26/03/2025
Lavorare durante la malattia: quando il licenziamento è giustificato?
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 1472/2024, ha recentemente fatto chiarezza su una questione importante: è possibile licenziare un dipendente che svolge un’altra attività lavorativa durante un periodo di malattia? La risposta è affermativa, ma con delle specifiche. La Corte ha stabilito che lavorare mentre si è in malattia non costituisce solo una violazione di tipo civile, ma anche un "reato di pericolo". In altre parole, il lavoratore non deve necessariamente causare un danno diretto al datore di lavoro, ma la sua condotta può mettere a rischio il recupero e la tempestiva guarigione.
Nel caso in cui un dipendente svolga un altro lavoro durante la malattia, non è necessario che l’attività svolta causi danni immediati o concreti. L’importante è che questa possa compromettere il processo di guarigione, mostrando un comportamento imprudente. Se l’attività interferisce con la ripresa, può giustificare il licenziamento per illecito disciplinare.
In questi casi, il dipendente ha l’obbligo di concentrarsi sul recupero e sulla pronta guarigione, affinché possa tornare a lavorare quanto prima. Questo si inserisce nell’obbligo di comportarsi con diligenza, correttezza e buona fede verso il datore di lavoro.
Il licenziamento diventa legittimo in due circostanze principali:
1. Quando l’attività svolta durante la malattia è incompatibile con lo stato di salute del lavoratore, tanto da far dubitare dell’effettiva esistenza della malattia.
2. Quando l’attività potrebbe compromettere o rallentare il recupero, ritardando così il rientro al lavoro.
Anche se l’attività svolta non è retribuita, resta fondamentale che non vi sia conflitto con l’attività svolta per il datore di lavoro. In altre parole, non è rilevante se l’attività è gratuita o retribuita, ma è cruciale che non si tratti di un impiego in concorrenza con quello principale.
Un esempio recente riguarda una lavoratrice romana, licenziata dopo essere stata sorpresa a lavorare in una pizzeria durante un congedo per malattia per lombalgia acuta. La dipendente ha impugnato il licenziamento, affermando che il suo comportamento non fosse in contraddizione con la cura della sua malattia, poiché sarebbe tornata al lavoro subito dopo. Tuttavia, la Corte ha rigettato il ricorso, confermando che le sue attività nella pizzeria erano incompatibili con la malattia certificata e compromettevano il suo recupero.
Le aziende, in presenza di dubbi sulla veridicità della malattia o su comportamenti scorretti, possono ricorrere a investigatori privati per monitorare e verificare che i dipendenti rispettino le normative aziendali. Tra le attività di controllo più comuni ci sono il pedinamento, il mystery shopping e l'analisi di comportamenti online, per garantire che ogni dipendente aderisca correttamente alle policy aziendali.