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Nasce il Centro Studi "OGGICONDOMINIO", promosso e condiviso da più professionisti ed esperti del settore Condominiale in tema giuridico normativo fiscale immobiliare (Real Estate & Property value) tecnologico costruttivo energetico oltre a finanziario assicurativo. L'obiettivo principale del blog è la promozione e lo sviluppo della figura professionale dell'Amministratore di Condominio nella sua specifica poliedricità funzionale , nel più vasto progetto di sviluppo della Cultura Condominiale in Italia della proprietà immobiliare nelle sue più recenti declinazioni.

Ora solare e consumi in condominio: quanto incide davvero il cambio d’ora?Con il ritorno all’ora solare, si parla di un ...
17/10/2026

Ora solare e consumi in condominio: quanto incide davvero il cambio d’ora?

Con il ritorno all’ora solare, si parla di un aumento dei consumi energetici del 24,1%. Ma questo dato va interpretato con attenzione: confronta i consumi domestici rilevati nei mesi dell’ora solare con quelli dei mesi dell’ora legale. Non significa che il semplice spostamento delle lancette faccia aumentare del 24% la bolletta di ogni condominio. Nei mesi freddi e più bui, infatti, cambiano le abitudini: si utilizzano di più illuminazione, elettrodomestici e riscaldamento.

E per le parti comuni? L’effetto dipende soprattutto da come sono regolati gli impianti:

🔹 Luci con sensore crepuscolare: si accendono in base alla luce naturale e, di norma, seguono alba e tramonto senza richiedere modifiche.

🔹 Luci con timer: è opportuno controllare gli orari. Una programmazione non aggiornata può lasciare accese le lampade più del necessario.

🔹 Riscaldamento centralizzato: il cambio d’ora, da solo, non determina un aumento automatico dei consumi. Incidono soprattutto le temperature esterne e la regolazione dell’impianto; è comunque utile verificare che la programmazione rispecchi gli orari effettivi di utilizzo.

Un esempio concreto: 20 lampade da 10 watt accese un’ora in più al giorno per 150 giorni consumano circa 30 kWh aggiuntivi. La verifica dei timer e dei sensori può quindi aiutare a evitare sprechi, soprattutto negli impianti più datati o regolati manualmente.

Il dato nazionale conferma che l’ora legale può ridurre i consumi elettrici: per il 2026 Terna stima un risparmio di circa 302 milioni di kWh nel periodo in cui è in vigore. È una stima complessiva per il Paese, legata soprattutto al minore ricorso all’illuminazione artificiale nelle ore serali; non è una percentuale da applicare direttamente alla bolletta del singolo stabile.

Per amministratori e condomìni, il consiglio pratico è semplice: controllare la programmazione degli impianti comuni e confrontare i consumi con quelli degli stessi mesi dell’anno precedente, tenendo conto delle temperature, delle tariffe e di eventuali cambiamenti nell’uso dello stabile.

Il risparmio parte da una gestione attenta e da dati confrontabili.

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi! Valentina Fucci, Alfredo Sessa
17/10/2026

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi! Valentina Fucci, Alfredo Sessa

14/10/2026

Con Benvenuti in Condominio – Ho ottenuto un posto nella sua lista delle interazioni settimanali perché sono tra le persone con più interazioni! 🎉

Un grande ringraziamento ai miei nuovi fan più attivi! 💎 RE CondLasciate un commento per dare il benvenuto a queste pers...
14/10/2026

Un grande ringraziamento ai miei nuovi fan più attivi! 💎 RE Cond

Lasciate un commento per dare il benvenuto a queste persone nella nostra community,

12/10/2026

Condominio&Diritto 33 - La Separazione

12/10/2026

Il futuro della professione si costruisce attraverso il confronto e la partecipazione.

RE-COND sarà presente a Condominio Experience Expo 2026, nel panel dedicato al RUNAC – Registro Unico Nazionale degli Amministratori di Condominio e al futuro della categoria. Un’occasione per discutere di qualificazione professionale, riconoscimento del ruolo degli amministratori e prospettive per il mondo condominiale.

Vi aspettiamo venerdì 23 ottobre 2026 a Roma, presso Palazzo WeGil. Invitiamo amministratori, professionisti e operatori del settore a iscriversi e a partecipare.

Per informazioni e iscrizioni: www.condominioexperience.it

Denaro del condominio usato per coprire i debiti di un altro: la Cassazione chiarisce chi deve restituirloA cura del Cen...
12/10/2026

Denaro del condominio usato per coprire i debiti di un altro: la Cassazione chiarisce chi deve restituirlo

A cura del Centro Studi OGGICONDOMINIO

Che cosa accade quando un amministratore gestisce più condomìni e trasferisce denaro dal conto di uno per coprire i debiti o i disavanzi di un altro? La Cassazione ha dato una risposta netta: il condominio che ha ricevuto somme senza un titolo giustificativo può essere chiamato a restituirle direttamente a quello da cui provengono.

Con l’ordinanza n. 25301 del 14 settembre 2026, la Terza Sezione civile ha applicato il principio della ripetizione dell’indebito previsto dall’art. 2033 del codice civile. Secondo la Corte, quando l’amministratore comune trasferisce abusivamente somme dal conto di un condominio a quello di un altro, l’operazione è priva di causa: il condominio che ha ricevuto il denaro deve restituirlo, anche se non ha partecipato all’illecito dell’amministratore. La responsabilità di quest’ultimo resta distinta e riguarda i rapporti interni con i condomìni amministrati.

La restituzione e la responsabilità dell’amministratore sono piani diversi

La decisione distingue due questioni che nella pratica possono intrecciarsi. Da un lato, il condominio impoverito può chiedere la restituzione delle somme al condominio che le ha ricevute senza titolo. Dall’altro, resta da valutare la condotta dell’amministratore, che può essere chiamato a rispondere dei danni e delle violazioni dei propri obblighi.

Questo passaggio è rilevante perché evita che il condominio danneggiato debba attendere la definizione del rapporto con l’amministratore prima di recuperare il denaro. La restituzione riguarda lo spostamento patrimoniale senza giustificazione; l’eventuale responsabilità dell’amministratore riguarda invece il modo in cui sono stati gestiti i conti e gli incarichi.

Che cosa può cambiare per gli amministratori professionisti

L’ordinanza non introduce un nuovo obbligo normativo, ma rende più evidente il rischio di una gestione finanziaria promiscua. Per gli amministratori professionisti, la separazione dei conti e la tracciabilità delle operazioni diventano elementi centrali della tutela dei condomìni e della stessa affidabilità professionale.

In concreto, la pronuncia suggerisce alcune cautele:

- usare il conto intestato a ciascun condominio per le operazioni che lo riguardano;
- evitare trasferimenti tra condomìni privi di un titolo chiaro e documentato;
- conservare giustificativi, estratti conto, mandati di pagamento e verbali assembleari;
- effettuare riconciliazioni periodiche tra movimenti bancari, rendiconti e documenti contabili;
- in caso di subentro, verificare con particolare attenzione saldi, movimenti e operazioni non ordinarie.

Sono indicazioni operative ricavate dalla decisione: non equivalgono a un nuovo adempimento introdotto dalla Cassazione. Resta comunque essenziale che ogni uscita di denaro sia riferibile al condominio interessato e sostenuta da una ragione verificabile.

La prova dei trasferimenti

La ricostruzione delle movimentazioni bancarie può essere decisiva. Nella controversia esaminata, gli elementi documentali relativi agli assegni e agli addebiti sono stati valutati ai fini della prova dei pagamenti; la documentazione bancaria del beneficiario può a sua volta servire a contestare o verificare l’effettivo accredito. Per questo, conservare e rendere accessibili i documenti contabili non è una formalità: può incidere direttamente sulla possibilità di ricostruire l’operazione e chiedere la restituzione.

Un richiamo alla trasparenza della gestione

La pronuncia rafforza un principio semplice: le risorse di un condominio devono essere amministrate nell’interesse di quel condominio e secondo una destinazione giustificabile. Coprire il disavanzo di un altro stabile con somme altrui può generare una pretesa restitutoria diretta, oltre alle possibili conseguenze sul piano della responsabilità dell’amministratore.

Per la gestione professionale, la lezione è concreta: conti distinti, operazioni tracciabili e rendiconti verificabili proteggono i condòmini e consentono all’amministratore di dimostrare con precisione le scelte compiute. La scheda della decisione e il principio riportato sono un punto di partenza per approfondire il caso.

La crisi della casa non si ferma ai confini: dalla Spagna una lezione anche per l’ItaliaL’emergenza abitativa è ormai un...
10/10/2026

La crisi della casa non si ferma ai confini: dalla Spagna una lezione anche per l’Italia

L’emergenza abitativa è ormai una questione sociale e politica. Serve una strategia nazionale capace di coordinare istituzioni, territori e professioni del settore.

La crisi della casa è tornata al centro del dibattito europeo. Il confronto tra Spagna e Italia proposto da Sky TG24 mostra quanto sia diventato difficile, per molte famiglie e soprattutto per i giovani, trovare un’abitazione a un costo sostenibile. Le situazioni dei due Paesi non sono identiche, ma il problema di fondo si assomiglia: il costo dell’abitare cresce più rapidamente della capacità di tante persone di sostenerlo.

In Spagna la pressione è particolarmente forte. Secondo i dati riportati da Sky TG24, dal 2016 gli affitti sono aumentati dell’82,7% a Madrid e del 94,9% a Barcellona, a fronte di una crescita dei salari intorno al 45%. In Italia, invece, la dinamica cambia da città a città: pesa la concentrazione della domanda nei grandi centri, mentre l’offerta di abitazioni disponibili per contratti di lungo periodo si è ridotta.

Non basta, quindi, contare quante abitazioni esistono. Bisogna capire dove si trovano, in quali condizioni sono, a chi sono accessibili e a quale uso sono destinate. In alcune aree convivono case vuote o sottoutilizzate, forte domanda abitativa, affitti brevi e difficoltà per studenti, lavoratori e famiglie. Le misure occasionali possono aiutare, ma da sole non costruiscono una politica della casa stabile.

Per questo OGGICONDOMINIO ritiene necessario aprire una riflessione sull’istituzione di un Ministero per la Casa, in grado di coordinare le politiche oggi distribuite tra più amministrazioni e livelli istituzionali. Un luogo di indirizzo nazionale che metta in relazione edilizia residenziale pubblica, recupero del patrimonio esistente, sostegno alle locazioni, rigenerazione urbana, efficientamento energetico e tutela delle persone in condizioni di fragilità.

Una strategia efficace deve coinvolgere anche chi conosce ogni giorno la realtà degli edifici e dei loro abitanti. Gli amministratori di condominio, insieme ai professionisti, alle imprese e alle associazioni del settore, possono contribuire a individuare problemi, programmare interventi e accompagnare la riqualificazione del patrimonio immobiliare. Il condominio è una parte concreta della questione abitativa: è il luogo in cui si intrecciano proprietà, manutenzione, sicurezza, costi energetici e convivenza.

La Spagna dimostra che la casa può diventare il centro di un confronto politico capace di coinvolgere l’intero Paese. L’Italia non dovrebbe attendere che il disagio si trasformi in una crisi ancora più profonda per affrontare il tema con una visione organica. Servono dati aggiornati, risorse adeguate e un coordinamento stabile, rispettando insieme il diritto delle persone ad abitare e le legittime esigenze dei proprietari.

La casa non è soltanto un bene economico: è una componente essenziale della dignità, della stabilità familiare e della coesione sociale.

Centro Studi OGGICONDOMINIO
Per approfondire: il confronto tra Spagna e Italia pubblicato da Sky TG24.



https://tg24.sky.it/mondo/2026/10/05/crisi-abitativa-spagna-italia-confronto?utm_source=Klaviyo&utm_medium=campaign&intcmp=nl_editorial_insider_null&

Leggi su Sky TG24 l'articolo Crisi abitativa, cosa hanno in comune (o no) Spagna e Italia: i dati

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10/10/2026

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