttivi.

Sanzioni: Dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (minimo 250€). Se non ci sono imposte dovute, la sanzione va da 250€ a 1.000€.

Nota positiva: Se la presenti comunque entro il termine di quella dell'anno successivo (e prima di eventuali controlli), la sanzione è ridotta dal 60% al 120%.

3️⃣ Dichiarazione Integrativa: Correggere errori

Se hai inviato tutto entro il 30 aprile ma ti sei accorto di un errore (es. una fattura dimenticata):

Integrativa "a favore": Puoi presentarla per correggere errori che hanno determinato un maggior debito o un minor credito.

Integrativa "a sfavore": Per correggere errori che hanno comportato un debito d'imposta inferiore al dovuto. Anche qui, il ravvedimento operoso aiuta a ridurre drasticamente le sanzioni.

💡 Il consiglio pratico

Non aspettare l'ultimo dei 90 giorni. Se hai mancato la scadenza, l'invio immediato tramite ravvedimento sprint minimizza l'impatto economico. Ricorda che la sanzione di 25€ (1/10 di 250€) è dovuta per il solo ritardo della presentazione, indipendentemente dal saldo IVA.

Hai bisogno di supporto per il calcolo del ravvedimento o per l'invio tardivo?
Scrivimi in privato o lascia un commento per capire come regolarizzare la tua posizione prima che scatti la soglia dei 90 giorni!

Indirizzo

Via Cesare Battisti 101
Avezzano
67051

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio Tributario Testa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi