Caf & Patronato Fenapi Bagheria

Caf & Patronato Fenapi Bagheria La Federazione Nazionale Autonoma Piccoli Imprenditori (FE.N.A.P.I) tutela i diritti e lo sviluppo delle condizioni culturali, morali e professionali

La Federazione Nazionale Autonoma Piccoli Imprenditori (FE.N.A.P.I) è un’organizzazione professionale di categoria senza fini di lucro.Essa associa e sostiene i Piccoli Imprenditori in modo trasversale, a prescindere dal settore economico (artigiani, commercianti, pescatori, agricoltori, piccoli industriali). Obiettivo della FE.N.A.P.I è, primariamente, la tutela dei diritti e lo sviluppo delle co

ndizioni culturali, morali, professionali, giuridiche ed economiche degli associati attraverso le seguenti azioni:
• rappresentanza sindacale degli associati e tutela dei loro interessi nelle sedi competenti;
• rappresentanza e tutela delle Piccole Imprese nei rapporti con le istituzioni pubbliche e private, la pubblica amministrazione, le organizzazioni politiche, sociali ed economiche;
• orientamento, formazione e aggiornamento professionale di quanti operano nella Piccola Impresa;
• promozione e assistenza alla costituzione di cooperative, consorzi e associazioni di produttori;
• promozione e assistenza alla nascita di nuove piccole imprese con azioni specifiche, anche nel quadro degli appositi programmi U.E.;
• realizzazione di studi e progetti di fattibilità per l’avvio di imprese, con particolare riferimento all’imprenditorialità giovanile;
• assistenza fiscale, amministrativa e giuridica delle imprese associate;
• assistenza sociale, previdenziale e sanitaria a favore degli associati, dei loro familiari e dei dipendenti attraverso il suo Ente di Patronato;
• assistenza alle imprese associate per la presentazione di domande di contributi e finanziamenti, anche previsti da disposizioni comunitarie, alle autorità competenti;
• organizzazione di iniziative atte ad innovare e sviluppare le imprese associate, a potenziare la loro produttività e a favorire il collocamento dei loro prodotti e servizi sui mercati;
• assistenza alle imprese associate per gli adempimenti relativi al controllo di qualità e sicurezza (ISO 9000, HACCP, sicurezza nei luoghi di lavoro. Organizzazione
La FE.N.A.P.I è una “Associazione di rilevanza nazionale”, così come riconosciuto dal Ministero del Lavoro con nota n.24046/99 QG.97 del 25 marzo 1999, in quanto presente in oltre 56 province e 18 regioni. Sul territorio nazionale sono operanti circa 300 sedi FE.N.A.P.I. con circa 100.000 iscritti. L’organizzazione territoriale della FE.N.A.P.I. si articola nel modo seguente:
• Sede nazionale (Roma, via Romagna, 26);
• Sedi regionali;
• Sedi provinciali;
• Sedi zonali;
• Sedi comunali. Gli organi della Federazione, a livello nazionale, sono i seguenti:
• Congresso Nazionale;
• Consiglio Direttivo Nazionale;
• Ufficio di Presidenza Nazionale;
• Presidente Nazionale;
• Direttore Generale;
• Collegio dei Probiviri;
• Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti;
• Consiglio Tecnico Nazionale;
• Segretari Nazionali di Comparto. Di seguito si elencano i maggiori riconoscimenti da parte di Organismi Pubblici ed alcuni dei vari organismi promossi dalla Federazione nell'ambito delle attività statutarie:
• La FENAPI è stata riconosciuta "associazione di rilevanza nazionale", con decreto del Ministero del Lavoro, nota n.24046/99 QG.97 del 25 marzo 1999;
• dal gennaio 1999 è stata autorizzata dall'INPS ad assistere gli imprenditori agricoli associati per la tenuta dei registri d'impresa e per tutte le procedure contabili e fiscali;
• in data 2 luglio 1999 ha stipulato con l'INPS la convenzione per la riscossione delle quote associative degli artigiani e dei commercianti;
• nel dicembre 1999 l'AIMA (Azienda di Stato per l'Intervento sul Mercato Agricolo), ora AGEA, ha riconosciuto la FE.N.A.P.I. quale associazione professionale maggiormente rappresentativa ed ha stipulato, in data 15 marzo 2000 la convenzione per la gestione delle Pratiche Agricole Comunitarie (PAC);
• nel gennaio 2000 ha costituito il CAF-FENAPI srl, riconosciuto dal Ministero delle Finanze con decreto del 29 dicembre 2000 ed iscritto all'albo dei Centri di Assistenza Fiscale per i lavoratori dipendenti e pensionati al n. 52;
• in data 16 marzo del 2000 ha stipulato con l'INAIL la convenzione per la riscossione delle quote associative degli invalidi sul lavoro e per tutte le categorie imprenditoriali;
• in data 28 marzo 2000 ha stipulato con l'INPS la convenzione per la riscossione delle quote associative dei braccianti agricoli;
• nel maggio del 2000 ha sottoscritto con l'ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) un protocollo di intesa per l'agevolazione agli insediamenti produttivi presso gli sportelli unici comunali;
• in data 16 febbraio 2000 ha stipulato con l'INPS la convenzione per la riscossione delle quote associative dei lavoratori autonomi dell'agricoltura (aziende agricole, coltivatori diretti, coloni);
• è presente da aprile 2001 con propri rappresentanti nella Commissione Consultiva Centrale della Pesca Marittima del Ministero delle Politiche Agricole
• in data 29 settembre, 2001 ha costituito l'ENFIP – Ente Nazionale Fenapi Istruzione Professionale;
• nel maggio 2002, ha costituito il Patronato INAPI, riconosciuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con decreto provvisorio del 30 maggio 2002 e successivo decreto definitivo del 23 aprile 2003;
• in data 8 gennaio ha stipulato con l'INPS la convenzione per la riscossione delle quote associative dei disoccupati non agricoli, dei lavoratori in mobilità e dei pensionati;
• nell'anno 2003, ha costituito il CAA FENAPI srl, riconosciuto dalla Regione Sicilia – Assessorato dell'agricoltura e delle foreste con decreto del 17 aprile 2003;
• nell'anno 2008, ha costituito il CAF IMPRESA FENAPI srl, riconosciuto dall'Agenzia delle Entrate – con provvedimento 8 aprile 2002 pubblicato sulla G.U.R.I. del 29 aprile 2002.

16/05/2024
10/05/2024
09/05/2024

Certificato di pensione (c.d. mod. ObisM) 2024
Premessa
L’Istituto ogni anno per i beneficiari di prestazioni previdenziali e assistenziali mette a
disposizione, fra i servizi online al cittadino, il certificato di pensione, cosiddetto modello
ObisM, fruibile accedendo al “Fascicolo previdenziale del cittadino”, attraverso il sito
istituzionale www.inps.it, tramite una delle seguenti credenziali:
- SPID di secondo livello (Sistema Pubblico di Identità Digitale);
- CIE 3.0 (Carta di Identità Elettronica);
- CNS (Carta Nazionale dei Servizi);
- PIN dispositivo rilasciato dall’Istituto solo per i residenti all’estero non in possesso di un
documento di riconoscimento italiano e, pertanto, impossibilitati a richiedere le credenziali
SPID;
- eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).
Il certificato di pensione 2024 è a disposizione dei pensionati di tutte le gestioni, compresa la
gestione ex INPGI 1, confluita all’INPS con effetto dal 1° luglio 2022, ai sensi dell’articolo 1,
comma 103, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 (legge di Bilancio 2022).
1. Categorie di percettori esclusi dalla pubblicazione del certificato di pensione
Il certificato di pensione non viene predisposto per le prestazioni di accompagnamento a
pensione (APE sociale, assegni straordinari, c.d. “isopensioni” ai sensi dell’articolo 4, della
legge 28 giugno 2012, n. 92) che, non avendo natura di trattamento pensionistico, non
vengono annualmente rivalutate e continuano a essere corrisposte nella stessa misura per
tutta la loro durata.
Pertanto, la pubblicazione del certificato di pensione non viene effettuata per le seguenti
categorie di prestazione:
027-VOCRED;
028-VOCOOP;
029-VOESO;
143-APESOCIAL;
127-CRED27;
128-COOP28;
129-VESO29;
198-VESO33;
199-VESO92;
200 – ESPA.
L’unica eccezione è rappresentata dall’indennizzo commercianti, che viene corrisposto
annualmente in misura pari al trattamento minimo e viene conseguentemente rivalutato.
Nel caso di soggetto titolare di prestazione previdenziale o assistenziale e di prestazione di
accompagnamento a pensione, il certificato di pensione contiene le sole informazioni relative
alla prestazione previdenziale e/o assistenziale.
2. Il certificato di pensione dinamico
Il certificato di pensione, a decorrere dal 2021, è reso in modalità dinamica e aggiornato alla
data della richiesta da parte dell’interessato; pertanto, è possibile ottenerlo anche per le
prestazioni liquidate in corso d’anno.
Inoltre, per i certificati emessi negli ultimi 5 anni viene messa a disposizione una versione
statica storicizzata, consultabile attraverso le medesime modalità illustrate in premessa.
3. Aumenti di perequazione automatica previsionale delle pensioni per l’anno 2024
Il certificato di pensione viene pubblicato annualmente tenendo conto delle attività
generalizzate di rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali, necessarie per
consentire il pagamento delle prestazioni previdenziali e assistenziali dovute.
In particolare, per l’anno 2024, l’aumento delle pensioni per l’adeguamento al costo della vita,
stabilito in via previsionale, è pari al 5,4%.
4. Novità per l’anno 2024
Il certificato di pensione per l’anno 2024 è stato implementato con le informazioni relative alle
seguenti novità:
- incremento delle pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo (art. 1, comma
310, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 - legge di Bilancio 2023) riconosciuto, per il 2024,
nella misura del 2,7% senza distinzione di età del percipiente, ai titolari di un trattamento
pensionistico lordo complessivo in pagamento di importo inferiore o pari al trattamento minimo
per ciascuna delle mensilità fino a dicembre 2024, compresa la tredicesima mensilità, come
illustrato nella seguente tabella:
INCREMENTO MASSIMO MENSILE
(art. 1, comma 310, della legge n. 197/2022)
Trattamento Minimo % incremento Incremento
massimo riconosciuto
Importo massimo riconosciuto
598,61 € 2,7% 16,16 € 614,77 €
- pensione anticipata flessibile (art. 1, comma 283, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 -
legge di Bilancio 2023), riconosciuta in via sperimentale per l’anno 2023, al raggiungimento di
un'età anagrafica di 62 anni e un'anzianità contributiva di almeno 41 anni e perfezionamento
dei requisiti entro il 31 dicembre 2023;
- applicazione del nuovo sistema di calcolo per scaglioni e aliquote ai fini IRPEF, di cui al
decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216 (cfr. il messaggio n. 755 del 20 febbraio 2024).
5. Caratteristiche del certificato di pensione 2024
Il certificato di pensione fornisce le seguenti informazioni analitiche:
- importo mensile lordo della rata di gennaio e della tredicesima (se presente);
- eventuali ulteriori due mensilità, se si verificano delle variazioni nelle condizioni che
determinano gli importi (ad esempio, trattamenti di famiglia e addizionali che cessano);
- importo delle singole trattenute fiscali;
- eventuali detrazioni di imposta applicate.
Si rammenta, inoltre, che:
- nei casi previsti dalla legge, viene riportato l’importo della trattenuta giornaliera che il
pensionato dovrà comunicare al datore di lavoro;
- per i titolari di pensioni anticipate di cui agli articoli 14 e 14.1 del decreto-legge 28 gennaio
2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, e successive
modificazioni, e di cui alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, nel certificato di pensione viene
ricordato il peculiare regime di incumulabilità che comporta l’obbligo di comunicazione
tempestiva in caso di percezione di redditi da lavoro;
- per i soggetti dichiarati irreperibili, si ricorda l’obbligo di dichiarare la variazione di indirizzo
o il trasferimento di residenza al comune italiano di riferimento, in base a quanto disposto
dalla normativa vigente (cfr. l’art. 2 della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, e l’art. 6 del
D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223);
- in caso di erogazione per l’anno corrente della somma aggiuntiva (c.d. quattordicesima),
viene riportata l’apposita informazione;
- per i titolari di AOI – assegno ordinario di invalidità - viene evidenziata la scadenza
triennale di validità dell’assegno.

09/05/2024

Inps, bonus nido 2024 in ritardo: quando pagano


Il bonus nido 2024 sta accumulando notevoli ritardi. Lo sanno bene le famiglie che hanno figli all’asilo (fino a un massimo di tre anni), così come i genitori che vantano forme di supporto per minori con delle patologie croniche gravi.
Lo scorso 20 aprile era giunto un aggiornamento che lasciava ben sperare. L’Inps informava infatti d’aver sbloccato il contributo. Il tutto sembra però ancora in salita per alcune famiglie italiane. Di seguito tutte le informazioni del caso.
Bonus nido 2024
Sono due le facce del bonus nido. Da una parte prevede di garantire il rimborso delle rette relative agli asili nido, siano essi pubblici o privati. Dall’altra, invece, garantisce un ritorno economico che copra l’esborso per forme di supporto garantite a bambini con meno di 3 anni con patologie gravi e croniche.
Il 20 aprile scorso l’Inps, attraverso un comunicato, aveva annunciato lo sblocco di tali fondi. La nuova funzione era dunque operativa. Semaforo verde per tutte le sedi territoriali dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, così da procedere alla gestione delle domande presentate. Non solo, era indicato anche come le prime richieste fossero già state accolte, dunque non più in stato di perenne “lavorazione” come in precedenza.
Inps, nuovo blocco
Il procedimento di distribuzione dei fondi previsti non è stato però rapido, anzi tutt’altro. Le rassicurazioni sono state ben accolte ma le settimane sono trascorse e il denaro non è giunto. Lo sottolinea Money, che ribadisce come fonti interne all’Istituto evidenzino una situazione particolare: domande ancora in “lavorazione”, il che vuol dire bloccate, in attesa del denaro per garantire il bonus nido.
Al tempo stesso, però, non ci sarebbe un effettivo e concreto ostacolo da superare. Problematiche burocratiche? Ad oggi non è dato saperlo ma le stesse fonti ribadiscono come nelle prossime settimane i soldi arriveranno. Nessun problema di risorse ma si richiede pazienza.
Al momento la strategia sembra essere quella di prendere tempo e non di garantire una risposta chiara, così come una tempistica certa. Alcuni genitori in diritto dell’aiuto dallo Stato si sono rivolti all’assistenza dell’Istituto via social, ricevendo però tale risposta: “Ci spiace per il disagio e il ritardo accumulato. La problematica è in via risolutiva”.
Domande in lavorazione
Una risoluzione che riguarda però le domande accolte. Molte però sono ancora in “lavorazione”, quasi a lasciar pensare, dopo tutto questo tempo, che ci sia un problema nella richiesta. In realtà la fase istruttoria dell’Inps è ancora in corso.
Torniamo dunque al concetto di pazienza. Occorre aspettare di veder trasformata una dicitura in un’altra. Entro fine maggio gli aventi diritto dovrebbero tutti vedere la propria richiesta approvata, ma non solo. Fine mese è il traguardo fissato dall’Inps per il pagamento di buona parte dei rimborsi.
Si ricorda come il contributo valga fino al terzo anno di vita del figlio, anche se adottato, e che le domande possono essere presentate entro il 31 dicembre 2024. Il tutto dev’essere svolto esclusivamente per via telematica, allegando la documentazione che attesti la spesa sostenuta. Ecco gli scaglioni previsti:
• Massimo di 3mila euro – Isee minorenni fino a 25.000,99 euro;
• Massimo di 2.500 euro – Isee minorenni fino a 40.000 euro;
• Massimo di 1.500 – Isee minorenni oltre i 40.000 euro.

02/05/2024

Bonus affitto giovani fino a 2.000 euro: come funziona la detrazione nel modello 730/2024
Bonus affitto fino a 2.000 euro per i giovani under 31: guida alla detrazione nel modello 730/2024 per gli immobili adibiti ad abitazione principale, anche in caso di locazione di stanze in appartamenti condivisi
1 MAGGIO 2024Bonus affitto fino a 2.000 euro in favore dei giovani under 31: nel modello 730/2024 trova conferma la detrazione IRPEF del 20 per cento del canone corrisposto.
Ad averne diritto sono i contribuenti con età compresa tra 20 e 31 anni non compiuti, in relazione all’affitto di immobili adibiti ad abitazione principale, o anche in caso di affitto di stanze in appartamenti in condivisione.
Le istruzioni per l’accesso alla detrazione dell’affitto per i giovani sono fornite dall’Agenzia delle Entrate. La guida passo per passo alla compilazione del modello 730/2024.Bonus affitto giovani fino a 2.000 euro: come funziona la detrazione nel modello 730/2024Il bonus IRPEF riconosciuto è pari ad un minimo di 991,60 euro e l’agevolazione può essere fruita per i primi quattro anni di durata contrattuale della locazione.
Ad averne diritto in sede di presentazione del modello 730/2024 sono i giovani titolari di contratto di locazione per un immobile o per una parte di esso. Il bonus fiscale spetta quindi anche a chi ha in affitto una stanza all’interno di un appartamento, ma rispettando specifiche condizioni, oltre all’età.
La prima è relativa al limite di reddito: il bonus affitto spetta ai giovani titolari di reddito complessivo fino a 15.493,71 euro.
Specifici requisiti anche in merito alla destinazione dell’immobile in affitto, che dovrà essere adibito a propria residenza. Sarà inoltre necessario che la stessa sia diversa dall’abitazione principale di genitori o affidatari.
Bonus affitto giovani del 20 per cento nel modello 730/2024: come si calcola la detrazione IRPEF
Come sopra anticipato, la detrazione dell’affitto per i giovani è pari al 20 per cento del canone dovuto, fino ad un massimo di 2.000 euro. Sarà in ogni caso riconosciuta una detrazione base (o in caso di incapienza un rimborso IRPEF), pari a 991,60 euro.
Facciamo alcuni esempi di calcolo per capirci di più.
Prendiamo il caso di un giovane di età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti titolare di contratto di locazione con canone pari a 4.000 euro annui.

In tal caso il bonus affitto spettante applicando l’aliquota del 20 per cento sarebbe pari a 800 euro. Considerando le regole previste, con il modello 730/2024 sarà tuttavia riconosciuto un rimborso pari a 991,60 euro, importo base del bonus.
In caso di canone di locazione annuo pari a 15.000 euro, applicando l’aliquota di detrazione del 20 per cento il valore del bonus spettante sarebbe invece pari a 3.000 euro. Tuttavia, considerando il limite massimo di sconto fiscale annuo, sarà riconosciuto un importo pari a 2.000 euro.
Bonus affitto giovani nel modello 730/2024: le istruzioni di compilazione
È la Sezione V del modello 730 ad ospitare l’agevolazione. Al Rigo E71 - “Inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale”, nella Colonna 1 (Tipologia) bisognerà indicare il codice 4 denominato “Detrazione per canoni di locazione spettante ai giovani per l’abitazione destinata a propria residenza”.
Nella Colonna 2 (n. giorni) bisognerà quindi indicare il numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare locata è stata adibita ad abitazione principale.
Nella Colonna 3 (percentuale) bisognerà indicare la percentuale di detrazione spettante. Ad esempio, due contribuenti cointestatari del contratto di locazione dell’abitazione principale devono indicare “50”. Se il contratto di locazione è stato stipulato da una sola persona va, invece, indicato “100”.
Infine, nella Colonna 4 (canone) sarà necessario indicare l’ammontare del canone di locazione.

Indirizzo

Via Virzì, 48
Bagheria
90011

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 19:30
Martedì 09:30 - 19:30
Mercoledì 09:30 - 19:30
Giovedì 09:30 - 19:30
Venerdì 09:30 - 19:30

Telefono

0918162335

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