17/05/2026
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Si è concluso in questi ultimi giorni trascorsi il “vertice USA-Cina”, richiamando la nostra attenzione agli effettivi outcome...
Sul punto, tralasciando ad altri contesti il confronto geopolitico e i relativi temi, tra cui in particolare spicca quello militare e il disruptive richiamo di Xi Jinping alla “Trappola di Tucidide”, desidero portare l’attenzione alle considerazioni e ai riscontri emergenti in ambito tecnologico ed esattamente in quello , richiamando a supporto l’autorevole studio di , Stanford Institute for Human-Centered Artificial Intelligence (HAI) of Stanford University: “AI Index 2026” (aprile 2026).
Del report propongo in particolare una parte “chiosata” sagacemente da Francesco Destri nel suo articolo su digitalworditalia.it come “𝗟𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶”, che ritengo la miglior sintesi per comprendere il vero stato dell’arte tra USA e Cina e non solo…, aprendo la mente anche ad uno spiraglio (direi ottimistico) sul presidio della , grazie al quale possiamo dire che 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗼𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗯𝗮𝗿𝗶𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 .
Riprendendo quindi il summary del suddetto articolo:
“Il rapporto Stanford AI Index 2026 rivela che il gap di prestazioni tra i migliori modelli americani e cinesi è sceso al 2,7%, mentre gli USA spendono 23 volte di più. Un'analisi dei dati che mette in discussione la durabilità del primato americano nell'intelligenza artificiale.”;
ecco il punto su “𝗟𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶”:
“Il dato che forse avrebbe meritato più attenzione di quella che ha ricevuto riguarda le persone, non i modelli. Il numero di ricercatori AI che si trasferisce negli Stati Uniti è crollato dell’89% dal 2017, con l’80% di questo declino concentrato nell’ultimo anno. Oggi è la Svizzera il primo Paese al mondo per densità di ricercatori e sviluppatori AI pro capite.
Questa inversione di tendenza mina la narrativa secondo cui il vantaggio americano sarebbe al sicuro grazie alla superiorità degli investimenti. Se i ricercatori che costruiscono i modelli di frontiera scelgono sempre meno di lavorare negli USA, la spesa record acquista hardware e infrastrutture ma non il capitale intellettuale che trasforma la potenza di calcolo in capacità reale. DeepSeek aveva già dimostrato nel gennaio 2025 che un laboratorio cinese poteva eguagliare il meglio della Silicon Valley con una frazione delle risorse disponibili. I dati sul talento suggeriscono che le condizioni che hanno reso possibile DeepSeek si stiano rafforzando, non indebolendo.”
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Che ne pensiamo?😎
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